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Caso Sofri
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Nuovo Topic   Rispondi    Indice del forum -> Il '900: un secolo di profondi cambiamenti
Autore Messaggio
vanuatu
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MessaggioInviato: Mar 26/Giu/2007 9:25    Oggetto: Rispondi citando

Poco tempo fa su "Il Foglio" di Ferrara è stato pubblicato uno sconcertante intervento di Adriano Sofri.

Nel mezzo delle più disparate considerazioni riguardanti gli anni '70, la strategia della tensione, l'uso della violenza nello scontro politico, ecc., l'ex leader di Lotta Continua, parlando dello stato, confessa candidamente che "Una volta uno dei suoi più alti esponenti venne a propormi un assassinio da eseguire in combutta, noi e i suoi affari riservati".

Dopo alcuni giorni, sempre su "Il Foglio", Sofri approfondisce la questione e "vuota il sacco": nel 1974 il funzionario dell'Ufficio Affari Riservati del ministero dell'interno, Federico Umberto D'Amato, si reca a casa del massimo dirigente di una importante organizzazione dell'estrema sinistra italiana per proporgli di eliminare fisicamente l'intero gruppo dirigente dei Nuclei Armati Proletari, organizzazione terroristica di cui facevano parte numerosi ex-militanti di Lotta Continua.

D'Amato spiega a Sofri che ciò si potrebbe realizzare con una "mutua collaborazione e la sicurezza dell'impunità". Ma questi rifiuta l'indecente proposta e lo invita ad andarsene.

Oggi, di fronte a quello che Sofri racconta, non c'è da meravigliarsi del fatto che lo stato e i suoi apparati facciano frequentemente uso dell'omicidio politico.

Notiamo anzi come la definizione "strage di stato" oggi non sia più appannaggio dell'estrema sinistra o dell'anarchismo, ma sia entrata anche nel linguaggio comune di magistrati o di esponenti politici riformisti e moderati.

Un magistrato anni fa affermò che non esistono servizi segreti "deviati" o "paralleli". Esistono servizi segreti, e basta. Svolgono il loro lavoro e la loro funzione istituzionale, al servizio naturalmente di chi le istituzioni le controlla.

Quello che è meno scontato, ed è tanto grave da lasciare indignati, è l'atteggiamento di Sofri decisamente ambiguo, omissivo e complice dei peggiori veleni statali, che , con molta nonchalance, ci dice di aver ricevuto nel suo appartamento il capo di una struttura statale dedita alle attività sopra descritte, e all'epoca di quell'incontro, ancora impegnata nei depistaggi sulle vere responsabilità della strage di Piazza Fontana.

D'Amato gli propone la realizzazione di una "mazzetta di omicidi" e Sofri cosa fa? Lo invita ad andarsene, e custodisce gelosamente per sè e pochi intimi questo vero e proprio segreto di stato...per oltre trent'anni.

E' questo il rispetto che il "compagno" Sofri nutre verso i militanti di Lotta Continua caduti in quegli anni, e verso tutti coloro che, per responsabiltà dirette o indirette dell'Ufficio Affari Riservati di D'Amato, hanno perso la vita o hanno vissuto delle tragedie umane in quanto familiari delle vittime di stragi di stato?

Perchè Sofri non ha denunciato pubblicamente e immediatamente questo tentativo da parte degli apparati statali di intraprendere “relazioni pericolose” con la sua organizzazione?

Lotta Continua era solita fare campagne politiche su tutto. Famosa fu quella sul "fanfascismo" e sul MSI fuorilegge, ed altre ancora. Perchè, con un quotidiano a disposizione e con un patrimonio umano fatto di migliaia di militanti in buona fede, non ha iniziato una campagna di denuncia di massa per smascherare il carattere violento di una organizzazione che dovrebbe essere al servizio di uno stato democratico?

Invece la relazione pericolosa è esistita realmente, e lo stesso Sofri ammette: "Misi a parte dell'episodio poche persone" tra questi Enrico Deaglio, oggi direttore del settimanale “Diario”.

Inizialmente Deaglio aveva detto «mai sentito parlare di quell'episodio», ma dopo la seconda uscita di Sofri sul Foglio ha corretto vistosamente la mira: «Ne ho riparlato poco fa con Adriano e credo di ricordare qualcosa, vagamente. Mi raccontò della visita di D'Amato e mi disse di averlo messo alla porta. Il resto l'ho letto sul Foglio».

Si, proprio lui, il fiero difensore di Popular Mechanics e demolitore (poco convincente per la verità) delle tesi alternative alla versione ufficiale sull'11/9. Che ironia! L'anticomplottista direttore del "Diario" era fra i pochi a essere informato dell'incontro cospiratorio Sofri/D'Amato, finalizzato ad un possibile complotto di stato insieme alla più importante organizzazione dell'estrema sinistra italiana.

Quel che racconta Sofri è di una gravità inaudita, e ci dà la misura della specularità tra apparati statali e organizzazioni presuntamente rivoluzionarie come Lotta Continua.
La questione riassume e contiene emblematicamente tutte le negatività e i difetti della sinistra italiana, la cui onda lunga ha conseguenze fino ai nostri giorni.

Coltivare l'illusione che il sistema possa essere sconfitto investendo le proprie energie esclusivamente sul terreno politico, contrapponendosi sterilmente e politicamente agli aspetti più odiosi dell'oppressione statale, salvo poi credere che la stessa macchina statale possa essere strumento di un potere "proletario" alternativo a quello borghese; lottare permanentemente "contro" e mai "per"; farsi portatori della logica della "presa del potere" a tutti i costi, senza interrogarsi su quale possa essere una reale strada per la liberazione e per l'autoemancipazione degli oppressi.

Assumere l'ottica del fine che giustifica i mezzi, senza curarsi affatto dell'indispensabilità dell'armonia tra mezzi e fini per chi si batte per l'emancipazione della gente, conduce inevitabilmente ad assomigliare pericolosamente al nemico che si dice di voler combattere.

Questi criteri e questi metodi riproducono con forme diverse il potere che si dice di voler scalzare. Criteri che portarono, per esempio, l'organizzazione a concepire la questione dell'antifascismo unicamente sul terreno militare e dello scontro fisico: Lotta Continua partecipò alla campagna elettorale del 1972 con la parola d'ordine "i fascisti non devono parlare", che comportava l'attacco e l'impedimento fisico dei comizi del MSI.

Nell'aprile del 1972, infatti, il convegno di Rimini di Lotta Continua aveva deciso una sorta di centralizzazione politico-militare dell'organizzazione che si concretizzava in un rafforzamento dei servizi d'ordine, approfondendo così una delirante concezione tutta militare dello scontro politico, speculare al sistema, e che ben poco ha a che vedere con l'emancipazione delle masse.

Addirittura lo stesso servizio d'ordine di Lotta Continua fu usato per "regolare" i conti con le femministe di Lotta Continua stessa, che chiedevano più spazio e maggiore rispetto per le tematiche di genere.

Questa logica tutta politica condusse Lotta Continua a partecipare allle elezioni del 1976 con risultati catastrofici. Come se al socialismo si potesse arrivare per via parlamentare, o fosse possibile fare la rivoluzione nelle cabine elettorali.

Le relazioni pericolose Sofri/D'Amato vanno inquadrate in questo ambito di potere che, come tutti i poteri, è caratterizzato dal marchio di fabbrica del segreto e dalla menzogna, da atteggiamenti cospiratori sistemici non detti e non denunciati, anzi assunti come propri.

La liberazione e l'emancipazione non possono poggiarsi sugli strumenti della politica e del sistema, proprio perchè creati dal potere e con cui il potere stesso ha più dimestichezza.

Una dimestichezza talmente grande da far sentire il capo dei servizi segreti di una nazione per niente a disagio nel proporre degli omicidi politici ad un leader presuntamente rivoluzionario in quel lontano, ma, allo stesso tempo, ancora troppo pericolosamente vicino 1974.

Rascalcitizel
www.luogocomune.net


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ho trovato stamattina questo articolo, sempre relativo alla questione Sofri- apparati
ma davvero, tu che hai vissuto quei momenti, dicono la verità le frasi che ho indicato in grassetto???
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MessaggioInviato: Mar 26/Giu/2007 9:56    Oggetto: Rispondi citando

Si...pur appartenendo all'ala di L.C., che si occupava di organizzazione di spettacoli, diffusione del materiale prodotto, (audio, video, giornali) ho sentito dire da qualcuno che apparteneva anche al servizio d'ordine cose di quel tipo. Sopratutto per quanto riguarda il discorso sulle femministe ci fu un vero e proprio scontro, (anche fisico a volte) in molte sedi. Trovo altrettanto credibili le tesi dell'incontro, se fai caso ai miei interventi sul tema, sono disilluso sull'ipotesi dello Stato che lascia al caso fenomeni simili, aveva ragione il grande gobbo "avanti al centro con gli opposti estremismi"
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vanuatu
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MessaggioInviato: Mar 26/Giu/2007 9:59    Oggetto: Rispondi citando

certo però che è deludente una cosa simile...
cmq ripeto, mi stupisce grandemente Sofri che ha atteso 30 anni prima di parlare....

Sad
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MessaggioInviato: Mar 26/Giu/2007 11:01    Oggetto: Rispondi citando

vanuatu ha scritto:
certo però che è deludente una cosa simile...
cmq ripeto, mi stupisce grandemente Sofri che ha atteso 30 anni prima di parlare....

Sad


sono le classiche bombe a tempo, fanno parte di un discorso revisionista in atto, Sofri ha preso l'aere, la salute cagionevole, la figura del prigioniero politico abbisogna di una chiamata di correità Sad
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MessaggioInviato: Mer 04/Lug/2007 8:34    Oggetto: Rispondi citando


All'ex titolare dell'ufficio di via Nazionale sequestrati documenti coperti da segreto
Due i nuovi reati: procacciamento e possesso di documenti sulla sicurezza dello stato
Sismi, Pompa di nuovo indagato
"Sottratto l'archivio segreto"


ROMA - L'intero archivio riservato del Sismi di via Nazionale, la bellezza di 14,1 gigabyte - 14 miliardi e 100 milioni di caratteri - di informazioni coperte da segreto di Stato, di velenosi dossier, di appunti, note protocollate e contabilità interna, è stato clandestinamente sottratto alla esclusiva disponibilità della magistratura e dello stesso Servizio (cui venne restituito dopo l'esame tecnico disposto dalla Procura di Milano nel luglio del scorso anno). E, da almeno sei mesi, circola clandestinamente. Una copia informatica dell'archivio è stata trovata martedì scorso, 26 giugno, nel cassetto portaoggetti dell'Alfa Romeo di Pio Pompa, "l'orecchio" dell'ex direttore del Sismi Nicolò Pollari. Era raccolto in tre dvd, saltati fuori durante la lunga perquisizione cui l'ex funzionario del Servizio è stato sottoposto dalla Digos di Roma. Nei suoi uffici al ministero della Difesa, nella sua abitazione e nella sua macchina, appunto.

Dio solo sa, in quante e quali mani sia oggi questa immane mole di dati sensibili e infetti. Quante copie ne abbia fatto Pompa. Quante ne abbia trattenute per sé, quante ne abbia consegnate ad altri. Quale mercato del ricatto, insomma, l'archivio stia già alimentando. Si sa solo che ieri, alle tre del pomeriggio, quando si è accomodato di fronte al pubblico ministero Pietro Saviotti, Pompa ha avuto una ragione in più per declinare le molte domande cui avrebbe dovuto rispondere "avvalendosi della facoltà di non rispondere". Non è infatti più accusato soltanto di peculato. Da ieri, la Procura, oltre al trattamento illecito di dati personali sensibili, gli contesta altri due reati, ben più gravi del primo: il "procacciamento di notizie concernenti la sicurezza dello Stato" (articolo 256 del codice penale), il "possesso ingiustificato di documenti e cose atte a fornire notizie concernenti la sicurezza dello Stato" (articolo 260). A spanne, un affare da cinque a dieci anni di reclusione.

Gli inquirenti non sono ancora venuti a capo con certezza del giorno esatto in cui i tre dvd sono stati "masterizzati" e dunque di quando Pompa è entrato in possesso dell'intera copia dell'archivio di via Nazionale. "Ragionevolmente - osserva una fonte investigativa - riteniamo che Pompa abbia copiato il materiale poco prima di essere allontanato dal Servizio. Diciamo cinque, sei mesi fa, quando la Procura di Milano restituì al Sismi l'intero archivio sequestrato in via Nazionale, non potendo trattenere per legge migliaia e migliaia di file non attinenti l'attività illecita di dossieraggio, ma concernenti cinque anni di operazioni della nostra intelligence".

Nei dvd nascosti nell'Alfa Romeo, infatti, con l'immondizia di cui ormai sappiamo (le schedature di magistrati e uomini politici; gli appunti su "operazioni traumatiche" in danno di potenziali avversari politici del centro-destra; il piano di "bonifica" delle burocrazie e delle strutture di sicurezza di Palazzo Chigi), sono archiviati, tanto per dire, appunti protocollati con nomi di "fonti coperte" del Servizio. Contabilità interna. Note sui sequestri degli italiani in Iraq. Analisi dettagliate su punti di crisi nel corno d'Africa e nell'est Europa. Sintesi di briefing interni.

Il giorno in cui è stato allontanato dal Servizio, tra Pompa e questo materiale, tra lui e l'archivio di cui era stato custode, si sarebbe dovuto aprire il mare. Non ne avrebbe dovuto più sentire nemmeno la puzza. Ma, evidentemente, nel Sismi di Pollari quella era "roba" sua. Da "ex" quale ormai era, accomodato in un confortevole ufficio al ministero della Difesa, Pompa ha così potuto continuare a coltivare la sua infedeltà trafficando con ciò che "suo" non era. Mentre il governo, con piglio severo, trascinava in giudizio la Procura di Milano di fronte alla Corte Costituzionale, ottenendo la sospensione del processo Abu Omar, perché qualche pubblico ministero si sarebbe permesso di ficcare il naso in angoli dell'archivio di via Nazionale coperti da segreto di Stato, Pompa, da riverito impiegato dello Stato addetto all'ufficio avanzamenti dello Stato maggiore della Difesa, dell'archivio disponeva a suo piacimento. Se lo portava a spasso sull'Alfa Romeo.

Titta Madia, che di Pompa è l'avvocato e che da Pompa giura di non aver saputo nulla di quei tre dvd, almeno fino a quando, ieri pomeriggio, non ha preso atto delle nuove contestazioni, dice: "Non mi chieda nulla perché mi avvalgo della facoltà di non rispondere. Anzi, meglio, dico che preferisco attenermi a un doveroso riserbo istruttorio. Per una volta, preferisco che a parlare siano le dichiarazioni spontanee che il mio assistito ha depositato al pm e che abbiamo diffuso alle agenzie di stampa". A leggerle, una vuota e grottesca circonlocuzione.

Per dire che "un Servizio segreto, talvolta, deve raccogliere anche la spazzatura", ma che "la spazzatura" è opera di "anonimi". Che lui, Pompa, le informazioni le raccoglieva trafficando in modo innocuo su Internet. Che Farina ("betulla") non era pagato dal Sismi, ma "rimborsato per le spese sostenute nel sequestro Sgrena". Tutto qui. Va da sé, non una parola sulla copia dell'archivio di via Nazionale illegalmente sottratto.

www.repubblica.it

vorrei ora, dopo questo articolo, porre un quesito, data questa notizia, Sofri può essere considerato un testimone veritiero, se pur reticente...come leggere la storia del periodo con scandali simili?
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MessaggioInviato: Gio 22/Nov/2007 13:44    Oggetto: Rispondi citando

vanuatu ha scritto:
Sofri sta contribuendo a "santificare" Calabresi....


Riprendo questo topic, sviluppatosi prima del mio ingresso tra voi, perchè rileggendolo mi sono posto una domanda che voglio girare ai miei due amici Vanu e Dess.
Dopo la discussione fatta su Calabresi ed i miei interventi, oggi, dopo qualche mese dallo scritto quotato, Vanu rifarebbe la stessa affermazione?
E Dess riscriverebbe il post immediatamente succesivo?
Ho questa curiosità.......


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MessaggioInviato: Gio 22/Nov/2007 14:03    Oggetto: Rispondi citando

dess ha scritto:
vanuatu ha scritto:
resto della mia opinione.....c'è da santificare Calabresi...

Sad


E per Pinelli e Valpreda solo frustate?, noooo pensa poi che GIUSEPPE PINELLI è citato nel mondo come unico caso di "malore al salto", si narra che anche lui dopo tre giorni sia risorto

si...
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MessaggioInviato: Gio 22/Nov/2007 14:03    Oggetto: Rispondi citando

quale affermazione in particolare, fly?....ne ho fatte diverse.....
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MessaggioInviato: Gio 22/Nov/2007 14:04    Oggetto: Rispondi citando

scusa ho visto qual'è..

sì, la rifarei.....
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MessaggioInviato: Gio 22/Nov/2007 17:18    Oggetto: Rispondi citando

Prendo atto.
Questo significa che il mio argomentare con gli atti processuali non è servito a nulla.
Pazienza........


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