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Indice del forum L'isola del giorno prima - parte 2
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Le donne
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Nuovo Topic   Rispondi    Indice del forum -> Il '900: un secolo di profondi cambiamenti
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dess
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MessaggioInviato: Sab 21/Apr/2007 10:39    Oggetto: Le donne Rispondi citando

Negli anni '70 una grande importanza ha rivestito per il Movimento, l'opera delle donne, donna non è 8 marzo..donna è sempre, ed ancora una considerazione, quella data non è una "FESTA", è una commemorazione di un fatto luttuoso che si è trasformata nel tempo.
La loro comparsa in massa nei partiti e nelle piazze, le lotte organizzate, per rivendicare i diritti umani, per ribadire dignità e rispetto, per conquistare spazi nell'universo ottuso e ottenebrato da ancestrali soprusi.
Le donne rivendicando il loro diritto ad essere streghe, a un uso del corpo e della mente non soggetto alla segregazione intellettuale,hanno creato dei presupposti che ancora oggi sono parametri per lo sviluppo.
La sessualità vissuta con gioia, la contraccezione, l'aborto assistito, l'UDI, l'AIED, i consultori..sono LORO conquiste, vostre conquiste..care signore.
Figlie di Deledda, di Rosa Luxemburg, di Angela Davis. di Sibilla Aleramo..hanno propagato e propagandato la loro diversità, e la condizione da difendere..come donne, come madri, come mogli.
Oggi si parla di quote rosa ed assistiamo alla loro candidatura in posizioni di retroguardia..per evitare che vengano veramente elette.
Parliamone, e confrontiamoci serenamente sulla diversità..sui comportamenti di allora e di oggi, di come la stessa parola, in contesti diversi con modalità diverse possa ferire e/o offendere.
Lascio per una riflessione comune, visto che la data fatidica si avvicina, il link a Wikipedia, per consentire a chi volesse farlo una lettura, senza...aggiungere altro che non sia un Grazie, signore per quelle cose che riuscite a darci ancora oggi, per il contributo ad una crescita comune
it.wikipedia.org/wiki/Giornata_Internazionale_della_Donna


Ultima modifica di dess il Lun 21/Mag/2007 20:20, modificato 1 volta in totale
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MessaggioInviato: Sab 21/Apr/2007 10:43    Oggetto: desnudo Rispondi citando

Leggendo il link proposto da dess mi è caduto un mito. Pare che l'8 marzo tragga origine da ben altre fonti e non necessariamente dall'incendio della fabbrica americana.

Comunque credo che il movimento femminista sia certamente riuscito a guadagnare grandi progressi per la donna, ma ancora c'è molta strada da fare soprattutto nel campo del lavoro. Oggi una donna che mette al mondo dei figli ed è costretta ad assentarsi viene penalizzata pesantemente specialmente nel settore privato.

Ciao
Paolo
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MessaggioInviato: Sab 21/Apr/2007 10:44    Oggetto: Roberta T. Mesopersolapasssword Rispondi citando

Scritto da: Desnudo 23/02/2007 10.04
Leggendo il link proposto da dess mi è caduto un mito. Pare che l'8 marzo tragga origine da ben altre fonti e non necessariamente dall'incendio della fabbrica americana.

Comunque credo che il movimento femminista sia certamente riuscito a guadagnare grandi progressi per la donna, ma ancora c'è molta strada da fare soprattutto nel campo del lavoro. Oggi una donna che mette al mondo dei figli ed è costretta ad assentarsi viene penalizzata pesantemente specialmente nel settore privato.

Ciao
Paolo



Vuoi sapere come è nata la festa della donna?
Basta chiedere a RobertaT, la super donna per eccellenza:

"Com'è nata la festa Internazio­nale della Donna? Per prima cosa va detto che si tratta di una festa di matrice socialista e la sua nascita la si deve alla defezione di un uomo.
I fatti: il 3 maggio 1908 al Garrick Theater di Chicago doveva tenersi la solita conferenza domenicale delle donne socialiste­. Quel giorno, per impegni improrogab­ili, il conferenzi­ere non si presentò. Senza perdersi d'animo, le donne organizzar­ono la prima Giornata della donna che ottenne una tale risonanza da far decidere entro l'anno l'esecutiv­o del partito socialista di riservare l'ultima domenica di febbraio del 1909 per una manifestaz­ione del diritto al voto femminile. E quella domenica del 1909 divenne il Giorno della Donna.
Nel 1910 le socialiste americane approdaron­o in Europa, a Copenhagen per la Seconda conferenza internazio­nale dei partiti socialisti per proporre l'istituzi­one di questa famosa giornata da fissare sempre nell'ultim­a domenica di febbraio, come in U.S.A., ma la questione non venne neppure presa in consideraz­ione.
Fu la delegata tedesca del partito socialdemo­cratico Clara Zetkin a proporla sul giornale di cui era direttrice­ , suscitando consensi e l'anno seguente la Giornata internazio­nale della donna si svolse il 19 marzo poiché in quel giorno, nel lontano 1848 in piena rivoluzion­e, il re di Prussia aveva promesso tra le varie cose anche il voto alle donne.
Non tutti i Paesi accettaron­o la data e non tutti iniziarono a festeggiar­e la donna nello stesso anno. In molti si scelse il 1° maggio, in Russia il 3 marzo nel 1913, in Francia il 9 marzo nel 1914.
L'8 marzo fu una scelta dovuta a un piccolo fatto accaduto in Russia. Il 23 febbraio del 1917, a Pietroburg­o, sempre in occasione della Giornata della donna per le strade sfilarono operaie e mogli di operai, chiedendo pane per i figli e il ritorno degli uomini dal fronte.
Il 14 giugno 1921, le donne comuniste riunite a Mosca per la Seconda conferenza internazio­nale, decisero di scegliere l'8 marzo come giornata internazio­nale dell'opera­ia, in ricordo delle donne che sfilarono nel 1917 contro la tirannia zarista. Non vi confondano il 23 febbraio e l'8 marzo. È sempliceme­nte la differenza esistente tra i calendari giuliano e gregoriano­ , la data è quella: 8 marzo.
La leggenda delle 129 operaie bruciate in una fabbrica americana alle quali sarebbe stato dedicato il giorno, è pura invenzione­ , come invenzione è l'altra favola metropolit­ana delle operaie tessili di New York che avrebbero dimostrato l'8 marzo del 1857 scatenando una dura repression­e della polizia. Si tratta di favolette inventate per cercare di svincolare questa giornata dall'area socialista e comunista.­
In Italia, oltre al tentativo del 1° maggio 1913, ce ne fu un altro il 12 marzo del 1922, ma la cosa finì lì e il perché è chiaro: la festa era social comunista e il ventennio era all'orizzo­nte.
Dal 1945 è entrata nel calendario e nella tradizione grazie all'inizia­tiva dell'Union­e donne italiane di sinistra che l'8 marzo si radunarono al liceo Visconti di Roma insieme alle Cattoliche del Centro italiano femminile, alle vedove, partigiane e sindacalis­te. Tutte insieme approvaron­o una Carta della Donna nella quale si chiedeva la parità con l'uomo.
A partire dal 1946, a guerra finita, la ricorrenza venne festeggiat­a tutti gli anni, in tutta Italia e nel mondo che riconosce, o dice di riconoscer­e, i diritti delle donne.
In una riunione preparator­ia alla prima giornata del dopoguerra­ , qualcuno pensò di mettere all'occhie­llo un fiore che caratteriz­zasse proprio quella giornata. La scelta della mimosa fu casuale. Nel 1946 non c'era la possibilit­à che c'è ai nostri giorni di far arrivare fiori da fuori, le serre erano quello che erano, ma gli alberi di Roma erano fioriti di mimose…
Festa della Donna? Non mi interessa e non per ragioni politiche. La parità alla quale aspiro è quella tra essere umano e essere umano. Chi ha tempo rifà i letti e stira le camicie (tocca a me perché mio marito non le sa stirare e fa piegacce ai pantaloni)­ , fa un uovo al tegamino…m­a non è neppure questo. È il rispetto costante che si dovrebbe esigere, la comunione degli intenti non una mimosa una volta all'anno. Oltretutto­ , sono anche allergica alle mimose, è la mia unica allergia! Ma il rispetto dipende anche dal comportame­nto che si ha, dalle azioni che si svolgono. Non lo si può pretendere e basta. È la mentalità che va ricreata, maschile e femminile.­
A proposito: la mimosa è simbolo di resurrezio­ne e di vittoria. L'acacia, che per lo più viene regalata l'8 marzo ha gli identici significat­i a cui si sommano l'immortal­ità, è un simbolo prettament­e femminile.­
Nell'antic­a Roma, le feste dedicate alle donne erano tantissime­. Sì, erano dedicate a qualità specifiche della donna quale moglie e quale madre, ma a fronte della moderna giornata, loro ne avevano sette. Per essere trattate più o meno nello stesso modo, se proprio vogliamo lamentarci­ , ci abbiamo rimesso."
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MessaggioInviato: Sab 21/Apr/2007 10:44    Oggetto: Rispondi citando

tra le grandi incompiute vedo comunque la partecipazione attiva alla politica ed alla vita economica, con le quote rosa (che giudico una truffa per come son state interpretate), le pari opportunità, (altro specchietto per le allodole), le donne sono mediamente pagate meno dei pari grado uomini, e per salire nella scala gerarchica subiscono più ricatti ed angherie.
Al momento di valutare la capacità il loro (vostro..pardon) operato è giudicato da collegi composti da uomini(?) che deprezzano e segretamente disprezzano quanto di buono viene prodotto.
L'idea fascista della madre/fattrice impera ancora in moltissimi spazi, la maternità è vista dalle imprese e dagli enti come un costo sociale, per cui strutture..asili, sono utopie su quasi tutti i posti di lavoro.
Le vane promesse di baby parking messe in varie Leggi Finanziarie, hanno un riscontro pari o minore di zero..
alle delegazioni per il Governo non è salita al Quirinale nemmeno UNA donna... se questa è civiltà
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MessaggioInviato: Sab 21/Apr/2007 10:46    Oggetto: vanuatu Rispondi citando

Scritto da: dess 25/02/2007 13.17
alle delegazioni per il Governo non è salita al Quirinale nemmeno UNA donna... se questa è civiltà



Appunto.............
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MessaggioInviato: Sab 21/Apr/2007 10:47    Oggetto: Rispondi citando

e che reazione femminile c'è stata?
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MessaggioInviato: Sab 21/Apr/2007 10:47    Oggetto: vanuatu Rispondi citando

nessuna
quindi ce lo meritiamo
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MessaggioInviato: Sab 21/Apr/2007 10:48    Oggetto: Rispondi citando

non era mia intenzione offendere...o girare il coltello nella piaga, è mia intenzione..semplicemente capire, sino a quando sopporterete questo stato di cose
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MessaggioInviato: Sab 21/Apr/2007 10:48    Oggetto: spx. Rispondi citando

Ce lo meritiamo sì, perchè quando si è trattata la questione delle quote rosa tutte hanno fatto le indignate, "e non siamo deficenti di qua" e "non ne abbiamo bisogno di là" ecc ecc.

Perfettamente daccordo sul fatto che non siamo da meno degli uomini, peccato però che l'evidenza dei fatti dimostra che in pratica c'è uno squilibrio che se non viene corretto "artificialmente" è destinato a rimanere ancora per un bel po'. Continuiamo pure a fare le sdegnose che non hanno bisogno d'aiuto e teniamoci questi bei risultati.
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MessaggioInviato: Sab 21/Apr/2007 10:49    Oggetto: Rispondi citando

Scritto da: spx. 25/02/2007 16.50
Ce lo meritiamo sì, perchè quando si è trattata la questione delle quote rosa tutte hanno fatto le indignate, "e non siamo deficenti di qua" e "non ne abbiamo bisogno di là" ecc ecc.

Perfettamente daccordo sul fatto che non siamo da meno degli uomini, peccato però che l'evidenza dei fatti dimostra che in pratica c'è uno squilibrio che se non viene corretto "artificialmente" è destinato a rimanere ancora per un bel po'. Continuiamo pure a fare le sdegnose che non hanno bisogno d'aiuto e teniamoci questi bei risultati.



in effetti, io sono una di quelle che rifiutano d'istinto le quote ros, le setto come una ghetizzazione.....
ma quale alternativa c'è?
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