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L'isola del giorno prima - parte 2 Un luogo dove il pensiero corre libero e ribelle
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spx Sciamano


 Sesso:  Età: 33 Messaggi: 5080 Località: Bologna/Roma/Forlì
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Inviato: Sab 16/Feb/2008 12:11 Oggetto: |
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| flydanny ha scritto: |
Purtroppo arrivo con ritardo, ma l'osservazione di SPX è centrale nel discorso e merita una risposta.
Assolutamente sbagliato (almeno dal mio punto di vista).
Non so se ti rendi conto dell'implicazione morale e giuridica di quel che hai affermato.
La libertà di coscienza e più ancora la libertà di culto non può assolutamente essere una discriminante, men che meno in ordine allo svolgimento di una professione come quella del medico in cui per una gran parte di professionisti, i valori della Fede sono anche il motore del loro fare.
Una affermazione come questa è contro la Costituzione ed il concetto stesso di civile convivenza.
Insomma, avrei capito se avessi detto che almeno un medico non obbiettore dovesse sempre essere presente in una struttura pubblica, ma una risposta come quella che hai dato presuppone non solo una acrimonia inaccettabile, ( del resto questa insofferenza e discriminazione al contrario sta divenendo la regola) ma una demagogia da ritornare al mittente.....
Bye |
Direi che la Betty ti ha già risposto sull'argomento in maniera più che esauriente, il problema è che discriminare in base alla religione è assolutamente sbagliato nel momento in cui la tua religione non inficia il lavoro che fai (per es. è ovvio che sarebbe intollerabile che uno si rifiutasse di assumere un cattolico per fare l'impiegato semplicemente perchè gli stanno su i cattolici), però ti invito a riflettere su come ti sentiresti tu se nel momento in cui avessi bisogno di una trasfusione potessi farlo solo in pochissimi ospedali (di cui magari nessuno nella tua città) perchè la maggior parte dei medici sono testimoni di geova. Perchè il confronto al momento è in questi termini, non si stà parlando di una minoranza di medici obbiettori ma di una maggioranza. Avresti la stessa identica tolleranza religiosa?
Io non ho assolutamente nessuna acrimonia in generale verso i cattolici, ci mancherebbe, però ho sentito di storie veramente allucinanti di donne lasciate a partorire praticamente da sole e nel disprezzo del personale ospedaliero (alle infermiere a quanto pare non è consentito obiettare e la facevano pagare in altri modi). Cosa che purtroppo è una naturale conseguenza quando si dice in giro come fa Ferrara che la donna di Napoli ha ucciso suo figlio perchè malato. Una persona intelligente si ricorda anche la parte di compassione insita nel messaggio cristiano, ma purtroppo tocca fare i conti con una larga parte di persone che intelligenti evidentemente non sono e che si trovano meglio nel ruolo di coloro che la fanno pagare al prossimo che sbaglia (secondo loro).
E allora personalmente un bel po' di nervoso mi viene...
Ovviamente non dico di buttare in strada i medici obiettori già assunti, semplicemente di non assumerne di nuovi.
Perchè un solo medico non obiettore per ospedale (come suggerisci tu) purtroppo non basta, perchè quel medico non ci può essere sempre e nel momento in cui parte il travaglio se lui non c'è e serve un medico che si fa? I turni sono quelli che sono e serve tutta un'equipe di medici non obiettori che possa intervenire in qualunque momento. E' chiaro che in quest'ottica anche avere un solo medico obiettore implica che il suo lavoro ricade sugli altri e da qui la difficoltà a trovare ospedali in grado di sostenere la cosa.
Anche perchè francamente non tutti fanno i medici per missione e quando ti si dice che per es su 10 ginecologi tu sei uno dei 5 non obiettori e ti tocca un carico extra di lavoro si fa presto a farsi venire i rimorsi di coscienza e a diventare obiettori... _________________ You can have peace. Or you can have freedom. Don't ever count on having both at once. (Robert A. Heinlein) |
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spx Sciamano


 Sesso:  Età: 33 Messaggi: 5080 Località: Bologna/Roma/Forlì
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Inviato: Sab 16/Feb/2008 17:49 Oggetto: |
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Aborto, la fuga delle donne
Interruzione di gravidanza, strutture in crisi «Attese e umiliazioni». E tante vanno all’estero
«Le prenotazioni per la legge 194 sono esaurite. Riprenderanno il 19 febbraio dalle 11 alle 12». Così la segreteria telefonica dell’ospedale Macedonio Melloni, tra i più importanti di Milano. Inutile meravigliarsi. Prendere un appuntamento per interrompere la gravidanza è solo l’inizio dell’odissea che le donne devono affrontare per abortire oggi in Italia. Un percorso a ostacoli tra ambulatori aperti solo un’ora alla settimana, accettazioni a numero chiuso, colloqui, visite ginecologiche ed ecografie che costringono ad andare in ospedale anche quattro volte, liste d’attesa che superano i 15 giorni almeno in un caso su due, l’insistenza dei volontari del Movimento per la vita in corsia, umiliazioni emblematiche come il cartello con la scritta «Interruzioni di gravidanza» appeso ai lettini delle donne in procinto di abortire al Niguarda, eliminato solo dopo l’intervento dei sindacati dell’ospedale milanese. L’irruzione della polizia al Federico II di Napoli dopo un aborto terapeutico è la punta dell’iceberg di un fenomeno che spinge sempre più donne a rivolgersi a cliniche estere. In fuga dall’Italia per abortire.
I viaggi dell’aborto
«Are there a lot of italian women coming here? », «Yes. Lately even more». Alla domanda se ci sono numerose italiane che prendono un appuntamento, la centralinista della Leigham Clinic non ha dubbi: «Si. Ultimamente sempre di più». La clinica a sud di Londra è diventata uno dei punti di riferimento delle donne che con 780 sterline possono interrompere la gravidanza nel giro di una settimana. Un numero che non ha eguali in Europa. Lo dimostrano le statistiche del ministero della Salute inglese. Con l’arrivo in Gran Bretagna di una donna ogni due giorni, l’Italia è in cima alla classifica dei viaggi per abortire, seconda solo all’Irlanda (dove le Ivg sono illegali ameno che non siano in pericolo la vita e la salute della donna). Avverte Vicky Claeys, direttore per l’Europa dell’International Planned Parenthood Federation, il network mondiale per la tutela della maternità e della salute sessuale con sede a Bruxelles: «Il clima che si respira in Italia è preoccupante. La legge c’è. Il problema è la sua esecuzione: abortire sta diventando quasi impossibile ». Due le conseguenze dietro l’angolo, almeno secondo Bruxelles: «Chi ha i soldi va all’estero, le altre rischiano di tornare agli aborti clandestini». Tra i medici contattati spesso dall’Italia, ginecologi famosi come il londinese Kypros Nicolaides e il parigino Yves Ville. Le donne prendono il volo verso Londra e Parigi soprattutto per le interruzioni terapeutiche di gravidanza (quelle dopo i tre mesi, qui vietate di fatto dalla 24ma settimana). Ma sono in crescita anche quelle che si dirigono in auto in Svizzera per prendere la pillola Ru486 non ammessa in Italia e ottenibile in Canton Ticino con 400 euro. «Ne arriva almeno una a settimana solo da noi—ammette il ginecologo ostetrico Jürg Stamm, balzato spesso all’onore delle cronache per la sua attività al centro di fertilità che guida all’ospedale «La Carità » di Locarno —. Io di solito aiuto le donne che vogliono un figlio e non riescono ad averlo. Ma l’Ivg non è un reato: perché, dunque, negare alle pazienti la possibilità di abortire senza entrare in sala operatoria? ».
Anti-abortisti in corsia
Tra i motivi che spingono ad andarsene, anche le difficoltà con cui spesso deve fare i conti chi si rivolge agli ospedali. Al San Paolo di Milano gli appuntamenti per le Ivg vengono presi un’ora alla settimana il venerdì, dalle 13.30 alle 14.30. Al Buzzi di via Castelvetro gli sportelli sono aperti il mercoledì e il venerdì alle 7.30, ma la segreteria telefonica avvisa già: «Vengono accettate le prime 16 donne». Altra città, nuove situazioni. Agli ospedali Riuniti di Bergamo la sede del Movimento della vita è all’interno del reparto di Ostetricia e Ginecologia guidato dal 2000 da Luigi Frigerio (vicino a Comunione e Liberazione). Al San Matteo di Pavia se n’è appena andato via anche l’ultimo non obiettore: gli aborti li fanno due giovani con borsa di studio. A Desenzano c’è un solo medico che esegue le Ivg (quando è malato o in vacanza ne deve arrivare uno da fuori). Stesse scene anche fuori dalla Lombardia. Al Ca’ Foncello di Treviso c’è un solo ginecologo su 15. E, proprio in Veneto, è atteso a settimane l’arrivo in consiglio regionale del progetto di legge di iniziativa popolare che prevede, tra l’altro, la presenza di volontari antiabortisti negli ospedali. Il consigliere di Alleanza Nazionale, Raffaele Zanon, ha chiesto di mettere in discussione la proposta subito dopo l’approvazione del Bilancio 2008. Ancora. «In Basilicata la percentuale di camici bianchi che non praticano aborti è vicina al 93%, anche se i dati del ministero della Salute, fermi al 2005, li danno al 42%—denuncia il radicale Valerio Federico —. All’ospedale San Carlo di Potenza raggiungono la quota del 95%».
Le liste d’attesa
In Italia, insomma, in media sei ginecologi su dieci sono obiettori, con punte del 70% al Centro. «Così hanno più chance di fare carriera e diventare primari, ma i tempi di attesa per le pazienti si allungano», fanno notare al Ced, uno dei principali consultori laici di Milano. Per almeno una donna su due trascorrono più di due settimane tra il certificato del medico e la data dell’intervento. Il 25% deve aspettare fino a 15 giorni. E adesso con la fuga all’estero per le Ivg si rischia un déjà vu di quanto già successo con la fecondazione assistita (a quattro anni dall’approvazione della legge 40, «I viaggi per la provetta» sono al centro proprio oggi di un convegno organizzato da SOS Infertilità allo Spazio Guicciadini di Milano). Non finisce qui. C’è chi teme che mentre negli ospedali pubblici si moltiplicano le difficoltà per abortire, nelle cliniche private prendano piede le interruzioni di gravidanza clandestine. Mascherate da aborti spontanei. Da codice penale.
http://www.corriere.it/cronache/08_febbraio_16/aborto_la_fuga_delle_donne_c3015578-dc67-11dc-8a42-0003ba99c667.shtml _________________ You can have peace. Or you can have freedom. Don't ever count on having both at once. (Robert A. Heinlein) |
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vanuatu Sciamano


 Sesso:  Messaggi: 6044 Località: timbuctù
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Inviato: Mar 19/Feb/2008 16:19 Oggetto: |
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una curiosità: quante e chi sono le donne presenti nella lista di Ferrara?
(se ci sono....) _________________ Se Dio non gioca a dadi, non è detto che disdegni la roulette |
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vanuatu Sciamano


 Sesso:  Messaggi: 6044 Località: timbuctù
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Inviato: Gio 21/Feb/2008 11:07 Oggetto: |
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vedo che Ferrara imperversa un pò in tutte le TV....
davvero io non capisco questa sua battaglia...... _________________ Se Dio non gioca a dadi, non è detto che disdegni la roulette |
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dess Grande capo


 Sesso:  Età: 50 Messaggi: 7218
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Inviato: Gio 21/Feb/2008 11:21 Oggetto: |
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| vanuatu ha scritto: | vedo che Ferrara imperversa un pò in tutte le TV....
davvero io non capisco questa sua battaglia...... |
ha detto che probabilmente lui stesso è affetto della sindome di Klinefelter...
I soggetti affetti hanno testicoli piccoli, disturbi della personalità fino al ridotto q.i., ginecomastia (mammelle simil-femminili), pene piccolo
wikipedia
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vanuatu Sciamano


 Sesso:  Messaggi: 6044 Località: timbuctù
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Inviato: Gio 21/Feb/2008 11:31 Oggetto: |
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non entro sul personale, ma davvero mi chiedo che senso ha questa cosa, questa "moratoria contro l'aborto"....
perchè non si usa la stessa carica e pervicacia per chiedere la moratoria contro le guerre, la fame, le malattie, il lavoro minorile, la prostituzione dei bambini, il turismo sessuale?????
questo mi chiedo..... _________________ Se Dio non gioca a dadi, non è detto che disdegni la roulette |
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Betty Nomade


 Sesso:  Età: 100 Messaggi: 220
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Inviato: Gio 21/Feb/2008 16:20 Oggetto: |
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... e i preti pedofili.
Mi sembra che ogni tanto si tiri una bella pennellata di vernice su questo argomento, irrisolto da anni.
Meno male che c'è gente che persevera e che prima o dopo lo incastrano al papa. _________________ Un abbraccio può servire? |
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vanuatu Sciamano


 Sesso:  Messaggi: 6044 Località: timbuctù
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Inviato: Gio 21/Feb/2008 16:36 Oggetto: |
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| Betty ha scritto: | ... e i preti pedofili.
Mi sembra che ogni tanto si tiri una bella pennellata di vernice su questo argomento, irrisolto da anni.
Meno male che c'è gente che persevera e che prima o dopo lo incastrano al papa. |
hai ragione....mai dimenticare questo orrore _________________ Se Dio non gioca a dadi, non è detto che disdegni la roulette |
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dess Grande capo


 Sesso:  Età: 50 Messaggi: 7218
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Inviato: Ven 22/Feb/2008 12:26 Oggetto: |
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L'iniziativa è stata apertamente criticata in un editoriale di Rondoni
"perché porta in modo sbagliato nella competizione elettorale un tema morale"
La Cei boccia la lista anti-aborto
Avvenire: Ferrara estremizza
La senatrice teodem Binetti: la 194 ha bisogno del tagliando
di PAOLA COPPOLA
ROMA - La lista pro-life di Giuliano Ferrara non convince la Cei. Dopo aver già raccolto un'accoglienza fredda da parte del quotidiano Avvenire, ieri è stata apertamente criticata in un editoriale firmato da Davide Rondoni. L'iniziativa non convince perché "al di là di nobili intenti finisce per portare in modo sbagliato in mezzo alla competizione elettorale un tema morale", scrive Rondoni. Che nella lista vede "un grave rischio di estremizzazione, e di ghettizzazione, di una parte del mondo cattolico su un tema così delicato".
Ferrara va avanti con il suo progetto elettorale e ha presentato ieri alla Tv della libertà di Maria Vittoria Brambilla il suo programma: lotta contro la Ru486, la pillola abortiva; appoggio ai neonatologi per la tutela sanitaria del neonato malato anche in assenza del consenso genitoriale; tutela della maternità e garanzie alle donne che lavorano". Infine: "protezione degli embrioni, che sono già vita; difesa della legge 40, che la sinistra vuole abolire".
Rispondendo a una domanda sull'iniziativa di Ferrara, il presidente della Pontificia accademia della vita Elio Sgreccia ha commentato: "Se tutti i partiti politici debbano mettere il tema dell'aborto in programma o solo uno debba farlo, sono i politici a doverlo decidere. Però l'aborto volontario è un problema non solo privato, ma un problema politico". Per Gianfranco Fini la lista pro-life è "spregiudicata". Il leader di An si è detto "contrario all'aborto, ma la 194 va fatta rispettare in toto". Dello stesso avviso il candidato dell'Udc Pier Ferdinando Casini.
Sul tema dell'aborto è intervenuto anche Fausto Bertinotti: "Non dobbiamo schivare la questione della vita che la destra ci butta addosso, dobbiamo dimostrare una superiorità civile e culturale sulla questione della vita". Nel centro-sinistra il dialogo tra laici e cattolici è aperto: ieri i cattolici vicini al partito democratico hanno presentato "Italia solidarietà", un laboratorio di formazione e cultura politica che ruota intorno a tre idee guida: laicità democratica, buona politica e riformismo solidale, come ha chiarito il coordinatore dei cristiano sociali, Mimmo Lucà.
Sulla mozione appena firmata da Anna Finocchiaro e Paola Binetti è intervenuta anche la senatrice teodem chiarendo che a trent'anni dalla 194 è arrivato il momento di fare il "tagliando" alla legge e verificare gli obiettivi mancati. L'obiettivo - ha aggiunto - è "mettere in primo piano tutto quello che può dire a favore della vita. Fare in modo che la legge assuma come obiettivo prioritario la tutela della vita nascente". L'altra senatrice teodem del Pd, Emanuela Baio, ha offerto invece la sua interpretazione del documento: "si afferma che l'aborto non è un diritto, è una piaga".
http://oknotizie.alice.it/go.php?us=19a11a3026d11778
vorranno candidare queste due? |
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