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L'isola del giorno prima - parte 2 Un luogo dove il pensiero corre libero e ribelle
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anamaya Nobile


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Inviato: Mar 20/Nov/2007 18:40 Oggetto: Vozrozhdeniye: l'isola della morte |
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Vozrozhdeniye in russo significa "Rinascita".
Anche se non la troverete segnata su nessuna cartina geografica, esiste un isola che porta questo nome e si trova proprio in mezzo al Lago di Aral situato in Asia Centrale, a cavallo tra l'Uzbekistan occidentale ed il Kazakistan meridionale.. Fino ai primi anni '90 - cioè poco prima della completa dissoluzione politico economica dell'Urss - scienziati sovietici giungevano a frotte sulla base segreta russa allocata sulla piccola isola per sperimentare, come riportato nei rapporti della CIA, armi batteriologice e chimiche capaci di produrre peste, vaiolo, brucellosi, febbre del Queensland. I trecento scienziati che si sarebbero alternati tra le provette ed i microscopi del supermarket della morte avrebbero sviluppato batteri che provocano terribili malattie resistenti agli antibiotici.
Per decenni hanno condotto i loro esperimenti utilizzando conigli, topi, cavalli, pecore, asini, scimmie e persino animali domestici. Le gabbie che imprigionavano le bestiole sono oggi sparse per tutta l'isola. Rischi di inciampare non solo su quelle, ma pure sulle centinaia di maschere antigas lasciate per terra.
Tuttavia da quando gli scienziati sono andati via, sull'Isola nessuno ci va volentieri. Su Vozrozhdeniye, infatti, sono stati seppelliti i fusti provenienti da una base segreta Urss negli Urali, contenenti l'antrace. I contenitori, oggi, potrebbero trovarsi ancora nei bunker sotterranei dell'isola dove sarebbero stipati anche bidoni malamente sigillati o corrosi. Nessuno si fida dell'annunciato buon esito della bonifica dei siti effettuata in questi anni dai russi con i soldi dati dagli Usa. Tracce di spore di antrace sono state comunque trovate e potrebbero entrare nella catena alimentare con conseguenze sconvolgenti.
Quando Aral era pieno d'acqua l'isola era proprio un'Isola: circondata dal mare e difficilmente raggiungibile. Oggi che il livello dell'acqua si è abbassato a causa della deviazione del corso dei fiumi emissari Syr e Amu Darya per consentire l'irrigazione delle piantagioni di cotone, Vozrozhdeniye è più grande e più vicina alla terraferma dalla quale è separata da un esile braccio di mare di tre chilometri. Una barriera troppo blanda per contenere una potenziale contaminazione.
I bacilli dell'antrace provocano una malattia nei ruminanti che si trasmette pure all'uomo. Le conseguenze sono edemi ed emorragie in tutto il corpo con foruncoli e pustole che possono assumere le dimensioni di un uovo e dalle quale fuoriesce pus sanguinolento. Il dolore è lancinante e la pelle si lacera. Se non si interviene in tempo - cosa impossibile durante un attacco bellico - la malattia risulta letale dopo una paurosa agonia. I più pessimisti affermano che l'isola è un ghiotto obiettivo per terroristi. Sarebbe infatti sufficiente scavare e disseppellire un paio di bidoni contenenti spore di antrace per avere tra le mani un'arma così distruttiva da risultare seconda soltanto alla bomba atomica. _________________ Per trasformarsi in libere sorgenti
bisogna prima diventare righelli, squadre e compassi |
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anamaya Nobile


 Sesso:  Età: 28 Messaggi: 2668
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Inviato: Mar 20/Nov/2007 18:53 Oggetto: |
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Vozrozhdeniye è l'isola più grande, quella posizionata nella parte più a sud del lago...
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spx Nobile


 Sesso:  Età: 33 Messaggi: 4836 Località: Bologna/Roma
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Inviato: Mar 20/Nov/2007 19:13 Oggetto: |
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Ma la miseria!
Questo più che un "mistero" pare un disastro accertato...  _________________ You can have peace. Or you can have freedom. Don't ever count on having both at once. (Robert A. Heinlein) |
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anamaya Nobile


 Sesso:  Età: 28 Messaggi: 2668
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Inviato: Mar 20/Nov/2007 19:37 Oggetto: |
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Sì, in effetti il mistero riguarda il genere di esperimenti che possono essere stati fatti sull'isola, ma la situazione è aggravata dalla storia stessa del lago.
Infatti nei primi anni sessanta, Mosca ordinò più cotone e con questo espresse la condanna a morte per il Lago di Aral. Almeno nei primi anni la produzione dei batuffoli crebbe davvero, al punto che tutta l'area divenne un imponente e invidiabile impianto monocolturale: un vero vanto per l'Urss.
Per le popolazioni del luogo però il tempo di festeggiare non c'è stato. Anzi. La produzione del cotone divenne presto molto scadente e nel frattempo la maggiore quantità d'acqua necessaria per l'irrigazione delle piantagioni aveva prosciugato il Lago di Aral rendendone una parte un autentico deserto. Desertificazione a parte, la regione fa i conti con l'inquinamento del suolo, dell'aria e dell'acqua potabile causato dalle migliaia di tonnellate di pesticidi usati nei campi. Quello di Aral è uno scempio che ha fatto ammalare e morire una parte della popolazione.
Per portare l'acqua nei campi di cotone i pianificatori sovietici crearono una rete di canali e sbarramenti lungo il corso dei fiumi Amu Darya e Syr Darya, i principali affluenti del mare d'Aral. Il previsto incremento della produzione di cotone dovuto all' irrigazione intensiva non si è realizzato per la progressiva salinizzazione del suolo e l'inefficienza di un sistema in cui il 50% dell'acqua evaporava o si sprecava prima di raggiungere i campi a causa delle canalizzazioni a cielo aperto e spesse volte scavate nel terreno. I campi si ricoprirono piuttosto da uno strato biancastro fatto da una mistura tossica di sale, defolianti e fertilizzanti con cui i pianificatori sovietici ritenevano di incrementare le quote di raccolto.
La spirale del disastro ecologico era ormai innescata: Tra il 1960 ed il 1980 l'area irrigata aumentò solo del 20%, ma raddoppiò la quantità d'acqua necessaria prelevata dai fiumi. Mentre il Lago si prosciugava, le spiagge si ritiravano, i porti con i pescherecci che un tempo portavano a riva una quantità eccezionale di pesce, restavano a secco. Contestualmente sulla regione imperversavano sempre più spesso tempeste di sabbia miscelata alle sostanze chimiche usate in agricoltura. La rovina dell'ecosistema e la desertificazione hanno causato modifiche al clima. Aral Sea agiva come termoregolatore, mitigando l'effetto dei venti siberiani d'inverno e delle alte temperature estive. Nel corso degli anni le piogge sono diminuite di dieci volte, l'inverno è divenuto più freddo, l'estate più torrida, il grado salino del del Mare d'Aral è aumentato di tre volte e delle 25 specie di pesce presenti ne sopravvivono solo due o tre.
il lago sembrava condannato a morte definitiva entro i prossimi 15 anni ma l'uomo ha voluto provare a porre rimedio all'errore fatto negli anni sessanta.
La svolta porta la data del 7 agosto 2005, quando è entrata in funzione una diga di 13 chilometri sul fiume Sirdaria - uno dei due tributari del lago - realizzata dal governo del Kazakhstan con l'aiuto della Banca mondiale. In pochi mesi, la massa d'acqua si è enormemente accresciuta, e soprattutto si è ridotta l'eccessiva salinità che aveva provocato l'ecatombe della fauna ittica. Carpe e storioni stanno ripopolando la zona, per la gioia di una industria peschiera paralizzata da decenni.
Ma i resti degli esperimenti scientifici??? _________________ Per trasformarsi in libere sorgenti
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