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Berlusconi "O si fa Alitalia o si muore"
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Autore Messaggio
vanuatu
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MessaggioInviato: Ven 21/Mar/2008 17:15    Oggetto: Berlusconi "O si fa Alitalia o si muore" Rispondi citando

2008-03-21 - ANSA

Ho fatto appello all'orgoglio degli imprenditori italiani che ritengono ,come me, che non possono essere colonizzati perché qui o si fa Alitalia o si muore". E' quanto ha detto Silvio Berlusconi, conversando con i cronisti uscendo da Palazzo Grazioli.

"La risposta ad Air France la darà il prossimo presidente del Consiglio e sarà un secco e un pieno no: non perché è contro la Francia ma perché contro le condizioni ricevute". Così Silvio Berlusconi, prima di partecipare al Forum con il "Messaggero" commenta l'ultimatum lanciato dalla compagnia francese.

"Poco fa ho detto che qui 'o si fa l'Alitalia o si muore'. Venendo qui, in macchina, mi è venuto in mente un altro slogan: 'Rialzati Alitalia' ".

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questa presa di posizione di Berlusconi la trovo ridicola ma sopratutto pericolosa proprio per la soluzione del problema Alitalia
è entrato a gamba tesa in una trattativa con l'unico acquirente, lo sta chiaramente intimorendo e credo che martedì Airfrance dichiarerà di non essere più interessata all'acquisto

di contro, il signor B. dice che l'Alitalia la potrebbero comprare i suoi figli
(conflitto d'interessi...cosa sarà mai??)

lui sta solo giocando la sua partita elettorale, vuole portare avanti la vendita fino a dopo le elezioni......fregandosene altamente dell'Alitalia....
gli serve solo come campagna elettorale

se dovesse andare come chiede lui, cosa farà?.....come Presidente del Consiglio venderà una azienda dello Stato ai suoi figli?





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MessaggioInviato: Ven 21/Mar/2008 23:53    Oggetto: Rispondi citando

Hai ragione, è solo Propaganda elettorale.... Mad
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MessaggioInviato: Sab 22/Mar/2008 12:33    Oggetto: Rispondi citando

Come dice Blondet:

L’appello di Berlusconi ad imprenditori italiani perché rilevino Alitalia o va considerata per pietà una delle freddure di dubbio gusto cui ci ha abituato, oppure rivela la vacuità strategica del Salame di fronte ai problemi italiani.
Come se vivesse nel mondo dei sogni, non ha capito che in Italia non esistono imprenditori
delle dimensioni e capacità tali da inglobare una compagnia aerea.
Esistono solo capitalisti senza capitale (Tronchetti Provera), poco competenti (Marchionne che deve richiamare una macchina per difetti) e banche usurarie, che scremano profitti indebiti colossali
da un Paese in declino a forza di usura (Intesa esibisce un utile di 7,2 miliardi).
Lo stesso Berlusconi, ricchissimo, non è un imprenditore: è un impresario di varietà, che è cosa diversa. Lui dice per per Alitalia «i suoi figli sono disponibili». Ma i figli devono già sposare
le precarie italiane! Vede l’Alitalia come azienda familiare, con precarie alla cloche?

http://www.effedieffe.com/content/view/2575/169/
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MessaggioInviato: Lun 07/Apr/2008 17:29    Oggetto: Rispondi citando

E’ caduto l’aeromobile. Dei sindacati.

Maurizio Blondet 03 aprile 2008


Rottura. Alitalia al fallimento? No, purtroppo è tutta una finta. Raffaele Bonanni (CISL) è già lì che chiede a Prodi di «convincere Spinettà (il capo di Air France) a tornare al tavolo». E’ stata tutta una sceneggiata, organizzata fra Prodi, Padoa Schioppa e forse sindacati, per spaventare i dipendenti di Alitalia, vedere il bluff di Berlusconi e infine dare Alitalia a quella compagnia cui volevano darla dal principio, Air France.

Spinettà tornerà (fa anche rima), i sindacati andranno al «tavolo» col cappello in mano, il corso tosto porrà le condizioni sue, e ai dipendenti del mostro buro-alato i sindacati diranno: «Più di così non potevamo fare». Un bel pezzo di teatro, con tanto di colpo di scena e spavento in sala, per far capire che non c’è alternativa, men che meno esiste la cordata del Salame. Il quale, ancora la mattina dopo la rottura diceva che i capitalisti «fanno la fila» per entrare nella sua cordata: vero Salame che non capisce i giochi, e che ormai ogni volta che parla, si spara sull’alluce.

Prodi, il vero vincitore, si prende il lusso di dire ai sindacati che hanno commesso «un grave errore» e che devono «assumersene la responsabilità». Ah, se non fosse una sceneggiata! Se fosse realtà! Allora la parola «responsabilità» avrebbe il suo peso: e un Paese responsabile decreterebbe la disfatta dei sindacati organizzati. In un Paese energico, la triplice non si riprenderebbe più da una battaglia così mal condotta e così malamente persa.

Un po’ come accadde ai tempi di Ronald Reagan, quando il braccio di ferro dei controllori di volo americani, tirato fino alla sfida, stroncò la forza sindacale in USA per generazioni. I nostri sindacati lo meritano, molto più di quelli americani. Abituati a mezzo secolo di co-gestione torbida e illegale del governo e delle imprese (la famosa «concertazione»), hanno perso la capacità della trattativa sindacale a favore dei lavoratori.

Un po’ come il glorioso Tsahal, a forza di sparare su inermi ragazzini e contadini a Gaza, non sa più fare la guerra contro un nemico ben armato e ben organizzato (Hezbollah), i sindacati - corpi non eletti da nessuno - hanno fatto di tutto, meno che la difesa dei salari: e infatti abbiamo i salari più bassi d’Europa grazie a loro.

Anzi, con la loro «moderazione» rivolta esclusivamente verso le «grandi imprese» (FIAT) che hanno co-gestito, hanno alla fine reso sempre meno competitive le grandi imprese stesse. Verso le piccole, invece, faccia feroce, insieme ai governi con cui hanno co-governato in piena irresponsabilità legale e politica.

Lì, si impongono «792 adempimenti per ogni busta paga», come è stato detto al convegno dell’API (piccola industria). Lì, la pressione fiscale è del 49,31%, che sale al 52,48% se la piccola azienda osa distribuire metà degli utili ai soci (contro il 27% il Germania, il 19% in Svizzera). Lì, appena apri la società neonata, devi già pagare le tasse sui profitti non ancora realizzati e che forse mai si realizzeranno (nel Canton Grigioni, i primi anni sono in esenzione fiscale totale). Lì, si applicano i contratti nazionali stilati con le grosse, lì si moltiplicano i regolamenti, le irruzioni della Finanza, i ritardi nei rimborsi IVA: con il deliberato scopo di strangolare e distruggere - eppure i sindacati dovrebbero sapere che è la piccola impresa a impiegare più lavoratori, non le grandi.

Ma le grandi si chiamano FIAT, Telecom, Alitalia, e davanti al loro peso «politico» i sindacati sono tutti moine e buone maniere. Ci hanno provato anche con Air France. Si sono presentati al tavolo come se gli azionisti fossero loro; e infatti in Italia sono abituati così. Volevano insegnare a quello, un corso tosto di successo stellare, come si fa l’imprenditore. Soprattutto, volevano salvare i privilegiati di Alitalia, come sempre hanno fatto: i sindacati proteggono i super-stipendi, mica gli operai della Thyssen. Manco si sono accorti che ormai il corpo sociale dei lavoratori, quando ha la fortuna di avere un posto fisso, ha un salario a forfait: ossia comprensivo di straordinari, sabati lavorati, reperibilità eccetera. Se ne sono accorti i sindacati?

Un lettore, ingegnere bresciano, è in queste condizioni: «La mia paga oraria è sui 12 euro l’ora», quanto si paga a Milano una colf. Ci sono aziende nel Nord che si servono di extracomunitari riuniti in cooperative di facchinaggio, e poi li impiegano come operai di montaggio o tecnici di macchine utentisili. Non dovrebbero occuparsene i sindacati? Il lettore ingegnere conclude: «Ormai l’essere umano è considerato meno dell’oggetto stesso che produce», in Italia.

E’ una frase da sfruttato dell’Ottocento, ed è la realtà in aziendine che non ce la fanno più a sostenere la concorrenza, che non fanno ricerca e sviluppo… ma se occorrono 792 adempimenti per una busta-paga, se ci si vede prelevare da Visco il 49-53% del profitto, tutta la ricerca e sviluppo è dedicato a quello. Non dovrebbero occuparsene i sindacati? Macchè.

Loro si impegnano allo stremo per salvare gli stipendioni dei piloti di Alitalia. Già avevano ottenuto, per quei piloti d’oro in sovrappiù, che fossero messi in pensione anticipata per dieci anni (diconsi dieci) con l’80% dello stipendio, che è enorme rispetto ai piloti esteri; Spinettà ci aggiungeva il 20%, sicchè quelli se ne stavano a casa per 10 anni (dieci) col 100% della paga. E quelli non hanno accettato.

Non è che i piloti facciano fatica a trovarsi un altro lavoro. Ho visto americani, licenziati dalle compagnie USA per ridimensionamento, ai comandi di C-130 da trasporto in Africa, di aeroplanini in Sudamerica, in Kazakhstan, dove capitava: incazzatissimi, ma lo facevano. Mica pensavano, cinquantenni, di aver diritto di non lavorare più col 100% del salario.

E questo non è il risultato dell’ignavia della triplice sindacale; è il risultato della co-gestione sindacale dell’economia; loro si sentono in dovere di dare una mano ai padroni, di fare la «moderazione salariale», se i padroni sono grossi. E’ per colpa dei sindacati se abbiamo certi padroni e dirigenti.

Come Riccardo Ruggiero, amministratore delegato di Telecom, che ha guidato così bene che gli utili sono calati 18%, ma lui s’è intascato i normali 17 milioni di euro, e si è perfino raddoppiato il bonus per le «buone performances aziendali», 3,7 milioni in più. Lì c’era il campo per una bella lotta sindacale. Non l’hanno fatta.

Nemmeno hanno detto bah quando Alessandro Profumo s’è aumentato l’emolumento in un anno
del 39% (9,4 milioni di euro), la Giulia Ligresti se l’è aumentato del 29% (4,4 milioni di euro) benchè gli utili dell’impero Ligresti siano calati del 30%, lo Zunino di Risanamento si è aumentato lo stipendio del 15% (4,5 milioni) mentre il suo gruppo, strapieni di subprime, ha chiuso il bilancio con 100 milioni di passivo, e le azioni sono crollate del 60%.

Nell’insieme, i 50 primi dirigenti delle imprese quotate in borsa si sono intascati 300 milioni (a testa 12 miliardi di vecchie lire), benchè le rispettive aziende calino, com’è logico in un Paese in declino. Certi padroni - incapaci quanto scandalosamente ricchi - esistono perché esistono certi sindacati. Se l’Italia fosse un Paese energico, li prenderebbe a colpi di pietre, li fischierebbe, li lincerebbe.

Invece eccolì lì, da Santoro, da Ballarò (come si chiama il tizio, quello che sembra il fidanzato di Barbie?), eccoli lì sul palco dei comizi, eccoli persino spremere una lacrima e una protesta per «le morti sul lavoro». Tre sindacati che ci costano almeno mille milioni di euro l’anno, in prelievo para-fiscale sui salari e sulle pensioni.

http://www.effedieffe.com/content/view/2732/169/
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MessaggioInviato: Mar 22/Apr/2008 10:54    Oggetto: Rispondi citando

Pd: La rinuncia di Air France su Alitalia è frutto di comportamenti irresponsabili

Mentre Intesa SanPaolo riapre di fatto il dossier Alitalia, Air France lo chiude. Il gruppo franco olandese ha infatti annunciato di aver ritirato la propria offerta su Alitalia. «A seguito della richiesta di Alitalia di chiarire la situazione legale successiva alla rottura delle negoziazioni fra Air France-Klm e Alitalia - è scritto in un comunicato della compagnia - Air France-Klm ha comunicato ad Alitalia che gli accordi contrattuali annunciati il 14 marzo scorso con l'obiettivo di lanciare un'offerta pubblica di scambio su Alitalia non sono più validi dal momento che non sono state soddisfatte le condizioni preliminari al lancio dell'offerta».

Palazzo Chigi ha reagito con un «no comment» alla notizia. A quanto si apprende, un Consiglio dei Ministri si svolgerà nelle prossime 48 ore per prendere le decisioni conseguenti all'annuncio della compagnia franco-olandese e in vista delle scelte che andranno comunque compiute e dovranno essere prese insieme alla nuova maggioranza parlamentare.

«Come avevamo previsto, dichiarazioni avventate e comportamenti non responsabili hanno fatto naufragare la trattativa con Air France, mettendo a repentaglio il destino di Alitalia e di decine di migliaia di lavoratori». È questo l'inizio del commento diffuso dal Partito Democratico con un comunicato. «A forza di dichiarare ostilità nei confronti della società franco-olandese, di annunciare cordate al momento inesistenti, di ventilare una non meglio precisata convergenza con la compagnia Aeroflot (con buona pace della difesa della nazionalità) - prosegue la nota del Democratico - si è finito col creare una situazione che ora pesa sull'occupazione di decine di migliaia di persone che lavorano nella compagnia italiana, a Fiumicino, a Malpensa e nell'indotto». «Una situazione drammatica - conclude il Pd - che pesa anche sull'immagine dell'Italia, che subisce un colpo consistente. Il governo attuale e quello che verrà devono cercare di operare per garantire la continuazione dell'attività di Alitalia per aprire nuove e reali trattative»

22 aprile 2008 | 07:05:00
www.canisciolti.info

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evviva il nostro premier, evviva la cordata italiana, evviva i figli del nostro premier, evviva gli industriali italiani.....





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MessaggioInviato: Mar 22/Apr/2008 11:15    Oggetto: Rispondi citando

Mò vediamo come il nostro premier si propone di risolvere la situazione... Anche se temo nella solita "donazione" ai bilanci di Alitalia fatta coi nostri soldi... (che non abbiamo dato il deficit pubblico stratosferico) Crying or Very sad
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MessaggioInviato: Mar 22/Apr/2008 11:34    Oggetto: Rispondi citando

spx ha scritto:
Mò vediamo come il nostro premier si propone di risolvere la situazione... Anche se temo nella solita "donazione" ai bilanci di Alitalia fatta coi nostri soldi... (che non abbiamo dato il deficit pubblico stratosferico) Crying or Very sad


ma l'Europa non ce lo permetterà...quindi..il prestito ponte è impensabile..e poi cmq sarebbe come buttare i soldi dalla finestra...a questo punto è meglio che fallisca e che se la prenda chi vuole

ovviamnete i dipendenti che si troveranno cols edere per terra, andranno tutti a mangiare a casa dai sindacalisti, ovviamente

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MessaggioInviato: Mar 22/Apr/2008 11:55    Oggetto: Rispondi citando

Mad mi auguro che li sodomizzino
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ilreleone
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MessaggioInviato: Mar 22/Apr/2008 12:29    Oggetto: Rispondi citando

Beh quindi secondo il Pd l'unico colpevole è Berlusconi? Non male come obiettività da parte chi ancora siede ad interim sugli scranni del Governo e proprio ieri ha finanziato con i nostri soldi il famoso prestito ponte ad Alitalia!

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MessaggioInviato: Mar 22/Apr/2008 14:23    Oggetto: Rispondi citando

ilreleone ha scritto:
Beh quindi secondo il Pd l'unico colpevole è Berlusconi? Non male come obiettività da parte chi ancora siede ad interim sugli scranni del Governo e proprio ieri ha finanziato con i nostri soldi il famoso prestito ponte ad Alitalia!

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personalmente credo che ci siano due colpevoli:

i sindacati

la politica in toto, Berlusconi nello specifico ultimamente

(ma davverohanno concesso il prestito ponte? e quando?)
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