Asmodeo-moderatore Bikers maniaco - Amministratore Sesso: Età: 24 Messaggi: 1062 Località: Vasto-Abruzzo Impiego: psicologo clinica dell'età evolutiva, reporter del maremoto free gorup ed admin del forum maremoto Interessi: psicologia, moto, customizzazione, le belle e sane amicizie
Inviato: 21/Nov/PM Oggetto: Il selvaggio
A capo di una banda di teppisti in motocicletta, Johnny (M. Brando) sparge il terrore nella cittadina californiana di Wrighsville. Scoppia una rissa con una banda rivale, ci scappa il morto. La sequenza iniziale dei Black Angels, con Brando nel fulgore dionisiaco e tetro dei suoi trent'anni, che avanzano su una strada asfaltata della California, come un minaccioso squadrone di cavalieri teutonici, è uno degli incipit memorabili del cinema hollywoodiano. Tutto il resto gli è inferiore. Fu, con troppo anticipo, l'antesignano della moda dei biker movies che fiorì negli anni '60. Prodotto da Stanley Kramer, è ispirato a un fatto di cronaca del 1947 quando quattromila soci di un club motociclistico si riunirono per 3 giorni a Hollister (California) seminando la paura tra gli abitanti. Ne riferì Frank Rooney nel racconto The Cyclists' Raid, all'origine del film. Non ebbe un grande successo né di pubblico né di critica quando uscì, ma fece epoca. Brando in giubbotto di pelle nera divenne un'icona internazionale. Jerry Lewis lo parodiò in Il delinquente delicato (1957), Kenneth Anger lo citò nel film d'avanguardia Scorpio Rising (1964). Scritto da John Paxton, fotografato da Hal Mohr con lenti speciali Garutso.
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