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L'isola del giorno prima - parte 2 Un luogo dove il pensiero corre libero e ribelle
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Messaggio |
vanuatu Sciamano


 Sesso:  Messaggi: 6375 Località: timbuctù
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Inviato: Mar 06/Nov/2007 12:50 Oggetto: Dicono che Dio è bontà |
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dicono che Dio ci ama, dicono che il suo amore per l'umanità è infinito.....
ma qualcuno mi può spiegare quale amore, quale fine, quale ragione, quale affetto dimostra un Dio che lascia morire i bimbi, i giovani, le persone che amiamo?
quale amore dimostra all'umanità un Dio che permette le guerre? _________________ Se Dio non gioca a dadi, non è detto che disdegni la roulette |
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anamaya Nobile


 Sesso:  Età: 28 Messaggi: 3128
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Inviato: Mar 06/Nov/2007 12:54 Oggetto: |
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Le tue domande mi hanno fatto pensare ad una delle tante, bellissime, canzoni di un professore...
Ma che razza di Dio c'è nel cielo?
(Vecchioni)
L'infinito silenzio sopra un campo di battaglia
quando il vento ha la pietà di accarezzare;
l'inspiegabile curva della moto di un figlio
che a vent'anni te lo devi scordare...
Sentire d'essere noi le sole stelle sbagliate
in questa immensa perfezione serale;
e non capirci più niente nel viavai di messia
discesi in terra per semplificare.
Ma che razza di Dio c'è nel cielo?
Ma che razza di Dio c'è nel cielo?
Ma che razza di guitto
mascherato da Signore
sta giocando col nostro dolore?
Ma che razza di disperato,
disperato amore,
lo potrà mai consolare?
Aprire gli occhi e morire in un fruscio di farfalla
neanche il tempo di una ninna nanna,
l'idiozia della luna, la follia di sognare,
la sterminata noia che prova il mare.
E a questa assurda preghiera di parole, musica, colori,
che gli continuiamo a mandare,
non c'è nessuna risposta, salvo che è colpa nostra
e che ci dovevamo pensare.
Ma che razza di Dio c'è nel cielo?
Ma che razza di Dio c'è nel cielo?
Ma che razza di disperato,
disperato amore,
può tagliare la notte e il dolore?
Ma che razza di disperato,
disperato amore
più di questo respirare,
più di tutto lo strisciare?
più di tutto lo strascicare?
Ma che razza di Dio c'è nel cielo?
Ma che razza di buio c'è nel cielo?
Ma che razza di disperato,
disperato amore
più di questo insensato dolore?
Ma che razza di Dio c'è nel cielo?
Ma che razza di buio c'è nel cielo?
Ma che razza di disperato,
disperato amore
più di questo non capire,
non sapere di sbagliare
e lasciarsi perdonare?
Ma chi è l'altro Dio che ho nel cuore?
Ma che razza d'altro Dio
c'è nel mio cuore,
che lo sento quando viene,
che lo aspetto non so come
che non mi lascia mai,
non mi perde mai
e non lo perdo mai. _________________ Per trasformarsi in libere sorgenti
bisogna prima diventare righelli, squadre e compassi |
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vanuatu Sciamano


 Sesso:  Messaggi: 6375 Località: timbuctù
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Inviato: Mar 06/Nov/2007 13:03 Oggetto: |
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belissima canzone, Vecchioni ha testi splendidi come sempre....
sai, lo so che domande come le mie, per un credente, sono incredibili...
chi crede, chi ha fede, risolve la questione dicendo "è volontà del Signore".....
ma personalmente non ho visto amore nella morte di mio fratello a 28 anni, non ho visto amore (verso me e mio fratello piccolissimi) quando mia madre è andata via di casa per anni ed anni ed anni, non ho visto amore quando una malattia orribile mi ha precluso a 26 anni la possibilità di avere figli.....
sono forse cieca? _________________ Se Dio non gioca a dadi, non è detto che disdegni la roulette |
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dess Grande capo


 Sesso:  Età: 51 Messaggi: 7592
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Inviato: Mar 06/Nov/2007 13:16 Oggetto: |
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nella cultura ebraica, il dio creatore e l'uomo creato sono su piani diversi ma paritari, per cui dal peccato originale in poi, hanno sempre operato ignorandosi.
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spx Sciamano


 Sesso:  Età: 33 Messaggi: 5162 Località: Bologna/Roma/Forlì
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Inviato: Mar 06/Nov/2007 14:56 Oggetto: |
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Vanu, da ex-cattolica conosco perfettamente le risposte alle tue domande, erano le stesse che mi davo io una volta.
Ti avrei detto che la vita qua è solo una prova da superare, che siamo qui per imparare e non per vivere. Che tuo fratello è andato a stare molto meglio dopo che è morto e che il tuo dolore è per il fatto che non gli stai più vicino, non per il fatto che lui soffre. E che questa vita paragonata all'eternità è solo un soffio, che equivarrebbe a starci male perchè non lo vedi 1 minuto, una cosa insensata quindi se messa in prospettiva.
Per un cristiano (ma anche un ebreo o un musulmano) questa vita non è quella importante, conta guadagnarsi la prossima vita. Il dolore serve a non renderci bambini viziati abituati ad avere tutto quello che vogliono.
Ora invece esco dal mio passato e torno al presente, perchè quel genere di risposte sono per chi crede. Chi non crede ama questa di vita e la vive fino in fondo, nel bene e nel male. Non aspetta la prossima, cerca di dare un significato già a questa, a prescindere da quello che succederà dopo.
Riporto una citazione a un libro che avevo già messo nel mio blog:
"In a half circle around the plaza, the walls told the story of man's inadequacy. All around them, man was shown small, depraved, deformed, impotent, terrified, cruel, mindless, wicked, greedy, corrupt and sinful. He was depicted forever torn between otherwordly forces controlling every aspect of his miserable existence, an existence incomprehensible in its caldron of churning evil, with death his only escape into salvation.
(...)
More than that, though, Richard's statue existed without conflict; the figures showed awareness, rationality, and purpose. This was a manifestation of human power, ability, intent. This was life lived for its own sake. This was mankind standing proudly of his own free will.
This was exactly what the single word at the bottom named it:
LIFE _________________ You can have peace. Or you can have freedom. Don't ever count on having both at once. (Robert A. Heinlein) |
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flydanny Isolano DOC


 Sesso:  Messaggi: 1209
Impiego: libero professionista
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Inviato: Mar 06/Nov/2007 18:36 Oggetto: |
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Le domande che Vanu si pone, non sono affatto scontate e non presuppongono nemmeno risposte facili e demagogiche, tanto che mi è difficile ipotizzare una risposta ( sempre ammesso di averne) che sia di una "lunghezza" ragionevole.
E' ovvio che chi ha vissuto sulla propria pelle situazioni di disagio, di dolore, di sofferenza, si interroga sul significato degli accadimenti.
Tuttavia, domande come queste, sono esattamente alla base di tutto il cristianesimo, e possono essere accessibili, solo alla luce di concetti che presuppongono una conoscenza minima dell'aspetto teologico.
Quale amore può essere quello di un Dio che ti manda sofferenze, che ti fa morire un fratello di 26 anni, che ti fa cadere una moto che ti "frulla" una gamba che dopo due interventi chirurgici ed un anno e mezzo di cure dolorose, trasforma un paracadutista ed un atleta in un claudicante e dolorante essere che si trascina dietro 20 chili di troppo?
Bella domanda, per rispondere alla quale non basta far ricorso alla logica.
Nella concezione cristiana della vita, la sofferenza ha una sua precisa ragion d'essere, come già ti dissi, essa è un mezzo di purificazione che accorcia il percorso verso il Dio Padre, al cui cospetto ci si troverà per l'eternità.
Tutta la morale cristiana è dunque incentrata su un "DOPO" non su questa vita.
Sicchè, tentare di spiegare questi concetti alla luce del materialismo e di questa vita ci porta assolutamente fuori strada.
Partiamo dal presupposto che la vita intera del cristiano è un momento di passaggio ed una occasione di costruzione della vera vita ultraterrena che poi ci sarà per l'eternità.
In questa ottica, qualunque cosa in questo passaggio terreno che ci possa in qualche modo avvicinare alla meta finale o possa contribuire ad accorciare un percorso di purificazione è da intendersi come una vera e propria prova che il Padre ci manda per renderci più somiglianti a lui.
Se per un momento invece che intendere le difficoltà e le disgrazie della vita, come una sciagura, le guardassimo come prove da superare per ottenere una vita eterna più aderente alla beatitudine, allora per quanto difficili e dolorose, esse ci apparirebbero come finalizzate ad uno scopo.
Diceva S. Paolo, " non voglio la mia ricompensa su questa terra, perchè se la pretendessi l'avrei già ottenuta e persa nel momento del trapasso."
Allora, le tue domande cara Camilla hanno un senso solo se inserite in una ottica di eternità dopo questa vita, che non è altro che un passaggio temporale ed una occasione per costruire qualcosa per il dopo.
E la sofferenza, e finanche il buio dello Spirito, non sono come qualcuno dice fortune, ma strumenti per affinare e purificare la nostra anima e renderla più vicina a quella di Dio.
Bye _________________ ..Lunga vita e prosperità... |
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vanuatu Sciamano


 Sesso:  Messaggi: 6375 Località: timbuctù
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Inviato: Mar 06/Nov/2007 18:48 Oggetto: |
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la tua spiegazione, fly, è chiara e per certi versi semplice....solo che credo abbia un senso solo (come tu dicevi) per chi crede....
seguendo il tuo ragionamento, Dio permette la sofferenza in quanto "strada" per avere la ricompensa nell'altra vita.....
ma come può essere indifferente al dolore che sommerge il mondo?se è bontà infinita, perchè permette il male, il dolore?solo perchè è un fine, un mezzo per "l'altra vita".....?
allora non Dio non è amore, non è bontà....
è qua il problema......chi non crede in un'altra vita ha grosse difficoltà a giustificare il dolore, la morte, le perdite..... _________________ Se Dio non gioca a dadi, non è detto che disdegni la roulette |
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Chiccola Sedentario


 Sesso:  Età: 27 Messaggi: 737
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Inviato: Mer 07/Nov/2007 21:02 Oggetto: |
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Il mio dubbio religioso è cominciato con le stesse domande. Ho cominciato a chiedermi chi era quel Dio così cattivo da far morire le persone che amavo, chi era quel Dio che aveva preferito far morire una persona e lasciarci nei guai fino al collo piuttosto che far morire qualche stronzo che se lo meritava davvero.
A conti fatti, io sono ancora in debito con il Signore con la barba e mi aspetto che prima o poi mi torni indietro quel che ho già pagato.
E' un discorso presuntuoso, lo so, ma so bene quanto ho sofferto io per molte cose e quanto soffrono ancora nella mia famiglia.. e tutto questo è meritato? Volete dirmi che quando saremo morti ci sarà un campo di margherite profumate dove correre felici?
Mi spiace ma non ce la faccio più a vederla così.
L'altro giorno chiaccheravo con mio suocero, di una certa età e mi ha detto ''Vedi, Federica.. la vita bisogna viverla ora e non rimandare MAI a domani qualcosa. Oggi sei qui, domani non sai dove puoi essere o cosa puoi fare. Non esiste un aldilà, ma solo un aldiqua e forse è meglio cominciare a vivere bene di qui... Se poi ce n'è un'altra, ben venga. Abbiamo margine per vivere senza gli errori della prima vita''. |
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