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A Milano l'Expo 2015

 
Nuovo Topic   Rispondi    Indice del forum -> Pittura, scultura, architettura...
Autore Messaggio
anamaya
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MessaggioInviato: Mar 01/Apr/2008 16:11    Oggetto: A Milano l'Expo 2015 Rispondi citando

Milano ospiterà l'Expo 2015, a discapito di Smirne (Turchia). In progetto una mastodontica torre alta almeno 200 metri, nella nuova zona fiera Rho-Pero. Quello che con tutta probabilità diventerà il nuovo simbolo di Milano, sorgerà all'interno di un'area di 1,7 milioni di chilometri quadrati.
Questo è il video di presentazione che mostra gli interventi previsti per l'evento:

http://video.libero.it/app/play?id=380fccd00f8c09f740f9b3cc16c403a8

Esposizione mondiale è il nome generico che indica diverse grandi esposizioni tenutesi fin dalla metà del XIX secolo.
L’organismo internazionale che regola le esposizioni è il Bureau International des Expositions (BIE) a Parigi. Attualmente aderiscono al BIE 98 Stati. Sono esposizioni internazionali di natura non commerciale.
Le esposizioni approvate dal BIE sono divise in due tipologie: universale e internazionale o specializzata. E possono durare dai 3 ai 6 mesi.

Le esposizioni universali si svolgono con minore frequenza di quelle specializzate o internazionali, perché sono molto più costose. Per distinguerle da fiere minori, richiedono una progettazione ex novo. Di conseguenza le nazioni competono per creare la struttura più spettacolare o memorabile.

Tanto che alcuni di questi spettacolari monumenti si sono trasformati in veri propri simboli delle città ospitante. Il più famoso di questi è senza dubbio la Torre Eiffel, costruita per l'Expo di Parigi del 1889.



Il simbolo di Melburne, il Royal Exhibition Building, fu contruito per l'Expo del 1880.



L'Atomium di Bruxelles si trova nel Parco Heysel e fu costruito in occasione dell'Expo del 1958.



Nello skyline di Seattle svetta lo Space Needle risalente all'Expo del 1962.



Il Biosphere da padiglione dell'Expo di Montreal del 1967 è diventato il monumento simbolo della città.



il simbolo di Daejeon (nella Corea del Sud), L'Hanbit Tower, fu costruito per l'Expo del 1993.


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MessaggioInviato: Mar 01/Apr/2008 16:49    Oggetto: Rispondi citando

Sono impallidita al solo leggere i nomi che l'expo porterà a Milano:
A parte il "solito" Massimiliano Fuksas incaricato della "trasformazione e riqualificazione dell’intera area di Rho-Pero, attraverso la dismissione o rilocazione degli impianti produttivi in esso situati e la definizione di una nuova vocazione delle aree un tempo agricole" (in pratica del progetto di "punta", sopra citato), ci sono altri mostri sacri che stanno lavorando per l'expo, di seguito elencati con le rispettive aree d'intervento.

City life (area ex fiera)
CityLife è il progetto di riqualificazione del quartiere storico della Fiera di Milano, firmato da Zaha Hadid, Arata Isozaki, Daniel Libeskind e Pier Paolo Maggiora. Tre torri di geometri variabile:
-parallelepipedo di base circa 80 metri x 20 metri – alto 140 metri
-edificio a “banana” di base circa 70 metri x 30 metri – alto 100 metri
-ellissoide contorto di base circa 50 metri x 50 metri – alto 120 metri




Porta Nuova
Un progetto firmato da Cesar Pelli & Associati. Un grande “punto di domanda” rovesciato con uno sviluppo lineare esterno di 360 metri. Altezze: A 160 metri – B 120 metri – C 80 metri - D 40 metri.




L’altra Sede Regione Lombardia
Progetto dello studio Pei-Cobb-Caputo-Freed & Partners Area totale di circa 300 metri x 100 metri Corpi bassi alti circa 40 metri e torre alta 160 metri.




I Gasometri della Bovisa
Nel quadro del recupero del patrimonio industriale dimesso, il progetto dello Ishimoto Architectural Engineering Firm.
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Ultima modifica di anamaya il Mar 01/Apr/2008 17:59, modificato 1 volta in totale
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MessaggioInviato: Mar 01/Apr/2008 17:58    Oggetto: Rispondi citando

Beh dubito che nonostante l'expo Milano possa mai competere con Parigi e con le altre città delle foto.
In fondo Milano è pur sempre una delle città più brutte e tristi d'Italia.
Ciao
Paolo
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anamaya
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MessaggioInviato: Mar 01/Apr/2008 18:03    Oggetto: Rispondi citando

Sì è vero, ma tutti questi nomi danno prestigio nonsolo alla città, ma a tutta l'Italia che si è un po' adagiata sugli allori ... del Rinascimento...
Spero che un po' d'aria fresca risvegli anche le menti dei progettisti italiani che, fatto eccezione per i soliti Fuksas e Piano, sembrano vagare nell'ombra...
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MessaggioInviato: Lun 09/Giu/2008 10:55    Oggetto: Rispondi citando

Dal blog di Grillo:

L'EXPO 2015 a Milano è una colata di cemento. Anzi due colate di cemento. Un piccolo tsunami lombardo. Il 50% degli edifici infatti sarà abbattuto terminata l'esposizione. Dopo Comunione e Liberazione i lombardi avranno Costruzione, Demolizione e Ricostruzione. Il tutto nello spirito autentico dell'EXPO dedicato all'alimentare nel mondo. Infatti le imprese costruttrici potranno mangiare almeno una volta e mezzo. Rimane il senso di incredulità per la costruzione di una grande area espositiva quando Milano ne ha già molte. La stessa idea dell'esposizione universale è un concetto ottocentesco. Spostare, costruire, consumare, distruggere l'ambiente per cosa? Per trasportare e esporre quello che si può vedere in Rete seduti in salotto? E i cittadini, come sempre, sono esclusi dalle decisioni. Le società immobiliari sono invece ospiti fissi. Il professor Boatti del Politecnico di Milano spiega al blog l'EXPO 2015.

"L'Expo è il progetto di ospitare a Milano l'esposizione internazionale che si svolgerà nel 2015 che ha come tema l'alimentazione umana per tutto il pianeta. Il progetto è stato proposto su un'area che si trova al limite del comune di Milano molto vicina all'area del nuovo padiglione fieristico di Rho-Pero ed è quindi un progetto che insiste su un'area che ha problemi già oggi rilevanti di congestione della viabilità, quindi la prima cosa che si può dire sul sito è che vi è il rischio concreto che aggiungendo alla nuova fiera questa nuova struttura espositiva con le punte di traffico che ci saranno in occasione dell'esposizione, ma anche dopo se rimarranno degli insediamenti i problemi di traffico sull'area possano aggravarsi.
L'altro aspetto è l'impostazione del bando per la realizzazione del quartiere espositivo che prevede di sostituire, subito dopo l'uso, grande parte degli edifici espositivi. Questa sostituzione non è, secondo me, una scelta scontata e non è neanche detto che sia una scelta ambientalmente sostenibile, cioè costruire molte decine di edifici, uno staccato dall'altro, destinati a vivere qualche mese poi buttare tutto e fare altre cose, non mi sembra una scelta di sostenibilità ambientale..."
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MessaggioInviato: Lun 09/Giu/2008 12:24    Oggetto: Rispondi citando

Personalmente credo che spesso ci riempiamo la bocca di parole sentite dire che non si sa come usare (in riferimento ai tuttologi citati da spx).
Prendiamo Berlino: la zona di Potsdamer Platz dal 1685 è stata demolita e ricostruita almeno 6 volte con cambiamenti radicali e di certo nessuno si è mai lamentato perchè ci hanno messo le mani le più brillanti menti contemporanee, mantenendo l'area al passo con la crescita della metropoli, se non anticipando i cambimenti stessi.
Senza paura, senza ripensamenti.
Allo stesso modo non mi sognerei mai di accostare nomi di fama mondiale come quello di Fuksas o Zaha Hadid all'inadeguatezza dei palazzinari della nostra italietta.
Si parla di studi con centinaia di persone preparatissime nel loro mestiere (e solo in quello a differenza dei tuttologi di cui sopra), all'avanguardia in ogni settore, che di certo non hanno bisogno delle dritte di un giornalista e di un urlatore per fare il loro lavoro al meglio, nel rispetto dell'ambiente e delle persone... si chiama ecosostenibilità, ed è una realtà nei paesi sviluppati!
Qui da noi sono solo chiacchere, me ne rendo conto, ma non credo che studi tanto prestigiosi perdano la faccia per uniformarsi alla nostra incapacità di guardare anche al futuro, non solo al passato...
L'alternativa alle colate di cemento tradizionale c'è, e si chiama eco-cemento (per dirne una), sarebbe ora che qualcuno si informasse sulla materia o che avesse quantomeno la decenza di parlare d'altro, magari di qualcosa che conosce...
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MessaggioInviato: Lun 09/Giu/2008 13:04    Oggetto: Rispondi citando

Premetto che di architettura non so assolutamente nulla e quindi mi sono limitata a riportare il parere di qualcuno che presumibilmente ne sa più di me.
Perchè non definirei il prof. Boatti (dell'intervento riportato sopra) un "tuttologo" dato che a quanto pare insegna architettura al Politecnico di Milano. A me pare invece sia il parere di un esperto; poi per carità, di esperti che dicono sempre tutto e il contrario di tutto se ne trovano ovunque e magari questo è un emerito idiota e si sbaglia di grosso!

Riguardo al fatto di costruire e ricostruire: sempre da emerita profana, mi vien da dire che un conto è ristrutturare A POSTERIORI (anche più volte e anche demolendo e ricostruendo una zona come nel caso che citi di Berlino), però costruire già partendo col presupposto di distruggere qualche mese dopo a me pare assurdo... Così, come logica in generale non ne vedo il senso...
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MessaggioInviato: Lun 09/Giu/2008 13:16    Oggetto: Rispondi citando

Sarebbe il primo caso nella storia in cui si cortruisce e poi si demolisce tutto e ci si rimette il grano. Per questo secondo me il prof. Boatti, si è limitato alla sterile polemica, magari perchè a lui non è toccato neppure un marciapiede da fare nell'immenso cantiere dell'expo.
Gli esempi di opere diventati poi simbolo delle città che hanno ospitato l'expo sono la prova della longevità dei manufatti, e ripeto, non credo che ci si scomoderebbe ad ingaggiare nomi di fama internazionale se non per fare un cambiamento incisivo, che di persè già porterebbe vantaggio a tutte le persone che ci lavoreranno e che, in un paese di precari, avrebbero lavoro e sostentamento almeno fino al 2015...
Se ti sembra un vantaggio da poco avere prospettive di lavoro in un campo dove la crisi ormai ha raggiunto tutti i settori...
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MessaggioInviato: Lun 09/Giu/2008 13:57    Oggetto: Rispondi citando

Bè, le opere pubbliche avvantaggiano l'intera popolazione solo se servono davvero, altrimenti si giustificano pure il ponte sullo stretto di Messina e tutti i nullafacenti dipendenti pubblici in sovrannumero in quanto pure queste cose fanno diminuire la disoccupazione... Solo che vengono pagate dalle nostre tasche.

Detto questo spero sinceramente che il risultato finale sia che Milano ne esca complessivamente arricchita dal punto di vista architettonico e che alla fine queste opere di costruzione distruzione alla Penelope siano ridotte al minimo...
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MessaggioInviato: Lun 09/Giu/2008 15:43    Oggetto: Rispondi citando

il 2015 è vicino e sono pronta a scommettere che resterà tutto lì dov'è, una volta costruito e che sarà l'orgoglio di Milano.
Magari verrà convertito in altro, non solo in fiera, uffici, centri commerciali e direzionali (x dire, non ne ho idea), ma non credo proprio che sarà un'intervento usa e getta...
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