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L'isola del giorno prima - parte 2 Un luogo dove il pensiero corre libero e ribelle
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spx Nobile


 Sesso:  Età: 33 Messaggi: 4804 Località: Bologna/Roma
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Inviato: Ven 02/Mag/2008 16:20 Oggetto: Il fronte della gioventù |
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Oggi è uscito quest'articolo e lo utilizzo per lanciare il tema:
«Il Fronte della gioventù ? Mi ha trasmesso valori. Nulla a che vedere con il fascismo»
Meloni: «Martiri anche le vittime del Fdg»
La deputata del Pdl: molti i nostri morti per cui la società non ha versato una lacrima
ROMA- «Anche i giovani militanti del Fronte della gioventù che morirono assassinati sono martiri dell'Italia, non della Destra». Lo ha detto la deputata del Pdl ed ex vicepresidente della Camera, Giorgia Meloni, da qualche anno uno dei nomi emergenti di An. «Se rinnegassi il Fronte della gioventù - ha spiegato la parlamentare intervenendo al programma web KlausCondicio - rinnegherei me stessa. Tutto ciò che mi porto dentro di pulito, di autentico, di ideale me lo ha insegnato il Fronte della Gioventù».
Un momento dei funerali di Paolo Di Nella (Ansa)
IL CASO DI NELLA - La Meloni è cresciuta nel movimento giovanile dell'Msi ed è stata al vertice del gruppo giovani di An. Conosce dunque bene la realtà di un movimento che, soprattutto negli anni settanta, è stato in dura contrapposizione con i movimenti studenteschi e i gruppi della sinistra. E tra i nuovi martiri la deputata pidiellina inserisce ad esempio Paolo Di Nella, rimasto nel cuore di molti militanti, a partire dal neosindaco di Roma, Gianni Alemanno, che porta al collo una collanina con la croce celtica che apparteneva proprio al giovane ucciso nel 1983, a colpi di spranga alla testa, mentre attaccava dei manifesti. «Fu ucciso a soli 20 anni - ha sottolineato la Meloni -, una morte ancora oggi rimasta impunita».
«IL FASCISMO? NON C'ENTRA NULLA» - La parlamentare ha poi spiegato cosa abbia significato per lei quell'esperienza politica. «Eravamo ragazzi con un'idea della ribellione finalizzata a costruire un mondo diverso, ragazzi che consideravano e considerano ancora il potere come uno strumento e non un obiettivo. Il Fronte della gioventù è la mia storia». «Per noi la violenza non è mai stata uno strumento dell'agire politico - ha aggiunto -. Al contrario c'è tanta nostra gente che si è dovuta difendere, poichè veniamo dalla storia di una comunità politica che, per un certo periodo del suo percorso, è stata considerata un bersaglio da tutti. La storia di quei ragazzi che morivano a 16 anni in mezzo alla strada ed era normale perchè ammazzare un fascista non era reato. Erano ragazzi nati nel 1965, venti anni dopo il fascismo, che non c'entravano nulla con il fascismo e per i quali la società non ha versato una lacrima. Io dico che storie analoghe ci sono state anche dall'altra parte della barricata e che solo oggi si sta rendendo giustizia a tutti quei ragazzi».
http://www.corriere.it/politica/08_maggio_02/meloni_martiri_fronte_della_gioventu_8f6b9486-183e-11dd-ad45-00144f02aabc.shtml _________________ You can have peace. Or you can have freedom. Don't ever count on having both at once. (Robert A. Heinlein) |
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spx Nobile


 Sesso:  Età: 33 Messaggi: 4804 Località: Bologna/Roma
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Inviato: Ven 02/Mag/2008 16:24 Oggetto: |
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Il Fronte della Gioventù (FdG) è stata un'organizzazione giovanile del Movimento Sociale Italiano.
Nata nel 1972 dalle ceneri della Giovane Italia e di Raggruppamento Giovanile degli studenti e lavoratori, all'indomani della nascita di Alleanza Nazionale si trasformò in Azione Giovani.
Sebbene ufficialmente correlato con il MSI, il Fronte della Gioventù costituì un laboratorio politico autonomo con un dibattito interno sempre stato molto accesso; testimonianza di ciò furono le numerose volte in cui fu messo in discussione l'appoggio all'MSI.
Storia
La fusione tra Giovane Italia e Raggruppamento Giovanile
Nel tentativo di superare tale empasse e creare una organizzazione dei giovani di destra più forte e articolata, all'inizio deli anni settanta Massimo Anderson e Pietro Cerullo, fecero confluire i principali movimenti giovanili di destra del tempo, ossia la Giovane Italia e il Raggruppamento Giovanile degli studenti e lavoratori in un nuovo soggetto politico chiamato “Fronte della Gioventù”.
La violenza politica
La strada per il Fronte della Gioventù fu subito in salita: schiacciato da un lato da un assetto istituzionale che tentò in ogni modo di emarginarli, dall'altro dalla violenza dalle forze extraparlamentari di sinistra, il movimento giovanile nei primi anni della sua vita assistette all'omicidio di molti suoi iscritti (i più famosi furono Sergio Ramelli, Mikis Mantakas e Paolo di Nella) e il ferimento di numerosi altri, in una escalation di violenza che culminò con la strage di via Acca Larenzia.
Proprio in reazione a tali luttuosi eventi eventi, alcuni militanti del Fronte della Gioventù, in totale rottura con esso ed in antitesi con la politica del movimento, abbandonarono l'organizzazione per intraprendere la via del terrorismo in gruppi quali Ordine Nuovo, Terza Posizione e i Nuclei Armati Rivoluzionari. Tra questi Franco Freda e Francesca Mambro.
Nonostante le numerose difficoltà, il Fronte della Gioventù continuò ad attirare un notevole numero di giovani, colpendo l'attenzione di molti osservatori politici.
Nel 1977 l'autonomia del FdG rispetto al MSI fu seriamente compromessa: in seguito ad una scissione interna al partito e all'abbandono dello stesso da parte di Massimo Anderson, Giorgio Almirante commissariò questa organizzazione, e il 7 giugno nominò come nuovo segretario del FdG Gianfranco Fini, allora venticinquenne.
Nello stesso anno nasce il fenomeno, ispirato dall'ambiente rautiano, dei Campi Hobbit e della cosidetta Nuova Destra.
Fini rimase in carica sino al 1988, quando passò ad occuparsi esclusivamente del partito, lasciando il posto a Gianni Alemanno.
La Segreteria di Gianni Alemanno, che faceva capo alla componente Rautiana (minoritaria nel MSI-DN ma maggioritaria in quegli anni nel Fronte) si caratterizzò rispetto alla gestione Fini per una più spiccata linea movimentista e per la ripresa di tematiche antiamericane ed antioccidentali: a questo proposito va ricordata la manifestazione di protesta compiuta nel 1989 durante la visita di George H. W. Bush al cimitero americano di Nettuno, che culminò con l'arresto di 11 militanti del Fronte tra i quali lo stesso Gianni Alemanno e Fabio Rampelli.
Negli stessi anni viene nominato Presidente del Fronte della Gioventù Maurizio Gasparri, facente capo alla componente finiana, creando così di fatto una diarchia interna, che aveva lo scopo di evitare tensioni correntizie e di consentire un parziale controllo dell'organizzazione giovanile da parte maggioranza interna dell'MSI-DN, ma che finì di fatto col dividere il movimento in due tronconi spesso in aperta polemica tra loro. Si susseguirono poi alla guida del Fronte della Gioventù Giuseppe Scopelliti e Basilio Catanoso che la traghettò in Azione Giovani.
Organizzazione interna
L'iscrizione al Fronte della Gioventù era aperta ai giovani che avevano compiuto il 14° anno di età e non superato il 21° (o il 26° se si tratta di dirigenti).
Le iscrizioni non erano “automatiche”, ma venivano accettate solo dopo un certo periodo di frequenza e di militanza e dopo aver seguito riunioni e corsi di formazione; ciò al fine di far aderire solo persone con una certa preparazione politica e con cognizione di causa. Inoltre per entrare a far parte del Fronte della Gioventù bisognava essere presentati da un altro militante; nessuno poteva iscriversi senza conoscere un altro esponente del Fronte che lo presentasse agli militanti.
L'iscrizione al Fronte della Gioventù era distinta ed autonoma rispetto all'iscrizione al Movimento Sociale Italiano; ciò a testimonianza di una certa autonomia del movimento giovanile rispetto al partito di riferimento.
Proprio per questo motivo gli associati venivano suddivisi in militanti e aderenti: i militanti erano i giovani che risultavano contemporaneamente iscritti sia al MSI che al FdG, gli aderenti invece erano i giovani che risultavano iscritti soltanto al FdG.
Il Fronte della Gioventù si articolava in due settori: la corporazione studentesca e le formazioni giovanili nel lavoro, ognuna delle quali aveva un suo Consiglio Nazionale e in tutte le province e i comuni d'Italia i propri quadri corrispondenti.
A livello provinciale il Fronte della Gioventù era organizzato tramite un segretario provinciale coadiuvato da un direttivo; negli istituti scolastici, in cui l'organizzazione era presente, era nominato un responsabile (detto fiduciario).
http://it.wikipedia.org/wiki/Fronte_della_Giovent%C3%B9_(MSI) _________________ You can have peace. Or you can have freedom. Don't ever count on having both at once. (Robert A. Heinlein) |
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