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Attrito dei proiettili
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Autore Messaggio
sniperseal
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MessaggioInviato: Dom Giu 17, 2007 11:05 am    Oggetto: Attrito dei proiettili Rispondi citando

Nell'ultima mail che Stefano Scaglia mi ha mandato ha inserito una interessante "lezione" sui fattori che diminuiscono l'attrito del proiettile migliorandone la precisione...
Credo sia utile per tutti e quindi la copio in questo spazio.



Citazione:
se può servire a qualcuno dei frequentatori del tuo forum, ti mando un elenco dei fattori che DIMINUISCONO l'attrito dei proiettili e che quindi ne MIGLIORANO le prestazioni per il tiro di precisione :

LUNGHEZZA DELL'OGIVA (ogive lenght) = in astratto, più l'ogiva e lunga e
minore è l'attrito incontrato dal proiettile. In concreto i progettisti devono
fare i conti con il fatto che la lunghezza totale della palla dovrebbe essere
(idealmente) compresa tra i 5 ed i 5,5 calibri, anche se molto più spesso
la lunghezza complessiva si attesta sui 4 calibri

FORMA DELL'OGIVA (ogive shape) = l'ogiva conica è la meno efficiente dal
punto di vista areodinamico perchè aumenta l'attrito. Per questo vengono
preferite le ogive secanti o tangenti (più diffuse)

FORMA DELLA PUNTA (meplat shape) = la punta accuminata propria delle ogive coniche è la meno efficiente perchè aumenta l'attrito. Hanno meno attrito le punte aperte (della palle HPBT) o le punte arrotondate (delle palle FMJ-SN)

DIAMETRO DELLA PUNTA (meplat diameter) = quello compreso tra 0,10 e 0,15 calibri da il minore attrito entro un'ampia gamma di velocità in regime supersonico

ANGOLO DI CODA (tail angle) = di solito è compreso tra 5 e 9°. Il popolare angolo di 7° riduce di molto l'attrito in regime supersonico entro un'ampia gamma di velocità. E' molto diffuso anche l'angolo di 9°, che lievemente meno efficiente di quello di 7° ma che è altrettanto diffuso. Non si usano angoli di coda di oltre i 10° perchè si amplificano la turbolenza in regime supersonico e si genera troppo attrito

LUNGHEZZA DI CODA (tail lenght) = in teoria più è lunga e più si riduce l'attrito.
Tuttavia, una lunghezza eccessiva porta a problemi di instabilità dinamica.
Per questo motivo, di solito la lunghezza ottimale è compresa tra 0,5 e 1
calibri

Ultima cosa.
Vorrei rammentare a tutti i "cecchini" veri, presunti o aspiranti tali, che
l'attrito incontrato dalla palla in volo è direttamente proporzionale al
quadrato dell'angolo di oscillazione verticale della palla (N.B. leggendo
"compendio tecnico al moderno tiro di interdizione" la gente capirà meglio
di cosa si tratta).
Questo è il motivo per cui la singola cartuccia va assemblata con la massima cura possibile e, in particolare, per fare in modo che ci sia la massima coassialità possibile tra palla e bossolo e tra cartuccia e anima della canna.
Questo è tutto.
Ovviamente ho omesso tutte le dimostrazioni matematiche, ma non ho potuto omettere i termini tecnici.
Spero che serva a qualcosa.
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MessaggioInviato: Dom Giu 17, 2007 10:55 pm    Oggetto: Rispondi citando

Citazione:
Questo è il motivo per cui la singola cartuccia va assemblata con la massima cura possibile e, in particolare, per fare in modo che ci sia la massima coassialità possibile tra palla e bossolo e tra cartuccia e anima della canna.

Per la coassialità tra palla e bossolo che accorgimenti posso adottare dal momento che fa tutto il die della pressa quando li assemblo? Per la coassialità tra palla e canna l'unico accorgimento che prendo è di tenere la cartuccia della lunghezza tale che la palla parta già a contatto con la rigatura. Altri consigli?
Grazie
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MessaggioInviato: Mar Giu 19, 2007 12:08 pm    Oggetto: Rispondi citando

La risposta arriva direttamente da Scaglia:

Citazione:

In ordine alla prima questione :

- scegliere i bossoli migliori, perchè non tutti i bossoli sono uguali, orientandosi
verso quelli di un fabbricante noto. Successivamente, dividerli per gruppi
omogenei di +/- 2grs.

- scegliere le palle migliori facendo riferimento ai fabbricanti più famosi.
non tutte le palle sono uguali, e in particolare non tutte le palle hanno
il nucleo concentrico rispetto alla camiciatura. Questo può creare dei problemi
andando ad incidere sull'errore di coassialità una volta che la cartuccia
è assemblata. Le palle vanno poi divise in gruppi omogenei con scarti del
decimo di grano. Mi rendo conto che è noioso ma se uno vuole la precisione
assoluta è necessario farlo

- a meno che uno non possa avere una matrice fatta da un artigiano che ha
"copiato" la camera della sua arma, occorre usare matrici di inserimento
"in linea" come quelle prodotte dalla Redding o dalla Bonanza

- ci sono presse speciali che mantengono ma massima coassialità tra griffa
reggibossolo e matrice, e che vengono usate solo per l'inserimento della
palla. Se la precisione è la vostra ragione di vita, allora vi consiglio
caldamente di usarle, anche se mi rendo benissimo conto che sono rare e costose.
Mi limito a segnalare in questa sede quelle prodotte dalla COV Trading, dalla
Modulo Masterpiece o quelle disponibli presso la STITRA di Torino.

In ordine alla seconda questione :

- l'idea di mandare la palla a contatto della rigatura, o in stretta prossimità
della stessa, è corretta e va usata tutte le volte che è posibile farlo perchè
questo contribuisce effettivamente a migliorare la precisione
- bisogna ricordarsi che "allungando" la cartuccia per mandare la palla a
contatto con la rigatura, potrebbe creare dei "vuoti" tra palla e polvere.
Questo potrebbe determinare una combustione anomala e potrebbe richiedere
un intervento sul quantitativo della carica di
lancio per compensare questo vuoto. Si tratta di un dettaglio che deve essere
valutato dal singolo tiratore in riferimento alla singola arma
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MessaggioInviato: Mar Giu 19, 2007 1:41 pm    Oggetto: Rispondi citando

Che dire... Ringrazio il sig. Scaglia per il suoi consigli utilissimi!

Effettivamente mi rimane un po' di vuoto nel bossolo, però non posso aumentare il quantitativo di polvere perché sono già a un livello di carica abbastanza alto.
Dovrei fare delle prove tra un cartuccia corta e una lunga per vedere se il beneficio della palla a contatto con la rigatura è maggiore rispetto al fatto di non avere vuoti di polvere nel bossolo.

Per la prima questione invece, sono del parere che, a meno che uno non faccia gare benchrest o abbia delle relazioni emozionali con la proprie munizioni, perdere più di un minuto per colpo sia tempo e denaro buttato al vento. Lo dico con cognizione di causa, avendo iniziato anche io con il sistema “maniaco depressivo” della palla perfetta. Attualmente, ho deciso di passare a quello più sciolto con una bella pressa multipostazione che spara fuori 200 colpi all'ora. Sicuramente tra il primo modo di fare cartucce ed il secondo c'e' una differenza, ma i vantaggi in precisione che ottengo sono a mio avviso trascurabili rispetto agli errori che commetto io personalmente come tiratore ed al tempo risparmiato in favore dell'allenamento per la correzione di questi ultimi. Naturalmente è un punto di vista personale.

Una domanda l'avrei ancora però…
Mi è stato consigliato di non ricalibrare l'intero bossolo se lo uso sempre con la stessa carabina. A parte il vantaggio di non sottoporre il metallo ad ulteriore stress ed allungare la vita media dei bossoli, ci sono altri vantaggi significativi per quanto riguarda la propulsione della palla e la precisione?

Grazie!
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MessaggioInviato: Mer Giu 20, 2007 12:23 pm    Oggetto: Rispondi citando

Sempre da Scaglia:

Citazione:

Prima bisogna assemblare una cartuccia di lunghezza "normale" (cioè di una
lunghezza pari a quanto previsto dai manuali) e poi bisogna confrontarla
con una identica (nei componenti), ma di lunghezza maggiorata.
Se mandando la palla a contatto o in stretta prossimità dell'inizio di rigatura
la precisione aumenta in maniera macroscopica, allora vale la pena di continuare
ad usare la cartuccia più lunga.
E' importante fare questa verifica perchè ci sono armi che sono insensibili
a queste variazioni, o che addirittura danno risultati peggiori.
Comunque, se si usa una cartuccia "lunga" potrebbe verificarsi il problema
dello spazio vuoto tra la palla e la polvere.
Lo spazio vuoto in carti casi è irrilevante, mentre in altri è critico perchè
determina una combustione anomala della polvere.
Questa anomalia si manifesta sottoforma di mancata precisione dovuta o al
fatto che i gas di combustione fuoriescono con delle turbolenze (N.B. la
velocità alla bocca muta sensibilmente tra una cartuccia e l'altra) oppure
che la canna vibra in maniera anomala quando viene attraversata dal proiettile.
Ricordati che lo spazio vuoto a livelli macroscopici diventa distruttivo.
Se con la polvere viene occupato uno spazio inferiore a 1/2 del volume interno
disponibile, la combustione è talmente anomala da determinare una vera e
propria esplosione.
A parte questo, l'aumento di polvere tale da compensare questo vuoto è dell'ordine
del decimo di grano.
Per quello che riguarda la ricalibratura del solo colletto, è vero che se
si usa sempre la stessa arma si possono ricalibrare i bossoli solo sul colletto.
Questa pratica ha diversi vantaggi.
In primo luogo aumenta la vita media del bossolo. In secondo luogo aumenta
la precisione perchè il bossolo è più centrato rispetto alla camera di cartuccia,
e si tende a fare diminuire il famoso angolo di oscillazione verticale che
è tanto critico ai fini dell'attrito del proiettile, ma è anche critico per
la precisione, perchè più è piccolo e meno la punta del proiettile come quel
movimento noto come "precessione".
Un altro motivo per cui vale la pena ricalibrare il solo colletto (tutte
le volte che è possibile), è che in questo modo si regolarizza la giunzione
spalla-colletto.
Quando si spara, sul bossolo si forma una estroflessione (una piccola gobba)
tra la palla ed il colletto.
Se questa estroflessione non viene tolta (ricalibrando il colletto), i gas
di egresso fuoriusciranno in maniera sempre più turbolenta.
Questa turbolenza è grave perchè incide su come il proiettile viene spinto
fuori dalla canna e, in sintesi, incide sulla velocità alla bocca.
Tu sai benissimo che velocità alla bocca diverse signficano punti di impatto
diversi, e questo aumenta all'aumentare della distanza.
C'è da fare molta attenzione ad una cosa. Non tutte le matrici vendute come
"per la ricalibratura del colletto" sono capaci di ricalibrare effettivamente
TUTTO il colletto e ripristinare la condizione della giunzione tra spalla
e colletto.
Questo è importante perchè a volte uno acquista un prodotto convinto che
serva a fare una certa cosa ma poi in realtà quel prodotto funziona poco
e male.
Occorre fare attenzione quello che c'è in giro.
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MessaggioInviato: Mer Giu 20, 2007 1:10 pm    Oggetto: Rispondi citando

Molte grazie per la risposta super esauriente Surprised
Appena ho l'occasione comparerò le cartucce in variante corta (senza vuoti) e lunghe (a contatto).
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MessaggioInviato: Lun Giu 25, 2007 2:48 pm    Oggetto: Rispondi citando

Alt fermi tutti
attenzione a dire che le cartucce con FB prossimo allo zero diano sempre il meglio.
Dipende sempre da arma ad arma, anche nell'ambito dello stesso modello, es stessi modelli 700 police. Prove sul campo hanno dimostrato che cartucce cartucce a fb prossimo allo 0 funzionano bene su una mentre sull'altra sono erratiche. Ad esempio, cartucce da fare consigliatemi da Flavio Farè (penso che nessuno possa avere da ridire su questo customer di carabine) nella mia Police erano erratiche, tant'e' che con oal standard a 71,00 o 71,30 ho una precisione maggiore, testata fino a 6667 mt, sul campo.
Ogni carabina è un mondo a se.
Il problema delle Berger vld è che funzionano meglio (semplificando diciamo per problemi di stabilità che avviene ad una certa distanza) oltre i 300mt, se ci si limita alle gare dei 300 mt una scenar o match king classica daranno garanzia di stabilità a questa distanza, che alle lunghe verrà persa prima, tornando a primeggiare così le vld.
In molte gare vengono utilizzate cartucce a base tronca, ma attenzione su distanze limitate, i 600 mt sopra descritti sono una sparata pubblicitaria.
Taipan su altro sito ti mando un e-mail.
Ciao
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MessaggioInviato: Mar Giu 26, 2007 6:48 pm    Oggetto: Rispondi citando

Riporto la risposta di Stefano Scaglia...


Citazione:
quando parlavo dell'attrito dei proiettili volevo solo cercare di spiegare cosa fanno i progettisti quando devono creare un nuovo proiettile o quando devono migliorare uno già esistente.
Io non ho mai detto che bisogna sempre mettere un proiettile a pieno contatto con l'inizio di rigatura per avere i risultati migliori.
Io ho detto qualcosa di ben diverso, e cioè :

- di avvicinare il più possibile la palla all'inizio di rigatura
- di verificare prima se effettivamente questo comporta un miglioramento
macroscopico delle prestazioni

Forse lo so un po' meglio degli altri che ogni arma è una cosa a se!! Se
permetti, quando ho scritto il "compendio" ho provato tutte le armi di cui
ho parlato.
E' vero che sono stato aiutato da alcune persone compiacenti, ma le ho provate perchè non mi piace parlare a vanvera di cosa che non conosco.
Io sono uno dei pochissimi italiani che ha fatto degli studi sul passaggio
dal regime supersonico a quello transonico e subsonico nel .308 winchester o nel .338 Lapua Magnum.
Se ti dico qualcosa di balistica (in questo caso esterna), non lo faccio
perchè voglio vantarmi di saperla, ma non lo faccio nemmeno "...perchè l'ho letto sulla rivista X..." o perchè "...me lo ha detto il mio amico Caio".
E non sono nemmeno uno della serie "...se non sai una cosa, tu leggi qua
e là e poi fai una media per farti un'idea..." .
A proposito di riviste.
Questo è un avviso rivolto a tutti quelli che vogliono capire realmente le
cose .
State attenti a quando ci sono degli esperti che vi parlano di "stabilità"
e di "stabilizzazione" dei proiettili, perchè vogliono solo pendervi in giro
e, nella migliore delle ipotesi non sanno assolutamente di cosa stanno parlando.
Premessa.
Se uno vi parla latamente di "stabilità" o di "stabilizzazione" è un somaro.
Una persona seria e competente vi farebbe una distinzione doverosa tra stabilità giroscopica e stabilità dinamica.
La stabilità giroscopica è la capacità del proiettile di fare prevalere il
moto di rotazione sulla tendenza a ribaltarsi lungo il proprio asse verticale
subito dopo avere lasciato la volata.
Sento spesso dire da questo o quell'esperto che "un proiettile è o non è
stabile" senza specificare a cosa si sta riferendo.
Sento anche dire che "un proiettile diventa instabile dopo una certa distanza", ma questa è una fesseria.
A parte che bisognerebbe specificare di cosa si sta parlando, volevo solo
ricordare a tutti che la stabilità giroscopica CRESCE (e non diminuisce)
al CRESCERE della distanza, ed il motivo è molto semplice.
La stabilità giroscopica è direttamente proporzionale al quadrato del rapporto tra velocità di rotazione del proiettile e velocità di traslazione del proiettile.
Dal momento che la seconda decresce molto più velocemente della prima, ecco spiegato il motivo dell'aumentare del fattore di stabilità giroscopica (Sg) all'aumentare della distanza.
Se tu misuri Sg alla bocca e a 1000m, vedrai che alla bocca è molto più piccola che non a 1000m .
Non c'è nulla da inventare : è solo fisica.
Un problema ben diverso è quello legato alla stabilità dinamica.
La stabilità dinamica è la capacità del proiettile di fare diminuire le frequenze di oscillazione verticale (deriva dal fatto che il proiettle non è al centro della camera ma è appoggiato sulla parte bassa) ed orizzontale (deriva dal fatto che viene "tirato" da una parte a causa della rigatura).
Mi rendo conto che molti non ci pensano, ma il proiettile vibra in senso
verticale ed in senso orizzontale quando viene sparato.
La somma di queste due oscillazioni determina un movimento detto epiciclico.
Più questa oscillazione diminuisce rapidamente, e più il proiettile è dinamicamente stabile.
A volte capita che la frequenza di oscillazione cresca molto lentamente.
In altri casi, l'oscillazione cresce ma poi tende a livellarsi.
In altri casi ancora tende ad aumentare in maniera incontrollata, facendo
"aprire" la rosata in maniera vistosa.
Anche se normalmente questo fenomeno si verifica a lunghe distanze, non è da escludere che si possa verificare anche a distanze ridotte.
Purtroppo con questa oscillazione ci dobbiamo convivere, e l'unica strada
da percorrere per limitarla, ed avere alti livelli di stabilità dinamica,
è quella di usare munizioni di qualità (possibilmente ricaricate ad hoc per
la propria arma) dentro in armi di qualità
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MessaggioInviato: Gio Giu 28, 2007 10:11 pm    Oggetto: Rispondi citando

Ma che bella discussione:

Scaglia dice:

Io ho detto qualcosa di ben diverso, e cioè :

- di avvicinare il più possibile la palla all'inizio di rigatura
- di verificare prima se effettivamente questo comporta un miglioramento
macroscopico delle prestazioni

io ribadisco.
da più prove sul campo risulta che molte carabine sparano bene con oal standard, tant'è che molti ci sparano durante le gare del CSITP ai 300 mt.
personalmente ne ho provate di varie lunghezze e la mia carabina le digerisce meglio con oal standard

scaglia dice:
Forse lo so un po' meglio degli altri che ogni arma è una cosa a se!! Se
permetti, quando ho scritto il "compendio" ho provato tutte le armi di cui
ho parlato.
E' vero che sono stato aiutato da alcune persone compiacenti, ma le ho provate perchè non mi piace parlare a vanvera di cosa che non conosco.

io dico:
sigr. Scaglia, come la capisco, anch'io prima di parlare ho la bella abitudine di provare sulla mia pelle le sperimentazioni, se no sto zitto e se permette qualche esperienza sul campo ce l'ho, nella mia vita non faccio vasetti (gergo militare).

Scaglia dice :
Se ti dico qualcosa di balistica (in questo caso esterna), non lo faccio
perchè voglio vantarmi di saperla, ma non lo faccio nemmeno "...perchè l'ho letto sulla rivista X..." o perchè "...me lo ha detto il mio amico Caio".
E non sono nemmeno uno della serie "...se non sai una cosa, tu leggi qua
e là e poi fai una media per farti un'idea..." .

io dico:
perfetto, la capisco pienamente, la vediamo allo stesso modo, non solo ma io non posso che comportarmi come detto sopra se no sono nel mio lavoro sono alla porta

Scaglia dice:
inizia una discussione molto tecnica sulla stabilità

io dico:
concordo, ma le voglio ricordare che sulle riviste o nei post, come il mio, non c'e' possibilità di fare una disguisizione tecnico-balistica approfondita, nell'immediato è importante che il lettore capisca il senso, oppure al contrario la platea del forum o dei lettori è così ampia che bisogna dare la possibilità anche ai meno tecnici di capire in grandi linee i fatti. Se si parla di stabilità in senso generale è proprio per fare capire il grande pubblico, che è l'obbiettivo delle riviste, tant'e' che se uno vuole approfondire un discorso si compra un bel libro tecnico. Se uno che non sa la platea che ha davanti comincia a parelare subito di Coriolis, beh .... penso di essere stato chiaro.

Scaglia dice:
Per quello che riguarda la ricalibratura del solo colletto, è vero che se
si usa sempre la stessa arma si possono ricalibrare i bossoli solo sul colletto.
Questa pratica ha diversi vantaggi.
In primo luogo aumenta la vita media del bossolo. In secondo luogo aumenta
la precisione perchè il bossolo è più centrato rispetto alla camera di cartuccia,
e si tende a fare diminuire il famoso angolo di oscillazione verticale che
è tanto critico ai fini dell'attrito del proiettile, ma è anche critico per
la precisione, perchè più è piccolo e meno la punta del proiettile come quel
movimento noto come "precessione".
Un altro motivo per cui vale la pena ricalibrare il solo colletto (tutte
le volte che è possibile), è che in questo modo si regolarizza la giunzione
spalla-colletto.

io dico:
non concordo proprio.
la tecnica del ricalibrare solo con il neck potrebbe avere effettivi vantaggi in armi da bench rest con camere su misura, avendo l'accortezza di fare un full ogni tre neck. In armi sniper commerciali come rem 700, TRG, Hs le teorie sono due, entrambe provate sul campo di gara.
la prima dice, come lei, che la ricalibratura del colletto da maggiore precisione, la seconda dice che con un full si ottengono cartucce con corpo del bossolo, colletto e palla più in asse, proprio perchè il full mette maggiormente in asse corpo e colletto (tutto provato con comparatori ad alta precisione), avendo così cartucce più "diritte" che si comporteranno meglio delle prime. Se lei frequenta le armerie noterà che fra i tiratori di carabina di precisione (bolt actio) c'e' un aumento di vendite di dies full.
Essendo questi ptraticanti un motivo "pratico" e non solo teorico devono averlo trovato, o no ?

Signor Scaglia ho letto molti articoli sul suo sito, ho comprato anche il suo compendio, trovando ottimi spunti di discussione, ma anche lacune, ma la cosa che più mi ha rattristato è leggere in tutti i sui scritto quanto considera poco i professionisti delle FFAA e delle FFPP, oppure quanto vecchio sia il materiale al quale fa riferimento (es la M118sb e non lr o l'erronea dotazione delle armi/munizioni in dotazione alle FFAA/FFPP italiane o delle agenzie USA), comunque la costante demigrazione degli altri operatori e la costante presentazione delle sue informazioni come uniche portatrici di verità. Le faccio presente che leggendo i suoi scritti lei si presenta come l'unico esperto in tutti campi, balistica, tecnica di tiro, operazioni, tattiche etc,
Arrivederci
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MessaggioInviato: Ven Giu 29, 2007 4:37 am    Oggetto: Rispondi citando

Citazione:
avendo l'accortezza di fare un full ogni tre neck

Mi spieghi meglio sta cosa che mi interessa?
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