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Dopo l'aborto «rianimare il feto se è vivo»
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Autore Messaggio
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MessaggioInviato: Dom 03/Feb/2008 12:19    Oggetto: Dopo l'aborto «rianimare il feto se è vivo» Rispondi citando

Uno dei firmatari: «Occorre intervenire anche se la madre è contraria»

ROMA - Nel caso in cui un feto nasca vivo dopo un'interruzione di gravidanza, il medico neonatologo deve intervenire per rianimarlo, «anche se la madre è contraria, perché prevale l'interesse del neonato». A sostenerlo è Domenico Arduini, direttore della clinica di ostetricia e ginecologia dell'università di Tor Vergata, e uno dei firmatari del documento approvato sabato dalle università romane di medicina. Nel testo si sostiene che va rianimato qualsiasi prematuro che mostri segni di vitalità. «Un neonato vitale, in estrema prematurità, va trattato come qualsiasi persona in condizioni di rischio e assistito adeguatamente» riporta il testo. Il documento è stato discusso nel corso del convegno al Fatebenefratelli dedicato alla giornata della vita in relazione alla prematurità estrema, i margini di gestione ostetrica e i risvolti neonatologici.

TESTO - «Con il momento della nascita la legge - recita il documento - attribuisce la pienezza del diritto alla vita e quindi all'assistenza sanitaria». «L'attività rianimatoria esercitata alla nascita dà il tempo necessario per una migliore valutazione delle condizioni cliniche, della risposta alla terapia intensiva e delle possibilità di sopravvivenza, e permette di discutere il caso con il personale dell'Unità ed i genitori». Tuttavia, sostengono i firmatari, «se ci si rendesse conto dell'inutilità degli sforzi terapeutici, bisogna evitare ad ogni costo che le cure intensive possano trasformarsi in accanimento terapeutico». Il documento si riallaccia alle problematiche emerse in questi ultimi mesi circa i limiti dell'aborto in relazione all'avanzamento delle tecniche rianimatorie e di sopravvivenza del feto. Alcune preoccupazioni erano state espresse dai vescovi italiani, mentre le società scientifiche dei neonatologi hanno prodotto linee guida per adeguare gli interventi.

http://www.corriere.it/cronache/08_febbraio_02/feto_vivo_aborto_ff3ea7ac-d1c7-11dc-af66-0003ba99c667.shtml
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MessaggioInviato: Dom 03/Feb/2008 12:28    Oggetto: Rispondi citando

Francamente non vedo come questa rianimazione possa non essere considerato accanimento terapeutico calcolando che nelle settimane in cui ha senso la rianimazione (ovviamente nel primo trimestre è impossibile che il bambino sopravviva, quindi si parla di un periodo successivo alla 20° settimana) l'aborto avviene solo per motivi di salute del bambino e quindi si tratta di bambini con gravi problemi, per cui i genitori hanno in pratica scelto l'eutanasia.
Cioè, un genitore dopo un travaglio interiore senz'altro notevole sceglie in quel caso di interrompere la gravidanza e i medici contro la sua volontà tengono in vita il bambino? E chi se ne accolla poi la crescita e il mantenimento, i medici? Idea
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MessaggioInviato: Dom 03/Feb/2008 18:03    Oggetto: Rispondi citando

spx ha scritto:
Francamente non vedo come questa rianimazione possa non essere considerato accanimento terapeutico calcolando che nelle settimane in cui ha senso la rianimazione (ovviamente nel primo trimestre è impossibile che il bambino sopravviva, quindi si parla di un periodo successivo alla 20° settimana) l'aborto avviene solo per motivi di salute del bambino e quindi si tratta di bambini con gravi problemi, per cui i genitori hanno in pratica scelto l'eutanasia.
Cioè, un genitore dopo un travaglio interiore senz'altro notevole sceglie in quel caso di interrompere la gravidanza e i medici contro la sua volontà tengono in vita il bambino? E chi se ne accolla poi la crescita e il mantenimento, i medici? Idea

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MessaggioInviato: Gio 07/Feb/2008 14:19    Oggetto: Rispondi citando

Spx, l'ho pensata allo stesso modo: io sono madre e sono in gravidanza di un bambino che non voglio o non posso far nascere e mantenere; decido di abortire, con tutte le difficoltà del caso e il dolore che mi porterò dentro negli anni...
Poi, contro la mia volontà, il medico decide di rianimarlo.. A quel punto mi obbligano pure a comprarmi tutto il corredo per il bambino e mi obbligano a farlo crescere nella mia famiglia? Oppure mettiamo al mondo un bimbo nato già orfano? E la donna come si può sentire a sapere che il figlio che non voleva o non poteva avere sta crescendo in qualche parte del mondo con un'altra famiglia?

Ho una profonda disistima per i ginecologi obiettori di coscienza.
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MessaggioInviato: Gio 07/Feb/2008 14:30    Oggetto: Rispondi citando

da un pò di anni c'è un attacco concentrico contro la 194, i segnali sono tanti....e la cosa mi angoscia...

col nuovo governo di destra che uscirà dalle prossime elezioni, la 194 sarà completamente snaturata....e le mammane ed i medici potranno ricominciare a fare soldi, sulla pelle delle donne....

c'è da piangere, davvero
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MessaggioInviato: Gio 07/Feb/2008 16:15    Oggetto: Rispondi citando

Il discorso è molto complesso, alla fine sono d'accordo solo sul fatto che non si può obbligare i genitori a tenersi un figlio che non hanno voluto. Però l'obiezione di coscienza la rispetto tout court. Perchè nel momento che uno è convinto intimamente che quella è una vita e come tale va salvata non è certo con una legge che si può determinare ciò che è vivo e ciò che non lo è.
Faccio un esempio: vi trovate a vivere in una società in cui alcune persone, per legge, non hanno diritto di vivere, non fareste tutto il possibile per salvarle (cose già successe peraltro... Crying or Very sad )? Io credo di sì, quindi, ipocrisie a parte, queste persone le capisco, pure senza pensarla come loro.....
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MessaggioInviato: Gio 07/Feb/2008 16:21    Oggetto: Rispondi citando

Guarda, per come lo vedo io se qualcuno ha questi dilemmi di coscienza può benissimo fare il ginecologo e non l'ostetrico, oppure fare l'ostetrico obiettore ma non in una struttura pubblica. Non è che io mi metto a fare il salumiere pagato dallo stato e poi non vendo salumi perchè sono mussulmano!
Come, per fare un esempio concreto, l'assurdità di quella donna poliziotto musulmana che però non può toccare gli uomini. Come fa allora a fare il suo lavoro, il suo lavoro è anche quello!

Il lavoro dell'ostetrico è anche questo, se per paradosso fossero tutti obiettori (magari anche solo per la pigrizia di non accollarsi ulteriore lavoro) avremmo una legge che consente l'aborto e nessuna struttura pubblica che lo pratica!
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MessaggioInviato: Gio 07/Feb/2008 16:29    Oggetto: Rispondi citando

Probabilmente ci sono meno posti di ostetrico che ostetrici non obiettori in cerca di lavoro... Very Happy
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MessaggioInviato: Gio 07/Feb/2008 16:33    Oggetto: Rispondi citando

Certo, allora mettiamo in cima alla lista di attesa quelli non obiettori, vedrai che per tanti (anche se certo, non per tutti) sparisce magicamente il dilemma etico! Very Happy
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MessaggioInviato: Gio 07/Feb/2008 16:42    Oggetto: Rispondi citando

lo sapete vero che molti medici ostetrici, obiettori nella struttura pubblica, praticano aborti nelle cliniche private?


è bello farsi vedere obiettori per mantere il lavoro in strutture che spesso (pur essendo pubbliche) subiscono grosse influenze da parte della Chiesa

pensate alle cliniche universitarie .............
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