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Indice del forum L'isola del giorno prima - parte 2
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La tribù perduta di Fiordland

 
Nuovo Topic   Rispondi    Indice del forum -> Mistero - quando la risposta non è una sola
Autore Messaggio
anamaya
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MessaggioInviato: Gio 21/Feb/2008 13:28    Oggetto: La tribù perduta di Fiordland Rispondi citando

Misteriosa è la Fiordland, l'estrema punta sud-occidentale della Nuova Zelanda, una terra incredibilmente fuori del tempo, ammantata di grandi foreste che, a dispetto del clima temperato-fresco (a sud di essa c'è solo l'Antartide), ricevono una quantità di precipitazione paragonabile a quella dei luoghi più piovosi del pianeta.
La Fiordland è in grado di riservare molte sorprese, specie nel campo della criptozoologia. Poco dopo la seconda guerra mondiale vi è stato riscoperto, vivo e vegeto, un uccello straordinario che si credeva estinto da gran tempo, il takahe; e alcuni credono perfino (o sperano) che nelle sue dense foreste si celi qualche esemplare minore del famoso Moa (Dinornis maximus), il più grande uccello non volatore mai vissuto sulla Terra, almeno in tempi storici.

Ma un mistero ancora più grande è quello della Tribù Perduta: una tradizione che alcuni vorrebbero puramente leggendaria, mentre esistono seri elementi per pensare ch'essa possieda una vera e propria base storica anche se, in questo caso, mancano del tutto quegli indizi che possono illuminare l'enigma di altri casi analoghi, come quello, assai noto, dell'armata persiana di Cambise che scomparve mentre marciava dalla valle del Nilo verso l'Oasi di Siwa, nel Deserto Libico.

I Maori, che costituirono la "seconda ondata" di popolamento dell'arcipelago (prima di loro era giunta una popolazione di origini incerte, i "cacciatori di moa" - Ngatimamoa-, che iniziarono il dissesto del manto vegetazionale e della fauna locale), venivano quasi certamente da Hawaiki e, con la loro tecnologia rudimentale, ignari della lavorazione dei metalli e della terraglia, non amavano molto il clima decisamente fresco dell'Isola del Sud.
Benché poco numerosi, i Maori dell'isola del Sud proseguirono ed aggravarono lo squilibro ecologico già innescato dai loro predecessori. "Le foreste, che già avevano iniziato a morire - sostengono D. Lews e W. Forman - e i loro abitanti, i moa, alla fine furono costretti a soccombere al fuoco, impiegato dai Maori come metodo di caccia. Privati della principale risorsa di cibo, i Maori evacuarono le zone interne dell'Isola del Sud e si riportarono lungo le coste. La mano dell'uomo, infine, che aveva alterato il fragile equilibrio della foresta tropicale e dei suoi abitanti incapaci di volare, gradualmente esaurì le risorse del mare e della costa la popolazione dell'isola del Sud declinò."
Se l'Isola del Sud era poco popolata, la sua estremità sud-occidentale era praticamente disabitata, come del resto lo è anche al giorno d'oggi. Si tratta di una regione dalla morfologia alpestre di recente modellamento glaciale, con valli strette e profonde, montagne scoscese, cascate spettacolari e numerosissimi laghi formati dallo scioglimento dei ghiacciai, molti dei quali tuttora esistenti.
Questa la cornice in cui si svolge la vicenda legata alla tradizione della «Tribù Perduta» dei Maori: una cornice grandiosa e inquietante, uno dei pochi luoghi della Terra (oltre alle regioni polari) non si sente padrone assoluto né si comporta da prepotente invasore nei confronti delle altre forme di vita.
"Ai neozelandesi romantici non contenti della possibilità di rivedere i moa, la Fiordland offre la legenda maori della «Tribù Perduta». Gli storici fanno risalire l'episodio iniziale della vicenda al periodo immediatamente successivo alla permanenza del capitano Cook nel Dusky Sound, cioè intorno al 1780. Tutto cominciò con una breve e sanguinosa contesa fra due fazioni tribali presso una piccola insenatura. Una sottotribù ribelle, quella degli Hawea, era fuggita dalla costa meridionale rifugiandosi presso il lago Te Anau dopo aver ucciso un capo-tribù. Un gruppo di guerrieri deciso a vendicarlo aveva inseguito gli Hawea e in una furiosa battaglia sulle rive del lago li aveva sconfitti. Tuttavia almeno metà della tribù era scampata al massacro e si era rifugiata sulle montagne.
Come i moa, gli alci e i takahe, gli Hawea furono inghiottiti dalla Fiordland e scomparvero senza lasciar traccia, benché nei primi tempi della colonizzazione si parlasse di tanto in tanto di «indigeni selvaggi» che vivevano nella regione delle foreste.
«Potrebbe darsi» dice uno studioso di questa terra «che la 'Tribù Perduta' abbia mangiato l'ultimo moa intorno al 1840.»
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millaluna73
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MessaggioInviato: Gio 21/Feb/2008 13:35    Oggetto: Rispondi citando

Ana.. una domanda sola.. Come e soprattutto dove trovi tutte queste strane e bellissime notizie? Sei una fonte inesauribile di topic sui misteri! coppa
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Ultima modifica di millaluna73 il Gio 21/Feb/2008 13:48, modificato 1 volta in totale
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anamaya
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MessaggioInviato: Gio 21/Feb/2008 13:37    Oggetto: Rispondi citando

Alcuni studiosi hanno formulato delle ipotesi circa il destino di quegli indigeni che, forti e attivi al tempo di Cook, soltanto pochi anni dopo parevano essersi dissolti nel nulla, tra le fitte nebbie dei monti e dei boschi pluviali della Fiordland.

1) La «Tribù Perduta» non è mai esistita e, quindi, non è mai scomparsa: si tratta di una leggenda puramente fantastica del folklore maori. Contro questa ipotesi, che potremmo definire totalmente negazionista, sta il fatto che i Ngatimamoa sono effettivamente scomparsi e che, nel 1842, alcuni uomini bianchi ne videro un piccolo gruppo. Se la loro esistenza è stata un fatto storico (e ne abbiamo le prove, in particolare dalla relazione di James Cook), allora anche la loro scomparsa deve esserlo; e, come tutti i fatti storici, non po’ essere elusa con una semplice alzata di spalle.

2) La «Tribù Perduta» si è estinta in seguito alle guerre con altre tribù maori o con gli uomini bianchi. Questa ipotesi, che potremmo dire riduzionista, appare altrettanto insostenibile della precedente. Non abbiamo alcuna testimonianza di guerre che portarono alla distruzione dei Ngatimamoa o del sottogruppo degli Hawea. Inoltre, sarebbe stato trovato perlomeno qualche resto archeologico: resti di capanne, sepolture, ossa, manufatti, ecc. Anche se sterminato da vicini spietati, un gruppo umano non può scomparire nel nulla, senza lasciare ila minima traccia del proprio passaggio.

3) La «Tribù Perduta» si è estinta a causa della scomparsa dei moa e di ogni altra selvaggina. Lontani dal mare, gli indigeni non potevano pescare o raccogliere molluschi e crostacei; e il clima freddo ed estremamente piovoso non consentiva di coltivare nemmeno la patata dolce. Così, quando ebbero ucciso l'ultimo moa, i Maori non ebbero più nulla da mangiare e perirono di fame. Si potrebbe anche pensare che furono distrutti da una qualche epidemia, cosa non rara fra i popoli delle società pre-moderne. Contro queste ipotesi valgono, però, le stesse obiezioni che abbiamo fatto per la precedente: qualche segno del loro stanziamento avrebbe dovuto, in ogni caso, rimanere.

4) La «Tribù Perduta» è migrata, via terra o, magari, via mare, in qualche atro luogo: sulla più favorevole costa orientale dell'isola del Sud, o magari ancora più lontano, verso l'isola del Nord o verso le Isole Chatham. Riesce però estremamente difficile ammettere questa ipotesi, sia perché è difficile pensare che un consistente gruppo umano possa migrare da un giorno all'altro senza un piano preciso; sia perché alcuni indigeni furono comunque avvistati casualmente, circa sessant'anni dopo la loro scomparsa, negli stessi luoghi di prima; sia infine, perché qualcosa di una eventuale migrazione sarebbe stato tramandato, come sempre in questi casi, nei racconti orali dei loro discendenti, una volta stabilitisi nelle nuove sedi.

5) La «Tribù Perduta» esiste ancora, o almeno ne sopravvivono alcuni individui. Certo, è questa un'ipotesi assai arrischiata; però non dovrebbe essere scartata aprioristicamente come frutto di fervida immaginazione. Noi sappiamo, ad esempio, che un minuscolo gruppo di indiani Yahi della California, braccati a morte dall'uomo bianco nella seconda metà dell'Ottocento, riuscirono ad occultarsi nella boscaglia per molti decenni, finché il loro ultimo rappresentante, chiamato Ishi, si consegnò spontaneamente agli abitanti di Oroville, nel 1911. (15) Accoltoi benevolmente e studiato da alcuni etnologi come «l'ultimo uomo dell'età della pietra» in pieno XX secolo, sopravvisse altri cinque anni prima di morire, nel 1916. (16) Un caso ancor più spettacolare, sia per il numero delle persone coinvolte che per la data assai più recente, è stato, nel 1975, quello della scoperta dei Tasaday, una piccolissima tribù dell'isola di Mindanao, nelle Filippine, che viveva in grotte e conduceva un'esistenza totalmente "primitiva". (17)

6) La «Tribù Perduta», o quanto di esso sopravviveva, è stata al centro di un clamoroso caso di ciò che i parapsicologi definiscono asporto o, se si preferisce, è stata "risucchiata" - per così dire - in un'altra dimensione spazio-temporale. Siamo perfettamente consapevoli ella stranezza, anzi dell'assoluta bizzaria di questa ipotesi; però il lettore, prima di escluderla senza ulteriore approfondimento, tenga presente che i due fenomeni dell'apporto e dell'asporto, ben noti nel caso di oggetti, in alcuni casi documentati hanno coinvolto anche esseri umani. Nel 1593, a Città del Messico, comparve un soldato spagnolo della guarnigione di Manila, distante migliaia di chilometri. L'uomo non sapeva spiegare come fosse giunto lì, ma le notizie di cui era latore (la morte violenta del governatore delle Filippine) vennero confermate da un veliero giunto due mesi dopo.(18) Viceversa, un agricoltore americano di nome David Lang, il 23 settembre 1880, scomparve letteralmente proprio davanti a casa sua, sotto gli occhi di cinque testimoni, tra i quali la moglie, a Gallatin, nel Tennesse. Sua figlia, giorni dopo, ne udì ancora la flebile voce, poi più nulla. (19) Il fatto destò un tale scalpore che il famoso scrittore Ambrose Bierce ne trasse ispirazione per uno dei suoi racconti del terrore, intitolandolo La difficoltà di attraversare un campo..(20) per quanto riguarda la scomparsa di interi gruppi, il caso certamente più sconvolgente sarebbe (il condizionale è d'obbligo) quello del reggimento inglese (più di 1.000 uomini) "scomparso" in una specie di nuvola bassa, il 28 agosto 1915, nella Penisola di Gallipoli, durante un'azione contro le postazioni turche; e i cui membri non vennero mai più ritrovati, né vivi né morti. "La fonte di questa notizia è stata una testimonianza, resa pubblica 50 ani dopo l'incidente, di tre soldati neozelandesi, che dichiararono di aver osservato una densa nube, di aspetto solido e a forma di fetta d pane, abbassarsi fino al suolo, sul cammino di una colonna di truppe in avanzata. Dopo che gli uomini vi furono dentro, la nube si alzò, lasciando il terreno deserto." (21)

7) Tralasciamo volutamente ipotesi ufologiche o, in genere, di stampo extraterrestre, non perché siano del tutto impensabili, ma perché manca, in questo caso, il minimo indizio che porti in una tale direzione ( avvistamenti di oggetti volanti sconosciuti, segni sul terreno, ecc.), come del resto è logico, dato il tempo e il luogo della vicenda. Ma non avrebbe senso dilungarsi su un tipo di ipotesi che prescindono totalmente da ogni e qualsiasi sforzo di spiegazione "normale" (o, al limite, paranormale), per compiere un puro e semplice salto nel buio.
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MessaggioInviato: Gio 21/Feb/2008 13:42    Oggetto: Rispondi citando

millaluna73 ha scritto:
Ana.. una domanda sola.. Come e soprattutto dove trovi tutte queste strane e bellissime notizie? Sei una fonte ineusaribile di topic sui misteri! coppa


Le fonti nella rete non mancano, ma le cose più curiose di solito saltano fuori cercando altro...

Questa l'ho trovata digitando James Cook, che è anche il nome di una nave partita di recente per studiare e mappare in maniera tridimensionale un'anomalia geologica tra Capo Verde e i Caraibi...
Ok, stavo semplicemente cercando informazioni sulle vacanze a Capo Verde.. Embarassed
Ma se trovo qualcosa di più preciso su questo viaggio al centro della terra ve lo posto!! Wink
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MessaggioInviato: Gio 21/Feb/2008 13:49    Oggetto: Rispondi citando

Hai ragione a volte in rete si trovano cose interessanti mentre si cerca altro! Very Happy
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MessaggioInviato: Gio 21/Feb/2008 14:00    Oggetto: Rispondi citando

secondo me, le isole del Pacifico (come tantissimi altri posti al mondo, ovviamente) sono piene di misteri..
quando sono stata in Nuova Caledonia ho fatto una escursione su una isola più piccola (non ricordo il nome) e là, con grande stupore ho visto su una collinetta, di fronte alla spiaggia, una fila di moai (quei monoliti enormi con facce quasi umane che sono presenti sull'isola di Pasqua) che guardava verso il mare....

chiedendo alle persone del luogo, ho saputo che in tutta la Nuova Caledonia questi moai sono presenti solo là, inoltre sull'isola non è stato trovato assolutamente NULLA che potesse far pensare ad antichi abitanti..

insomma, l'unico segno del passaggio di qualcuno sono questi monoliti...

come se chi li ha fatti non fosse mai stato sull'isola....

impressionante davvero
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MessaggioInviato: Gio 21/Feb/2008 17:18    Oggetto: Rispondi citando

Solo x curiosità ho cercato di capire come fosse fatto questo famigerato moa....
Ecco a voi la bestiolina alle prese con i cacciatori...

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