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L'isola del giorno prima - parte 2 Un luogo dove il pensiero corre libero e ribelle
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spx Sciamano


 Sesso:  Età: 33 Messaggi: 5080 Località: Bologna/Roma/Forlì
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Inviato: Lun 24/Mar/2008 11:32 Oggetto: Conversione di Magdi Allam |
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Caro Direttore, ciò che ti sto per riferire concerne una mia scelta di fede religiosa e di vita personale che non vuole in alcun modo coinvolgere il Corriere della Sera di cui mi onoro di far parte dal 2003 con la qualifica di vice-direttore ad personam. Ti scrivo pertanto da protagonista della vicenda come privato cittadino. Ieri sera mi sono convertito alla religione cristiana cattolica, rinunciando alla mia precedente fede islamica. Ha così finalmente visto la luce, per grazia divina, il frutto sano e maturo di una lunga gestazione vissuta nella sofferenza e nella gioia, tra la profonda e intima riflessione e la consapevole e manifesta esternazione. Sono particolarmente grato a Sua Santità il Papa Benedetto XVI che mi ha impartito i sacramenti dell’iniziazione cristiana, Battesimo, Cresima ed Eucarestia, nella Basilica di San Pietro nel corso della solenne celebrazione della Veglia Pasquale. E ho assunto il nome cristiano più semplice ed esplicito: «Cristiano».
Da ieri dunque mi chiamo «Magdi Cristiano Allam». Per me è il giorno più bello della vita. Acquisire il dono della fede cristiana nella ricorrenza della Risurrezione di Cristo per mano del Santo Padre è, per un credente, un privilegio ineguagliabile e un bene inestimabile. A quasi 56 anni, nel mio piccolo, è un fatto storico, eccezionale e indimenticabile, che segna una svolta radicale e definitiva rispetto al passato. Il miracolo della Risurrezione di Cristo si è riverberato sulla mia anima liberandola dalle tenebre di una predicazione dove l’odio e l’intolleranza nei confronti del «diverso», condannato acriticamente quale «nemico», primeggiano sull’amore e il rispetto del «prossimo » che è sempre e comunque «persona»; così come la mia mente si è affrancata dall’oscurantismo di un’ideologia che legittima la menzogna e la dissimulazione, la morte violenta che induce all’omicidio e al suicidio, la cieca sottomissione e la tirannia, permettendomi di aderire all’autentica religione della Verità, della Vita e della Libertà. Nella mia prima Pasqua da cristiano io non ho scoperto solo Gesù, ho scoperto per la prima volta il vero e unico Dio, che è il Dio della Fede e Ragione.
Il punto d’approdo
La mia conversione al cattolicesimo è il punto d’approdo di una graduale e profonda meditazione interiore a cui non avrei potuto sottrarmi, visto che da cinque anni sono costretto a una vita blindata, con la vigilanza fissa a casa e la scorta dei carabinieri a ogni mio spostamento, a causa delle minacce e delle condanne a morte inflittemi dagli estremisti e dai terroristi islamici, sia quelli residenti in Italia sia quelli attivi all’estero. Ho dovuto interrogarmi sull’atteggiamento di coloro che hanno pubblicamente emesso delle fatwe, dei responsi giuridici islamici, denunciandomi, io che ero musulmano, come «nemico dell’islam», «ipocrita perché è un cristiano copto che finge di essere musulmano per danneggiare l’islam», «bugiardo e diffamatore dell’islam », legittimando in tal modo la mia condanna a morte. Mi sono chiesto come fosse possibile che chi, come me, si è battuto convintamente e strenuamente per un «islam moderato », assumendosi la responsabilità di esporsi in prima persona nella denuncia dell’estremismo e del terrorismo islamico, sia finito poi per essere condannato a morte nel nome dell’islam e sulla base di una legittimazione coranica. Ho così dovuto prendere atto che, al di là della contingenza che registra il sopravvento del fenomeno degli estremisti e del terrorismo islamico a livello mondiale, la radice del male è insita in un islam che è fisiologicamente violento e storicamente conflittuale.
Parallelamente la Provvidenza mi ha fatto incontrare delle persone cattoliche praticanti di buona volontà che, in virtù della loro testimonianza e della loro amicizia, sono diventate man mano un punto di riferimento sul piano della certezza della verità e della solidità dei valori. A cominciare da tanti amici di Comunione e Liberazione con in testa don Juliàn Carròn; a religiosi semplici quali don Gabriele Mangiarotti, suor Maria Gloria Riva, don Carlo Maurizi e padre Yohannis Lahzi Gaid; alla riscoperta dei salesiani grazie a don Angelo Tengattini e don Maurizio Verlezza culminata in una rinnovata amicizia con il Rettore maggiore Don Pascual Chavez Villanueva; fino all’abbraccio di alti prelati di grande umanità quali il cardinale Tarcisio Bertone, monsignor Luigi Negri, Giancarlo Vecerrica, Gino Romanazzi e, soprattutto, monsignor Rino Fisichella che mi ha personalmente seguito nel percorso spirituale di accettazione della fede cristiana. Ma indubbiamente l’incontro più straordinario e significativo nella decisione di convertirmi è stato quello con il Papa Benedetto XVI, che ho ammirato e difeso da musulmano per la sua maestria nel porre il legame indissolubile tra fede e ragione come fondamento dell’autentica religione e della civiltà umana, e a cui aderisco pienamente da cristiano per ispirarmi di nuova luce nel compimento della missione che Dio mi ha riservato.
La scelta e le minacce
Caro Direttore, mi hai chiesto se io non tema per la mia vita, nella consapevolezza che la conversione al cristianesimo mi procurerà certamente un’ennesima, e ben più grave, condanna a morte per apostasia. Hai perfettamente ragione. So a cosa vado incontro ma affronterò la mia sorte a testa alta, con la schiena dritta e con la solidità interiore di chi ha la certezza della propria fede. E lo sarò ancor di più dopo il gesto storico e coraggioso del Papa che, sin dal primo istante in cui è venuto a conoscenza del mio desiderio, ha subito accettato di impartirmi di persona i sacramenti d’iniziazione al cristianesimo. Sua Santità ha lanciato un messaggio esplicito e rivoluzionario a una Chiesa che finora è stata fin troppo prudente nella conversione dei musulmani, astenendosi dal fare proselitismo nei Paesi a maggioranza islamica e tacendo sulla realtà dei convertiti nei Paesi cristiani. Per paura. La paura di non poter tutelare i convertiti di fronte alla loro condanna a morte per apostasia e la paura delle rappresaglie nei confronti dei cristiani residenti nei Paesi islamici. Ebbene oggi Benedetto XVI, con la sua testimonianza, ci dice che bisogna vincere la paura e non avere alcun timore nell’affermare la verità di Gesù anche con i musulmani.
Basta con la violenza
Dal canto mio dico che è ora di porre fine all’arbitrio e alla violenza dei musulmani che non rispettano la libertà di scelta religiosa. In Italia ci sono migliaia di convertiti all’islam che vivono serenamente la loro nuova fede. Ma ci sono anche migliaia di musulmani convertiti al cristianesimo che sono costretti a celare la loro nuova fede per paura di essere assassinati dagli estremisti islamici che si annidano tra noi. Per uno di quei «casi» che evocano la mano discreta del Signore, il mio primo articolo scritto sul Corriere il 3 settembre 2003 si intitolava «Le nuove catacombe degli islamici convertiti». Era un’inchiesta su alcuni neo-cristiani che in Italia denunciavano la loro profonda solitudine spirituale ed umana, di fronte alla latitanza delle istituzioni dello Stato che non tutelano la loro sicurezza e al silenzio della stessa Chiesa. Ebbene mi auguro che dal gesto storico del Papa e dalla mia testimonianza traggano il convincimento che è arrivato il momento di uscire dalle tenebre dalle catacombe e di affermare pubblicamente la loro volontà di essere pienamente se stessi. Se non saremo in grado qui in Italia, nella culla del cattolicesimo, a casa nostra, di garantire a tutti la piena libertà religiosa, come potremmo mai essere credibili quando denunciamo la violazione di tale libertà altrove nel mondo? Prego Dio affinché questa Pasqua speciale doni la risurrezione dello spirito a tutti i fedeli in Cristo che sono stati finora soggiogati dalla paura.
http://www.corriere.it/cronache/08_marzo_23/conversione_magdi_allam_34d0da06-f8ac-11dc-8874-0003ba99c667.shtml _________________ You can have peace. Or you can have freedom. Don't ever count on having both at once. (Robert A. Heinlein) |
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spx Sciamano


 Sesso:  Età: 33 Messaggi: 5080 Località: Bologna/Roma/Forlì
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Inviato: Lun 24/Mar/2008 11:37 Oggetto: |
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Scusate, ma costui ha criticato per anni e anni l'Islam parlando con l'autorevolezza dell'islamico che critica la propria religione; da persona che quindi si può permettere di farlo in quanto non di parte o armata di pregiudizi. E mò bello come il sole si converte???
Lungi da me voler giudicare i suoi moti interiori o la superiorità di una fede piuttosto che dell'altra, ma semplicemente dal punto di vista della sua professione giornalistica a me pare che con questa scelta si sia ufficialmente e spudoratamente sput...ato!!!!! A voi non sembra? Se non è voltagabbanismo questo... _________________ You can have peace. Or you can have freedom. Don't ever count on having both at once. (Robert A. Heinlein) |
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spx Sciamano


 Sesso:  Età: 33 Messaggi: 5080 Località: Bologna/Roma/Forlì
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Inviato: Lun 24/Mar/2008 11:47 Oggetto: |
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Dato che so che in questo forum c'è qualche malfidente che pensa che mi faccio plagiare da Blondet, specifico che questo articolo l'ho letto solo dopo aver scritto il post sopra!
Meno male, è solo Magdi Allam
Maurizio Blondet 23 marzo 2008
Confesso: alla lettura della notizia: «Il Papa battezza un convertito musulmano» mi si sono rizzati i capelli in testa. La seconda reazione però è stata di sollievo: «Ah, è solo Magdi Allam… Grazie Gesù».
La prima reazione, come è ovvio, era motivata dal rischio enorme cui il Papa si esponeva con il battesimo di un ex-musulmano in forma così pubblica e solenne, a Pasqua e a San Pietro: atto che milioni di fondamentalisti islamici giudicano certamente una provocazione sanguinosa, da lavare col sangue.
E al timore per la vita del Santo Padre, si aggiungeva la certezza dei pericoli in più che correranno, d’ora in poi, le comunità cristiane nei Paesi musulmani, già decimate ed assediate; e l’inevitabile naufragio, dopo una tale «provocazione», delle difficili aperture recentemente avvenute nel mondo islamico, dalla lettera che 138 studiosi islamici inviarono al Papa nell’ottobre 2007 («Una parola comune tra noi e voi»), fino alla chiesetta che il Qatar ha consentito fosse aperta a Doha perché migliaia di lavoratori filippini potessero partecipare alla Messa; il primo luogo di culto cattolico
in 14 secoli in un tale Paese.
La ragione del sollievo è altrettanto ovvia: non credo ci sia un solo musulmano che ritenga valga la pena di punire col sangue la «conversione» di Magdi Allam, per rabbia di aver perso un così prezioso fedele del Profeta: perché i musulmani sono convinti che Allam sia non un musulmano egiziano, ma un egiziano copto.
Lo sostiene Tariq Ramadan, il celebre intellettuale francofono; lo sostiene anche Massimo Palazzi alias Abdul Hadi, lui convertito all’Islam e discussa figura di neo-musulmano «moderato». Lo sostiene anche Dimitri Buffa, che non è musulmano né cristiano, ma un giornalista radicale (pannelliano) molto filo-israeliano che scrive su La Padania, e di Allam è amico personale. Avranno le loro ragioni e le loro informazioni.
Secondo Miguel Martinez, autore del sito Kelebkler, la verità starebbe a metà strada: poiché ai copti in Egitto sono chiusi i livelli alti delle carriere, il nonno di Magdi si sarebbe fatto musulmano; poi il papà sarebbe tornato alla fede copta.
Come che sia, in Egitto Magdi Allam ha frequentato fin dall’asilo le scuole cattoliche delle suore, è andato al rinomato liceo dei Salesiani al Cairo, scuola frequentata dalla classe dirigente cairota senza distinzioni di fede; inoltre vive in Italia da almeno 35 anni.
«Lo si può dire ‘egiziano’ come di me si può dire che sono messicano», nota Miguel Martinez. Diciamo che chiamare Allam «egiziano» è come chiamare Mike Bongiorno «un americano».
Della sua fede precedente, del resto, lo stesso Magdi ha testimoniato: «Mai stato praticante. Mai pregato cinque volte al giorno col capo rivolto verso la Mecca: solo di rado in moschea. Mai digiunato durante il Ramadan. Nasco musulmano in quanto figlio di musulmani, ma sono come mio padre, che pregava poco o niente e beveva, anche troppo».
Lo ha fatto in un’intervista con Stefano Lorenzetto su il Giornale, in cui ha spiegato che cosa lo ha portato giovanissimo in Italia: «Avevo sete di libertà. Tu pensa che cosa significa, per un ragazzo
di 15 anni, passare una giornata nelle mani del Mukhabarat, il servizio segreto egiziano, sottoposto ad un durissimo interrogatorio con l’accusa d’essere una spia d’Israele». Già allora?
No, spiega Allam: «Parlavo al telefono in francese con la mia fidanzatina del Cairo. Senza sapere che era sì egiziana però ebrea. Immagina tu nel 1967, con la guerra dei sei giorni... Ma a me che importava della religione? Ero solo innamorato».
Si è di nuovo innamorato, recentemente, di Valentina Colombo, docente di arabo a Bologna, che ha sposato civilmente nell’autunno 2007: civilmente perché Magdi Allam aveva sposato qualcun’altra molti anni fa, un’italiana, tant’è che ha due figli dal primo matrimonio, trentenni. Valentina Colombo è ebrea e molto filo-Likud. Lui invece dice che è «cattolica non praticante».
Fatto è che Valentina e Magdi sono andati insieme alla sinagoga di Roma l’estate scorsa, dove il rabbino Di Segni ha ringraziato il giornalista per il suo ultimo libro, dal titolo discreto: «Viva Israele». Valentina, hanno detto le agenzie, era allora incinta: «Chiameranno il figlio Davide». E’ divorziato, il convertito? Si può avere il battesimo con due matrimoni? Che dire?
Magdi Allam ha fatto tutta la sua luminosa carriera di giornalista nella veste di «musulmano che rivela le magagne dell’Islam»: per questo riceve dal Corriere uno stipendio di 22 mila euro mensili come «direttore ad personam». Nella parte di «cattolico che rivela le magagne dell’Islam» rischia di essere meno utile: varrà ancora 22 mila mensili?
La risposta che si può azzardare, forse, è di tipo molto interno alla professione giornalistica, un segreto di bottega. Viene un momento in cui giornalisti di mezza tacca ma di grande notorietà, incapaci di trovare le notizie, hanno un’idea: fare di sé stessi la notizia. Diventare «personaggi», recitare la parte, andare da Bruno Vespa, scrivere pezzi che cominciano con la prima persona singolare: «Io».
Intendiamoci, questo tipo di giornalismo minore ha anche versioni più dignitose. Di tanto in tanto c’è un giornalista americano che si tinge la faccia e per quindici giorni finge di essere negro, per poi scrivere come lo hanno trattato i bianchi.
Alla Notte, defunto quotidiano milanese del pomeriggio, i giovani praticanti venivano regolarmente mandati a fingersi Rom nelle strade di Milano, o a convivere coi barboni alla Stazione Centrale, mascherati opportunamente per la bisogna. Poi scrivevano pezzi che cominciavano con Io: «Io, barbone alla Centrale».
Persino Vittorio Feltri, il miglior direttore ruspante della stampa italiana, ai tempi del Corriere s’è finto lavavetri polacco: in tuta candida, di figura signorile com’è e con l’inequivocabile accento lumbard, ha fatto un sacco di soldi in offerte. Niente di male, ogni tanto ci dobbiamo inventare anche questa. Magdi, come musulmano, ha forse giocato tutte le sue carte, e doveva inventarsi una novità per tener vivo il suo personaggio?
Ma una cosa è dire «mi sono finto lavavetri e vi racconto com’è andata», e un’altra è «mi fingo musulmano per farmi battezzare dal Papa». E qui, smettiamo di sorridere. Se è così, è una specie di simonia; un tristo giocare con le cose sacre per ragioni di cassetta. Speriamo solo che la conversione sia autentica, nel profondo della coscienza in cui solo Dio può giudicare.
Un dubbio lo mette lo stesso Magdi. Nella già citata intervista a Lorenzetto, egli racconta come «si fosse accostato all’Eucarestia» molto prima della conversione: «Al Cairo, avrò avuto 13-14 anni. Agii d’impulso, pur sapendo che era un atto blasfemo, non essendo io battezzato. Ho sempre provato attrazione per la religiosità, anche quando mi sono professato ateo o agnostico. Oggi sono convinto che l’Occidente possa riscattarsi solo riscoprendo Dio». Che è la stessa idea di Giuliano Ferarra. O di Daniel Pipes, che Magdi Allam frequenta molto.
Magari si dovrebbe dire qualcosa, piuttosto, su chi nella Curia di Roma ha indotto il Papa a questo battesimo. La buona fede del Pontefice è fuori discussione: ha sempre detto che la Chiesa è missionaria o non è, ed ha ragione. Ma in Vaticano esiste una forte, collaudata organizzazione che - per missionarietà senza dubbio - si premura di trasformare le grandi funzioni pubbliche, specie se riprese in mondovisione, in «eventi» spettacolari.
L’abbiamo già visto nel Giubileo del 2000, quando il vecchio e già cadente Giovanni Paolo II fu fatto apparire con un immenso piviale simil-Missoni, che sbatteva nel vento come un paracadute (ne aveva la vastità), mentre due falsi araldi muscolosi, culturisti hollywoodiani, soffiavano dentro due finti «jobel», i corni ebraici che annunciavano il Giubileo. Operazione molto lodata dai vescovi, ma di profonda tristezza spettacolare, per ogni fedele un po’ sensibile.
Ora la stessa organizzazione ha indotto il Papa ignaro a battezzare un probabile copto, per mettere in scena la conversione? E’ troppo persino farsi questa domanda.
Ma alla fine, occorre dire che questa triste scena ha davvero creato una «realtà» precostituita: magari - Dio non voglia - come «ragione» precostituita di un attentato a Benedetto XVI, per mano «islamica», come già minacciato da Osama nel suo ultimo messaggio. Osama bin Katz, intendo. Ma la stampa dirà che invece è stato Osama bin Laden, proprio come ripete che Magdi Allam è un «musulmano convertito».
Naturalmente, il mio sarà un eccesso di malfidenza, forse mi porterà diritto all’inferno. Lo saprò per certo la prossima Pasqua: quando, ne sono sicuro, il Santo Padre battezzerà pubblicamente un ebreo convertito, magari Giuliano Ferrara, un giornalista-notizia che ha intrapreso un suo arduo cammino… Allora mi confesserò di questo peccato mortale.
Ma leggerò con piacere ciò che diranno gli ebrei Di Segni, Gad Lerner e Pacifici, di questa «provocazione del Papa». Si sa infatti che gli ebrei detestano anche solo la preghiera della Chiesa per la loro conversione, al punto da considerarla offensiva. Spero che Dio mi dia un altro anno di vita.
http://www.effedieffe.com/content/view/2597/175/ _________________ You can have peace. Or you can have freedom. Don't ever count on having both at once. (Robert A. Heinlein) |
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vanuatu Sciamano


 Sesso:  Messaggi: 6044 Località: timbuctù
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Inviato: Lun 24/Mar/2008 22:43 Oggetto: |
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trovo che il signor Allam sia solamente un grande opportunista
non voglio certo entrare nel merito della sua conversione, è una cosa sua intima e privata....però a me sembra che tutto il suo comportamento sia solo opportunismo, per lungo tempo ha cavalcato il suo essere musulmano per criticare l'islam, adesso si atteggerà a "martire" (anzi, ha già dichiarato che si aspetta di essere ucciso)....
poi vorrei dire che questa conversione così "plateale" la trovo davvero eccessiva...
se davvero voleva convertirsi, poteva farlo con più riservatezza, non era certo necessario farsi battezzare dal Papa nel giorno di Pasqua..
insomma....tutta questa cosa la trovo davvero fastiodiosa (per non dire di peggio) _________________ Se Dio non gioca a dadi, non è detto che disdegni la roulette |
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ilreleone Isolano DOC


 Sesso:  Età: 41 Messaggi: 1206
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Inviato: Lun 24/Mar/2008 22:51 Oggetto: |
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Che dire la vita è una continua conversione. Pure chi ha aperto questo topic un tempo citava il buon Allam come esempio positivo....
Adesso mi siedo lungo il fiume e aspetto paziente la conversione di Blondet, chissà mai che si converta all'ebraismo......  |
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spx Sciamano


 Sesso:  Età: 33 Messaggi: 5080 Località: Bologna/Roma/Forlì
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Inviato: Mar 25/Mar/2008 8:09 Oggetto: |
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| ilreleone ha scritto: | Che dire la vita è una continua conversione. Pure chi ha aperto questo topic un tempo citava il buon Allam come esempio positivo....
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Un conto è cambiare idea su una persona davanti ai fatti (che significa saper rielaborare e non avere preconcetti) un conto è cambiare l'idea su cui si è fondato il proprio lavoro e la propria credibilità. Soprattutto se, come scrive Blondet, questa conversione non c'è mai stata in quanto Allam a quanto pare non era realmente musulmano e quindi è tutto show.
L'importante sarebbe che non cambiassero valori e sentimenti come banderuole e su quello ti garantisco che "chi ha aperto questo topic" non li ha mai cambiati. Non so di quanti si possa dire lo stesso. _________________ You can have peace. Or you can have freedom. Don't ever count on having both at once. (Robert A. Heinlein) |
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vanuatu Sciamano


 Sesso:  Messaggi: 6044 Località: timbuctù
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Inviato: Gio 27/Mar/2008 17:33 Oggetto: |
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2008-03-27 16:07
ALLAM, LA SANTA SEDE "NON SPOSA LE SUE IDEE"
CITTA' DEL VATICANO - Il portavoce della Santa Sede, padre Federico Lombardi, ha spiegato - riferendosi al battesimo di Magdi Allam - che "accogliere nella Chiesa un nuovo credente non significa evidentemente sposarne tutte le idee e le posizioni". "Magdi Allam - ha aggiunto - "ha il diritto ad esprimere le proprie idee, che rimangono idee personali, senza evidentemente diventarei n alcun modo espressione ufficiale delle posizioni del Papa o della Santa Sede.
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cmq, secondo me, resta il fatto che è stata una dimostrazione di sfida verso l'islam
a me questa precisazione e presa di distanza da parte della Santa Sede sembra un rappezzo per aggiustare la situazione che si è venuta a creare dopo il battesimo di Allam, il giorno di Pasqua, in San Pietro e fatto dal Papa.... _________________ Se Dio non gioca a dadi, non è detto che disdegni la roulette |
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