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Le nostre esperienze

 
Nuovo Topic   Rispondi    Indice del forum -> Religione ed etica
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spx
Sciamano
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MessaggioInviato: Gio 01/Nov/2007 14:29    Oggetto: Le nostre esperienze Rispondi citando

Qual'è il posto che ha avuto e che ha la religione nella vostra vita? Avete mai creduto in qualcosa? E adesso? Aderite a una religione ben precisa o avete poche idee e ben confuse? Very Happy
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Sciamano
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MessaggioInviato: Gio 01/Nov/2007 14:29    Oggetto: Rispondi citando

Comincio a raccontarvi la mia esperienza.
Mia madre è credente (cattolica) e praticante (tutte le domeniche a messa) mio padre è sempre stato ateo. Ho fatto le elementari in un istituto privato di suore (principalmente perchè era il più vicino a casa) e quindi sono cresciuta considerando normale la fede cattolica e mio padre un'anomalia. Del resto lui sà che la fede è una grande consolazione e non ha mai fatto nulla per dissuadermi.
Penso che a quell'età si prenda per buono quello che viene detto e che la manifestazione principale della fede sia la messa la domenica e le preghiere la sera. Insomma una noia mortale.
Con l'adolescenza ho cominciato come tutti a pormi degli interrogativi più seri, ma ancora una volta, la cosa più semplice da fare era prendere per buono quello che mi era stato insegnato. Del resto prove non ce n'erano nè in un senso nè nell'altro.
Poi è arrivata una nuova prof di religione alle superiori, una signora sposata con figli, piena di sentimento e di fede vera. Con lei sono cominciati i ritiri spirituali, fatti con alcuni compagni della mia classe e di altre. E proprio nell'anno in cui arrivò nella mia scuola poi, ci fu la tragedia dell'aereo che centrò una classe uccidendo dodici ragazzi. I genitori di quei ragazzi (non tutti ma quasi) si attaccarono moltissimo a lei e al suo aiuto, organizzavamo spesso incontri di preghiera e non e credo che la cosa li abbia aiutati molto in quei momenti.
Insomma, ho conosciuto l'aspetto più vero e spirituale del Cristianesimo, quello cioè fatto di riflessione, aiuto al prossimo e preghiera, ma non preghiera a pappagallo, bensì quella che parte dal cuore, pensata e capita.

E poi l'università. Tralascio la mia esperienza con Comunione e Liberazione perchè ce ne sarebbe da dire, ma non l'ho trovata di nessuna rilevanza nel mio caso personale dal punto di vista religioso. Quella è la fede del finto ragionamento, dove cioè si elabora e rielabora lo stesso concetto, ma gli spunti veramente provocatori di riflessione vengono prontamente accantonati. Ma questa è solo la mia opinione ovviamente.

All'università non so se sia stato il mio campo di studi scientifico, che abitua ad analizzare e prendere per buoni solo gli elementi certi e a sviluppare su quelli le conclusioni, però fatto stà che mi sono trovata davanti a sempre più contraddizioni nel cattolicesimo e mi è parso che più ragionavo e meno mi convinceva. Mi è venuto il dubbio che forse mi nascondevo dietro la fede perchè mi dava certezze e avevo paura del vuoto che si sarebbe creato togliendomela. Insomma, un po' alla volta i dubbi si sono fatti strada e alla fine erano più i dubbi delle certezze. Inutile dire che più mi informavo sulle fonti del cattolicesimo e su altre religioni e più si consolidava la mia mancanza di fede.
E arrivi al punto in cui non è più una scelta, o ci credi o non ci credi. Io onestamente non ci credo più, non nei termini del cristianesimo almeno. Posso credere che esista una vita dopo la morte (Ci spero), faccio molta fatica a credere che esista un dio. Credo che ci siano tante cose oltre quelle che la scienza sa e che i nostri occhi vedono. E credo che la religione che forse è andata più vicino di tutte a capirlo è il Buddismo, perchè ha fatto i suoi ragionamenti partendo dall'uomo e dalle esperienze che alcune persone hanno vissuto e che sono ripetibili da chiunque voglia provare. E' la cosa più simile al metodo scientifico che ho visto nelle religioni. Sembra figlia del nostro tempo e non dei millenni scorsi.
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anamaya
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MessaggioInviato: Mar 06/Nov/2007 12:38    Oggetto: Rispondi citando

Personalmente ho sempre frequentato la chiesa perchè "stava bene", perchè così mia mamma (che più che credere in Dio crede nel tipo di educazione frequentando certi ambienti che forse sono "meno peggio" di altri) non mi stressava più di tanto e sempre aspettando la cresima, per essere "in pari" con i sacramenti e non metterci più piede.
E così ho fatto.
Vado in chiesa per i matrimoni e me la vivo bene: sono sempre stata convinta che per parlare con Dio non ci fosse bisogno di recarsi in chiesa o di usare come tramite un tizio vestito in maniera curiosa che "mangia" sulle spalle di credenti e non... esentasse, ovviamente!
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dess
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MessaggioInviato: Sab 08/Dic/2007 1:00    Oggetto: Rispondi citando

la mia esperienza è simile a quella di ana..con piccole differenze, ho un padrino salesiano, per cui ho "vissuto" la conoscenza di quell'ordine e conosco per altri motivi i gesuiti.
Curioso verso le scritture, ma in fondo curioso e basta, non credo...non pratico, le uniche cerimonie a cui partecipo sono i funerali, rigorosamente sul sagrato, e accompagno il feretro in cimitero.
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