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I «falsi» scoop su Galileo

 
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MessaggioInviato: Mar 22/Apr/2008 11:31    Oggetto: I «falsi» scoop su Galileo Rispondi citando

Attacco all'uso mediatico dello scienziato.«E nessuno parla della mancanza dei fondi per la ricerca»

FIRENZE – L’ultimo scoop su Galileo? «Che gli scoop strillati da giornali e tv negli ultimi anni non erano tali: tutta roba già vista e conosciuta dagli addetti ai lavori». Galileo sui mezzi d’informazione? «Ridotto a mito di pronto impiego, a pettegolezzo nella speranza di un rialzo dell’audience. I grandi nomi, come il suo, vengono snocciolati ormai solo secondo ritmi televisivi e pubblicitari».
Anche le formiche nel loro piccolo s’incazzano recitava un fortunato libello scritto da Gino & Michele agli inizi degli anni’90. Ora tocca invece agli studiosi addetti ai lavori che dal «Giornale Critico della Filosofia Italiana» attaccano a testa bassa.

GALILEO MEDIATICO - Nell’ultimo numero dell’autorevole rivista fondata da Giovanni Gentile nel 1920 in uscita a fine aprile sarà pubblicato un articolo fortemente polemico dal titolo «Galileo mediatico». Lo ha scritto Sara Bonechi, 40enne, che da anni si dedica all'aggiornamento dell'edizione nazionale di Galileo, oltre a lavorare alla digitalizzazione del Fondo Galileiano della Biblioteca nazionale di Firenze (348 manoscritti, il cui catalogo è consultabile su www.bncf.firenze.sbn.it e su www.imss.fi.it) e a collaborare coll’Istituto e Museo di Storia della Scienza di Firenze a progetti di divulgazione ed edizione dell’opera di Galileo e della sua scuola.

«Porte spalancate agli amori di Galileo, ai suoi vizi, alle curiosità da buco della serratura – scrive Bonechi - Ma non una parola, in compenso, sul fango gettato sulla sua figura, divenuta merce di baratto per manovre di curie e palazzi. Non una parola sul fatto che l’aggiornamento dell’edizione nazionale delle opere di Galileo stenta e langue, perché, tranne il meritorio contributo erogato alle edizioni nazionali che copre le spese di edizione e di stampa (fra le poche forme di finanziamento rimaste per certi lavori privi di un “ritorno” economico e inadatti a ogni sfruttamento turistico e commerciale, alle quali ormai tutti si attaccano come alle mammelle della lupa) in Italia non si ritiene opportuno finanziare la ricerca dei materiali (molti) ancora da reperire in quegli archivi e biblioteche che, astrattamente esaltati come templi del sapere in occasione di ritrovamenti di grido (veri o presunti), versano in uno stato pietoso nel disinteresse generale». Come mai tanta acredine nei confronti dell’informazione? «Nel sentire comune – risponde Sara Bonechi - è passata l'idea che i beni culturali in generale, hanno valore perché sono sfruttabili commercialmente: di questo hanno fatto le spese tutti i lavori che non siano spendibili immediatamente. I mezzi di informazione, anche quelli più autorevoli, accelerano inesorabilmente lungo il piano inclinato della débacle culturale del nostro Paese. Invece di fare un'opera di divulgazione seria si cerca solo lo scoop, il sensazionalismo: tutte cose che sono il contrario della cultura».

FALSI INEDITI - Non si salva niente? «Galileo è un personaggio di rilievo, tutte le volte che se ne parla fa audience: nessuno si preoccupa di confermare e verificare se l'inedito esiste o non esiste, se quello di cui si tratta sia serio o no. Due esempi? Nel 2005 una prestigiosa rivista di cultura (Belfagor, LX, 2005, n.355, pp.1-26 ndr), pubblicò un articolo anticipato con roboanti annunci dalla stampa quotidiana che lumeggiava la pubblicazione di “più di cento lettere inedite” di Galileo. Poco dopo Maurizio Torrini, storico della scienza, mostrò che ogni singolo rigo di Galileo era già stato pubblicato (fra l’altro più correttamente) da Antonio Favaro nell’edizione nazionale e che quel poco di inedito (non di Galileo) era già conosciuto e segnalato fin dall’Ottocento. Non un giornale smentì le falsità divulgate. Ma la storia si ripete: nel supplemento culturale del Sole-24 ore di domenica 3 febbraio 2008 compare un articolo di Lorenzo Tomasin che presenta come uno scoop il ritrovamento di un “cimelio”, ovvero una disputa goliardica dello scienziato con due amici degli anni padovani in dialetto veneziano. Peccato che l’autore dimentichi di avvertire che “il cimelio”, più che dalla Biblioteca Nazionale, spunta dall’edizione nazionale, dove venne pubblicato sempre dal rigoroso Favaro. In più dimentica di dire che il frammento è comunque ben conosciuto tra gli addetti ai lavori, oltre che ad essere transitato in una mostra a Venezia nel 1964».

RICERCHE IN CRISI - Note da addetti ai lavori dunque ma che comunque non dovrebbero giustificare le inesattezze. «E infatti – prosegue Bonechi – quest’ultima vicenda di per sé non meriterebbe più che una nota erudita su una rivista di studi galileiani come ho scritto per il "Giornale Critico della Filosofia Italiana". Ma questo modo di fare è solo il sintomo di una mancanza da attribuirsi più alla diffusa voglia di scoop che all’insipienza in tempi in cui purtroppo il “sensato” ha ormai poco galileianamente ceduto il passo al “sensazionale”». Talvolta i titoli si fanno più facilmente con il sensazionale che con il sensato. «Capisco. Anche se dico però che ci sarebbero dei problemi veri di cui parlare. Nei giorni della mancata visita di Benedetto XVI alla Sapienza, ho visto un servizio del Tg2 delle 13 su Galileo impressionante: veniva descritto come un poveretto! E come se fosse ancora in discussione chi avesse ragione e chi torto. Giornali e tv non sono interessati alla figura storica di Galileo ma lo usano strumentalmente. In più nessuno, e sottolineo nessuno, parla delle difficoltà in cui langue ormai da anni l’aggiornamento della monumentale edizione nazionale di Galileo. Dal 1909, data di pubblicazione dell’ultimo volume a ora, sono venute fuori tante cose. In Archivio di Stato a Firenze c'è ancora molto materiale da guardare. All'accademia dei Lincei ci sono carteggi acquisiti e mai studiati. Così come in archivi privati italiani e stranieri. Mancano i fondi per queste ricerche. Questo nessuno lo scrive».

Che manchino i fondi per questo tipo di ricerche e di studi non è uno scoop, neppure più una notizia purtroppo. «Nel 2009 verrà celebrato l'anniversario della scoperte celesti fatte nel 1609 grazie al cannocchiale: è stato creato un comitato, sono previste delle mostre, si parla di grandi nomi dello spettacolo per eventi su Galileo. Tutta roba ben spendibile. Ma ci sarà un sostegno ad altre iniziative di valore scientifico e di ricerca?».

http://www.corriere.it/cronache/08_aprile_21/Galileo_attacco_giornale_filosofia_scoop_Gori_e5f72b40-0fd7-11dd-aca8-00144f486ba6.shtml
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MessaggioInviato: Mar 22/Apr/2008 12:30    Oggetto: Rispondi citando

Very Happy mica si tratta dei famosi diari del duce di Dell'Utri
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