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L'isola del giorno prima - parte 2 Un luogo dove il pensiero corre libero e ribelle
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spx Sciamano


 Sesso:  Età: 33 Messaggi: 5148 Località: Bologna/Roma/Forlì
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Inviato: Mer 14/Nov/2007 18:40 Oggetto: Cristianesimo |
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Su questa religione non entro nel dettaglio come per le altre perchè credo che la conosciamo tutti più o meno bene.
Tengo solo a fare una distinzione (a grandi linee) tra le varie correnti del Cristianesimo, dato che Cattolicesimo e Cristianesimo vengono spesso usati erroneamente come sinonimi.
Da Wikipedia:
Le chiese cristiane possono essere classificate in diversi modi. Una suddivisione abbastanza semplice è quella che distingue le chiese occidentali da quelle orientali.
* Le Chiese occidentali sono quelle derivate dalla Chiesa latina, la cui autorità si estendeva originariamente da Roma sulla parte occidentale dell'Impero Romano. Oltre alla stessa chiesa cattolica, di questo gruppo fanno parte tutte le chiese protestanti (termine che si riferisce al rapporto conflittuale di queste chiese con il cattolicesimo, ed in particolare con il papato) che da essa si sono staccate nel corso dei secoli. Fra di esse, le più importanti sono, indubbiamente, quelle nate nel XVI secolo con il movimento della Riforma (luterani, calvinisti, anglicani ecc.), ma vi sono anche gruppi che hanno origini diverse come ad esempio i valdesi.
* Ad oriente abbiamo invece le chiese ortodosse, emanazioni delle chiese di lingua greca nate originariamente nel territorio dell'Impero Romano d'Oriente. A differenza di quanto accadde in Occidente, per quanto la chiesa greca assumesse rilevanza particolare, essa non fu mai in grado di imporre la propria supremazia sulle chiese "sorelle", che rimasero autocefale. Allo stesso modo, anche le chiese fondate da missionari ortodossi (specialmente fra le popolazioni slave) si resero rapidamente autonome dalle rispettive chiese-madri, considerandosi allo stesso loro livello. Fra queste la più importante è indubbiamente la Chiesa ortodossa russa.
Da notare che le chiese ortodosse, da una parte, e quella cattolica dall'altra, sono tra loro scismatiche, ma non si considerano reciprocamente eretiche, a differenza di quanto avviene per esempio per le chiese protestanti.
* Infine, fra le chiese orientali vanno annoverate le cosiddette chiese orientali antiche, derivate dalle dispute sul monofisismo e il nestorianesimo, teologicamente differenti dalle chiese ortodosse vere e proprie (entrambe nacquero durante le controversie cristologiche del V e VI secolo).
* Sono sorti anche altri culti del Cristianesimo, i quali o vogliono differenziarsi dai primi qui menzionati, oppure affermano di avere una linea storica separata. I più estesi fra questi sono i testimoni di Geova ed i mormoni, che, anche se ritenute derivazioni del protestantesimo anglosassone, sono fortemente caratterizzate sia dalle figure individuali dei primi fondatori del XIX secolo, sia dalle convinzioni interne che le portano a ritenersi chiese od organizzazioni completamente esclusive dal punto di vista dottrinale ed organizzativo. I mormoni hanno inoltre libri aggiuntivi forniti dal loro fondatore, dove le dottrine cristiane vengono ampliate e ridiscusse in modo completamente univoco ed originale.
* Vi sono, infine, una serie di culti cristiani ormai estinti, soprattutto legati alle numerosissime eresie (variamente represse) che interessarono tutta la cristianità nella sua storia: fra gli altri, segnaliamo il cristianesimo ariano (che ebbe una grande importanza storica all'epoca delle invasioni barbariche) e l'eresia degli albigesi (o catari). _________________ You can have peace. Or you can have freedom. Don't ever count on having both at once. (Robert A. Heinlein) |
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spx Sciamano


 Sesso:  Età: 33 Messaggi: 5148 Località: Bologna/Roma/Forlì
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Inviato: Mer 14/Nov/2007 18:47 Oggetto: |
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Per quello che mi riguarda, una volta che sono cresciuta e ho cominciato a informarmi ragionando con la mia testa, nell'ambito del cristianesimo trovo molto più interessanti alcuni tipi di protestantesimo o il culto ortodosso rispetto a quello cattolico.
L'aspetto interessante del protestantesimo è che è molto incentrato sul rapporto personale del fedele con Dio, ci sono lo stesso figure simili ai preti che guidano e aiutano i fedeli nel proprio cammino, ma non pretendono di ergersi a unici interpreti divinamente ispirati del suo volere, non esiste un unica autorità superiore che detta i dogmi.
Invece l'aspetto interessante dell'ortodossia è che senz'atro è la corrente che è rimasta più fedele e vicina al cristianesimo delle origini. Le sue autorità religiose non hanno mai avuto il potere temporale (e gli interessi economici che ne conseguono) a spingere verso dogmi economicamente utili.
Appena riesco cercherò di approfondire il discorso, cercando di riportare qualche fonte o articolo. _________________ You can have peace. Or you can have freedom. Don't ever count on having both at once. (Robert A. Heinlein) |
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spx Sciamano


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Inviato: Mer 14/Nov/2007 18:57 Oggetto: |
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PROTESTANTESIMO
Origine del termine
Nel 1526, una sessione della Dieta di Spira aboliva l'editto di Worms del 1521 che proibiva la diffusione della riforma negli stati dell'Impero, in attesa di un concilio ecumenico che mettesse ordine nella Chiesa.
La sessione della Dieta del 1529 sancì il ripristino del bando del 1521 e chiese che quell'abbozzo di tolleranza religiosa venisse ritirato ancor prima che il papato indicesse il concilio ecumenico che si sarebbe occupato del problema. I principi tedeschi che si erano schierati a fianco di Lutero e della Riforma redassero un documento comune che dichiarava come inviolabili i diritti della coscienza e della parola di Dio, di cui i principi avrebbero garantito la libera predicazione nel Sacro Romano Impero. Tale documento iniziava con la parola protestamur, ovvero 'dichiariamo solennemente'. Il termine venne a indicare per estensione le chiese che ebbero fondamento e origine dalla riforma protestante e il cui diritto di esistenza veniva riconosciuto proprio grazie a quel protestamur. Nel 1555, con la Pace di Augusta, venne sancito il principio del cuius regio, eius religio, secondo il quale luteranesimo e cattolicesimo diventavano religioni di stato soggette ai voleri del principe.
Teologia
Da un punto di vista teologico il protestantesimo si caratterizza per la varietà delle confessioni di fede e delle chiese, sebbene sia possibile individuare alcuni tratti comuni, fra i quali:
* l'accentuazione del rilievo della Bibbia nello stabilire la regola della fede, rispetto alla tradizione della Chiesa (Sola Scriptura).
* l'enfasi sulla dottrina della "giustificazione per sola fede", cioè il ritenere che la salvezza del fedele sia derivata da un atto di fede piuttosto che da comportamenti o azioni (Sola Fide)
* l'idea che la natura umana sia intrinsecamente malvagia e meritevole di distruzione, ma che l'uomo si salvi grazie al sacrificio espiatorio di Gesù.(Sola Gratia)
Vi sono anche altri argomenti teologici controversi, con risultati differenti a seconda delle confessioni. Fra questi:
* la predestinazione
* la disputa sul numero e la natura dei sacramenti
Un'altra caratteristica del protestantesimo storico è stata l'accentuata dipendenza dallo stato. Ciò è ancora vero per alcune monarchie nord europee, dove il luteranesimo è religione di stato, e in Inghilterra, dove il sovrano è anche supremo governatore della Chiesa anglicana. Ciò era particolarmente evidente in Germania, prima della dissoluzione dell'Impero, dove i principi protestanti avevano autorità sulle chiese locali simile a quella dei vescovi cattolici nelle loro diocesi.
La relazione fra potere politico e religione è stata, al contrario, conflittuale per una terza forma di Protestantesimo, non direttamente collegabile a Calvino e Lutero, la cosiddetta "ala radicale" . Fra questi ricordiamo gli Anabattisti, i Quaccheri e i Sociniani.
Etica protestante
L'etica protestante deriva dal concetto teologico della salvezza per sola grazia, che i riformatori Lutero e Calvino desumono dalle lettere di Paolo di Tarso (specialmente la Lettera ai Romani) e dagli scritti dei Padri della Chiesa, in particolare Sant'Agostino. Il credente, che sa di essere nella condizione di peccatore, conosce la salvezza per la sola grazia di Dio, mediante gli esclusivi meriti di Gesù Cristo; non sono le opere umane che determinano la salvezza; tuttavia, in forza di questa certezza che il credente percepisce per fede, egli si sente chiamato a rispondere all'amore gratuito di Dio mediante un comportamento che cerca di porsi alla sequela del Cristo, pur nella consapevolezza della continua fallibilità umana.
Le esperienze fondamentali della vita etica del credente sono la conversione, la rigenerazione e la santificazione: quest'ultima, secondo una interpretazione, è una condizione possibile per tutti gli esseri umani, e non solo per alcuni, nel momento in cui riescono a volgere il proprio comportamento in senso etico.
La predestinazione, nell'ambito di questa dottrina della salvezza per grazia, è il riconoscimento della libertà assoluta di Dio riguardo il destino degli esseri umani: perciò non compete all'uomo la capacità di giudicare il destino degli altri esseri umani. Piuttosto, la certezza di essere salvato conduce l'uomo ad un personale impegno nel mondo, vissuto nella libertà e nella responsabilità; questo impegno si traduce anche nella scoperta di una vocazione che non necessariamente viene vissuta esclusivamente nell'ambito religioso, ma piuttosto può esplicarsi nella quotidianità della vita e nel lavoro. _________________ You can have peace. Or you can have freedom. Don't ever count on having both at once. (Robert A. Heinlein) |
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 Sesso:  Età: 33 Messaggi: 5148 Località: Bologna/Roma/Forlì
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Inviato: Mer 14/Nov/2007 19:22 Oggetto: |
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CHIESA ORTODOSSA
La Chiesa Ortodossa è una delle tre maggiori confessioni del Cristianesimo e vanta 214 milioni di fedeli, sia in Oriente che in Occidente (le altre due confessioni, quella cattolica e quella protestante, hanno 1027 e 316 milioni di fedeli). In Oriente l'ortodossia greca riunisce più dell'11% dei fedeli.
Le Chiese Ortodosse delle varie nazioni sono autocefale, cioè si governano autonomamente ma riconoscono un primato d'onore al Patriarca di Costantinopoli; le Chiese Ortodosse più importanti sono quella greca, quella russa, quella serba e quella rumena.
Nascita e significato di Ortodossia
Si può datare la nascita dell'Ortodossia intorno alla fine del II secolo, quando il Cristianesimo comincia ad allontanarsi dal paradigma giudaico-cristiano e inizia a tenere i primi grandi Concili. Ortodossia, dal termine "ortodosso" (in greco όρθος, órthos, "retto", e δόξα, dóxa, "dottrina" e "gloria") - significa letteralmente "[cor]retta dottrina". A questo significato primario, la tradizione ecclesiale ne aggiunge un secondo, complementare al primo: quello di "[cor]retta glorificazione".
I due concetti esprimono la medesima realtà, cioè la professione della retta fede cristiana, sia essa formulata sul piano concettuale (dottrina) o celebrata nella liturgia della Chiesa (glorificazione).
A partire dai primi secoli del Cristianesimo il termine "ortodossia" venne a esprimere nel linguaggio della Chiesa l'adesione piena al messaggio evangelico originario di Gesù Cristo trasmesso dagli apostoli, senza aggiunte né amputazioni né mutazioni. In quanto fedeli a tale messaggio, le Chiese definivano se stesse come ortodosse.
L'Ortodossia è rappresentata in massima parte da una serie di Chiese Autocefale, che pur essendo in piena Comunione sacramentale e canonica tra loro, agiscono indipendentemente l'una dall'altra. Vi sono poi alcune chiese autonome e semiautonome che hanno un notevole grado di autogoverno ma non possono definirsi autogovernantesi se non altro perché l'elezione del loro Primate viene formalmente approvata dal Sinodo della Chiesa Autocefala da cui dipendono.
Va tuttavia specificato che non mancano all'interno dell'ecumene ortodossa tutta una serie di situazioni oggetto di controversie giurisdizionali, talora tali da porre in crisi la comunione di qualche particolare giurisdizione. Ciò può dipendere da conflitti legati a vari motivi: in alcuni casi la controversia giurisdizionale si lega all'autodeterminazione nazionale di un popolo, come nel caso delle chiese ortodosse ucraine, di quella montenegrina e di quella delle macedonie, che non sono in comunione con le principali chiese ortodosse.
Fede
Rispetto alla Chiesa Cattolica, quindi, si hanno solo due differenze sostanziali. La prima differenza è la processione dello Spirito Santo, che i teologi ortodossi dicono procedere solo dal Padre, o tutt'al più son pronti ad usare l'espressione del Secondo Concilio ecumenico di Nicea (l'ultimo in comune fra Occidente ed Oriente) "procede dal Padre attraverso il Figlio". Il valore conciliare delle due espressioni le identifica come Fede comune, e quindi infallibile. In Occidente, invece, il Papato ha introdotto la posizione teologica franca sul Filioque (processione anche dal Figlio), assente nei Concili ecumenici, e che secondo gli Ortodossi introduce una seria deviazione nella comprensione teologica dei Latini.
La seconda differenza è la natura delle energie divine: per gli Ortodossi esse sono increate, per i Cattolici sono invece create da Dio. Da ciò consegue anche una diversa comprensione della beatitudine dei santi: essi partecipano all'essenza di Dio secondo i Romani e alle energie divine secondo gli orientali.
Salvezza
L'uomo fu originariamente creato perfetto, ma attraverso le sue azioni abbracciò la malvagità. A causa della caduta dell'uomo, egli si condannò all'Inferno; si crede che da Adamo a San Giovanni Battista tutti gli uomini restarono in un luogo separato da Dio. Ma quando Gesù venne al mondo, egli stesso fu contemporaneamente Uomo Perfetto e Dio Perfetto. Attraverso la sua partecipazione all'umanità, la natura umana fu cambiata, permettendo agli esseri umani di partecipare alla natura divina. Questo processo di cambiamento avvenne anche retroattivamente, fino all'inizio dei tempi, salvando tutti coloro che erano venuti prima, fino ad Adamo. La salvezza, perciò, si riferisce a questo processo di riavvicinamento a Dio. Essa è un concetto distinto dall'"andare in paradiso": l'Ortodossia ha sempre ritenuto che la salvezza appartiene a tutta l'umanità, ed essere membri della Chiesa Ortodossa non è l'unica via per la salvezza. Tuttavia, si ritiene che la migliore e più completa partecipazione della divinità avvenga solo nella Chiesa Ortodossa.
L'Ortodossia crede che non c'è nulla che una persona possa fare per entrare in Paradiso. Esso è piuttosto un dono di Dio, che non vuole null'altro che ricreare il rapporto originario con l'umanità. Ciononostante, tale dono deve essere desiderato dal credente, e Dio non interviene nelle scelte umane. L'uomo è libero di rigettare ciò che Dio gli offre.
Il traguardo finale dell'Ortodossia è la theosis, o unione con Dio, stato nel quale l'uomo si divinizza per grazia divina. Questo è ben sintetizzato dal detto di sant'Atanasio di Alessandria: "Dio è divenuto Uomo affinché l'Uomo possa divenire Dio". Questo processo di cambiamento è un traguardo che, sulla terra, è raramente raggiunto dagli uomini, anche se alcuni lo hanno sperimentato. Certamente, l'individuo che raggiunge la divinizzazione (la theosis) non capisce totalmente cosa gli sia successo a causa della sua umiltà perfetta che lo rende totalmente estraneo all'orgoglio.
Tradizione
Mentre il Protestantesimo generalmente fa affidamento sulla Bibbia come unica ed ultima autorità nel campo della dottrina (sola scriptura), l'Ortodossia in modo simile al Cattolicesimo si basa sulla Tradizione - un termine vasto che comprende la Bibbia, il Credo, le dottrine dei Sette Concili Ecumenici, gli scritti dei "Padri della Chiesa", le leggi Ortodosse (canoni), i libri liturgici, le icone, ecc.
Affidandosi alla Tradizione, gli ortodossi citano Paolo: "Così dunque, fratelli, state saldi e ritenete gli insegnamenti che vi abbiamo trasmessi sia con la parola, sia con una nostra lettera." (II Tessalonicesi 2:15). La Chiesa Ortodossa crede che lo Spirito Santo lavora attraverso la storia per mostrare costantemente la medesima verità ai membri della Chiesa, e che estirpa la falsità in modo che la Verità possa mostrarsi sempre meglio nel cuore dei credenti.
Per questo la Tradizione non è tanto e soltanto un insieme di testi e di norme, ma una vita che percorre e dà senso alla Chiesa, una vita testimoniata e visibile nei santi asceti, considerati per questo come l'incarnazione della perenne Tradizione e la verace espressione della Fede ortodossa. Questo aspetto peculiare all'Ortodossia sottolinea il valore esperienziale della Tradizione. Essa non è mai ritenuta una realtà morta o museale, dal momento che passa attraverso la vita di uomini cambiati dalla fede in Cristo trasmettitori, a loro volta, della novità e della freschezza della fede apostolica e patristica. Perciò è usuale pensare che non è l'uomo che deve cambiare la Tradizione ricevuta bensì è quest'ultima che deve cambiarlo.
La Bibbia
Nell'Ortodossia la Bibbia non viene sempre interpretata letteralmente. Nell'Ortodossia, i veri credenti accettano ciò che è scritto nella Bibbia, e non ne dubitano mai. Generalmente, però, la Bibbia viene letta non con il criterio individuale del singolo fedele (come avviene nel mondo protestante) ma con il criterio stabilito dalla esperienza della Chiesa che proviene, a sua volta, da quanto trasmesso dagli Apostoli nella Chiesa primitiva. Il fedele seguito dal padre spirituale deve quindi operare una maturazione interiore per potere assaporare pian piano i molteplici sensi della Scrittura e il significato che essa ha nella sua vita concreta. Questa maturazione interiore è molto più di una semplice istruzione intellettuale: consiste in un progressivo ingresso del fedele nella vita e nella esperienza della Chiesa, condotto per mano con prudenza e discernimento dal padre spirituale.
Generalmente l'atteggiamento attuale dell'Ortodossia Orientale nei confronti della scienza, pur avendo diversi orientamenti con alcuni fedeli che si oppongono a qualche concetto dell'evoluzione alle origini e dello sviluppo della vita, stabilisce una differenza tra il mondo creato (soggetto alle leggi naturali) e il mondo rivelato e increato (soggetto alle leggi divine). Questa differenza evita il contrasto stridente tra fede e scienza che ha caratterizzato la storia del Cristianesimo occidentale. Per questo, secondo alcuni teologi tra cui il prof. Georgios Metallinos dell'Università di Atene, il contrasto fede-scienza per l'Ortodossia è, piuttosto, uno pseudo-problema, più che un problema, non appartenendo realmente alla sua tradizione.
L'Ortodossia considera la verità come rintracciabile nel "Consenso dei Padri", un evidente filo conduttore di accordo che unisce gli scritti patristici della prima Chiesa e degli apostoli. Coloro i quali si mostrarono in disaccordo con quanto veniva considerato il consenso non vennero accettati come "Padri" autentici. Tutti i concetti teologici devono essere in accordo con tale consenso. Anche quelli considerati come "padri" autentici possono avere qualche opinione teologica che non è universalmente condivisa, ma ciò non li rende eretici. Quindi un cristiano ortodosso non è vincolato ad essere d'accordo con ogni opinione di ogni Padre, ma piuttosto con il consenso complessivo dei Padri, e anche qui solo su quelle questioni in cui la Chiesa ha stabilito dei punti dogmatici.
I teologi e i Padri dell'Ortodossia orientale hanno usato nelle loro opere molte espressioni filosofiche greche, forse più di quanto è stato fatto in Occidente. Essi presero a prestito alcune categorie e il vocabolario del Neoplatonismo per spiegare la dottrina cristiana, ma lo fecero in modo tale da non contaminare con elementi filosofico-pagani il dato rivelato. Quando questo avveniva si era davanti ad una eresia. Per questo essi non hanno necessariamente accettato tutte le teorie ereditate dal passato. In seguito, alcuni filosofi neoplatonici non-cristiani, presero a loro volta in prestito parte del vocabolario dei teologi cristiani.
Peccato e redenzione
In termini generali, la tradizione ortodossa rifiuta di esprimere la dottrina in termini "legalistici" e non concorda con chi si serve di questi termini per esprimere la pratica cristiana. Seguire le regole rigidamente, senza porre il cuore, non aiuta un credente ad entrare nel processo della sua salvezza ma lo trasforma, semmai, nel fariseo condannato da Cristo. Perciò il peccato non riguarda l'infrazione di un certo insieme di regole. Esso è, piuttosto, il nome dato a qualsiasi comportamento che "non coglie nel segno", ossia, che allontana il credente da Dio, invece di avvicinarlo.
Perciò, nella tradizione ortodossa il peccato non è ritenuto come una macchia dell'anima che deve essere eliminata (concetto in cui l'uomo si chiude in se stesso contemplando solo l'immagine di sè), quanto, piuttosto, come una malattia che necessita di guarigione, una malattia che disturba il suo regolare rapporto con Dio finendo per isolarlo completamente nei suoi criteri egocentrici. Proprio come per le malattie del corpo, la peccaminosità umana necessita di attenzioni e concrete terapie individuali. Lo scopo ultimo di questo processo non è riconquistare il favore di Dio, quanto, piuttosto, rimettersi sulla strada che porta a Dio, riaccendere il contatto dell'uomo con Dio in vista di un suo infinito progresso spirituale in Dio (san Gregorio di Nissa) .
Come per la terapia delle malattie del corpo è necessario un medico che conosca personalmente il paziente e la storia delle sue patologie, così per la terapia del cristiano nell'Ortodossia è necessaria la presenza di un padre (o una madre) spirituale, a cui confessarsi e che considera il proprio affidato con la misericordia del padre della parabola del Figliol prodigo. Il padre (o madre) spirituale non è necessario che siano preti. Solitamente appartenendo al monachesimo devono essere persone ricche di esperienza e di attenzione. Il cristiano che si affida a loro apre totalmente il suo cuore rivelando anche i pensieri più nascosti ed essi, nella preghiera e con l'aiuto dell'esperienza dei santi, gli cominciano a tracciare un percorso possibile affinché la fede cristiana non sia, per colui che si affida loro, un campo di puri concetti idealistici. Il fine del padre (o della madre) spirituale non è di tipo morale (fare in modo che il cristiano non pecchi più) quanto piuttosto di tipo spirituale (fare in modo che il cristiano senta la vivida presenza di Dio nella sua vita) e possa rispondere come Giobbe: "Di te avevo sentito dire ma ora i miei occhi Ti vedono!". La redenzione comincia ad operarsi nel momento in cui è ristabilito questo contatto tra l'uomo e Dio e l'uomo inizia il suo cammino ascendente di trasformazione per il quale è nato.
La Theotokos
Molte tradizioni riguardanti la Sempre Vergine Maria, la Theotokos, la datrice di vita di Dio, sono di suprema importanza teologica. Ad esempio quelle per cui Maria fosse e rimase vergine prima e dopo la nascita di Cristo; quella per cui all'atto della nascita, Cristo miracolosamente non le arrecò alcun dolore, lasciandone la verginità intatta; quella per cui lei non provò alcun dolore col parto. Molte delle credenze delle chiese riguardo la Vergine Maria sono riflesse nel testo apocrifo, "La natività di Maria" che non venne incluso nelle scritture, ma è considerato accurato nella sua descrizione degli eventi. Da bambina Maria venne consacrata all'età di tre anni per servire nel tempio come vergine.
Zaccaria, allora Sommo Sacerdote, fece l'inimmaginabile: portò Maria nel "Santo dei Santi" come segno della sua importanza poiché lei stessa sarebbe diventata l'arca in cui Dio avrebbe preso forma. All'età di dodici anni le venne chiesto di rinunciare alla sua posizione e di sposarsi, ma lei desiderò rimanere per sempre vergine in onore a Dio. Venne così deciso di darla in sposa ad un parente stretto, Giuseppe, suo zio o cugino, un uomo anziano e vedovo, che si sarebbe preso cura di lei e le avrebbe permesso di mantenere la verginità. E fu così che quando giunse il tempo stabilito si sottomise al volere di Dio e permise a Cristo di prendere forma dentro di se.
Si crede che, nella sua vita, non commise peccato. Ciononostante, l'Ortodossia non accetta il concetto di "immacolata concezione" (che nasce da un concetto umano di tipo agostiniano). La Theotokos fu soggetta al peccato originale così come compreso dagli ortodossi, ma ne venne purificata al momento del concepimento di Cristo. Nella teologia della Chiesa Ortodossa è molto importante comprendere che Cristo, fin dal momento del concepimento era al tempo stesso Dio perfetto e uomo perfetto. Per questo è corretto dire che Maria è in effetti la Theotokos, la datrice di vita di Dio, e che lei è la più grande di tutti gli esseri umani che siano mai vissuti. Questo termine ha una notevolissima importanza teologica per i cristiani ortodossi, in quanto era al centro del cosiddetto dibattito cristologico del IV e V secolo d.C. Dopo aver svolto il suo grande ruolo, la Chiesa crede che Maria rimase vergine, continuando a servire Dio in tutti i modi. Maria viaggiò molto assieme al figlio, ed era presente sia durante la passione sulla croce che durante l'ascensione al cielo.
Si crede che lei fu la prima a sapere della resurrezione del figlio: l'Arcangelo Gabriele le apparve nuovamente rivelandogliela. Si crede che visse fino all'età di settanta anni e chiamò a sé tutti gli apostoli prima di morire. Secondo la tradizione San Tommaso arrivò tardi e non fu presente al momento della sua morte. Desiderando baciarle la mano un'ultima volta, aprì la tomba, ma il suo corpo era scomparso. Gli ortodossi credono che venne assunta in cielo in corpo e spirito, comunque, contrariamente alla Chiesa Cattolica Romana, questa non è una prescrizione dogmatica. Così viene sottolineata la "Dormizione della Vergine", non la sua "Assunzione".
Santi, reliquie e morti
Per la Chiesa Ortodossa, un santo è tale quando gode di Dio in Paradiso, indipendentemente dal fatto che sia riconosciuto o meno sulla Terra. Secondo questa definizione Adamo ed Eva, Mosè, i vari profeti, martiri della fede, gli angeli e gli arcangeli, hanno tutti il titolo di Santo. Nella Chiesa ortodossa esiste un riconoscimento formale, detto "glorificazione", con il quale un santo viene riconosciuto dall'intera Chiesa. Non è però questo a "fare" un santo, ma semplicemente questo gli accorda un giorno nel calendario, in cui vengono celebrati dei servizi liturgici regolari in suo onore.
Recentemente, allo scopo di evitare abusi, il Patriarcato Ecumenico di Costantinopoli ha iniziato a seguire la duratura pratica di altre chiese locali, emanando speciali lettere encicliche (tomoi) nelle quali la Chiesa riconosce la venerazione popolare di un santo. La glorificazione solitamente avviene dopo che i credenti hanno già iniziato a venerare un santo. Esistono numerose prassi di venerazione locale per innumerevoli santi che non sono ancora stati riconosciuti dall'intera Chiesa Ortodossa.
Un forte elemento a favore della glorificazione è la percezione della condizione "miracolosa" dei resti mortali (reliquie), anche se questo da solo non è considerato sufficiente. In alcuni paesi ortodossi è prassi di rimuovere le tombe dopo tre o cinque anni, a causa dello spazio limitato. Le ossa vengono lavate rispettosamente e poste in un ossario, spesso con il nome della persona scritto sul cranio. Occasionalmente, quando un corpo viene esumato avviene qualcosa ritenuto miracoloso, che mostra la santità della persona. Sono avvenuti numerosi episodi in cui le ossa esumate avevano improvvisamente sprigionato una fragranza di bontà indescrivibile, come se fosse un profumo di fiori; e talvolta si dice che il corpo sia stato trovato incorrotto, nonostante non sia stato imbalsamato (tradizionalmente gli ortodossi non imbalsamano i morti) e sia stato sepolto per tre anni.
Per gli ortodossi, corpo e anima compongono la persona, e alla fine, corpo e anima verranno ricomposti; quindi, il corpo di un santo condivide la santità dell'anima del santo. Anche il corpo è irradiato dalla grazia che ha santificato l'anima della persona ed è un veicolo di benedizione.
Poiché la Chiesa Ortodossa non mostra reale distinzione tra i vivi e i morti, gli ortodossi trattano i santi come se fossero ancora tra noi. Essi li venerano e richiedono le loro preghiere, e considerandoli fratelli e sorelle in Gesù Cristo. I santi sono venerati e amati e viene loro richiesto di intercedere per la salvezza, ma non viene loro data la venerazione riservata a Dio, perché la loro santità deriva da Dio. Infatti, chiunque adori, invece che venerare, un santo, una reliquia o un'icona, verrà scomunicato. Come regola generale, solo il clero può toccare le reliquie, allo scopo di spostarle o portarle in processione, comunque, nella venerazione il fedele bacia le reliquie per mostrare amore e rispetto verso il santo e per essere da esse benedetto. Ogni altare in ogni chiesa ortodossa contiene reliquie, solitamente di martiri. Gli interni delle chiese sono ricoperti da icone di santi.
I Sacramenti
La Chiesa Ortodossa non ha mai definito dogmaticamente il numero ufficiale dei sacramenti, ma in tempi recenti ha riconosciuto di fatto i sette sacramenti della Chiesa Cattolica, ai quali aggiunge altri riti come la tonsura monastica, la benedizione delle acque, la consacrazione delle icone... I sette sacramenti, detti anche misteri sono Battesimo, Cresima, Eucaristia, Penitenza, Unzione degli infermi, Ordine sacro, Matrimonio. Il Battesimo è il sacramento che apre la porta a tutti gli altri. A differenza della Chiesa Cattolica Romana, gli Ortodossi praticano questo rito con tre immersioni integrali del candidato nel Fonte battesimale, e con la formula in terza persona "Il Servo di Dio N. viene battezzato nel nome del Padre, e del Figlio, e dello Spirito Santo" La Chiesa Ortodossa pratica il battesimo di infanti e adulti come momento in cui uno nasce in Cristo. La persona che entra nella fonte battesimale non è vista come quella persona che ne emerge. Perciò alla persona viene dato un nuovo nome, usando sempre ed esclusivamente il nome di un santo. Oltre ai compleanni, gli ortodossi celebrano l'onomastico di una persona che, per il suo legame con il battesimo e il santo protettore della persona, ha un profondo significato. La Cresima, equivalente della Confermazione occidentale, è l'unzione che segue immediatamente il Battesimo per donare al neofita lo Spirito Santo. Il rito è esteso su tutto il corpo con una serie di più unzioni col Crisma benedetto dal vescovo. A differenza della Chiesa latina, il ministro ortodosso della Confermazione è il sacerdote. L'Eucaristia è il sacramento che perfeziona il legame di comunione con Cristo, mediante la partecipazione al suo Corpo e al suo Sangue in cui si trasformano il pane e il vino consacrati dal sacerdote. Questo processo, chiamato trasmutazione, è l'equivalente della transustanziazione cattolica ma non è definita dogmaticamente. Per l'Eucaristia, la Chiesa ortodossa usa pane fermentato di frumento e vino rosso mescolato con acqua tiepida all'interno di un calice. La Comunione è distribuita sempre sotto le due specie, rispettando alla lettera il comando di Cristo "Prendete e bevetene tutti". Mentre i cattolici identificano con le parole di Cristo all'ultima cena la formula del sacramento che compie la transustanziazione, al contrario gli ortodossi identificano la trasmutazione nella conclusione del canone eucaristico, cioè l'Epiclesi o invocazione dello Spirito Santo. La Penitenza o "Confessione" è molto simile all'equivalente occidentale, anche se ognuno deve confessarsi col proprio "padre spirituale" e in assenza del classico confessionale a grata, introdotto solo in Occidente. Inoltre la Confessione è priva del contesto legalistico peccato-pena tipicamente occidentale, vedendo nella Confessione piuttosto una cura per l'anima. L'Unzione degli infermi è data liberamente anche a coloro che soffrono solo spiritualmente. Non è mai stata riservata solo all'ultima ora (come nell'Estrema Unzione occidentale), ma al contrario è data anche a tutti i fedeli in occasioni in cui si richieda soccorso spirituale. L'Ordine è il sacramento che permette la nomina dei ministri della Chiesa, nei tre gradi di vescovo, presbitero e diacono. Solo il vescovo è eletto fra celibi (nella fattispecie monaci), mentre sacerdoti e diaconi possono esser scelti fra clero celibe e sposato indifferentemente, purché non siano persone in seconde nozze e non si sposino dopo l'ordinazione. I ministri sono eletti solo fra i maschi. Il Matrimonio è il sacramento che unisce un uomo e una donna in un vincolo indissolubile d'amore. Per questo è assolutamente monogamico ed eterosessuale. Inoltre, solo il vescovo può decidere di sciogliere un matrimonio per vedovanza o divorzio, e decidere anche di ammettere i suoi diocesani a seconde o terze nozze.
Le Cose Ultime
Nell'Ortodossia si crede che il Paradiso non è una realtà statica. L'umanità sarà riportata alla perfezione, ma tale perfezione non è un fine ultimo in sé e per sé: il fine è l'unione con Dio. I tratti negativi che ora caratterizzano la natura umana spariranno, e l'uomo diverrà quanto era stato originalmente voluto. Dato che l'amore e la saggezza di Dio sono infiniti, la progressione costante verso una più profonda comprensione di tali amore e saggezza sono considerati come una benedizione celeste. Gli ortodossi credono pure che chi rifiuta l'amore e la misericordia divina, si pone in uno stato tale che l'esperienza della presenza divina verrà percepita come insopportabile e dolorosa. Questo è l'inferno il quale, però non è un luogo di assenza di Dio ma uno stato umano in cui Dio non è goduto ma patito. Per questo tutte le antiche rappresentazioni del Giudizio Universale in Occidente e quelle che ancora oggi si dipingono in Oriente presentano i dannati immersi in un fiume di fuoco che sgorga direttamente dal nimbo della gloria divina di Cristo. L'Ortodossia, fedele alla prassi antica, non crede ad un terzo stato come il Purgatorio, esposto solo molto tardivamente e solo in Occidente. Essa ritiene che, dopo la morte, l'uomo, nella sua ascesa a Dio, debba oltrepassare dei punti di blocco definiti come "stazioni di pedaggio". Nella sua salita verso Dio l'uomo incontra i "demoni dell'aria" ed è da loro provato, giudicato e tentato. Il giusto che ha vissuto santamente sulla terra attraversa velocemente queste prove senza alcun timore e terrore semplicemente perché, sulla terra, ha già superato vittoriosamente ogni tentazione che lo allontanava da Dio. _________________ You can have peace. Or you can have freedom. Don't ever count on having both at once. (Robert A. Heinlein) |
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dess Grande capo


 Sesso:  Età: 51 Messaggi: 7451
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Inviato: Dom 18/Nov/2007 15:33 Oggetto: |
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| ritengo il cristianesimo una mistificazione di quanto scritto nell'antico testamento, figlio dello stesso errore (orrore) che ha generato l'islam |
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millaluna73 Nobile


 Sesso:  Età: 34 Messaggi: 3038 Località: provincia Monza e Brianza
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Inviato: Dom 18/Nov/2007 21:12 Oggetto: |
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| dess ha scritto: | | ritengo il cristianesimo una mistificazione di quanto scritto nell'antico testamento, figlio dello stesso errore (orrore) che ha generato l'islam |
Mi spieghi?!  _________________
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dess Grande capo


 Sesso:  Età: 51 Messaggi: 7451
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Inviato: Mar 20/Nov/2007 9:17 Oggetto: |
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le religioni monoteiste nate sulle scia delle scritture ebraiche, hanno implementato le stesse edulcorando le parti non congeniali ai loro scopi, faccio un esempio, la storia di Giuditta ed Oloferne.
Nei quadri si vede lei che tiene in mano la testa, se leggi attentamente il racconto di tutto si può trattare fuorchè di quel gesto, senza temere di essere blasfemo, la nostra eroina staccò ben altro al gigante (trattasi di caso Bobbit per intenderci)
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dess Grande capo


 Sesso:  Età: 51 Messaggi: 7451
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Inviato: Sab 08/Dic/2007 0:43 Oggetto: |
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“salirà alla radice da terra arida; non v’è in lui forma né bellezza alcuna… Disprezzato come l’ultimo tra gli uomini, uomo di dolori, esperto in afflizioni” (Isaia LIII,2-3) è la profezia che del sacrificio sulla croce, secondo molti esegeti cattolici.
Ma, vorrei portare ad una riflessione, se esaminiamo il tradimento, come mai un apostolo, accetta i trenta denari?, tutti avevano la possibilità di farlo, lo farà Giuda, decidendo il suo inferno o un dio padre nelle vesti di Giuda, che si inserisce nel contesto del progetto di redenzione?, compiendo quel gesto che Abramo non dovette compiere, e questa sarebbe l'ennesima trasfigurazione delle scritture, un divenire, di cui peraltro non abbiamo traccia storica.
Se le scritture sono esatte, la profezia correttamente interpretata, perchè un apostolo ad identificare un personaggio pubblico?, e non un qualsiasi ebreo, uno dei tanti che l'avevano visto.
Un pensiero immaginifico il mio, ispirato dal motto che vanu usa come firma, riconducibile a Eistein, dal genio del grande ebreo (e di vanu) è venuta fuori questa piccola dissertazione, di cui mi scuso per la povertà d'argomenti che mi contraddistingue. |
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spx Sciamano


 Sesso:  Età: 33 Messaggi: 5148 Località: Bologna/Roma/Forlì
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Inviato: Sab 08/Dic/2007 17:27 Oggetto: |
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Interessante questa tua osservazione Dess! (Sulla tua "povertà di argomenti" non perdo tempo a rispondere in quanto affermazione ovviamente falsa )
In effetti in uno dei vangeli apocrifi (il vangelo secondo Giuda appunto) questa figura risulterebbe completamente riabilitata: sarebbe infatti lui il discepolo prediletto di Cristo, incaricato da lui stesso di "tradirlo" in quanto era proprio colui che più di tutti comprendeva la necessità del sacrificio di Cristo. Riporto qui un articolo al riguardo:
Decifrato il manoscritto che riabilita l'Iscariota. In copto, risale al 300 dopo Cristo. Un testo che riapre il dibattito storico e religioso
Il Vangelo secondo Giuda
"Fu Gesù a dirgli di tradire"
Riletta la vicenda dell'uomo che vendette Cristo: qui diventa il discepolo più fedele
di ALBERTO FLORES D'ARCAIS
"QUI si narra il segreto della rivelazione che Gesù fece parlando con Giuda Iscariota...". Così inizia la prima pagina di un fragile manoscritto in papiro che rilegge in modo radicalmente diverso la vicenda del "traditore" più odiato della storia e lo trasforma nel più fedele discepolo di Cristo; un documento straordinario che oltre a fornire inedite informazioni su Giuda Iscariota lo riabilita presentandolo come colui che consegna Gesù alle autorità su richiesta dello stesso Cristo: il Vangelo di Giuda.
Al termine di un lunghissimo lavoro (cinque anni) una équipe di esperti linguisti, papirologi e studiosi di storia della religione, una vera e propria squadra di "detective biblici" è riuscita a decifrare il testo e a verificarne l'autenticità e il significato religioso. Il risultato, uno dei più eccezionali documenti dell'archeologia giudaico-cristiana, è stato svelato ieri a Washington nella sede della National Geographic Society. In Italia sarà pubblicato in esclusiva dal "National Geographic Italia" di maggio (in edicola dal 21 aprile) e con la rivista si potrà anche acquistare il libro "Il Vangelo perduto di Giuda Iscariota".
Scritto su papiro e legato da un laccio di pelle il codice è stato redatto in copto - la lingua in uso allora in Egitto - intorno al 300 dopo Cristo; ritrovato negli anni Settanta (del '900) nel deserto presso El Minya, in Egitto finì nelle mani di mercanti di antichità, lasciò l'Egitto per giungere prima in Europa e poi negli Stati Uniti dove rimase in una cassetta di sicurezza a Long Island, New York, per 16 anni prima di venire acquistato dall'antiquaria di Zurigo Frieda Nussberger-Tchacos nel 2000.
Un testo destinato a fare discutere storici, religiosi e filosofi, un testo che fa giustizia anche dell'odioso e brutale antisemitismo che per secoli si è nutrito della vicenda-leggenda di "Giuda il Traditore". Già nel titolo ("Il racconto segreto della rivelazione fatta da Gesù a Giuda Iscariota nel corso di una settimana, tre giorni prima la celebrazione della Pasqua") riecheggiano temi cari alla tradizione gnostica e che ebbero una grande diffusione agli albori del cristianesimo; vicende che contraddicono la storia più tradizionale, quella che ci verrà tramandata dai Vangeli ufficiali (di Luca, Marco, Matteo e Giovanni) e che verrà codificata dai dogmi della Chiesa cattolica nei secoli successivi.
Nel documento - in cui non si fa alcun cenno alla crocifissione nè alla resurrezione - fin dalla prima scena Gesù ride dei suoi discepoli che pregano il loro Dio, il "dio minore" del Vecchio Testamento che ha creato il mondo. Li esorta a guardarlo e a comprendere cosa egli sia davvero, ma questi non lo fanno e non capiscono. Il passaggio fondamentale arriva quando Gesù dice a Giuda: "... tu supererai tutti loro. Perché tu farai sì che venga sacrificato l'uomo entro cui io sono". Aiutando Gesù a liberarsi del suo corpo terreno, Giuda lo aiuterà a liberare la sua entità spirituale, la sua essenza divina.
Uno status, quello di Giuda, che viene più volte descritto come speciale: "Allontanati dagli altri, a te rivelerò i misteri del Regno. Un Regno che raggiungerai, ma con molta sofferenza. Ti ho detto tutto. Apri gli occhi, guarda la nube e la luce che da essa emana e le stelle che la circondano. La stella che indica la via è la tua stella". E Giuda "aprì gli occhi, vide la nube luminosa e vi entrò".
Giuda Iscariota non solo non è "il Traditore" ma è - stando al codice copto - il mezzo attraverso cui Gesù di Nazareth raggiunge il suo scopo, dunque il discepolo decisivo, il più importante. Nel testo si prevede l'ira degli altri discepoli contro il traditore (Giuda ha una visione, "vidi me stesso mentre i 12 discepoli mi prendevano a sassate e mi perseguitavano") ma anche il fatto che sarà comunque superiore a loro: "Sarai maledetto per generazioni, ma regnerai su di loro", gli dice Gesù.
Al papiro manca la parte finale e il testo si interrompe all'improvviso: "Essi (coloro che erano venuti ad arrestarlo) avvicinarono Giuda e gli dissero, "Cosa fai qui? Sei un discepolo di Gesù?". Giuda diede loro la risposta che volevano, ricevette da loro del denaro e glielo consegnò".
Le 66 pagine del manoscritto non contengono solo il Vangelo di Giuda ma anche un testo intitolato "Giacomo" (noto anche come la Prima Apocalisse di Giacomo), una lettera di Pietro a Filippo e un frammento di un quarto testo che gli studiosi hanno deciso di chiamare provvisoriamente Allogeni (Book of Allogenes).
http://www.repubblica.it/2006/04/sezioni/scienza_e_tecnologia/vangelo-scagiona-giuda/vangelo-scagiona-giuda/vangelo-scagiona-giuda.html _________________ You can have peace. Or you can have freedom. Don't ever count on having both at once. (Robert A. Heinlein) |
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dess Grande capo


 Sesso:  Età: 51 Messaggi: 7451
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Inviato: Dom 09/Dic/2007 19:49 Oggetto: |
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la mia analisi, derivava da povere e rare letture sull'ebraismo come forma religiosa, per cuila ratio di Giuda, era ed è collocata in quella che ho definito, trasfigurazione.
La stessa ratio che poi porta all'accusa di deicidio, un popolo accusato di aver ucciso un dio, assurdità ideologica che solo di recente i papi hanno cercato di cancellare.
Pensa, spx, pensate, se la funzione del martirio era la redenzione, perchè l'accusa ad un popolo intero?, la redenzione allora non è avvenuta! |
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