Aquilagigliata Biker in fasce

 Sesso:  Età: 32 Messaggi: 7 Località: Firenze Impiego: Impiegato Interessi: Presidente Guzzi Club Fiorenza
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Inviato: 18/Apr/PM Oggetto: 5015 km a spasso in Europa. |
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Di seguito vi scrivo il racconto un po' lunghino per cui se volete percorrere lo stesso percorso vi invito a chiedermi direttamente. Il racconto è pubblicato sul mio sito. Moto per il viaggio: Moto Guzzi California Special 1100 cc
Aquila Gigliata
Prima Tappa: Firenze-Udine (440 km) - 31 Luglio 2006
Partenza da Firenze (Sieci) - ore 16:30
Arrivo a Udine (Campeglio) - ore 21:15 circa
Sarebbero state più utili le Metzler anzichè le nuove Pirelli Demon Sport che avevo appena fatto mettere dai nostri cari amici di Devil Gomme. La moto non era più una moto, ma un carro armato: Artigianalmente avevo assemblato posteriormente un portapacchi con due asticelle di acciaio parallele e un tavola di compensato come distanziatore per poter poggiarci sopra un borsone 1m x 40cm x 35cm. Le borse laterali erano piene di utensili da campeggio, la maggior parte superflui ....ma non avevo programmato fin dall'inizio di partire da solo, per cui al momento della partenza mi sono dovuto arrangiare con maggiore carico, spartito nel miglior modo possibile. Sopra le borse poggiava da una parte la tenda, dall'altra i 2 sacchi a pelo ( la Sara mi avrebbe raggiunto l'ultima sera del raduno direttamente in Danimarca, per motivi di lavoro), La borsa serbatoio dava equilibrio al peso posteriore contenendo utilità da viaggio, quali guanti extra, tuta impermeabile, bandane ecc ecc, i paletti per la tenda, belli pesi, la pompa per gonfiare.... il materassino matrimoniale...... ingombrante, pesante, ma tanto comodo dopo circa 2000 km in moto. Danny (Antonio di Vita) è venuto fortunatamente a darmi una mano e ad augurarmi buon viaggio. Un viaggio allietato da buona musica, dopo avermi scaricato circa 250 canzoni sull'mp3 ...stavolta viaggiavo meglio organizzato delle mie passate avventure....e mi teneva compagnia per la mia andatura appesantita ...non sono mai andato così piano in vita mia. Bastava quel poco per prendere la mano comunque sia.....dopo il tratto appenninico, la moto andava che era un piacere ed io ero soddisfatto del fatto che bene o male ero riuscito a trovare un buon equilibrio per tutto. La prima tappa non mi avrebbe concesso soste se non per il rifornimento, tutta autostrada fino ad Udine, dove i parenti mi attendevano con un pò di buone cibarie e un letto caldo.
Seconda Tappa: Udine-Munich (430 km) - 1 Agosto 2006
Partenza da Udine (Campeglio) ore 9:30 circa
Arrivo a Munich - ore 17:30 circa
La prima tappa mi aveva messo di buon umore, ma certo non sapevo che cosa mi avrebbe aspettato il giorno successivo: bastava aprire le finestre per capirlo.
Acqua a scroscio, dovevo attrezzarmi bene, e non sarebbe comunque bastato , nonostante tutto.
Ricoperto tutto il bagaglio con grossi sacchi della nettezza doppi, sembrava più un cassonetto che una moto, brutti da vedere ma utili per non fare la muffa!! Lo stesso per il sottoscritto: sacchi della nettezza ai piedi, accorgimento che non ho seguito nelle tappe successive... a mio malgrado. Tuta impermabile della tucano, spessa, soffocante, ma abbastanza funzionale.
La sera prima mi ero sentito con Christian di Udine, caro amico guzzista, che aveva pensato bene di saltare le ferie stroncandosi 2 costole, tanto la sfiga delle compagnia mancata si era abbattuta ben bene: dovevamo essere in 5, ma ripeto la sfiga aveva risparmiato solo me, riservandomi comunque un viaggio all'ammollo. L'appuntamento con Christian era lì vicino, a Cividale, la strada era bella sporca, per colpa del vento e dall'acqua che colava a fiume... tanto valeva provare a vedere come si comportava Heaven sovraccarica... niente da eccepire: ottima....Un buon caffè con l'amico sfortunato e in men che non si dica, ore 10:30 ero già in marcia sull'autostrada , direzione Austria. Il viaggio è andato abbastanza bene, umido ma buono, il fatto che ci fossero più gallerie che altro, mi ha fatto prendere meno acqua...e riscaldato coi fumi dei camion....non profumavo esattamente come un Pino Silvestre... ma almeno stavo bene fisicamente (tanto ero abituato allo smog di Firenze!!!). Il viaggio è durato tanto, perchè avevo una fame da lupi e mi sono letteralmente sbracato ad una stazione di servizio prima di arrivare a Salzburg. Chiaramente, per le condizioni climatiche non proprio positive, anche la seconda tappa era passata fisso sull'autostrada. Arrivato a Munich , ero stanco, assetato, affamato....per cui appena ho trovato un albergo con parcheggio privato, onde non disfare completamente il bagaglio, mi sono diretto alla ricerca di un luogo ove sfamarmi. La giornata era stata tosta, ma non ero manco arrivato a metà......fortunatamente messaggi da tutta Italia, da amici, parenti e dalla Sara...mi davano il coraggio necessario per affrontare il viaggio tutto solo..., ma speravo sempre che avrei trovato altri compagni di viaggio... difatti...
Terza Tappa: Munich-Hamburg (725 km) - 2 Agosto 2006
Partenza da Munich - ore 9:15 circa
Arrivo a Hamburg (Soltau) - ore 19:00 circa
Sole alla partenza, già prometteva bene, o almeno speravo....dopo una buona colazione tipicamente deutch con formaggi e affettati, caricata la borsa serbatoio e tirato i ragni, già mi accingevo a prendere l'autostrada per Hannover. Avevo deciso di metterci 4 giorni, divedere il percorso in tappe di 400-450 km l'una per non stancarmi troppo. La pioggia aveva già ricominciato ad accompagnarmi, unica vera compagna fino a Munich...e poco oltre. L'asfalto tedesco era terribile, l'acqua non filtrava, formava fiumi su di esso trattenendosi in superficie, l'aquaplaning era un rischio che non volevo correre assolutamente, oltretutto che gli interminabili lavori lungo l'autostrada elevavano il rischio a livelli astronomici: si sa che effetto facciamo le striscie gialle o bianche se bagnate pesantemente....diventano veri e propri scivoli.
Di motociclisti se ne vedevano sporadicamente. Alla mia prima sosta vidi passare una Guzzi.....una Guzzi???...eh sì sembrava davvero....un Jackal. Decisi di riprenderlo, senza ammazzarmi, andando sempre a buona andatura ma con criterio. Lo ripresi, vidi che era di Reggio Emilia, lo affiancai e gli chiesi se in caso andasse al raduno in Danimarca, potevamo fare la strada assieme e dividerci eventuali spese. Sembrava entusiasta dagli occhi.....era coperto peggio di me....Incredibilmente smise di piovere...la sfiga si era per un attimo messa da parte...e fummo in grado di cambiare marcia, più veloce...e di goderci il paesaggio, uscendo dall'autostrada per una trentina di km di curve. La moto beveva un poco, ma comunque meno della moto di Stefano, in arte Joker...affiliato al gruppo delle teste quadre. Per cui da lì a breve abbiamo fatto la conoscenza davanti ad un terribile caffè ad una stazione di servizio in un paesino vicino Hannover.....avevo fatto quasi 400 km e non me n'ero manco accorto. Il cielo stava rannuvolandosi e cominciava a fare freschino, decidemmo perciò di riprendere l'autostrada in direzione Hamburg e di fermarci quando non ne potevamo più.....Joker era il perfetto viaggiatore, con cartine dettagliate e conoscenza personale della zona, abituato a girare in lungo e largo l'Europa per non perdersi neanche un raduno d'oltralpe.....mi ha fatto sorridere un suo pensiero detto poco dopo aver fatto conoscenza: " Ancora non capisco perchè sono così attratto dai raduni dei nostri amici stranieri, non parlo le lingue fuorchè l'inglese masticato....continuo a parteciparvi proprio perchè ancora non so il motivo per cui lo faccio"........ Siamo usciti dall'autostrada poco prima di Hamburg a Soltau, un caratteristico paesino tedesco, accolti da 2 camper di "Love girls"....e tanto di casa a luci rosse davanti all'albergo....per lo meno avevamo compagnia.......ma sinceramente la stanchezza ha mosso solo le nostre fauci .......anche la terza tappa era passata...saremmo arrivati a destinazione con un giorno di anticipo sperando di trovare qualcuno ad accoglierci.
Quarta Tappa: Hamburg-Engesvang (425km) - 3 Agosto 2006
Partenza da Hamburg (Soltau) - ore 8:45 circa
Arrivo a Engesvang - ore 15:45 circa
L'ultima tappa è iniziata con la pioggia, tanto per cambiare....oramai eravamo abituati. La temperatura era calata notevolmente anche se le giornate si allungavano altrettanto velocemente più salivamo attraverso l'Europa. La sera prima c'era ancora una buona luce fino alle 21:00. Il paesaggio cambiava sotto i nostri occhi, dai prati e foreste verdi della Germania passammo alle praterie e foreste di abeti della Danimarca in men che non si dica. Autostrade dritte e veloci, una marea di motociclisti che salutavano tutti , ma proprio tutti....quasi da rendere necessaria una protesi con le dita a V. Vedere una targa italiana era impossibile.....ed era un bene per me.....non sentivo la mancanza dell'Italia se non per il caffè e il cibo......mi ero lasciato lavoro, famiglia ,casini, e organizzazione del raduno alle spalle...mi mancava la Sara...ma l'avrei rivista il sabato.....fortunatamente....ero in sella alla mia Guzzi e non sentivo più niente...se non il suo rumore....avevo staccato anche la musica. Eravamo fradici, ma nè stanchi nè affamati, il tempo era volato.....le indicazioni scaricate da internet erano perfette, anche se ancora non era stato attaccato nessun cartello per il raduno.....riuscimmo a trovare il posto alla prima. L'accoglienza fu ...che dire....incredibile. Quando videro poi che eravamo italiani...furono entusiasti. Ci diedero un posto per dormire la prima notte all'asciutto senza dover montare le tende, un pasto tipico...con wurstel e patate, parecchie birre e noi d'altro canto aiutammo con gli ultimi preparativi. I miei contatti sarebbero arrivati solo il venerdì sera e il sabato sera, ma non ci sentivamo assolutamente lasciati in disparte da nessuno. Veramente gratificante dopo un viaggio di 2020 km.
4-5-6 agosto 2006
25° anniversario Guzzi Klub Denmark
Venerdì 4 Agosto
Giro turistico 140 km circa
Al risveglio l'umidità ci entrò nelle ossa.....mamma mia un umido che non ci si stava.....e il caffè non fu certo un accomodante....non per essere viziati...ma non c'è niente di meglio del caffè italiano....e non si riesce a bere purtroppo da nessuna parte se non in Italia. Ma per lo meno ci rinfrancò la compagnia dei danesi.....per non disturbare oltremodo i preparativi decidemmo di andare a fare un tour del luogo. Prima però ci accingemmo a montare le nostre tende. Rimanemmo un po' delusi dal fatto che il campo era pieno di merde di qualche strano animale della foresta, delusione che si dissolse quando ci avvisarono, per fortuna per tempo, che avevamo scelto l'area chiamata "per emergenza".....bhe si sa che chi prima arriva meglio alloggia!!! Indirizzati da uno degli organizzatori ci dirigemmo verso l'area assegnata agli ospiti. Un enorme campo con erba tagliata da poco, soffice, ideale per sdraiarsi a riposare. Montare le tende fu un gioco da ragazzi, indovinando la loro giusta locazione: due punte di abete proiettavano dopo le nove passate due belle ombre, l'ideale per riposare in tenda senza patire troppo il caldo. Finito di montare il campo , salimmo sui nostri muli. Il tempo era nuvoloso, ma per il momento non pioveva. Dopo una lunga tappa interland seguendo la "via della Margherita" ( strada turistica consigliata dalle guide) ci fermammo a visitare vicino Hobro un tipico villaggio vichingo ricostruito usando le tecniche dell'epoca vikinga: sterco di mucca e fango. I veri vikinghi sembravamo noi: barba incolta, capelli lunghi, coperti dai nostri colori, avrebbero potuto assumerci come animatori per turisti. La visita al villaggio fu breve , ma interessante. Dato che il tempo si era sostanzialmente rimesso e cominciava a fare caldo, decidemmo di andare a visitare ad Aarhus un altra ricostruzione di villaggio un poco più recente. Datata circa 1800-1850, con personaggi vestiti coi costumi dell'epoca, ricostruzioni dettagliate delle abitazioni e degli esercizi....il tutto contornato dalla classica fauna femminile locale. Porc.....se lo sapesse la Sara mi ucciderebbe......c'era da rifarsi gli occhi....Mentre Joker visitava le case , io ero preso da ben altro...anche se certo valida è la regola, del guardare , ma non toccare....e pensare che i parenti e gli amici mi avevano avvisato di stare attento......una difficile tentazione, alla quale nonostante tutto sono riuscito a resistere... Tornammo belli rilassati verso il raduno, e chiaramente ci prendemmo l'acqua...io fiducioso del tempo non avevo portato con me la tuta stavolta. Arrivai completamente molle. All'arrivo al campo notammo con piacere che altri ospiti erano arrivati, e parlavano con toni alti e gesticolando notevolmente, non potevano che essere italiani. Un gruppo di ragazzi ci accolse a "braccia aperte", erano del Guzzi Club Mandello e avevano in programma di farsi un tour dei raduni europei, Danimarca, Belgio , Svizzera.....quasi quasi mi trasferisco a Mandello, sicuramente l'assistenza meccanica è migliore!!!..... Una bella cena...dico bella...buona insomma... (pasta al sugo) tutti in compagnia....ci svelò che molti di più erano gli italiani, 8 del Guzzi Club Mandello, 15 delle Aquile delle Alpi, un paio di ragazzi con V10 e Kawasaki da Verona...io e Joker...un bel numero, poi i danesi, gli olandesi, i tedeschi con le loro Guzzi irriconoscibili e trasformate all'inverosimile, gli svedesi, i norvegesi, un paio di francesi......indovinate chi avrebbe vinto il premio di chi arriva da più lontano???? evvaii!!!...il vino...italiano...e la birra a fiumi. Il gruppo dei musicisti era talmente supportato dalla curva italiana che ci hanno a loro volta premiato con un demo di loro produzione......e la birra continuava a scorrere e il sottoscritto a scivolare......scivolare...scivolare....
Sabato 5 Agosto 2006
Giro turistico & spedizione aeroportuale A/R 250 km circa
....il risveglio del guerriero è stato tutta una risata....per gli altri, io ero bombardato da un dolore alla testa del doposbornia massacrante, avevo dormito vestito: primo per il freddo, secondo per l'incapacità a svestirmi la notte precedente. L'accampamento durante la notte era cresciuto e già la mattina presto la gente riscaldava i propri motori essendo, per questo, mandati a quel paese dalla maggior parte, ma era peggio della torre di Babele.....non ci si capiva una sega!! Al risveglio Joker , già pronto, si faceva delle grasse risate vedendo quanto ero sconvolto, e con lui in coro i 2 di Verona...nostri vicini di tenda. Fatta una buona colazione e lavati con cura siamo andati all'esplorazione dei dintorni. La visita della vicina cittadina di Silkeborg ha fatto in modo che potessimo apprezzare la perfezione dei danesi, nella guida, nella pulizia...sembrava di essere nel fantastico mondo del Mulino Bianco....e noi con la faccia da Taralluccio eravamo estasiati anche dalle fihone bionde che ci circondavano. Con la bava alla bocca ho lasciato la mia compagnia, da lì a poco sarebbe arrivato un volo da Copenhagen con a bordo la mia bella e affaticata Sara...per questo ho ripiegato verso Aarhus. L'aeroporto distava circa 40km più a est.
La Sarina è arrivata in perfetto orario ( voli danesi) e con tutto il bagaglio ( voli danesi).
Stanchi e affamati siamo tornati appena in tempo per mangiare al raduno dove aspettava di fare la mia conoscenza MAX...il grande Max, di padre bergamasco e un buffo accento italiano. La parte più dura del sabato è stata sostanzialmente la scarica di frecciatine che mi arrivavano per il fatto che la Sara era presente....il tutto circondata dalla grande figura di merda del sottoscritto: .....ora.....conoscevo via mail un certO Dorte Petermuss, unO degli organizzatori del Guzzi Klub Denmark, ci eravamo scritti interminabili e-mail, perchè sua figlia era venuta a Firenze in gita con la scuola ed io l'avevo aiutata a trovare l'albergo , i ristoranti ecc ecc....inoltre si stava organizzando un viaggio a Firenze per il Ducati Klub Denmark con vari eventi. Per cui ero estremamente convinto che UN' insegnante di educazione fisica, allenatorE di una team di corse, e co-presidentE di un club motociclistico, dovesse essere un vikingo biondo di 2 metri di altezza e altrettanto di spessore. Non vedevo l'ora di conoscerlO e già mi aspettavo di vedermelO arrivare a braccia aperte. Invece al suo posto è arrivata una bella signora 48 enne, bionda, alta...che non dimostrava assolutamente quell'età....pensavo fosse la moglie....e sinceramente l'ho considerata col giusto peso....splash.... sono quasi affondato tra la vergogna.... Appena ripreso hanno letto il mio nome al microfono e mi hanno fatto salire sul palco di fronte a circa 600 persone, nel tendone da circo. Non era l'esibizione del clown ....era la premiazione per l'individuo, etichettato come guzzista, che arrivava da più lontano....circa 2020 km , sotto acqua, freddo, e dolori osso sacrali. La Sara non sapeva se ridere, piangere o semplicemente far finta di non conoscermi. Tra gli applausi della folla e la baldoria dei motociclisti, abbiamo deciso che per l'ora tarda e il sonno prorompente era meglio ripiegare verso la nostra tendina......e anche sul sabato calò il sipario.
Il lungo ritorno
Domenica 6 Agosto 2006
Kjellerup - Copenhagen (Rungsted) km 335 circa
Lunedì 7 Agosto 2006 - Visita di Copenhagen
Avevamo fatto a casina le prove di carico per la moto, e tutto era perfetto, anche se bella carica. La Sara non aveva però considerato le scarpe... e se qualche donna sta leggendo sa cosa intendo, d'altro canto, purtroppo, anche i mariti lo sanno. Smontata la tenda e lasciata asciugare al sole, il tempo di preparare il bagaglio e tutto attorno a noi era già cambiato, molti erano già partiti, gli italiani passarono a salutarmi. I ragazzi di Mandello proseguivano per il raduno in Belgio e a loro s'era aggregato anche Joker. I ragazzi di Verona si mettevano in viaggio per tornare a casa, il lavoro li attendeva. Il gruppo delle Aquile delle Alpi, già stava scaldando i motori e controllando i bagagli. Un senso di tristezza mi pervase per un attimo: avevo conosciuto proprio della bella gente, chi un po' esuberante, chi troppo silenzioso, ma sostanzialmente dei bravi ragazzi e tutto stava finendo troppo velocemente. Ma durò poco, il mio viaggio con la Sara sarebbe cominciato da lì a poco. Quella sera eravamo infatti ospiti a Rungsted, vicino Copenhagen da Dorte... la Dortina come la chiamavamo noi ancora scossi per il fatto dello scambio logico di persona. Max mi raggiunse portandomi una birra tipica, che conservo ancora, e aspetterò che qualcuno mi venga a trovare a Firenze, per stapparla.....( se non mi esplode prima).
Ci mettemmo in viaggio e fu abbastanza tranquillo, permettendoci anche di concederci, nonostante tutto una sosta ad Odessa per visitare la casa di Andersen. Oltrettutto sull'autostrada ci fu un incidente....per curiosità cronometrai il tempo che ci mettevano ad arrivare i soccorsi, e il tempo in cui sarebbero state riaperte le corsie al traffico ( una macchina aveva fatto testacoda e l'altra era ribaltata): 24 minuti e 38 secondi. Beh come da noi direi...ora più ora meno.
Un consiglio: quando viaggiate carichi e soprattuto su moto, affrontate i ponti ad una velocità non superiore ai 50 orari......e comunque non basta per evitare di massacrarvi: il ponte lungo , quello nuovo è stato a dir poco terribile!!!......20 km di ponte con il vento che sfrecciava trasversale a 75-90 km orari ....velocità di crociera 45/50 km orari pendenza moto circa 60/45°. Un'esperienza che non dimenticherò molto facilmente.
Arrivati non poco stanchi notai la faccia della Sara cambiare colore.....infatti eravamo ospiti nella casa di Dorte ( bellissima donna) e le 2 figlie ( porc!!!) ...più o meno dell'età in cui uno dice....." se me le lascio scappare sono buho". La Sara era blu....oltretutto la prima frase che disse la più grande fu: " accidenti allora non tutti i guzzisti sono vecchi, grassi, e brutti"......bhe io spero di non diventarlo mai.....!!!.
L'ultima parte del viaggio sarà più leggera per tutti voi, racconterò solo le impressioni del viaggio , i luoghi visitati e se posso dei suggerimenti per dove stare e dove mangiare. Il giorno successivo abbiamo fatto i turisti, cambiando pelle...e adagiandola sulla sedia per riprenderla solo per viaggio. Copenhagen distava solo 20 minuti di treno da Rungsted. Una bella città anche se un po' fredda, non rispecchiante affatto la gente danese da noi conosciuta in quei giorni. O magari eravamo stati noi i fortunati. Persone cordiali hanno compensato la nostra ignoranza della lingua dandoci suggerimenti in un perfetto inglese.
Un consiglio per la visita di Copenhagen: andate fino al canale principale, vecchio porto dela città e prendete il battello per la gita. Per una visita breve della città è più che soddisfacente. Attenzione solamente agli orari. Il pranzo è raro, spesso fanno solo una bella colazione. In caso vogliate mangiare pranzo alle 12/12:30 e cena dalle 18 alle 19:30 massimo. Evitate di cambiare i soldi in città , la commissione è molto alta, in un paesino è circa la metà. Meglio lasciare la moto fuori dal centro ed avvicinarvisi in mezzo pubblico. Oltretutto la Danimarca è cara, andate nei ristoranti solo se necessario ( non fate il nostro stesso errore). L'ultima sera da Dorte, abbiamo mangiato un tipico piatto danese di carne. Decisamente il modo migliore per farci sentire a nostro agio, anche perchè le imitazioni della nostra cucina in terra straniera sono orribili, con tutto l'impegno che possa essere messo. L'ultima sera una passeggiata in lungo mare era doverosa.....fino a quando c'era luce.....guardato l'orologio comunque suggerii che era tempo di andare a nannina. Ore 23:30 e c'era ancora luce!!!
Martedì 8 Agosto 2006
Copenhagen (Rungsted) - Lubeck - Bremen 447km circa
LubeckSalutammo Dorte sorridendo per aver ricevuto una così calorosa accoglienza e ci mettemmo in marcia verso la Germania, prima tappa Brema con sosta a Lubecca per il pranzo.
Il sole ci accompagnava ormai sovrano, e speravamo che continuasse così per il resto del nostro viaggio ma era solo una vana speranza. Il paesaggio danese era magnifico: piccoli villaggi rurali, grandi staccionate che circondavano campi di grano interminabili, verdi prati, laghi e fiumi. Colline piacevoli e fresche radure. Siamo scesi fino al mare, da lì abbiamo preso il traghetto che assomigliava più ad una nave da crociera. Il nostro programma di pranzare a Lubecca ha subito una piccola variazione: dato che la traversata sarebbe durata 45 minuti, abbiamo ben pensato di mangiare qualcosa a bordo e finire le ultime corone rimasteci. Scesi dalla nave eravamo in compagnia con altri bikers svedesi, harleyisti degli Hells Angels...omoni enormi ma simpatici, e un gruppettino con kawasaky d'epoca, anche loro svedesi, coi quali abbiamo condiviso il viaggio fino a Lubecca. La fatica stava facendosi sentire per cui abbiamo sostato a Lubecca giusto il tempo per un caffè veloce ripiegando poi sotto nuvoloni minacciosi verso Brema.
Nelle aree di sosta abbiamo avuto il nostro primo incontro con degli insettucci bastardi: le vespe......sarà che la Guzzi ora è della piaggio...per cui si sentivano attratte dal gemellaggio....ma eravano veramente delle bastarde....non c'è stato verso di allontanarle, per cui eravamo quasi sempre bardati di tutto punto e la sosta consisteva in una sigaretta veloce ( indossando comunque sempre il casco ....per fortuna modulare) e una pisciatina .....almeno lì non ci seguivano.
Arrivati a Brema...è stata una vera impresa trovare un albergo che avesse posto, siamo usciti dall'autostrada molto prima...sperando in una pensioncina in qualche paese...ma niente...alla fine stremati siamo entrati in un albergo in centro pretendendo che loro stessi ci aiutassero a trovare qualcosa....lasciando una lauta mancia....e la sistemazione era di gran lunga più soddisfacente di quella che potessimo sperare. Un alberghino 3 stelle nella parte sud - est della città, molto curato, col garage privato e chiuso la notte, Euro 75 la camera doppia con bagno privato e prima colazione inclusa.....il meritato riposo non tardò molto.....
Mercoledì 9 Agosto 2006
Brema - Amsterdam 360 km circa
Giovedì 10 Agosto 2006
visita della città
Venerdì 11 Agosto 2006
L'italiano ad Amsterdam: perdizione e strafottio
La mattina seguente pioveva, non c'è niente di meglio di mettersi in viaggio con la pioggia: almeno hai la speranza che vada a migliorare....e se non è così non rimani deluso.....viaggio all'ammollo e basta. La Sara, che ancora non mi ha mollato, era il primo viaggio lungo in moto che si faceva, ed è andato meglio del previsto nonostante tutto....considerando che veniva giù che Dio la mandava.Chiaramente le vespe nelle aree di servizio sembravano immuni alla pioggia, e continuavano a rompere i coglioni....solo a noi....probabilmente avevamo un che di dolce addosso che le attirava.....
Il viaggio fu nonostante tutto gradevole, il paesaggio cambiava di volta in volta e prima di arrivare in Olanda notammo con piacere che non tutti i mulini al vento erano stati distrutti. Sarebbe stato come per un turista arrivare in Italia e non poter mangiare una buona pizza.....o bere un ottimo caffè....una delusione abbastanza grossa. Consiglio pratico: quando andate ad Amsterdam , prenotate prima. Noi non lo abbiamo fatto e ne abbiamo dovuto pagare le conseguenze: l'unico albergo che avesse disponibile un garage, peraltro a pagamento era una casa degli orrori. Hotel Arena:ex orfanotrofio e monumento cittadino, divenuto negli anni del dopoguerra ospedale militare e poi ostello. Nel 1985 era diventato albergo 3 stelle.
L'entrata era alla'apparenza quella di un albergo ultramoderno, ma tetro, in stile abbastanza discutibile. Grandi tende blu scendevano dal soffitto, oscurando ogni possibile luce, poltrone nere nella hall sovrastate da lampade orribili e inquietanti...ma ancora non era niente!!!... Grandi scale di ferro e pietra serena davano accesso alle camere: per passare da un'ala all'altra c'erano porte bianche apribili con la scheda magnetica della stanza. Le porte sembravano quelle di un manicomio. Doppi vetri laterali e l'apertura centrale con vetro reticolato. Le camere spoglie con soffitti alti non meno di 5 metri e pareti in cartongesso per sentire bene il respiro del vicino di stanza. Armadi di ferro.
Credo che l'Hotel abbia influenzato la nostra vacanza ad Amsterdam, facendola apprezzare solo per un verso: quello dello strafarsi... e della perdizione... l'ultima sera ho perso la cognizione del tempo dopo le ore 21:00... tanto per chiarire... e non aggiungere altro. A parte tutto abbiamo anche fatto i turisti: cara assaettata ma ricca di musei: Van Gogh, il Rijkmuseum con le opere di Rembrandt, Il museo di Storia, la casa di Anna Frank,ecc ecc... e poi ancora il migliore fra tutti: il museo dell'Heineken nel quale per 10 euro, ci siamo scolati 3 birre con regalino omaggio... tanto per ribadire il ruolo del mio amato fegato!!! Ristorante da raccomandare a chiunque abbia voglia di gustarsi la tipica cucina olandese: Moders (Madri in olandese). Notevole l'accoglienza, caloroso e familiare l'ambiente, ottima la cucina e le bevande. Giusto anche il prezzo....una cena completa....30 euro a testa...difatti eravamo gli unici italiani.
Prima di ripartire alleggerimmo la moto, dando un po' del bagaglio in eccesso a mia madre, anche a lei ad Amsterdam con delle colleghe di lavoro....ora sì che era riposante!!!!
Sabato 12 Agosto 2006
Amsterdam - Stasburgo 615 km circa
Domenica 13 Agosto 2006
visita della città
Lunedi 14 Agosto 2006
visita della città
Avevo fatto male i calcoli, l'idea di passare da Brugge, Lussemburgo e ripiegare verso Strasburgo era improponibile alla Sara, dopo esserci fermati una notte extra ad Amsterdam: si sarebbero trattati di 900 e passa Km in un solo giorno. Per cui l'unica soluzione rimaneva quella di saltare una delle nostre tappe seppur a malincuore. Il problema di fare un viaggio del genere da soli , rimane sempre quello dell'incognita sfiga. Se succedesse qualcosa, dal guasto a qualcosa di peggio, non puoi fare affidamento sull'aiuto di nessuno. Senza contare che il 17 dovevo assolutamente essere a lavoro a Firenze. Per cui dovevamo viaggiare con la migliore condizione psicofisica. Partimmo da Amsterdam sotto l'acqua ancora una volta...trovare la strada era abbastanza semplice...con le indicazioni scaricate da www.viamichelin.it . Questa volta avevamo prenotato l'albergo a Strasburgo dallo stesso sito , per non trovarci la stessa sorpresa di Amstedam. Strasburgo è una città a dir poco magnifica, la gente è favolosa, un po' tedesca, un po' francese, ospitale, sorridente e disponibile. L'albergo dove eravamo ospiti era al centro della città : un accogliente 2 stelle, con camere da far invidia ad un 4 stelle, ed io che lavoro in albergo so bene riconoscerne la differenza. Hotel Kleber ( www.hotel-kleber.com ) a due passi dalla cattedrale. Tra l'altro abbiamo avuto la fortuna di soggiornare a Strasburgo nel bel mezzo del festival degli attori da strada. Per cui uno spettacolo ogni pomeriggio e sera. Il concierge dell'Hotel ci ha consigliato già la prima sera un ristorantino tipico, da noi provato per più di una volta tanto era calda l'atmosfera e buono il cibo: Chez Yvonne. Ci siamo ripromessi di tornarci, è stato il soggiorno più bello di tutto il nostro viaggio europeo (raduno a parte).
15 Agosto 2006
......il rientro tutto d'un fiato 845 km circa
Una bella fracassata, ma il fatto che non piovesse era decisamente positivo. E ci ha permesso di goderci il paesaggio più rilassati possibile. Siamo partiti di buon'ora passando da Colmar, poco distante, per un caffè. altra "città degli elfi" per la perfezione delle strade e la particolarità delle case.
Poi, seguendo il percorso scaricato da internet ( Autovelox segnalati!!!) siamo arrivati piano piano in Svizzera. Alla dogana manco un controllo e mi sono morso le labbra pensando a quanti calumet della avrei potuto portarmi da Amsterdam, da poter ben condividere assieme alla Grolla del nostro raduno a Settembre con tutti gli ospiti. Una breve sosta a Luzern per il pranzo e infine in men che non si dica siamo arrivati al confine italiano dopo il tremendo traforo del San Gottardo... avrei preferito farmi il passo... ma indovinate un po'?? Iniziava a piovigginare...
Arrivati in terra nostrana 2 erano le alternative: passare da Mandello per baciare il suolo di fronte a Santa Madre Guzzi oppure proseguire della serie "tutta una tirata" fino a Firenze. La poca stanchezza e la voglia di mangiare un buon piatto di spaghetti ci ha portato a prendere la seconda decisione. non che a Mandello si mangi male, tutt'altro... mma la vicinanza a casa ci ispirava di più...tra l'altro mancavano almeno altre 2 ore all'ora di cena classica italiana. Nei pressi di Parma gli stomaci brontolavano per cui , usciti dall'autostrada e aperti i nostri caschi modulari siamo andati a naso alla ricerca di un posticino dove sfamarci. Detto fatto ... abbiamo trovato un ristorantino economico , dove incredibile da dirsi e da proporsi abbiamo chiesto uno spaghettino allo scoglio in porzione vassoiale da 4... tanto avevamo bisogno di PASTA. ( Trattoria Pinocchio "da Beppe" ). L' arrivo a Firenze dopo circa 850 km è stato delirante... quasi un miraggio. Spenta Heaven, levato il bagaglio e male adagiato in casa, tolto l'abbigliamento da moto, siamo caduti di sasso nel letto e abbiamo dormito fino al pomeriggio del giorno seguente
...a voi anche è concesso... o ai pochi rimasti il meritato riposo dopo questo "breve" resoconto , sperando che vi sia piaciuto, per consigli più dettagliati sapete dove trovarmi.......ora taccio perchè mi fumano le mani.......sul nostro sito pubblicherò a breve qualche foto solo del viaggio ahimè perchè la macchina fotografica ha fatto le bizze per il raduno ( o ero io troppo brillo????) _________________ Un ruggito bicilindrico!!!
Aquilagigliata
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