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L'isola del giorno prima - parte 2 Un luogo dove il pensiero corre libero e ribelle
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dess Grande capo


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Inviato: Sab 21/Apr/2007 10:50 Oggetto: |
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Spx. per come la vedo io , per come la sento io..per il passato che ho vissuto, nella politica sarebbe mille volte meglio..che ci fossero quote blu, due donne hanno creato i DICO sedendosi a ragionare col buon senso...550 maschi..non ci sono riusciti .
Quando pensiamo a statisti importanti, guarda le figure femminili, Meir, Tatcher, Indira Gandhi, la stessa Evita, se vuoi io ci metto anche la Iotti, .. sovrastano i peones che infestano le aule parlamentari.
Per la procreazione assistita, le legge sulla famiglia..quale uomo può sfidarvi?, e come aziendaliste, mi pare abbiate da insegnare a tutti |
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dess Grande capo


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Inviato: Sab 21/Apr/2007 10:51 Oggetto: vanuatu |
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| ma evidentemente non basta.......... |
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dess Grande capo


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Inviato: Sab 21/Apr/2007 10:53 Oggetto: |
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Scritto da: vanuatu 25/02/2007 17.07
ma evidentemente non basta..........
vanu..numericamente, intellettualmente..avete la forza per fare e disfare in qualsiasi partito, e non parlo di isolarvi in un vostro partito, dico semplicemente di usare la matematica per imporre il vostro essere donne |
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dess Grande capo


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Inviato: Sab 21/Apr/2007 10:54 Oggetto: spx. |
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Scritto da: vanuatu 25/02/2007 17.03
in effetti, io sono una di quelle che rifiutano d'istinto le quote ros, le setto come una ghetizzazione.....
ma quale alternativa c'è?
E in un certo senso lo sono, nel senso che partono da un'ammissione di avere bisogno d'aiuto. Ma la realtà è questa, che cioè lasciando il sistema a sè stesso non riesce a essere equo nei nostri confronti e non è negando la realtà che rimettiamo a posto le cose... |
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dess Grande capo


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Inviato: Sab 21/Apr/2007 10:55 Oggetto: |
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scritto da: spx. 25/02/2007 17.24
E in un certo senso lo sono, nel senso che partono da un'ammissione di avere bisogno d'aiuto. Ma la realtà è questa, che cioè lasciando il sistema a sè stesso non riesce a essere equo nei nostri confronti e non è negando la realtà che rimettiamo a posto le cose...
combattete allora..siete parte attiva dell'elettorato, e numericamente superiori! |
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dess Grande capo


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Inviato: Sab 21/Apr/2007 10:55 Oggetto: spx. |
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Scritto da: dess 25/02/2007 18.22
combattete allora..siete parte attiva dell'elettorato, e numericamente superiori!
Hai ragione, intanto stasera mando mio marito a letto senza cena così impara! |
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dess Grande capo


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Inviato: Sab 21/Apr/2007 10:56 Oggetto: |
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beh..spero per tuo marito che la sua capacità di farsi due uova al tegamino, ed un piatto di spaghetti sia fuori discussione.
Figlie di Deledda, di Rosa Luxemburg, di Angela Davis. di Sibilla Aleramo..hanno propagato e propagandato la loro diversità, e la condizione da difendere..come donne, come madri, come mogli.
Oggi si parla di quote rosa ed assistiamo alla loro candidatura in posizioni di retroguardia..per evitare che vengano veramente elette.
La discussione che io proponevo..era quella evidenziata, sulla forza che potete esprimere, in tutti i settori
Su Liberazione di oggi un bellissimo articolo in prima pagina, "Inizia con la Legge 40 la grande sconfitta di tutti noi", dal negare il diritto all'autodeterminazione della donna, sancito con tale norma, all'attacco sui DICO, alle norme che minano la 194, la Chiesa con il suo potere mediatico influenza sempre di più buona parte dei nostri politici.
Lo schieramento dei teocon, (trasversale ai due poli), ha messo in contrasto il feto con i diritti della donna, nascondendo il tutto dietro una morale retrograda e bacchettona, con quella legge siamo caduti nel fondamentalismo religioso.
L'amore cristiano dovrebbe essere tutela del desiderio di maternità, si è trasformato in viaggi della speranza in nazioni che hanno dimostrato essere più civili di noi, dall'Europa stiamo migrando verso i bizantinismi ortodossi.
Lasciando un momento la famiglia, prima istituzione nella composizione di quella società chiamata Stato, altra curiosa notizia, il Consiglio Regionale della Sardegna ha bocciato con voto segreto a maggioranza assoluta le quote rosa, era prevista la nomina di almeno il 40% di donne nei CDA delle ASL e degli Enti Regionali, guardando all'attuazione della Legge...mi pare che se la Sardegna piange le altre regioni non ridono.
La riflessione apparsa alla RAI sul ruolo delle donne nel mondo del lavoro segue quanto evidenziato sopra per la politica, l'intervento dell'A.N.M.I.L. (associazione nazionale invalidi e mutilati sul lavoro) ha dato risalto al fenomeno di donne impiegate in lavori rischiosi e sottoccupate nei posti di comando.
Stasera in tutte le città feste con spogliarelli maschili e mimose..ma è questo il vero significato dell'8 marzo? quali esempi conoscete su questo argomento?
Donne in carriera, poche e senza figli: alla nascita di un bimbo la madri
vengono emarginate. Le lavoratrici penalizzate 45 volte più dei maschi
Allarme Ue: per le donne
stipendi più bassi degli uomini
di MARIA NOVELLA DE LUCA
ROMA - Prima o poi si rinuncia. Ai figli. O alla carriera. Succede in Italia. In Europa. Lui e lei uguali, ai nastri di partenza. Stessa laurea, stesso master, stessa grinta. Poi lei resta incinta. È una festa, una gioia, però tutto cambia. Perché la maternità, oggi come ieri, non sembra andare d'accordo con il mondo del lavoro. È il dato più forte, allarmante, lanciato dalla Ue: le donne guadagnano il 20% in meno degli uomini, e dopo la nascita del primo figlio le loro possibilità di carriera si abbassano drasticamente. Il ministero inglese delle Pari Opportunità con una ricerca commissionata da Tony Blair è arrivato addirittura a quantificare questo svantaggio: nella "graduatoria" dell'avanzamento professionale una donna che lavora con un figlio al di sotto degli 11 anni, ha 45 punti di svantaggio in più rispetto ad un uomo... E in un lunga inchiesta che "Le Monde" ha dedicato all'esistenza o meno di una "via femminile" al potere, citando naturalmente l'effetto Segolene Royal, la sociologa Dominique Méda per dimostrare quanto la carriera penalizzi la maternità ha fatto il conteggio sui figli dei politici. Il risultato, analizzando ad esempio il governo Zapatero, è che gli otto ministri spagnoli in carica "totalizzano in tutto 24 bambini, mentre le otto ministre solamente cinque". La sproporzione è evidente, e rende, bene, l'altra faccia della demografia in negativo.
È questo su tutti il dato che sembra colpire di più, nella giornata della donna anno 2007 in cui i bilanci sono sempre più transnazionali, uniscono cioè l'Italia alla Germania, l'Inghilterra alla Spagna, il Belgio alla Grecia, e ciò che accomuna le donne europee è che fare un figlio, o magari due è diventato un ostacolo, spesso insormontabile, al fare carriera, o al semplice mantenimento del posto di lavoro. Spiega Giovanna Altieri, direttore del centro studi Ires-Cgil, che al tema ha dedicato un lungo articolo dal titolo: "Sempre di più al lavoro, sempre meno pagate". "Spesso accade che dopo una gravidanza i contratti non vengano rinnovati o che alla lavoratrice diventata mamma si faccia capire che il suo posto, quello conquistato a fatica con la laurea e magari il master, non sia più tanto adatto a chi ha un bambino da accudire.
E allora le mansioni vengono cambiate, ed è l'inizio in molti casi un retrocessione non dichiarata ma effettiva. È il primo passo di quello che gli esperti chiamano gender pay gap, termine tecnico per indicare quanto non solo in Italia, ma in tutta Europa, a parità di nastri di partenza, uomini e donne si ritrovino poi nel mondo del lavoro ben distanti gli uni dagli altri". Ciò che le donne scontano, e questo è un aspetto tutto italiano, è la carenza di servizi che aiutino nell'accudimento di un figlio, e la rigidità degli orari di lavoro. Con il risultato che ancora oggi il 25% delle donne del Sud e il 19% di quelle del Nord dopo la nascita del primo figlio si ritrovano disoccupate. Un vero esercito che l'Istat ha catalogato con il nome di "lavoratrici scoraggiate": la maggior parte abbandona perché assediata dall'impossibilità di conciliare maternità e professione, ma un buon numero, il 5,6 % viene invece licenziato allo scattare della gravidanza.
Un vero controsenso insomma, che mentre registra un boom di donne con alte specializzazioni, (il 59% di tutti i laureati della Ue), le penalizza fortemente nel desiderio di figli e maternità. Conclude Giovanna Altieri: "Tutte le ricerche dimostrano che le donne vorrebbero almeno due figli e sono spesso costrette a fermasi ad uno. Ma la rigidità del mondo del lavoro è uno dei principali motivi del calo demografico, anche in quelle coppie giovani, dove la divisione dei ruoli e la cura dei bambini sono finalmente paritarie e simmetriche".
www.repubblica.it |
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dess Grande capo


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Inviato: Sab 21/Apr/2007 10:57 Oggetto: |
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Le donne, non più madri dei loro uomini, non più figlie...vogliono emergere ad una condizione di parità, sono emerse..ma in questa condizione, l'altra metà del cielo le guarda con sospetto.
In questo conflitto sulla figura femminile, diversa dalla tradizione canonicamente tramandata, nasce il disamore...
Quest'analisi liberamente tratta, dove si leggono i segni della latinità sudamericana, contrasta con la tradizione matriarcale sarda ed altre vicende personalmente conosciute..cosa ne pensate, nella vostra esperienza diretta o indiretta avete individuato similitudini? |
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dess Grande capo


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Inviato: Sab 21/Apr/2007 10:57 Oggetto: |
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GIAPPONE: 'DONNE DI CONFORTO', IL PREMIER FA MARCIA INDIETRO
TOKYO - Sotto pressione di Stati Uniti e Cina il premier giapponese Shinzo Abe ha fatto marcia indietro sulla controversa questione delle 'donne di conforto' e ha parlato di "sentite scuse" in proposito.
La settimana scorsa il premier aveva sollevato un vespaio definendo prive di fondamento le richieste di scuse rivolte a Tokyo in nome delle straniere che furono forzosamente arruolate nei postriboli di stato per le truppe di invasioni nipponiche durante la seconda guerra mondiale. Sfidando le critiche rivoltegli anche dalla stampa americana, Abe aveva espresso scetticismo sul "grado di coercizione" cui queste donne furono sottoposte e aveva avallato l'apertura di un'inchiesta in proposito.
L'ambasciatore statunitense a Tokyo, Thomas Schieffer, aveva tuttavia avvertito il premier ultraconservatore che "nessun amico avrebbe voluto vedere il Giappone rinnegare" una serie di ammissioni già fatte in passato, soprattutto una dichiarazione governativa del 1993 sulla responsabilità nipponica negli arruolamenti delle 'donne di conforto'. E' così che, in un'intervista diffusa dalla televisione pubblica 'Nhk', Abe ha chiarito che non intende minimamente ritrattare la dichiarazione del 1993, pubblicata dall'allora segretario generale del governo Yohei Kono.
Il premier è giunto anzi ad avallare alcune parole di scusa pronunciate dal suo predecessore Junichiro Koizumi nel 2001: "abbiamo espresso le nostre sentite scuse alle 'donne di conforto' che soffrirono molto e patirono nel loro cuore - ha detto Abe - voglio dire che questo sentimento non è cambiato affatto".
www.ansa.it/
e questo da il senso a quanto sia giusto per le donne protestare e parlare delle guerre e di come sono state storicamente trattate.
Nel recente conflitto bosniaco, in Somalia, Uganda, gli stupri perpetrati..la pulizia etnica, hanno sempre visto protagoniste passive, violate, usate , le scuse sono solo un piccolo riconoscimento..
Vorrei leggere su questo argomento, dopo la giornata della donna, una riflessione..al femminile.
Saranno i miei trascorsi educativi, il mio vissuto, ma vorrei proporvi una mia personale analisi su voi donne..
Se mettiamo insieme un certo numero di donne, le lasciamo tranquille, dopo un periodo (breve) inizieranno a comunicare tra loro, passeranno dal lavoro agli assorbenti, agli uomini, al teatro, alla letteratura, con estrema facilità.
Discuteranno delle loro famiglie, delle voglie...dei desideri, troveranno in comune un qualcosa che le unisce, si "sorelleranno" (perdonate la parola usata ma è quella che mi viene in mente ora..)ed avranno capacità di convivenza, ben superiore ad un gruppo di maschi.
Fatta questa premessa, la cosa che mi riesce difficile accettare, è il vivere la società come soggetti spesso passivi, fuori dalle mura domestiche le figure femminili si castrano e, quando emergono sul campo del lavoro, diventano le virago dell'immaginario maschile.
La donna capitano d'industria, la donna dirigente, spesso sono scimmiottate nei film come uomini con la gonna , con gli stessi desideri e gli stessi oggetti di culto..cosa ne pensate? |
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dess Grande capo


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Inviato: Sab 08/Mar/2008 1:50 Oggetto: |
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a distanza di tanto tempo, torno su questo passaggio, auguri signore per il vostro 8 marzo
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