millaluna73 Nobile


 Sesso:  Età: 34 Messaggi: 2806 Località: provincia Monza e Brianza
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Inviato: Lun 05/Mag/2008 16:48 Oggetto: Poliziotta si spara allo stadio |
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Si è sparata perché temeva per il lavoro.
Il dramma della poliziotta che ha tentato il suicidio all'esterno dello stadio di Treviso
DAL NOSTRO INVIATO
TREVISO — Fragile, insicura, sola. E negli ultimi tempi assalita da quel male di vivere che ti fa sembrare tutto più nero, che ti fa ingigantire anche il più piccolo problema. Per esempio quella sciocchezza sul lavoro, un errore da niente che però aveva alimentato le sue ansie. «Ho sbagliato una relazione, adesso mi butteranno fuori dalla polizia» ha confidato alla sorella pochi minuti prima di puntarsi al mento la pistola e premere il grilletto.
La poliziotta viene caricata in ambulanza (Lapresse9
Paure tutte sue perché a nessuno sarebbe mai venuto in mente di usare quell'errore per lasciarla senza il suo adorato lavoro. «Ciana», come la chiamano i colleghi, non è mai stata una chiacchierona con nessuno. Gli agenti che hanno lavorato al suo fianco fino a ieri, disegnano il ritratto di una ragazza timida e innamorata del suo lavoro. A Treviso è arrivata dieci anni fa dopo aver passato a Milano i suoi primi anni in divisa. Un'esperienza alla centrale operativa e poi il passaggio, nel 2006, alla polizia di quartiere, la sua grande passione. Le è sempre piaciuto stabilire un contatto più diretto con la gente, ha sempre amato l'idea che fosse lei a far sentire più sicuro questo o quell'angolo della città.
«Ci ha spiazzato davvero tutti. Siamo rimasti senza parole» dice il suo questore, Filippo Lapi. Nessuno ha mai saputo nulla dei problemi di Luciana, della sua vita privata, delle sue difficoltà. Una single che vive in una città che non la fa sentire a suo agio, questo si sentiva lei, in questi giorni giù di corda più di sempre. La conversazione al telefono con sua sorella, quelle parole che l'hanno fatta piangere, erano più che altro uno sfogo, un modo per convincersi ancora di più che stava andando tutto storto: quel fatto della relazione sbagliata, la mamma molto malata e lontana (la sua famiglia vive a Sovramonte, vicino Belluno), il padre anche lui alle prese con problemi di salute e poi anche i vicini, alcuni dei suoi vicini con i quali proprio non riusciva ad andare d'accordo. Ecco, di queste cose sono fatte le insoddisfazioni di Ciana. Di questo, probabilmente, sono fatti quei trenta secondi di disperazione passati fra la mano sulla fondina e il colpo che l'ha ridotta in fin di vita. Trenta secondi di angoscia filmati dalle telecamere dello stadio.
Giusi Fasano
04 maggio 2008 _________________
"Nessuna persona merita le tue lacrime, e chi le merita sicuramente non ti farà piangere."
Gabriel Garcia Marquez |
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