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L'isola del giorno prima - parte 2 Un luogo dove il pensiero corre libero e ribelle
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Pegasoroma Isolano DOC


 Sesso:  Età: 45 Messaggi: 1487 Località: Roma
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Inviato: Mer 28/Nov/2007 13:40 Oggetto: Joan Mirò |
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Nasce a Barcellona il 20 aprile 1893. Figlio di un orefice, frequentò, nella sua città natale, la scuola d’arte di Francesco Galí e aprì, nel 1915, uno studio con il suo amico Ricart. In un primo tempo Miró si interessò all’impressionismo e al fauvismo e, attratto dall’arte e dalla letteratura d’avanguardia, visitò un’importante mostra di arte francese allestita nel 1916 a Barcellona dal noto mercante d’arte Vollard. Nel 1918 ha luogo la sua prima mostra personale alle gallerie Dalmau di Barcellona, mentre l’anno dopo si reca per la prima volta a Parigi dove conosce il connazionale Picasso e soprattutto il circolo Dada di Tristan Tzara da cui viene maggiormente attratto. Attraverso l’amicizia di André Masson, aderisce nel 1924 al movimento surrealista. In un’evoluzione dai primi paesaggi cosiddetti “particolaristi”, le opere di questo periodo si caratterizzano per un’atmosfera sospesa e distaccata da ogni volontà rappresentativa, che si orienterà sempre più verso un’astrazione lirica raggiunta attraverso segni grafici elementari.
Insieme a Max Ernst, nel 1926, disegna scene e costumi per il balletto Romeo e Giulietta messo in scena a Montecarlo dai Balletti Russi di Diagilev. Nella primavera del 1928 effettua un viaggio in Olanda che gli ispira delle interpretazioni molto libere dei dipinti dei grandi maestri olandesi del Seicento, intitolate genericamente Interno olandese. Verso il 1930 inizia la serie dei “papier collés” con l’utilizzo di materiali diversi ed esegue le prime illustrazioni, per opere di René Char, di Tristan Tzara e di Paul Eluard. Poco dopo, durante la guerra civile spagnola, Miró realizza una serie di dipinti definiti “selvaggi”, caratterizzati da drammatiche figure grottesche e mostruose. Dal 1938 al 1940 Miró, trovandosi sulla costa della Normandia, a Varengeville-sur-Mer, esegue la celebre serie di guazzi, le Constellations, che ispirarono André Breton per alcune sue creazioni poetiche. Successivamente, a causa dell’invasione tedesca della Francia, rientra in Spagna, dove vive tra Barcellona e Palma di Maiorca. A partire dal 1944 egli comincia a dedicarsi, oltre che alla pittura, alla scultura e soprattutto alla ceramica, sviluppando in seguito tali attività in collaborazione con l’amico Llorens Artigas. Del 1947 è la grande decorazione murale per l’Hotel Terrace Palace di Cincinnati, eseguita durante il suo primo viaggio negli Stati Uniti, mentre la decorazione del monumentale muro di ceramica per il Palazzo dell’UNESCO a Parigi fu realizzata nel 1958. All’inizio degli anni Sessanta Miró si recherà altre due volte negli Stati Uniti dove, oltre che ricevere tributi e onori, verrà influenzato dalla pittura informale americana. La sua opera, che non aveva mai cercato la completa astrazione bensì un linguaggio surreale poeticamente semplificato, nell’ultimo periodo si abbandonerà, dunque, al trionfo fantastico del colore puro, in una gioiosa libertà formale.
Il 25 dicembre del 1983, all’età di novant’anni, Joan Miró muore a Palma di Maiorca e viene sepolto a Barcellona.
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Pegasoroma Isolano DOC


 Sesso:  Età: 45 Messaggi: 1487 Località: Roma
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Inviato: Mer 28/Nov/2007 13:44 Oggetto: |
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Orto con asino
1918
olio su tela ; 64 x 70
Stoccolma, Moderna Museet
Aveva affermato Mirò: “Si cercano e si dipingono solo alberi o monti, senza prestare orecchio alla musica che sgorga dai fiori più piccoli, dai fili d’erba e dai sassolini che si trovano sul ciglio della strada”. Da questo spirito poetico di osservazione minuziosa e classificatoria della natura e da questa nuova attenzione per i dettagli, nascerà un gruppo di opere realizzate dall’artista - tra l’estate del 1918 e la successiva - nel podere paterno di Montroig, definite dalla critica “particolariste” a causa di questa disciplinata resa dei particolari calligrafici del paesaggio. L’artista sembra cercare una forma espressiva fatta di segni e di singoli elementi, che possano evocare un’iconografia senza descriverla: così pochi fili d’erba resi con precisione minuziosa possono alludere a un prato intero, e file ordinate di piccoli ortaggi o di giovani piante lungo i solchi di un’aiuola possono semplificare e sintetizzare l’idea dell’orto. Lo scopo diventa, dunque, quello di superare la logica dell’imitazione figurativa e topografica per entrare in una dimensione simbolica che obbedisce soltanto alla logica invisibile e irreale dell’immaginazione interiore, e che porterà gradatamente l’artista verso un repertorio di immagini sempre più astratte. |
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 Sesso:  Età: 45 Messaggi: 1487 Località: Roma
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Inviato: Mer 28/Nov/2007 13:48 Oggetto: |
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carnevale di arlecchino 1924-25 |
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Pegasoroma Isolano DOC


 Sesso:  Età: 45 Messaggi: 1487 Località: Roma
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Inviato: Mer 28/Nov/2007 13:50 Oggetto: |
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Hermitage 1924 |
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Pegasoroma Isolano DOC


 Sesso:  Età: 45 Messaggi: 1487 Località: Roma
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Inviato: Mer 28/Nov/2007 13:51 Oggetto: |
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Nudo
1926
olio su tela ; 92 x 73
Filadelfia, Philadelphia Museum of Art
L’interpretazione che Mirò ha saputo dare del Surrealismo parte sempre da una visione molto personale e poetica della realtà, che egli elabora attraverso un nuovo linguaggio autonomo e indipendente. Attraverso l’osservazione dei particolari essenziali e materici del mondo, degli elementi della natura e della terra, egli arriva a comporre immagini fantasiose che si rinnovano procedendo verso dimensioni sempre più inesplorate. Così la ricomposizione di elementi reali acquista un’autonomia che può generare metamorfosi, ambiguità o addirittura un gioco suggestivo di metafore, come in questo Nudo dove la sinuosità del corpo femminile è resa in modo tale da ricordare la figura di un pesce, dove i seni sono due frutti, e il pube assume l’identità di una foglia verde dalle nere nervature. La chiarezza degli oggetti svanisce nell’insieme compositivo, mentre ciò che rimane è la tensione erotica del corpo e dei suoi attributi. Questa nuova dimensione di pittura-metafora appare anche in altre opere di Mirò, come il Ritratto di Madame K. e la Ballerina spagnola del 1924, che hanno lo stesso intento di fusione tra l’umano e il vegetale, del celeste con il terrestre, riproducendo suggestioni tipicamente letterarie, come, per esempio, quelle del più fantasioso degli scritti del grande poeta Guillaume Apollinaire, intitolato L’enchanteur pourrissant. |
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 Sesso:  Età: 45 Messaggi: 1487 Località: Roma
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Inviato: Mer 28/Nov/2007 14:18 Oggetto: |
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interno olandese |
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 Sesso:  Età: 45 Messaggi: 1487 Località: Roma
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Inviato: Mer 28/Nov/2007 14:20 Oggetto: |
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donna ed uccello davanti alla luna |
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Pegasoroma Isolano DOC


 Sesso:  Età: 45 Messaggi: 1487 Località: Roma
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Inviato: Mer 28/Nov/2007 14:24 Oggetto: |
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equinox |
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 Sesso:  Età: 45 Messaggi: 1487 Località: Roma
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Inviato: Mer 28/Nov/2007 14:26 Oggetto: |
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paesaggio catalano 1923-24 |
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 Sesso:  Età: 45 Messaggi: 1487 Località: Roma
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Inviato: Mer 28/Nov/2007 14:30 Oggetto: |
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le coq |
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