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L'isola del giorno prima - parte 2 Un luogo dove il pensiero corre libero e ribelle
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anamaya Nobile


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Inviato: Lun 05/Mag/2008 16:54 Oggetto: Gli Etruschi e la via per Agharti |
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Gli Etruschi, sono indubbiamente il popolo più misterioso ed affascinante, tra quelli vissuti nel passato in Italia data la nostra ancora oggi scarsissima conoscenza della lingua etrusca, e delle oscure origini di questa civiltà, della loro religione, e della loro spiritualità collegata, un po’ come in tutte le antiche civiltà alla magia e al misticismo.
Gli Etruschi curiosamente, avevano molte affinità con popoli molto lontani da loro e apparentemente molto diversi con i quali la storia non segnala alcun tipo di contatto quali i Celti e gli Incas. Ad esempio sia gli etruschi che i celti, avevano un vero e proprio culto per la natura, e veneravano la madre Terra, dispensatrice di tutte le cose di cui l’uomo necessita per vivere. Altro punto, curiosamente , comune a queste due civiltà, era costituito dalla costruzione di misteriose vie, nelle quali i celti utilizzavano i menhir (grosse pietre verticali infisse nel terreno), mentre gli etruschi creavano le cosiddette vie cave, percorsi ideati tagliando le rocce tufacee parecchi metri al disotto della superficie terrestre. Entrambe segnavano l’andamento delle linee magnetiche terrestri che attraversano un po’ tutto il pianeta, molto importanti ai fini di quella conoscenza iniziatica che portava allo svolgimento di particolari riti misterici. La terra, dunque al suo interno celava quelle conoscenze superiori, per lo sviluppo di quelle capacità sovrannaturali, a cui gli etruschi ambivano, terra che ricordiamo era rappresentata da Uni la grande Madre Terra degli Etruschi.
Gli Incas, veneravano, un dio chiamato Washarinka, il cui regno sotterraneo, detto Ukupacha, presentava notevoli similitudini, rispetto a quello etrusco. I sacerdoti Inca , nei loro rituali, evocavano il dio Washarinka , affinché potessero ricevere potere e conoscenza, ricordano incredibilmente, le cerimonie sacre dei Lucumoni etruschi, nell’evocazione di Tages, il saggio fanciullo abitante nel regno sotterraneo. Un'altra analogia tra etruschi e incas,consiste proprio nella realizzazione, con attrezzi alquanto semplici, dei sentieri profondi anche 30 metri, chiamati dagli abitanti moderni:vie cave. Per quanto riguarda la loro direzione, sembra che queste vie sacre, partendo da punti diversi dell’Etruria centrale, convergano tutti in un solo punto, coincidente con il lago di Bolsena. Il lago di Bolsena, è il più grande lago di origine vulcanica esistente in Europa, ed è intorno ad esso che si trovava il bosco sacro per gli etruschi, il Fanum Voltumnae: il centro sacrale. Il nome Bolsena deriva dall’etrusco Velzna, e questo luogo così particolare, venne prescelto dai Lucumoni, come Omphalos, divino ombelico di tutta la civiltà dell’Etruria. Verso la zona centrale del lago, sorgono 2 isole: la Martana e la Bisentina. Quest’ultima isola , era considerata sacra. Ebbene, anche il Titicaca, il lago più alto del mondo, era considerato un lago sacro e centro spirituale dagli Incas, e anche qui affiorano 2 isole, proprio come a Bolsena, e una di esse era reputata sacro centro del vastissimo impero Inca.
La scienza ufficiale reputa questi esempi poco più che meri casi.
C'è chi invece spiega le curiose similitudini sostenendo che in entrambe le civiltà, le due isole già citate rappresentassero una porta ultradimensionale attraverso la quale, si potesse accedere al misterioso mondo sotterraneo. Un'altra analogia tra Inca ed Etruschi consiste nel fatto che entrambi i popoli finirono, battuti e infine dominati gli uni dai romani, gli altri dagli spagnoli.
Alcune leggende affermano che una parte degli Incas sfuggì ai conquistadores spagnoli, proprio attraverso la misteriosa porta dimensionale sull’isola sacra del Titicaca. Anche, quest’ultimo mito, somiglia in maniera impressionante ai racconti mitici sugli etruschi, i quali decisero di fuggire ai romani inabissandosi nel lago di Bolsena. L’isola Bisentina, come quella sacra del Titicaca, potrebbe essere addirittura uno degli accessi al mitico regno di Agarthi. _________________ Per trasformarsi in libere sorgenti
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anamaya Nobile


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Inviato: Lun 05/Mag/2008 17:26 Oggetto: |
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Tante sono le civiltà oltre a quelle già citate, che nel corso della loro esistenza, hanno fatto menzione di questo regno sotterraneo: i Sumeri, gli indiani d’America, alcuni monaci tibetani, aborigeni africani del Mali e della Nigeria, popolazioni Scandinave..
Questo antico quanto misterioso regno, si dice sia situato all’interno della Terra, e che dunque, la Terra stessa sarebbe cava. Avrebbe anche la sua capitale dal nome Shamballah, situata a diverse centinaia di chilometri di profondità, sotto le montagne del Tibet. Tale regno sarebbe formato da un’innumerevole rete di grossi cunicoli, che praticamente collegherebbe tutto il globo terrestre. Dalle cronache e dai racconti, pare si acceda attraverso degli “ingressi” detti anche “porte spazio-temporali”. Tali accessi sono difficilissimi da identificare, perché quasi a nessuno è concesso varcarli. Stando sempre alle cronache, pare che a Shamballah, dimori “IL RE DEL MONDO”, cioè, colui che decide le sorti del mondo, ed è lui che stabilisce chi, come e quando può accedere al suo regno. I “passaggi” per accedervi, si troverebbero sotto gli oceani, in fondo ai laghi, oltre che su pareti scoscese di montagne. Ad esempio, si dice che ve ne siano alcuni nella foresta amazzonica, in Brasile, e le entrate sarebbero protette da tribù di indios; pare ve ne sarebbero anche in Siberia e nel grande deserto di Gobi in Asia centrale. Si parla anche di un misterioso ingresso, situato tra le zampe della famosa Sfinge nella piana di Giza in Egitto, tuttora inviolato a pochi metri di profondità dalla superficie sabbiosa. Il varco di accesso in Italia, come già anticipato, si troverebbe nel lago di Bolsena proprio sull’Isola Bisentina. In occidente a parlare per prima del regno di Agharti, fu madame Blavatsky, un’esoterista russa nei primi del ‘900; sembra che, dopo esserne venuta a conoscenza, e in qualche modo, a contatto con tale regno, ne rimase folgorata, e allo stesso tempo fu “illuminata”, e ciò le permise di scrivere la sua opera principale: "La dottrina Segreta". Ma non fu la sola ad avere questi contatti. Stando sempre a ciò che si racconta, anche Dante Alighieri fu tra i pochissimi fortunatie che il viaggio a Shamballah e che tale viaggio gli avrebbe ispirato la sua più grando opera.
In questa città pare siano conservati innumerevoli ed antichissimi testi, che però non possono essere portati fuori... quelli sottratti prima del rogo della biblioteca di Alessandria??
La popolazione di Agharti conterebbe diversi milioni di individuivi che vivrebbero in edifici di luce allo stato solido. Si esprimerebbero in “Vatannan”, un linguaggio sacro, dal quale deriverebbe la primitiva lingua Indo-europea. La maggior parte delle risorse per la loro sopravvivenza le trarrebbero dalla Terra ed esisterebbe anche una fonte di energia artificiale a noi sconosciuta detta “Vril”. Questa popolazioni avrebbe raggiunto un altissimo grado di civiltà: lo sviluppo della scienza avrebbe toccato vette altissime, ma la stessa verrebbe usata con estrema saggezza, e quindi scevra del pericolo.
Quello che viene ancora oggi insegnato nelle scuole, riguardo al nostro Pianeta, è che la Terra è una sorta di palla molto compatta, e che il suo interno è composto da un nucleo incandescente che raggiunge i 3000°C, composto da minerali quali: ferro, silicio, nichel, ecc. Queste nozioni, ci derivano da una teoria esposta nel 1907, teoria tra l’altro, mai suffragata da prove concrete, visto che, secondo l’astrofisica e la fisica, sarebbe impossibile sostenere questa tesi, in quanto, la massa del nostro pianeta così densa e compatta, sarebbe tale da attrarre tutti gli altri pianeti del sistema solare, risultando, paradossalmente, più pesante del sole.
Questa riflessione di certo non prova che all'interno della Terra viva un popolo composto da sopravvissuti di Atlantide, Mu, degli etruschi, degli Incas e chi più ne ha più ne metta, ma probabilmente, contiene in sè il desiderio che gli uomini di tutto il mondo in ogni tempo hanno avuto e forse alcuni, anche perseguito: quello di un mondo in cui razze diverse riescano a convivere in pace, serenità ed armonia nel rispetto del pianeta che ci ospita... _________________ Per trasformarsi in libere sorgenti
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anamaya Nobile


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Inviato: Lun 05/Mag/2008 17:33 Oggetto: |
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