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Gustav Klimt la mia passione...

 
Nuovo Topic   Rispondi    Indice del forum -> Pittura, scultura, architettura...
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Mellina
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MessaggioInviato: Gio 15/Nov/2007 12:26    Oggetto: Gustav Klimt la mia passione... Rispondi citando

Gustav Klimt nacque a Baumgarten, quartiere di Vienna, da padre orafo e madre appassionata di musica lirica: era il secondo di sette fratelli. Le condizioni economiche della famiglia, già discrete, diventano precarie dopo la crisi economica del 1873 causata dal fallimento dell'Esposizione Universale di Vienna.


Il Teatro Antico di Taormina, Burgtheater, ViennaNel 1876 iniziò a frequentare la Scuola d'arte e mestieri del Museo Austriaco per l'arte e l'industria, dove ebbe l'occasione di confrontarsi con svariate tecniche artistiche, dal mosaico alla ceramica, e di cimentarsi in decorazioni della storia dell'arte del passato. Tre anni dopo, con il fratello minore Ernst e il pittore Franz Matsch, grazie all'interessamento del professore Laufberger, ottenne la commissione per la decorazione del cortile del Kunsthistorisches Museum, su progetto dello stesso Laufberger. Tra il 1886 e il 1888 si dedicò, con il fratello e l'amico, alla decorazione del Burgtheater di Vienna, in una serie di pannelli raffiguranti teatri dell'antichità o del mondo contemporaneo.

Nel 1892, a pochi mesi dalla morte del padre, anche il fratello Ernst muore improvvisamente: questo lutto lasciò un segno nella produzione artistica di Gustav, che riprese a lavorare più attivamente solo tre anni dopo.

Nel 1898 si inaugurò la prima mostra della Secessione viennese, di cui Klimt era presidente dal 1897, dove vennero esposte opere dello stesso Klimt, di Auguste Rodin, Puvis de Chavannes, Arnold Böcklin, Alfons Mucha e Fernand Khnopff[1]. L'esposizione inaugurò il palazzo appositamente progettato da Joseph Maria Olbrich: all'ingresso venne collocata la frase A ogni tempo la sua arte, all'arte la sua libertà. Nello stesso anno esce il primo numero di Ver sacrum (primavera sacra), rivista della Secessione, pubblicata fino al 1903, in 96 numeri, cui Klimt collaborò attivamente.


Manifesto per Ver sacrum, 1898
L'albero della vita 1905-1909Nel 1894 l'università di Vienna aveva commissionato all'artista la decorazione del soffitto dell'aula magna: i lavori vennero rimandati per quattro anni e i pannelli eseguiti da Klimt rispecchiavano il nuovo orientamento influenzato dalla Secessione. Filosofia, Medicina e Giurisprudenza vennero duramente contestate dai committenti, che avevano immaginato una sobria rappresentazione del progresso della cultura, ma che si ritrovarono un turbinio di corpi sensuali. La protesta del corpo docente arrivò fino al parlamento: a questo punto, Klimt decise di rompere il contratto e restituì l'anticipo già versato.


Medicina, 1900Nonostante questo insuccesso, Klimt continuò ad esporre i suoi lavori a livello internazionale, anche grazie ai contatti con le altre Secessioni, di Berlino e di Monaco, di cui era membro: nel 1900 Filosofia ricevette la medaglia d'oro all'Esposizione Universale di Parigi.

Nel 1903 si recò due volte a Ravenna, dove conobbe lo sfarzo dei mosaici bizantini: l'oro musivo, eco dei lavori del padre e del fratello in oreficeria, gli suggerì un nuovo modo di trasfigurare la realtà e modulare le parti piatte e plastiche con passaggi tonali, dall'opaco al brillante.

In seguito alla crisi della Secessione viennese, Klimt si avvicinò alla neonata Wiener Werkstätte (Laboratori Viennesi) e nella mostra del 1908 ebbe una sezione dedicata esclusivamente a sedici sue opere. La collaborazione continuò anche nella decorazione di Palazzo Stoclet, a Bruxelles, con il fregio musivo della sala da pranzo.

Nel 1910 partecipò alla Biennale di Venezia e l'anno successivo ricevette il primo premio dell'Esposizione Internazionale di Arte di Roma per Morte e vita: le sue opere vennero esposte anche a Firenze, Bruxelles, Londra e Madrid.


Ritratto di Amalie Zuckerandl, 1917-18Al ritorno da un viaggio a Roma, l'11 gennaio 1918, venne colpito da un ictus che lo condusse alla morte il 6 febbraio. L'amico Egon Schiele lo ritrasse sul letto di morte.


Maiden, The / 1912 - 13



Medicina




Death-and-Life.





Giuditta





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MessaggioInviato: Gio 15/Nov/2007 12:34    Oggetto: Rispondi citando














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MessaggioInviato: Gio 15/Nov/2007 12:42    Oggetto: Rispondi citando

Klimt piace molto anche a me! Le sue opere sono veramente particolari e con uno stile inconfondibile. Confused
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MessaggioInviato: Gio 15/Nov/2007 14:41    Oggetto: Rispondi citando

E' banale, però a me piace molto "Il bacio". E' sensuale e mi piace quel senso di abbandono totale dei due amanti: lei in ginocchio, ad occhi chiusi, si sostiene tenendo una mano intorno al collo dell'uomo.. e si abbandona nel bacio.
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MessaggioInviato: Gio 15/Nov/2007 16:28    Oggetto: Rispondi citando

Molto bello anche "Le tre età della donna":


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MessaggioInviato: Gio 15/Nov/2007 18:03    Oggetto: Rispondi citando

secondo voi, ne le tre età della donna, l'anziana si vergogna o piange?
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MessaggioInviato: Gio 15/Nov/2007 18:40    Oggetto: Rispondi citando

Io credo che pianga... Piange quello che ha perso e con la mano si copre per non vedere quello che non ha più, la giovinezza...
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MessaggioInviato: Gio 15/Nov/2007 18:44    Oggetto: Rispondi citando

Secondo me si dispera vedendo quante età ha già passato e dando le spalle a quelle che le restano (cioè nessuna).
Il soggetto anziano mi ha sempre dato l'impressione del rifiuto, consapevole della propria "condizione", mente i soggetti più giovani si godono la loro età in maniera inconsapevole..
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MessaggioInviato: Gio 15/Nov/2007 18:57    Oggetto: Rispondi citando

Pegasoroma ha scritto:
secondo voi, ne le tre età della donna, l'anziana si vergogna o piange?


Non piange si vede dalla posizione ricurva delle spalle....che rappresenta il peso della vita....le mani posate sulla fronte coperta dai capelli...la stanchezza della vita....la posizione in se per me rappresenta la fine....l'avviarsi verso la morte....la donna ha compiuto le sue tre età...quella finale è solo morte....
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