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L'isola del giorno prima - parte 2 Un luogo dove il pensiero corre libero e ribelle
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dess Grande capo


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Inviato: Mar 01/Mag/2007 13:19 Oggetto: Hasta siempre Comandante |
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Onore al compagno Ernesto Che Guevara
I nostri eventi hanno un ideale comune...un saluto a pugno chiuso, con la colonna sonora del pezzo più famoso degli anni '70, che ha accomunato tutte le organizzazioni della Nuova Sinistra, vorrei si aprisse il dibattito su quegli anni.
Auguro a tutti un buon lavoro ed una partecipazione proficua, nel dare e nell'avere...
Aprendimos a quererte
desde la historica altura
donde el sol de tu bravura
le puso cerco a la muerte.
Aqui se queda la clara,
la entrañable transparencia
de tu querida presencia,
comandante Che Guevara.
Tu mano gloriosa y fuerte
sobre la historia dispara,
cuando todo Santa Clara
se despierta para verte.
Aqui ...
Vienes quemando la brisa
con soles de primavera
para plantar la bandera
con la luz de tu sonrisa.
Aqui ...
Tu amor revolucionario
te conduce a nueva empresa,
donde esperan la firmeza
de tu brazo libertario.
Aqui ...
Seguiremos adelante
como junto a ti seguimos
y con Fidel te decimos:
"Hasta siempre, Comandante!"
Aqui ... |
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dess Grande capo


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Inviato: Mar 01/Mag/2007 13:25 Oggetto: |
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hasta siempre
onore alla lotta del popolo cubano, onore al compagno Che Guevara
Ultima modifica di dess il Lun 21/Mag/2007 20:22, modificato 1 volta in totale |
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dess Grande capo


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Inviato: Mar 01/Mag/2007 13:25 Oggetto: Pirata51 |
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Bravo Dess!
hai scelto la persona giusta per iniziare a ripercorrere quegli anni! perchè dietro l'immagine del Che, così come appare su ogni maglietta, in ogni corteo, c'è la storia di almeno un paio di generazioni che hanno creduto - anche se con idee alle volte molto confuse - che un altro mondo fosse possibile.
E'un combattente che ha alimentato infiniti dibattiti sulla rivoluzione da esportare o da fare a casa propria, sull'internazionalismo, che ha richiamato l'attenzione su tutti i movimenti di liberazione nazionale che, soprattutto in quegli anni, si sono sviluppati in America latina e la cui immagine, sopravvive ancora nelle lotte dei contadini del Chiapas in Messico.
Ci fu un periodo in cui, per spirito di emulazione senz'altro, ma anche per tante altre ragioni, che il "basco" con la stella o meno, era il copricapo più usato nel '68 (un pò come la kefiah palestinese negli anni '80)!
E poi Cuba, Krusciov, Kennedy, chi può scordarsi di cosa abbia rischiato il mondo in quegli anni?
Ed infine quella semplice parola d'ordine "hasta la victoria" a cui faceva eco "hasta siempre!" che rimbombava nelle piazze e nei cortei, sono suoni ed immagini difficili da dimenticare, per quanto a quei tempi anch'io ero giovanissimo. |
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dess Grande capo


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Inviato: Mar 01/Mag/2007 13:32 Oggetto: |
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Allora, caro Pirata, descriviamo insieme la vita di Ernesto Guevara, detto Che..per il suo modo di intercalare.
Vorrei, vista la tua cultura e la tua esperienza..che iniziassimo un discorso sulla sua storia, e l'importanza politica dei suoi insegnamenti, dentro e fuori la Revolucion Cubana |
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dess Grande capo


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Inviato: Mar 01/Mag/2007 13:33 Oggetto: pirata51 |
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Re:
Scritto da: dess 29/01/2007 23.25
Allora, caro Pirata,
Vorrei, vista la tua cultura e la tua esperienza..che iniziassimo un discorso sulla sua storia, e l'importanza politica dei suoi insegnamenti, dentro e fuori la Revolucion Cubana
Troppo buono! ma questa di o sul "che" è un fuori gioco nel senso che mi proponi uno sforzo di interpretazione ideologica che è fuori dalla mia portata, e poi il "che", con la storia dei movimenti come "raccolta di contributi esperenziali di ciascuno che vi abbia a varo titolo partecipato" c'entra poco se non per le sue immagini e le canzoni a lui dedicate esposte ed urlate nei cortei e nelle manifestazioni.
Oltre alla storia, la vita e le opere, facilmente reperibili in rete o in libreria, la "filosofia" di Guevara di "esportare" la rivoluzione, non trovò all'epoca del suo massimo splendore tutti convinti: molti e forse anche io tra questi, ritenevamo che la rivoluzione andasse fatta in casa propria e promossa dalle avanguardie rivoluzionarie (tesi leninista) e non esportata senza basi d'appoggio.
Non credo di poter o volere aggiungere altro. |
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dess Grande capo


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Inviato: Mar 01/Mag/2007 13:34 Oggetto: |
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Re: Re:
, la "filosofia" di Guevara di "esportare" la rivoluzione, non trovò all'epoca del suo massimo splendore tutti convinti: molti e forse anche io tra questi, ritenevamo che la rivoluzione andasse fatta in casa propria e promossa dalle avanguardie rivoluzionarie (tesi leninista) e non esportata senza basi d'appoggio.
Non credo di poter o volere aggiungere altro.
Ho evidenziato la parte del tuo discorso che condivido totalmente, per dare risalto al pensiero del Che. Le organizzazioni della Nuova Sinistra negli anni settanta, convinte dell'opera della avanguardie, di ispirazione leninista, hanno comunque mutuato vari concetti dal pensiero guevarista.
Pensa a come le tesi sulla guerriglia siano state applicate ai servizi d'ordine, pensa all'indefesso volantinaggio nei luoghi di lavoro ed anche nei mercati rionali per conquistare spazi e visibilità e fare proselitismo tra persone lontane dai collettivi.
Vero, la rete è piena di siti che parlano del Che, del suo abbandonare la comoda poltrona cubana, (sembra il gran rifiuto di Celestino V), del partecipare sino alla morte alla lotta armata.
Della sua morte ora si conoscono anche i risvolti più tragici, ma del peso della sua filosofia..che giudico di ispirazione trotzskista, si parla poco.
La vita stessa all'interno di L.C. vedeva un diverso modo di interpretare la realtà..per cui, da una parte il Rostagno che faceva a Trento documenti con Curcio, dall'altra parte Pietrostefani, Bompressi..lo stesso Sofri, che andavano verso il concetto leninista...tipico dei compagni del Manifesto.
Per dovere di riportare la verità, nei confronti di quello che ritengo un grande uomo, rettifico quanto avevo su affermato su Sofri, senza modificare il post scritto...e facendo pubblica ammenda
Riprendendo le tesi di Potere Operaio, dell'interazione tra le classi sociali, il ruolo delle avanguardie e della conseguente esportazione del concetto rivoluzionario, idea guevarista-trotzskista è stata ispiratrice dell'opera di Sofri, all'interno di L.C.
Il centralismo democratico, che avrebbe "fatto comodo" alla gestione del potere interno, non ebbe mai una grossa presa, se esaminiamo anche la partecipazione alle elezioni, l'organizzazione si attivò a favore di Marco Boato, lasciando agli aderenti la massima libertà d'azione |
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dess Grande capo


 Sesso:  Età: 51 Messaggi: 7615
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Inviato: Mar 01/Mag/2007 13:35 Oggetto: Fightforlove |
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Come tutti gli eroi, il Che combatte contro il mostro che affama e inghiotte la povera gente, compie imprese meravigliose che suscitano stupore e ammirazione, rinuncia, in nome di una giusta causa, alla tranquillità, per affrontare sacrifici e pericoli, acquista via via una saggezza, una nobiltà e una forza d'animo che lo fanno apparire come un profeta e una guida. È possibile ravvisare delle costanti antropologiche negli eroi, ma è certo che questi nel tempo hanno assunto spesso caratteristiche diverse. Il Che, ad esempio, non è un eroe classico perché non ha parentele con antenati divini. Non è un eroe medievale perché non è fedele ad un re. Non è un eroe romantico perché la sua vita non è basata solo sullo spirito. Non è un eroe moderno perché la sua azione non si fonda sul sapere. È un eroe storico perché ha compiuto imprese documentate dagli uomini. È un eroe naturale perché simboleggia il sole che lotta contro l'oscurità. È un eroe morale perché rappresenta la lotta dell'uomo contro se stesso. È un eroe universale perché non lotta per la patria, ma per l'umanità. È un eroe tragico perché la sua nobiltà d'animo e i suoi ideali puri lo conducono ad una morte prematura. Sul piano dell'etica, il Che somiglia più ad un santo che ad un eroe. Nessun altro individuo è riuscito ad incarnare in modo così completo ed esemplare la mentalità e la sensibilità dell'uomo cristiano. Egli appare come una figura ideale, modello di virtù superiori, emblema dell'amore disinteressato per l'umanità.
La sua figura crea gravi conflitti alle coscienze lacerate e inaridite dei suoi contemporanei, dai quali è nel contempo temuto e amato. Temuto perché rimprovera loro di vivere in un modo innaturale e perché mette in discussione l'ordine delle cose; amato perché combatte quelle norme che snaturano l'essere e mette in luce valori essenzialmente umani.
Il rivoluzionario argentino è un eroe epico e tragico, un esempio di speranza e di sconfitta. Il Che che, insieme alla sua gloriosa colonna ribelle, sconfigge i soldati di Batista a Santa Clara e che poco dopo arriva come un liberatore all'Avana, è un eroe epico. È tale perché i suoi ideali non sono legati alla morte, ma alla vita, perché dopo un lungo isolamento sulle montagne, ritorna nella società dove porta un soffio di fiducia e di felicità, perché al suo nome e a quello di altri compagni sono legate imprese eroiche e leggendarie, perché la rivoluzione cubana ha segnato un'epoca e si iscrive nella memoria storica come un evento grandioso.
Il Che, isolato e braccato dai soldati di Barrientos nella foresta boliviana e colpito a morte nella scuola di Higueras, è un eroe tragico. È tale perché la sua vita è contrassegnata da un crescendo di sofferenze, perché consapevolmente va incontro al suo destino, perché insieme a lui muoiono i grandi ideali per cui si era battuto, perché la sua è una nobile morte.
Il Che diceva: Non bisogna indottrinare. Bisogna insegnare a pensare e ad analizzare. Non bisogna ammettere che si possa credere a una cosa senza prima averla compresa. Altrimenti non si fa che creare dei fanatici e dei dogmatici.
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bassman Approdato

 Sesso:  Messaggi: 48
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Inviato: Mar 05/Giu/2007 15:42 Oggetto: |
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 _________________ Una risata vi seppellirà |
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vanuatu Sciamano


 Sesso:  Messaggi: 6408 Località: timbuctù
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Inviato: Mar 05/Giu/2007 15:53 Oggetto: |
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a volte ho l'impressione che l'immagine e la storia del Che sia "usata" in modo improprio... _________________ Se Dio non gioca a dadi, non è detto che disdegni la roulette |
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bassman Approdato

 Sesso:  Messaggi: 48
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Inviato: Mar 05/Giu/2007 16:06 Oggetto: |
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Che dire?
Sono stato di recente in un posto nel quale le "immagini " e le storie utilizzate non sono solo quelle del Che.
Ma è un altra cultura, un altro modo di pensare.
Esiste un modo "proprio" per usare la storia e l'immagine di una persona?
Ma, come dicevano appunto lì del Che... "tu ejemplo vive!" _________________ Una risata vi seppellirà |
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