dess Sciamano


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Inviato: Gio 10/Apr/2008 9:20 Oggetto: El Alamein |
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2008-04-09 19:30
EL ALAMEIN, SACRARIO ALL'ITALIA
(di Eloisa Gallinaro)
Sarà italiano il sacrario di El Alamein, luogo di memoria, di onore e dolore, incastonato tra il deserto e il mare, che custodisce le spoglie di 5.200 nostri caduti: il presidente del Consiglio Romano Prodi, in visita al Cairo, ha ottenuto oggi l'impegno del presidente egiziano Hosni Mubarak perché l'area sia di proprietà di Roma. "Un buon segnale", secondo il premier. Un gesto, ha detto Mubarak, fatto in segno di amicizia e fratellanza fra i due Paesi. "Un atto di altissimo significato morale e storico - è il commento del ministro della Difesa Arturo Parisi - che onora i nostri caduti in Africa settentrionale durante la seconda guerra mondiale". A differenza di altri Paesi europei, come la Germania, l'Italia non è ancora proprietaria del terreno dove riposano i soldati caduti in alcune delle battaglie più sanguinose del secondo conflitto combattute tra il luglio e l'ottobre 1942, tra le truppe dell'Asse e le forze Alleate.
E dove, all'ombra di una moschea, sono sepolti, secondo le regole islamiche, anche 232 ascari libici (soldati indigeni dell'Africa Orientale Italiana, inquadrati come componenti regolari delle truppe coloniali italiane in Africa). Della donazione decisa dal governo egiziano, Prodi ha informato subito Parisi e lo ha invitato a "definire nel più breve tempo possibile, gli aspetti organizzativi della questione per dare definitiva attuazione a un gesto che tutela il luogo dedicato al ricordo degli eroi caduti per la Patria". Il ministro della Difesa ha dato quindi disposizioni al generale Vittorio Barbato, Commissario generale per le onoranze ai Caduti in guerra, di "operare affinché il sacrario di El Alamein si confermi quale luogo dell'onore e della memoria, di silenzio e di meditazione". Un atto, ha sottolineato Parisi, "che ci chiama a difendere il silenzio del deserto perché agli italiani e agli europei sia possibile ascoltare il messaggio di pace che dal loro giaciglio ancora promana".
Al sacrario si recherà entro l'anno il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Prima di lui, era stato Carlo Azeglio Ciampi, nel 2002, a visitare El Alamein in occasione del 60/esimo anniversario di quell'evento. "Noi sopravvissuti...abbiamo cercato di costruire un mondo diverso, più libero, più giusto", scandì l'allora capo dello Stato tra gli applausi di reduci e autorità di Paesi non più nemici. Ed è uno dei reduci italiani di El Alamein, il conte Francesco Marini-Dettina, 92 anni, paracadutista romano, medaglia d'argento al valor militare, a commentare con l'ANSA la notizia della donazione dell'area del sacrario all'Italia. "E' un fatto molto positivo, un riconoscimento da parte dell'Egitto al comportamento degli italiani, sia durante la guerra che dopo". Per Marini-Dettina, il sacrario è "un luogo del ricordo, il ricordo del sacrificio e del valore dei nostri Caduti". E i ricordi fluiscono limpidi nelle sue parole: "Abbiamo combattuto contro un avversario che era dieci volte il nostro potenziale e l'abbiamo fatto con onore, il nostro comportamento è stato ammirato da tutto il mondo. L'amor patrio, lo spirito di dedizione dimostrato dai tanti che sono morti ad El Alamein sono un insegnamento sempre attuale, soprattutto per le giovani generazioni". Anche il generale Carlo Massoni, 94 anni, raggiunto telefonicamente a Piacenza, dove ora vive, è "contento" della donazione dell'area del sacrario. "Un gesto - afferma - che può essere utile per tenere sempre viva la memoria dei nostri caduti". Massoni è stato ad El Alamein l'ultima volta due anni fa: "un posto commovente", spiega. Anche lui è un parà, medaglia d'argento al valore: "Non la volevo. Abbiamo fatto solo il nostro dovere".
http://www.ansa.it/
Da Wikipedia
possiamo trarre vari spunti di riflessione, uno in particolare mi sembra doveroso, in virtù dell'articolo utilizzato per aprire il topic, l'eroismo dei nostri soldati.
La Folgore si è particolarmente distinta in quella battaglia, con armamenti nettamente inferiori agli inglesi, hanno dato prova di sprezzo del pericolo, permettendo ai soldati tedeschi di salvarsi. In questa battaglia, la storia ci ha "ridotto" a sconfitti, il regime ha glissato sui risvolti umani, oggi, a distanza di anni, ritengo sia doveroso tributare a quei soldati l'omaggio postumo, che la nostra Repubblica ha per tanto tempo negato, affogandoli nel mare magnum degli errori compiuti dal fascismo. |
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