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Anna Politkovskaya

 
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MessaggioInviato: Dom 06/Gen/2008 12:48    Oggetto: Anna Politkovskaya Rispondi citando

Ho finito adesso di leggere "Diario russo", un libro in cui lei narra giorno per giorno i principali eventi che hanno avuto luogo in Russia dal dicembre 2003 all'estate del 2005.

E' un libro interessante, leggendolo si capisce come la Russia di Putin abbia perso tutte le libertà che stavano rinascendo dopo la caduta del comunismo, regredendo fino a tornare in pratica la Russia di Stalin, con elezioni truccate, la Duma, gli organi giudiziari e qualsiasi autorità governativa e non, spudoratamente preoccupate solo di ottenere l'approvazione di Putin che a tutti gli effetti è il nuovo dittatore.
Omicidi politici e sequestri di ceceni sono all'ordine del giorno (comportamento che ha portato dritti alla strage nella scuola di Beslan), la libertà di stampa non esiste e non esiste nessuna vera opposizione. Da un lato i leccapiedi di Putin si arricchiscono spudoratamente, dall'altro vengono tolti ai poveri anche quei pochi aiuti sociali che il comunismo garantiva.

Non è certo un libro leggero ma per capire cosa stà succedendo in Russia penso valga la pena leggerlo... E notare che è un libro tutt'ora censurato in Russia.

http://russia.suite101.com/article.cfm/a_russian_diary
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MessaggioInviato: Dom 06/Gen/2008 12:52    Oggetto: Rispondi citando

Anna Politkovskaya, una voce scomoda

Le tappe principali del delitto della giornalista più volte minacciata per aver denunciato gli abusi dei militari russi sui civili ceceni


MILANO - Primi arresti per l'omicidio di Anna Politkovskaia, a quasi un anno dal delitto. La giornalista era stata più volte minacciata di morte, aveva denunciato gli abusi dei militari russi sui civili ceceni, anche nel suo libro «Cecenia, il disonore russo». La posizione da sempre sostenuta dai colleghi della «Novaya Gazeta» è che l'omicidio sia da ricondurre a una pubblicazione sull'orrore della guerra in Cecenia, che la giornalista si apprestava a presentare. Si trattava della denuncia delle torture praticate da una sezione delle forze di sicurezza cecene legate al primo ministro Ramzan Kadyrov, fedele al Cremlino. Durante uno dei suoi viaggi in Cecenia, la Politkovskaya fu tenuta in stato di fermo per tre giorni. L'omicidio della giornalista richiamò l'opinione pubblica internazionale sulla libertà di stampa in Russia, dove la maggior parte dei media è sotto il controllo dello Stato e le voci critiche sono costrette a tacere. Secondo l'International Federation of Journalists, oltre 80 giornalisti sono stati uccisi negli ultimi 14 anni. Politkovskaya fu protagonista di due avvenimenti drammatici in Russia.
Ma ecco le principali tappe della vicenda.
2002- La giornalista russa tratta la liberazione di alcuni ostaggi con i terroristi che avevano preso d'assalto il teatro della Dubrovka a Mosca.
2004 - Ad Anna Politkovskaya viene chiesto di intervenire nella crisi di Beslan, ma non riesce a raggiungere la scuola assediata nell'Ossezia nel Nord. Solo dopo la giornalista sosterrà di essere stata avvelenata con una tazza di tè bevuta in aereo.
7 OTTOBRE 2006 - La giornalista russa nota per le sue posizioni critiche nei confronti del Cremlino (in particolare riguardo al conflitto in Cecenia) viene uccisa a Mosca a colpi di pistola nell'ascensore di casa. Nata nel 1958, la Politkovskaya scriveva per il quotidiano dell'opposizione «Novaya Gaseta». Nel settembre del 2004, mentre si apprestava a recarsi a Beslan per seguire il sequestro e il massacro degli ostaggi nella scuola numero uno del capoluogo dell'Ossezia del Nord era rimasta vittima di un misterioso avvelenamento da lei attribuito ai servizi segreti russi.
8 OTTOBRE - Il Cremlino tace sulla morte della giornalista alimentando i sospetti che dietro all'uccisione della coraggiosa cronista possa esserci il governo di Vladimir Putin. Il Dipartimento di stato Usa ha detto in una dichiarazione sul proprio sito internet che la Politkovskaya era «coraggiosa e impegnata nella ricerca della giustizia anche di fronte a precedenti minacce di morte.. . gli Usa raccomandano al governo russo di condurre un'immediata ed approfondita inchiesta per cercare, perseguire e portare di fronte alla giustizia tutti i responsabili di questo atroce omicidio».
9 OTTOBRE - Il presidente russo Vladimir Putin rompe il silenzio sull'omicidio. In una telefonata al presidente americano George W.Bush, Putin promette al suo omologo un’inchiesta «obiettiva» sulla morte della giornalista investigativa, voce critica del Cremlino, «scomoda» per le sue inchieste sulla guerra in Cecenia. Accuse pesanti arrivano intanto dal vice direttore del Novaya Gazeta, il giornale per cui lavorava la Politkovskaya. «Non ci sono dubbi sul fatto che l’omicidio sia politico» ha detto Vitaly Yaroshevsky.
12 OTTOBRE - Il giornale russo Novaya Gazeta per il quale scriveva la Politkovskaya pubblica le immagini choc che illustrano le torture inflitte a sospetti terroristi dalle forze di sicurezza filorusse in Cecenia. Sono tratte da un video ritrovato tra i dischetti della giornalista russa assassinata. Accompagnano il suo ultimo articolo, anch'esso pubblicato dal giornale, nonostante sia rimasto incompleto.
23-24 NOVEMBRE - Muore a Londra Alexander Litvinenko, ex colonnello del Kgb rifugiato in Gran Bretagna avvelenato i primi di novembre mentre indagava sull'omicidio di Anna Politkovskaya. Nel suo intestino erano stati trovati tre strani oggetti di materiale denso che l'uomo avrebbe ingerito. In uno scritto reso noto dopo la sua morte, Litvinenko punta il dito contro Putin accusandolo essere implicato nella sua malattia. Intanto viene individuato il veleno usato per ucciderlo. Si tratterebbe di polonio 210, sostanza altamente radioattiva e cancerogena.

http://www.corriere.it/Primo_Piano/Esteri/2007/08_Agosto/27/anna_voce_scomoda.shtml
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MessaggioInviato: Dom 06/Gen/2008 12:58    Oggetto: Rispondi citando

Omicidio Politkovskaya, 10 persone fermate

Primi arresti per l'assassinio della giornalista del 7 ottobre scorso: in manette anche poliziotti e funzionari del ministero degli Interni


RUSSIA - Dieci arresti sono stati effettuati nell’ambito dell’inchiesta per l’uccisione di Anna Politkovskaya, la giornalista russa uccisa a Mosca, lo scorso 7 ottobre. «Abbiamo fatto seri progressi nell'indagine sull'uccisione della giornalista Anna Politkovskaia - ha detto il procuratore generale russo Iuri Ciaika - le persone arrestate verranno presto incriminate con l'accusa di aver commesso quel grave delitto». Ciaika ha aggiunto che il presidente Vladimir Putin è stato informato dei progressi fatti.
«L'omicidio è stato organizzato da un gruppo criminale guidato da leader ceceni ed è legato all'omicidio del giornalista statunitense Klebnikov avvenuto nel 2004 e a quello avvenuto nel 2006 del primo vicepresidente della banca centrale russa Kozlov» ha poi aggiunto Ciaika. Tra le persone finite in manette ci sono anche funzionari del ministero degli Interni russo. Lo conferma con una nota ufficiale il dicastero. Il gruppo di informatori, secondo le ricostruzioni della Procura generale, avrebbe avuto il compito di seguire la giornalista e di ricostruirne i movimenti per indirizzare le mosse degli autori del delitto.
Ci sarebbero in realtà anche funzionari ed ex funzionari della polizia e del Fsb, i servizi segreti russi, fra i dieci arrestati per l'uccisione: lo afferma il giornale della cronista assassinata, la «Novaia Gazeta». Secondo il sito del quotidiano russo, gli arresti più importanti riguardano «esponenti di un grosso gruppo etnico criminale specializzato nei delitti su commissione». Ma nel numero figurano anche «funzionari ex e attuali degli organi di polizia e dei servizi segreti», accusati di depistaggio e racket. «Noi sappiamo come erano distribuiti i ruoli - afferma il sito - il legame fra quelle strutture dimostra che l'assassinio è stato preparato accuratamente e ben finanziato. Hanno operato solo professionisti d'alto rango e di provata esperienza».
Il coinvolgimento di uomini di polizia e servizi segreti è stato confermato anche dal procuratore generale moscovita, che però ha ribadito la convinzione degli inquirenti che il mandante sia da individuare nell'ambito della criminalità cecena.
IL PRESUNTO MOVENTE - Per quanto riguarda le motivazioni dell’omicidio, «i risultati dell’indagine conducono alla conclusione che le persone che avevano interesse ad eliminare la Politkovskaya potevano soltanto vivere fuori della Russia», ha dichiarato Chaika, aggiungendo che sono coinvolti nell’indagine anche funzionari di polizia e agenti dei servizi segreti russi. Quest’omicidio «serviva soprattutto a persone e strutture che mirano a destabilizzare il Paese e a minare l’ordine costituzionale della Russia, (mirando) ad un ritorno del vecchio sistema dove tutto era deciso dal denaro e gli oligarchi», ha aggiunto in un’allusione evidente al miliardario russo Boris Berezovski, attualmente esiliato a Londra. Le informazioni sulla giornalista uccisa sono state fornite alle organizzazioni criminali «da funzionari del ministero degli Interni ancora in funzione o fuori servizio e da agenti dei servizi segreti del Fsb», ha concluso il procuratore generale.
LE PREOCCUPAZIONI - Lo scorso anno questo omicidio attirò un'ondata di condanne internazionali e preoccupazioni per la libertà di stampa in Russia. La reporter di 48 anni, infatti, contestava apertamente Putin e la sua politica. Anna Politkovskaya, che era stata più volte minacciata di morte, aveva denunciato gli abusi dei militari russi sui civili ceceni, nel suo libro «Cecenia, il disonore russo». Secondo i colleghi della «Novaya Gazeta», l'omicidio è da ricondurre a una pubblicazione sull'orrore della guerra in Cecenia, che la giornalista si apprestava a presentare. Si trattava della denuncia delle torture praticate da una sezione delle forze di sicurezza cecene legate al primo ministro Ramzan Kadyrov, fedele al Cremlino.

http://www.corriere.it/Primo_Piano/Esteri/2007/08_Agosto/27/Politkvoskaya_arresti.shtml

Senz'altro, la Politkovskaya si appresta a pubblicare un libro sulle torture che il governo infligge ai ceceni quando viene uccisa, dalle indagini emerge che nel suo omicidio sono implicati i servizi segreti russi (che non muovono foglia che Putin non voglia) ma OVVIAMENTE i mandanti sono la criminalità cecena! Una logica ferrea, che dire, le indagini si sono senz'altro svolte in maniera obbiettiva e politicamente neutra...
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