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MessaggioInviato: Sab 03/Mag/2008 16:52    Oggetto: Rispondi citando

Il presidente della Rai attacca la puntata di Anno zero dedicata al comico genovese

Petruccioli contro Santoro: «Gli insulti di Grillo sono inconcepibili»
«Uso indecente della Tv pubblica. Inaccettabili gli attacchi a Napolitano e Veronesi». Santoro:«No a censure»


ROMA - Claudio Petruccioli, è intervenuto sulla puntata di «Annozero» che Santoro giovedì ha dedicato a Beppe Grillo. «A nessuno, quindi neppure a Michele Santoro - ha detto il presidente della Rai - è consentito confondere la libertà del giornalista e la responsabilità del conduttore con l'appalto, di fatto, della Tv Pubblica a Terzi che ne fanno un uso arbitrario e indecente».

INSULTI INCONCEPIBILI A NAPOLITANO E VERONESI - «Giovedì sera - ha aggiunto la nota di Claudio Petruccioli - Michele Santoro ha di nuovo messo il Servizio Pubblico Radiotelevisivo a disposizione di Beppe Grillo; il quale, dagli schermi della Rai ha rivolto insulti inconcepibili e privi di qualunque giustificazione al Presidente della Repubblica, oltrechè ad una personalità universalmente stimata come il Professor Umberto Veronesi. Il danno, l'umiliazione e la vergogna che vengono al Servizio Pubblico da questi episodi, sono incalcolabili; per la mia funzione e personalmente ne faccio ammenda e prendo impegno - nell'ambito delle mie responsabilità - a fare tutto il possibile per impedire che qualcosa del genere possa ripetersi».

SANTORO - «Ho fatto come sempre il mio lavoro, con ottimi risultati per l'azienda e portando a termine una trasmissione difficile (video) che ha dovuto sopportare durante il suo svolgimento insulti e provocazioni preordinate»: sono le parole di Michele Santoro dopo la dura presa di posizione nei suoi riguardi di Claudio Petruccioli. Il giornalista ribadisce di aver fatto l'interesse del pubblico; osserva che Grillo è di fatto un soggetto politico e quindi responsabile di quanto afferma e soprattutto Santoro dice di «attendere fiducioso» le iniziative che Petruccioli intenderà intraprendere. In ogni caso non ritiene che «esse potranno continuare a consentire ai leader dei partiti di dire quello che vogliono nella televisione pubblica, proibendo invece a un unico soggetto politico, Beppe Grillo, di esprimere il proprio pensiero».

CENSURA - «Tutti i partecipanti ad Annozero, compreso Marco Travaglio, che aveva preso parte al V-Day - dice Santoro - hanno avuto espressioni di critica e avanzato rilievi nei confronti di Grillo; c'è stato anche chi l'ha insultato con estrema violenza. Le affermazioni di Beppe Grillo sul Presidente Napolitano, già presenti nelle cronache di tutti i giornali italiani, sono state riportate senza la volontà di farle proprie. Non riportarle avrebbe rappresentato, a mio parere, una grave omissione e una censura. La Rai - ricorda Santoro - appartiene infatti al pubblico e non ai partiti e la libertà d'espressione è tutelata dalla Costituzione Repubblicana».

IL CASO AL PROSSIMO CDA - Intanto il caso della puntata di Annozero potrebbe finire sul tavolo del Cda della Rai che si riunirà mercoledì prossimo come di consueto. Dopo l'intervento del presidente della Rai Claudio Petruccioli, sembra molto probabile che i vertici del servizio pubblico radiotelevisivo discutano della puntata intitolata «O bella Ciao».

I PAZIENTI DI VERONESI: «ACCUSE INFAMANTI E INGIUSTIFICATE» - Gli attacchi di Beppe Grillo e la trasmissione di Michele Santoro sono finiti anche sotto la lente del Forum italiano di Europa Donna, il movimento fondato da Umberto Veronesi che rappresenta oltre 80 associazioni di donne operate al seno. In un comunicato, Europa Donna ha definito «gravissima la diffusione di accuse infamanti e ingiustificate avvenuta da parte di Grillo e rilanciata ampiamente dalla trasmissione tv». «Senza il contributo di Umberto Veronesi - sottolinea la nota - moltissime donne colpite dal dramma del tumore al seno sarebbero ancora costrette a interventi chirurgici mutilanti e a terapie devastanti per il corpo e per la psiche, e la ricerca oncologica non avrebbe avuto le più recenti e importanti svolte che hanno cambiato la prognosi per tante persone». «Diffamare Veronesi - commenta Giovanna Gatti, presidente del Forum italiano - significa trascurare tendenziosamente e colpevolmente il suo prezioso aiuto ai malati di tumore».

http://www.corriere.it/politica/08_maggio_02/petruccioli_santoro_critiche_fca102f2-185c-11dd-915d-00144f02aabc.shtml

Cioè, ma rendiamoci conto, uno può andare sulla pubblica piazza davanti a migliaia di persone a fare certe affermazioni contro Napolitano e Veronesi, però NON si può, come ha fatto Santoro, parlarne in tv, semplicemente riportando gli stralci di Grillo senza avallarne le tesi in alcun modo (io ho visto la puntata di Annozero in questione, l'unica indecenza era quella di Sgarbi che non lasciava parlare nessuno, sovrastando qualsiasi interlocutore con urli e insulti ben peggiori di quelli di Grillo).
E c'è ancora da chiedersi se in Italia ci sia libertà d'informazione?
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MessaggioInviato: Lun 05/Mag/2008 9:08    Oggetto: Rispondi citando

Petruccioli si dice indignato per gli ”insulti inconcepibili e privi di qualunque giustificazione al Presidente della Repubblica, oltreché ad una personalità universalmente stimata come il Professor Umberto Veronesi”....
quindi, Petruccioli sembra suggerire che una persona meno stimata si possa tranquillamente offendere in televisione......ma siamo matti??
Santoro è un giornalsita dal passato noto e chiaro a tutti, e nel momento in cui gli si affida uno spazio gli si concede automaticamente di gestirlo secondo i criteri che lo hanno sempre contraddistinto in questa professione.

secondo me, sbaglia a sua volta Santoro nell’assumere una posizione difensiva, con la quale sembra riconoscere una validità all’accusa, invocando la Costituzione e il diritto di espressione....

Sarebbe stato sufficientre per Santoro ricordare a Petruccioli che l’argomento della puntata era Beppe Grillo, e nel momento in cui la RAi ha approvato quella puntata non può poi fingersi scandalizzata per quello che dice il comico genovese, a meno di riconoscere o di essere ipocrita, oppure male informata; arebbe come autorizzare un servizio sulla prostituzione, e poi lamentarsi perchè si parla di malattie veneree e di preservativi...ma per favoreeeee....
La faccenda infatti è molto semplice: le frasi “inconcepibili” di Beppe Grillo sono stato pronunciate su una pubblica piazza, nell’ambito di un evento regolarmente autorizzato dalle autorità competenti. Se quindi Grillo ha potuto pronunciarle a Torino, non si comprende perchè la RAI non possa riprenderle e diffonderle in tutta Italia, e se tali frasi sono passibili di denuncia...che sia denunciato...
Sbagliano infine tutti coloro che si faranno travolgere da questa ennesima falsa polemica, il cui vero scopo è chiaramente quello di evitare di parlare dei gravi problemi sollevati dal fenomeno Beppe Grillo....

ed a proposito di Veronesi, ricordiamoci (insieme alla sua indubbia capacità ed esperienza, riconoscendogli grandi meriti per la sua lotta contro i tumori) ricordiamoci, dicevo, che MOLTE delle sue ricerche sono FINANZIATE DA MUNTINAZIONALI CHE PER I LORO PRODOTTI (petrolio ed affini) CREANO TUMORI.....
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MessaggioInviato: Lun 05/Mag/2008 9:11    Oggetto: Rispondi citando

e se Petruccioli deve chiedere scusa, lo deve fare a tutti gli spettatori di anno zero PER IL COMPORTAMENTO IGNOBILE di Sgarbi, che ha insultato pesantemente Travaglio (evidentemente sgarbi cercava la rissa, ma travaglio e santoro non l'hanno seguito su questa strada) ed ha urlato per tutta la trasmissione...
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MessaggioInviato: Lun 09/Giu/2008 11:55    Oggetto: Rispondi citando

Dal blog di Di Pietro:

Le menzogne de il Giornale


"La verità su Mani Pulite", potrebbe essere il titolo di un libro del sottoscritto o di uno dei miei ex-colleghi del pool di Milano, quel pool che restituì la dignità al Paese denunciando, smascherando e mettendo in carcere negli anni 90 una rete di corruzione politica che strozzava l’economia e l’imprenditoria italiana di quegli anni, quella onesta. Invece no, è un articolo del 5 giugno scritto da Geronimo, pseudonimo di Paolo Cirino Pomicino, su il Giornale.

Per Pomicino, si legge nell’articolo, il problema non furono le tangenti, ma il fallimento del tentativo di depenalizzare il reato di finanziamento illecito ai partiti. Il contenuto dell’articolo non deve stupire nessuno. Paolo Cirino Pomicino infatti è un uomo che per lungo tempo è rimasto nelle istituzioni grazie a generosi ed interessati appoggi nonostante la condanna ad un anno e otto mesi di reclusione per finanziamento illecito (tangente Enimont) e con 2 mesi patteggiati per corruzione per fondi neri Eni.

Quello che crea un profondo senso di sdegno invece sono ancora una volta gli organi d’informazione che accolgono a braccia aperte in trasmissioni pubbliche e in rubriche giornalistiche come quella de Il Giornale personaggi come Cirino Pomicino. Soldi pubblici per dar voce a condannati in via definitiva che parlano, proteggono e pontificano su indagati, prescritti, corrotti dell’attuale politica italiana.

Lascio alle parole di Marco Travaglio nell’articolo apparso a pagina 8 de l’Unità di oggi il compito di smascherare puntualmente le menzogne contenute nell’articolo di Paolo Cirino Pomicino e pubblicate su il Giornale.

"Nel paese dove il capo del governo smentisce una legge firmata da lui definendola «medievale», poi dice che parlavo «a titolo personale» quasi fosse un passante, dunque la legge rimane anche se non ha senso ed è medievale, si può dire di tutto. E anche scriverlo.
Il Giornale della ditta, che pare l’inserto umoristico di Geppo e Tiramolla, quando si tratta di baggianate non si tira mai indietro. Ieri per esempio quello biondo con le mèches, in un editoriale di alta politologia, se la prendeva con le «canaglie razziste» le quali sostengono che Renato Brunetta è piccolo, e per estensione con chiunque insinui che il Cainano è basso (mentre, a suo dire, sarebbe addirittura «alto come Prodi», non si sa se coi trampoli o coi tacchi a spillo). Giusto. Rettifichiamo volentieri anche per conto terzi: Brunetta è un corazziere, il Cainano è un watusso coi boccoli alla Shirley Temple, e quello biondo con le mèches che scrive sul Giornale è un giornalista. Sempre sul supplemento di Tiramolla compare un’intera pagina a firma Geronimo, noto nei migliori penitenziari come Paolo Cirino Pomicino, dal titolo decisamente impegnativo: «La verità su Mani Pulite: Scalfaro si piegò ai pm». Visto l’autore, c’era da attendersi piuttosto un titolo del tipo: «La verità su Mani Pulite: ecco come intascai 5,5 miliardi di lire dalla Montedison e ne girai una parte a Salvo Lima». Oppure: «La verità su Mani Pulite: ecco come fui condannato per finanziamento illecito e patteggiai per corruzione sui fondi neri Eni». Invece no: il noto pregiudicato ce l’ha con Scalfaro, che all’epoca osava persino non rubare. Pomicino scrive falsamente che i fondi neri del Sisde «non gli furono mai contestati» perché da Presidente aveva «assecondato la Procura di Milano». Balle: del Sisde s’occupava la Procura di Roma, che regolarmente indagò Scalfaro per abuso d’ufficio al termine del suo mandato e poi archiviò tutto perché non riscontrò alcun reato, come del resto aveva fatto per altri ex ministri dell’Interno (Cossiga e Mancino). Ma cogliamo fior da fiore dalla «verità» pomicina: «Amato ha finalmente avuto il coraggio di definire ’riprovevole’ l’uscita televisiva del pool Mani pulite contro la depenalizzazione del finanziamento illecito». Falso: non vi fu alcuna uscita televisiva del pool; solo un comunicato letto da Borrelli per smentire la bugia di Amato, cioè che il decreto Conso l’avesse chiesto il pool. «Amato inviò Francesca Contri da Borrelli per avere un suo placet sul provvedimento e lo ottenne». Falso: a parte che la Contri si chiama Fernanda, sia lei sia Borrelli han sempre smentito. Con quel decreto, per Pomicino, «il pool non avrebbe potuto più arrestare per finanziamento illecito». A parte il fatto che il pool non arrestava nessuno (era ed è compito del gip), il grosso degli arresti fu per corruzione, concussione, falso in bilancio e così via (ma depenalizzando il finanziamento non si sarebbero più scoperti quei reati). «La mattina di domenica 7 marzo ’93 ci fu in diretta tv la minaccia ’democratica’ del pool delle proprie dimissioni dinanzi all’ eventuale promulgazione del decreto». Altra superballa: l’anziano ras andreottiano in preda ai vuoti di memoria confonde quel che accadde il 7 marzo ’93 (decreto Conso, governo Amato) con quel che successe il 14 luglio ’94 (decreto Biondi, governo Berlusconi I). Sul decreto Conso parla solo Borrelli (naturalmente non «in diretta tv»: legge un comunicato ai giornalisti) per dire che il Parlamento e il governo sono «sovrani», i pm obbediranno alla legge «quale che sia», ma non si dica che il decreto l’han chiesto loro perché è falso. Nessun accenno a dimissioni. Sul decreto Biondi parla Di Pietro circondato dai colleghi Davigo, Colombo e Greco. Borrelli non c’è: l’iniziativa è dei sostituti che gli chiedono di esonerarli dalle indagini su Tangentopoli, visto che per quei reati il decreto vieta il carcere preventivo (ma non per gli altri, creando imputati di serie A e serie B) e agevola le fughe e gli inquinamenti di prove (dopodichè Fini e Bossi costringono Berlusconi a ritirare la porcata). Ora la memoria può tradire, selettivamente, Pomicino. Ma non dovrebbe tradire un giornale degno di questo nome. Infatti Il Giornale ha preso per buone le balle pomicine sul decreto Conso del 1993, le ha intitolate «tutta la verità» e le ha illustrate con una megafoto della conferenza stampa del Pool contro il decreto Biondi (1994) con questa didascalia: «Il documento: un’immagine della conferenza stampa in cui Di Pietro bocciò il decreto del governo Amato». Ecco. Pomicino mente con pensieri, opere e omissioni. Il Giornale mente pure con le foto.

Marco Travaglio"
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