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discesa a corda doppia!!!
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Blackshot
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MessaggioInviato: Mar Nov 04, 2008 9:23 am    Oggetto: Rispondi citando

Succede perché per bloccare la corda la schiacciano... e a forza di schiacciarla, si rovina.
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dany



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MessaggioInviato: Mar Nov 04, 2008 3:32 pm    Oggetto: Rispondi citando

nel soccorso alpino si usa anche questo,p.s quando ero in forma arrivavo al 7a a vista chi fa freeclimbing sà di cosa parlo Wink
http://skylotec-katalog.de/show_item.php?item=PEREGRINE o questo

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non correre moriresti stanco
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gladiatore
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MessaggioInviato: Mar Nov 04, 2008 9:29 pm    Oggetto: Rispondi citando

sì ma il secchiello è un discensore!a me x l'urban servirebbe un autobloccante!
Cmq complimenti x il livello!!! Wink
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Se vis pacem, parabellum!!!
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dany



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MessaggioInviato: Mar Nov 04, 2008 10:19 pm    Oggetto: Rispondi citando

quello nel link blocca anche
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gladiatore
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MessaggioInviato: Mar Nov 04, 2008 11:25 pm    Oggetto: Rispondi citando

Sorry Dany!Non avevo visto che avevi inserito il link!
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andrea.gandalf
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MessaggioInviato: Ven Giu 26, 2009 10:18 pm    Oggetto: Rispondi citando

Mi sono collegato solo ora...
Premetto che queste cose NON vanno apprese all’ interno di un forum ma consultando una guida e provando con gente esperta (esperta... non l' arrampicatore della domenica che va solo in falesia).
Comunque meglio correggere un pò di errori / orrori che in un forum la gente legge per imparare e se lo fa in modo sbagliato poi si gioca la vita (soprattutto in questo sport).
Parto con il riassumere un pò la questione e mettendo giù le basi, poi correggo alcune affermazioni.
Innanzitutto per scendere in corda doppia ci sono una infinità di tecniche, per praticità spiego i due casi principali che si distinguono in base all’ utilizzo di una o due corde.
Tralascio la situazione nella quale si assicura la corda e non la si recupera perchè fatto il nodo e ancorata quest’ ultima ci si riporta in uno dei casi di cui parlavo precedentemente.
Iniziamo dicendo che sia che si utilizzi una sola corda per la calata sia che se ne utilizzino due ce sempre il modo per recuperarla.
Prima di effettuare la manovra, se si è in un luogo esposto, con potenziali pericoli di caduta o con terreno impervio ci si assicura tramite una fettuccia o un cordino (per i metodi di assicurazione consultare un testo appropriato).
Premetto anche che prima di iniziare la calata va effettuato un nodo di sicurezza a 50cm dalla fine di ogni capo della corda, questo perché è preferibile incastrarsi con il nodo autobloccante su questi di sicurezza piuttosto che vedere la corda che scivola fuori dal discensore, con conseguente volo; detto nodo va effettuato anche se si vede che la corda raggiunge il suolo (leggasi va presa come abitudine e va fatto SEMPRE) e dico questo perché in moltissimi ci hanno lasciato la pelle, anche gente molto esperta.

Con due corde o con una corda doppiata:
L’ ancoraggio viene effettuato su un anello, su di un fittone, attorno ad un albero basta che le superfici dove poggia la corda non abbiano spigoli vivi, quindi non sugli SPIT (o piastrina, in questo caso utilizzate un moschettone o una maglia rapida) o attorno a pilastri (in questo caso si fodera con della stoffa la zona dove andrà a poggiare e fa passare attorno un anello di cordino chiuso con un nodo detto “doppio inglese” poi si passa dentro la corda, il moschettone è superfluo); la corda va divisa a metà e passata per metà all’ interno dell’ anello così da ritrovarsi con i due capi che penzolano alla stessa altezza.
Senza mai svincolarsi si passa dentro al discensore (in commercio ne esistono un infinità: dal classico e vecchio OTTO, che anche se attorciglia un po’ le corde va sempre bene, alla GIGI o piastrina,quella della foto postata prima, fino ai moderni SECCHIELLI (Petzl Reverso, Black Diamond ATC, ecc…) che non sono altro che una piastrina con un cavo d’ acciaio) un asola e la si moschettona.
Il discensore va tenuto distanziato dall’ imbrago con un cordino per evitare che il nodo autobloccante vada ad infilarsi dentro ed il tutto va collegato con moschettone a ghiera (NON quelli normali con apertura della leva immediata) all' anello di servizio dell' imbrago.
I nodi principalmente usati sono 2: Prussik (nodo autobloccante in tutte e due le direzioni), Marchard (nodo autobloccante in una sola direzione ma che funziona anche con corde bagnate). Va eseguito con un cordino sottile ma comunque omologato (non con lo spago per i salami); i diametri utilizzati normalmente sono quelli da 5mm e 6mm. Ultimamente in commercio si trovano conrdini fatti con fibre aramidiche, come i cordini in Kevlar (hanno caratteristiche ignifughe, eccetto la calza che è in nylon, e di alta resistenza al carico e alle alte temperature ma peccano per quanto riguarda l’ annodabilità e la resistenza a torsione) o con tipi di nylon speciali come il Dyneema (hanno grande resistenza al carico, grande annodabilità ma fondono a bassissime temperature, circa 90 gradi, quindi non vanno usati per eseguire nodi autobloccanti).
Il nodo autobloccante va collegato all’ anello di servizio dell’ imbrago con un moschettone a ghiera e va controllata la lunghezza in modo che non vada ad infilarsi nel discensore.
Dopo essersi assicurati al nodo autobloccante e al discensore ci si può svincolare dalla sosta e si può iniziare la calata.

Con una corda singola:
Il procedimento è in realta lo stesso: si utilizza solo un capo della corda ma l’ altro è di pari lunghezza e corre a fianco di quello utilizzato.
Semplicemente si effettua un nodo delle guide in prossimità della metà e si passa un moschettone all’ interno dell’ asola e del capo della corda che sta dall’ altro lato dell’ anello; in seguito se si tira quest’ ultima si nota che la corda si strozza e ci permette di scendere su un solo capo (l’ altro assume solo la funzione di recupero della corda e non va utilizzato per assicurarsi o per calare un'altra persona).
In questo caso si utilizza un discensore autobloccante che lavora su corda singola (o anche uno dei discensori elencati precedentemente ma non avrebbe senso): è il caso del GRIGRI della Petzl o del Chinc della Trango che permette di scendere con il solo uso di questo attrezzo senza la necessità di nodi autobloccanti (anche se ne viene consigliato l’ uso per una sosta prolungata a mezz’ aria in maniera da scaricare il peso dall’ attrezzo).

Tenete conto che NON ho scritto tutte le modalità e gli accorgimenti per poter ritenere questa una guida completa quindi non provate queste manovre basandovi solo su ciò che sta scritto qui perchè alcune parti della catena di assicurazione sono state omesse (come, ad esempio, l' utilizzo dell' imbrago, le accortezze antiribaltamento e l' assicurazione prima della calata) anche se le procedure sono corrette.
Non sono una persona qualificata e non mi prendo la responsabilità di eventuali danni o infortuni derivati dalla scrittura di ciò.
Per una conoscenza migliore l’ unica cosa da fare è appoggiarsi ad una persona qualificata e consultare un testo appropriato.
Per ulteriori informazioni, dubbi, chiarimenti e consigli sono a vostra disposizione.
Andrea


Ultima modifica di andrea.gandalf il Sab Giu 27, 2009 2:07 pm, modificato 6 volte in totale
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MessaggioInviato: Ven Giu 26, 2009 10:48 pm    Oggetto: Rispondi citando

Passiamo ora ai consigli e alle precisazioni:
@ Hardrock:
L' utilizzo di corde statiche nel vostro caso, come hai detto tu, l' ideale vista l' assenza di possibili cadute con fattore superiore a 1; tenete conto però che i discensori autobloccanti hanno una range di diametri per i quali sono omologati (il GRIGRI va dagli 11mm fino ai 9.8mm non di meno mentre il CHINC va dagli 11mm ai 9.4mm).
Per quanto riguarda il discensore da usare invece la combinazione che frena di più e che è quidi più gestibile è piastrina con due moschettoni passati dentro.
I secchielli sono attrezzi che tendono ad avere canali più larghi o comunque a far scorrere di più le corde e anche con l' inserimento di due moschettoni gli angoli che forma la corda (che sono poi quelli che ne determinano la velocità di scorrimento) rimangono pressochè uguali.
Per quanto riguarda l' ingarbugliamento del nodo nel discensore non dovrebbe accadere perchè si allontana il discensore dall' anello di servizio quel tanto che basta per impedire ciò.

@ Blackshot:
Un metro per i cordini da prussik (vengono chiamati così) è più che sufficiente perchè, fatto il nodo esso risulta abbastanza vicino all' imbrago da non dover allungare troppo la fettuccia del discesore.
Per quanto riguarda i discensori autobloccanti non è vero che rovinano le corde, ce stato il SUM della Fardles, uno dei primi modelli altrenativi al GRIGRI, che con l’ uso creava una bava che rovinava, ma non danneggiava, la calza della corda ma ora non lo vendono più (o comunque non c'è più richiesta in quanto ce ne sono di migliori).
Lo schiacciamento delle fibre non influisce per niente sul deterioramento dell’ anima, le corde non sono fatte di fibre aramidiche, che se sottoposte a compressione trasversale si spezzano.

@ Blackshot e Taipan:
I discensori speleo vanno bene ma lavorano solo su corda singola, come gli autobloccanti, per praticità ed economicità preferisco il tradizionale discensore e un prissik sotto.

@Dani:
Quello postato da te è il REVERSO 3 della Petzl ed è un discensore (secchiello per la precisione) NON un discensore autobloccante e dopo averlo provato posso dirti che non è nemmeno uno dei più validi perché ha il cavo di ritenuta che lavora incrociando le corde.
Ce il modo di renderlo autobloccante ma viene utilizzato per il recupero del secondo di cordata e non per la calata.


Ultima modifica di andrea.gandalf il Sab Giu 27, 2009 2:14 pm, modificato 1 volta in totale
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MessaggioInviato: Ven Giu 26, 2009 10:51 pm    Oggetto: Rispondi citando

Visto il periodo estivo faccio una proposta ai vicentini:
Per chi è interessato all' argomento, ma anche all' arrampicata in generale, mi offro di spiegargli e mostrargli le manovre.
Basta che mi mandiate un MP.
Wink
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