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Reparti cecchini italiani - prima e seconda guerra mondiale
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gianpietro.chiaro
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MessaggioInviato: Dom Giu 28, 2009 8:03 pm    Oggetto: Rispondi citando

Sempre da questo libro si evince un particolare interessante. Mi riferisco alla distribuzione al fronte delle armi "speciali" 91 dotate di ottica.

Dal testo si capisce che una tale arma *NON* era in distribuzone presso le armerie del fronte però (ed è questa la novità) sembra che esistesse una versione del 91 (cosiddetta del "Tiro a segno Nazionale") più leggera e curata delle normali armi 91, ma senza ottica.

Quando il protagonista del libro "rompe" il suo Vitali-Vetterli, ricalibrato 6.5 con ottica Carl Zaiss civile, e va a sostituirlo all'armeria del Trincerone di Sella Nevea, l'armaiolo, pur di avere quest'arma (anche se rotta) gli da in cambio un 91 "diverso".

Da mie conseguenti indagini ho scoperto un articolo (in inglese) qui:
http://imageevent.com/badgerdog/cgnmilsurpknowledgebase/1941model189141carcanoinfantryrifl

(cercate l'immagine 22)
http://imageevent.com/badgerdog/cgnmilsurpknowledgebase/1941model189141carcanoinfantryrifl;jsessionid=nvdac0bok1.penguin_s?p=21&n=1&m=24&c=4&l=0&w=1&s=0&z=9

in cui si parla di carcano marchiati dal "Tiro a segno Nazionale" destinati ai tiratori scelti. E inoltre, udite udite, sembra che la produzione di questi fucili sia stata del 5% del totale dei prodotti: una cifra importante.
Laughing
Quindi di fucili precisi ne esistevano molti in zona di guerra, probabilmente molti di più dei tiratori scelti necessari a manovrarli.
Quelli con ottica di precisione (che avevano anche un apposito sistema di montaggio dell'ottica) erano invece molto rari.

Il particolare punzone del tiro a segno Nazionale consiste in una coppia di fucili incrociati che sormantano un piccolo bersaglio circolare; magari avete a casa un'arma di questo tipo senza saperlo!

Ho scovato inoltre il nome di un "cecchino" italiano della prima guerra mondiale: il C.M. Crino Salvatore, cl. 1895 che combattè sul Carso e rientrò in Italia dalla prigionia nel 1919. Chissà se portava il fregio dei tiratori scelti al braccio, come prescriveva il regolamento....
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hardrock
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MessaggioInviato: Lun Giu 29, 2009 9:50 pm    Oggetto: Rispondi citando

cazz non riesco ad aprire la foto del fregio...me la potresti mandare via pm? Grazie mille..
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gianpietro.chiaro
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MessaggioInviato: Mar Giu 30, 2009 10:21 am    Oggetto: Rispondi citando

@hardrock

Perdonami, ma non posso postare immagini che non sono mie. Ho messo lì a bella posta il link web. Hai per caso Vista sul tuo PC? Hai disabilitato i Popup? Perchè aprendo il primo link e facendo click sull'immagine in questione si dovrebbe aprire un'altra finestra col particolare in questione.

Intanto goditi questa (che dovresti poter raggiungere senza grossa fatica).

http://miles.forumcommunity.net/?t=9342976

Si tratta di un berretto delle truppe coloniali molto particolare perchè appartenne ad un tiratore scelto (tarbusc da Bulukbasci capo), segno che 1) avevamo cecchini impegnati nelle colonie 2) erano truppe di colore.

Chiedo inoltre aiuto a tutti i partecipanti questo bel forum se hanno notiezie di tiratori italiani nel secondo conflitto mondiale.
So per certo che nella RSI, i reparti mandati in Germania ad addestrarsi erano armati con armamento tedesco, per cui in ogni squadra un fucile (mauser kar 98 ) era dotato di ottica di precisine (suppongo Carl Zeiss) ed un altro con tromboncino lanciabombe. Inoltre la Beretta ebbe ordine di modificare alcuni mauser per dotarli di silenziatore per un impiego "non precisato" (suppongo di cecchinaggio) da parte degli Arditi (Paracadutisti o Xmas o ADRA?).
Esiste in rete un bellissimo articolo dal titolo "The Carcano Puzzle" (che trovate qui: http://www.gunboards.com/sites/mrj2003/Italy/Carc_Sniper/CarcSnip.htm ) in cui si parta di un fantomatico Carcano TS modificato per accogliere un'ottica Beretta. Si tratta di un falso, come è precisato in tantissimi siti "più tecnici" che parlano del nostro 91. Però l'idea alla base di questo articolo non è sbagliata: la RSI fece un largo uso di "franchi tiratori" (usando un termine in voga all'epoca) per rallentare l'invasione anglo-americana in Italia, in attesa delle fantomatiche "armi di distruzione di massa" che Hitler promise a Mussolini nel 45. Di ciò esiste testimonianza diretta dell'ufficiale (Tale Romersa di cui leggete qui http://digilander.libero.it/freetime1836/libri/libri21.htm il racconto) che fu mandato dal duce in Germania per valutare queste nuove armi. Del fatto invece che molti soldati allaeati persero la vita a causa di un cecchino in Italia è fatto riferimento ovunque si parli dei combattimenti negli abitati in Italia.
Aspetto fiducioso il contributo di *tutti*, grazie. Cool


Ultima modifica di gianpietro.chiaro il Mar Giu 30, 2009 3:04 pm, modificato 1 volta in totale
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gianpietro.chiaro
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MessaggioInviato: Mar Giu 30, 2009 2:59 pm    Oggetto: Rispondi citando

Ed ecco qui l'ultimo acquisto su ebay.



Manuale per l'esame di tiratore scelto - 1915 - a cura del Tiro a Segno nazionale.
Spero qui di trovare l'addestramento dei nostri tiratori scelti.

Appena letto vi farò una recensione, sempre che qualcuno si interessi ancora all'argomento. Fatemi sapere... Wink
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gianpietro.chiaro
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MessaggioInviato: Mer Lug 01, 2009 2:11 pm    Oggetto: Rispondi citando

Dopo ricerche sono riuscito a stabilire quanto segue:

1) durante la prima guerra mondiale non esistevano "cecchini" (così come oggi li intendiamo) italiani, piuttosto direi "tiratori scelti" (il termine inglese "designed marksman" rende meglio l'idea - è il membro dell'unità che ha la qualifica di tiratore scelto) ed avevano fucili 91 "migliorati".

2) questi 91 "migliorati" erano marcati dal "Tiro a segno Nazionale" perchè ritenuti idonei anche al tiro sportivo. Il contrassegno consiste in due fucili incrociati sormantati ad un bersaglio (è più facile ricercare in internet con la terminologia inglese "crossed rifles on bulls-eye)

3) esistono specifiche varianti del 91 - prodotte a partire dal 1924 a Gardone Val Trompia (BS) dalla Beretta o dall'Arsenale di Terni - destinate al tiro di precisione. Tali armi - sottolineo sperimentali - non vennero mai date alle truppe. Delle 5000 armi con ottica prodotte dai vari arsenali nella prima guerra mondiale, solo 2000 ne sovravvissero. Notizie certe dicono che 80 di queste andarono precipitosamente in Albania dove il cecchinaggio nemico fece molte vittime. Fu prodotta - sempre a titolo sperimentale - una variante del 91 a due grilletti per il tiro di precisione.

4) Alla fine della guerra, dopo l'8 Settembre 43 fino al 45, le truppe RSI che andarono in Germania ad addestrarsi furono organizzate come le FFAA tedesche: ogni squadra aveva il suo "sharpshooter" con arma dotata di ottica di precisione. Quete squadre riuscirono a rallentare l'invasione della penisola alle forze alleate, infliggendo loro considervoli perdite.

5) Con l'armistizio le armi - consegnate alle autorità - finirono nelle mani delle potenze vincitrici e l'Italia cobelligerante ebbe alcuni Enfield SMLE dotati di ottica dalle truppe Inglesi, che finirono perlopiù nelle armerie delle grandi unità o delle scuole. Io stesso ricordo una di queste armi conservata nell'armeria della Scuola Militare Alpina di Aosta nel 1983.
In tutto il dopoguerra, sino agli anni novanta, l'esercito tralasciò l'addestramento di apposite unità sniper solo perchè "troppo costose".
Addestrare un militare di leva al tiro è già di per sè costoso, tenendo presente il fatto che, all'atto del suo congedo l'investimento fatto è perso e si deve ricominciare con un altro soggetto. Figuriamoci poi addestrarlo come "sniper"!
Solo i corpi speciali dell'esercito, Carabinieri e Polizia continuarono ad addestrare "tiratori scelti" durante la guerra fredda.

6) Solo con il mutato scenario internazionale, che ci vede anche oggi impegnati in missioni all'estero, si pensò di creare una scuola "sniper" - a Cesano di Roma presso la scuola di Fanteria - che addestra i militari professionisti nelle tecniche sniper vere e proprie (non solo armi e tiro, ma anche infiltrazione, mimetismo, evasione, sganciamento, ...)


Ma questo ci porta ai giorni nostri, giacchè risulta veramente semplice trovare materiale sui cecchini: perfino RAI2 ha dedicato loro uno special nell'impiego in Iraq.
Se qualche lettore ha dei dubbi su quanto ho scritto, me lo faccia sapere perchè, di ciascun fatto ho materiale giustificativo (libri, circolari dello SME, articoli vari - soprattutto in inglese) come ad esempio questo:

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MessaggioInviato: Ven Gen 22, 2010 11:31 pm    Oggetto: Rispondi citando

mamma che brutta parola "cecchino"
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UN PARA NON MUORE MAI, E COVOCATO ALL'INFERNO PER L'ADUNATA
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