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Alceste Campanile

 
Nuovo Topic   Rispondi    Indice del forum -> Il '900: un secolo di profondi cambiamenti
Autore Messaggio
dess
Grande capo
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MessaggioInviato: Gio 01/Nov/2007 15:59    Oggetto: Alceste Campanile Rispondi citando


Dopo 32 annni .. Una lettera di Mimmo Campanile
Dopo 32 anni l'omicidio di mio fratello Alceste ha un colpevole riconosciuto da una sentenza del Tribunale di Reggio Emilia. E' questo il fatto più importante.
Durante l'udienza di ieri nessuno ha posto in dubbio la colpevolezza di Paolo Bellini, né che si sia trattato di un omicidio organizzato e preparato con cura.

Dopo 32 anni, difficili e dolorosi, è stata accertata una matrice precisa e definitiva: l'omicidio è maturato negli ambienti dell'estrema destra.

Certo ci si aspettava una condanna severa - 30 anni, così come richiesto dal procuratore Materia - ma al pluriomicida Bellini sono state riconosciute le attenuanti generiche e solo la lettura delle motivazioni potrà spiegare perché. A quel punto l'effetto giuridico non consentiva soluzioni intermedie: le attenuanti, visti gli anni trascorsi, hanno fatto scattare la prescrizione. Per Bellini non si può procedere: è colpevole, ma non dovrà scontare alcuna condanna per l'omicidio commesso.

Questo lascia una profonda amarezza, ma non cambia molto nella sostanza;
Bellini rimarrà comunque in carcere per le condanne già ricevute.

Resta che un punto importante sia stato segnato, un punto che ricostruisce
una verità fondamentale sui responsabili di questa vicenda così lunga e
tormentata.


Domenico Campanile
http://alceste.b-com.it
2007-11-01 - L'informazione - «Dopo la sentenza resta solo il disgusto» Stampa E-mail
«Dopo la sentenza resta solo il disgusto»
Dal 2004 Willer Barbieri gestisce un sito internet dedicato alla memoria dell'amico Alceste. La prescrizione ha salvato l'assassino: «Bellini è vivo, ma è più morto dei morti»
di Davide Bianchini

Provo amarezza, pena, delusione e disgusto. Un pensiero affettuoso a Lucrezia e Mimmo Campanile». Questa la frase che, all'indomani della sentenza che ha prosciolto da ogni accusa Paolo Bellini per intervenuta prescrizione, accoglie i visitatori del sito internet dedicato alla memoria di Alceste Campanile.La firma in calce è di Willer Barbieri, classe 1951, di soli due anni più vecchio dell'amico conosciuto in Lotta Continua. Oggi Barbieri è un imprenditore nel campo informatico. Ha una società,la B-com, che realizza siti internet e un'altra, la www.priceok.it di commercio on line di elettronica. È grazie a lui se dal 2004 gli amici di Alceste possono accedere con un clic a centinaia di foto, articoli e documenti all'indirizzo http://alceste.b-com.it. Il sito conta ogni mese duemilacinquecento visite.
«Dopo questa sentenza resta solo il disgusto - dice Barbieri con la voce ferma e un filo rassegnata - perché non è certo questa l'Italia che tutti avremmo voluto: scadente, vile, insipiente. Una volta si pensava che le cose procedessero per macchinazioni e dietrologie. Oggi invece ti accorgi che non è così: c'è solo l'incapacità, il non fare il proprio dovere. Gli orizzonti politici non contano, tutto è riconducibile a un sistema allo sfascio, inefficiente ma anche protervo, che si riempie la bocca di solidarietà salvo poi distribuire soldi alle corporazioni».
Uno sfogo amaro:«L'amministrazione della giustizia è un calvario. Siamo di fronte a una struttura autorefenziale che invece di essere al servizio del cittadino tende solo a chiudere le pratiche. Non importa la qualità del servizio, le spese per lo Stato, il sentimento della gente». Poi il discorso svicola su quegli anni, sul movente politico di un omicidio che, pur a fronte di una confessione, resterà impunito per un calcolo di diritto fatto di attenuanti generiche prevalenti sulle aggravanti della premeditazione e dei motivi abietti. «Era una partita senza vincitori, quella. In ogni caso. Nessuno poteva uscire vincitore da un'idea e da una prospettiva di futuro che prevedeva di imporre con la forza il valore delle proprie idee».

Dimenticare il passato è impossibile: «Il sito nasce con l'obiettivo di tenere vivo il ricordo di Alceste e l'affetto che tutti proviamo nei confronti suoi e della famiglia. Anche voi giornalisti avete contribuito a tenere viva l'attenzione della città su questa vicenda. Il sito dimostra che ci sono dei morti che sono più vivi dei vivi. Prendete Bellini invece, è vivo ma è più morto dei morti, carnefice e vittima di questa vicenda».
Lo sfogo di Barbieri sintetizza bene lo stato d'animo degli amici di Alceste e di quanti,estranei alle addizioni e alle sottrazioni del diritto,faticano a comprendere come chi ha confessato più volte di aver premuto il grilletto sia considerato colpevole e allo stesso tempo non punibile. Il piccone della prescrizione ha scolpito una sentenza che, da una parte, ha salvato il teorema accusatorio del procuratore Italo Materia ritenendo l'ex primula nera attendibile nella sua confessione, dall'altra ha lasciato senza colpevoli il delitto politico per eccellenza nella storia recente di Reggio.
Alceste Campanile fu freddato con due colpi di pistola, al cuore e alla nuca, la sera del 12 giugno del 1975. La prima pista seguita dagli inquirenti fu legata ai gruppi dell'estrema destra, poi si ipotizzò che Alceste fosse stato ucciso dalle Brigate Rosse perché temevano che rivelasse particolari del sequestro Saronio. Poi il buio. La svolta arrivò nel 1999,quando Bellini confessò tutto al procuratore Materia. Disse di aver raccolto Alceste che faceva l'autostop e di averlo condotto in un luogo isolato lungo la strada che da Montecchio porta a Sant'Ilario. Solo nel 2005 aggiunse di aver agito in accordo con altri, ma questa è un'altra storia. Non ci sono riscontri,sostiene lo stesso
Materia. E se anche ci fossero,alla luce della sentenza di proscioglimento pronunciata ieri dal Gup Riccardo Nerucci, resterebbero solo parole su un foglio di carta.
http://alceste.b-com.it/

2007-10-31 - Resto del Carlino - Bellini confessa. Premiato dallo Stato Stampa E-mail
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Bellini confessa. Premiato dallo Stato
Il delitto di Alceste Campanile finisce in prescrizione. Ha ucciso, la sua versione è credibile ma non sarà punito. Il PM impugna.

PAOLO BELLINI uccise Alceste Campanile, ma lo Stato, 32 anni dopo l'omicidio, lo premia. Lo gratifica con una sentenza di non doversi procedere per intervenuta prescrizione. E così Paolo Bellini, da cittadino sotto protezione, se ne va dall'aula di giustizia del tribunale di Reggio da uomo libero. Scortato da sette poliziotti che hanno fatto di tutto per nasconderlo ai cronisti e per assicurargli la sua incolumità fisica. Lo scortano nel carcere dell'Italia centrale dove sconta precedenti condanne.
L'«assoluzione» di Paolo Bellini è il frutto di un gioco aritmetico e dell'applicazione di norme del nostro codice penale. Chi confessa ha diritto a un premio, a tuna riduzione della pena. E così il reato contestato a Paolo Bellini, omicidio aggravato dalla premita-zione (che non si prescrive mai e dunque se uno viene riconosciuto colpevole, è sottoposto a condanna), per frutto di quella confessione diventa omicidio volontario semplice (che si prescrive in vent'anni). Già al momento della confessione del delitto (erano trascorsi ventiquattro anni) il reato era prescritto. E' chiaro che trentadue anni dopo il processo non poteva che avere la sorte che ha avuto ieri.
Adesso la questione è se il giudice per l'udienza preliminare Riccar-do Nerucci poteva o non poteva accogliere le attenunati generiche chieste in oltre un'ora di arringa dal difensore di Paolo Bellini. Per la pubblica accusa, rappresentata dal procuratore capo Italo Materia, c'erano ampi spazi per non dare un simile premio a Paolo Bellini. Tanto che il procuratore ha già annunciato che presenterà appello contro la sentenza. Ma pure la parte civile (si sono costituiti il fratello e la madre), rappresentata dagli avvocati Tommaso Fazio, primo cugino di Alceste Campanile, e dall'avvocato Enrica Sassi, ritiene che c'erano buoni motivi per addivenire a una condanna. Paolo Bellini aveva indicato elementi ben precisi che indicavano in lui l'esecutore materiale. Ma il premio, secondo la publica accusa e la parte civile, doveva essere negato per le diverse "confessioni" fornite alla giustizia. Per la difesa c'era invece un discorso coerente in quelle varie "confessioni". E appellandosi alle norme del codice, il legale della difesa aveva chiesto la concessione di un premio per il comportamento "processuale" tenuto da Bellini. Un premio così grande da cancellare l'aggravante contestata dalla pubblica accusa.
E' chiaro che ora occorrerà attendere la motivazione della sentenza per capire meglio i motivi che hanno indotto il giudice per l'udienza preliminare a concedere a Paolo Bellini (ha confessato diversi omicidi) un simile premio.
Il procuratore, che nel corso della sua requisitoria aveva tinteggiato un Bellini autore di diversi delitti, aveva terminato con la richiesta di una condanna a trent'anni di carcere.
Il volti del procuratore Italo Materia e di Paolo Bellini si sono incrociati più volte durante l'udienza di ieri mattina. E al termine delle richieste, prima di lasciare l'aula, c'è sta-anche un piccolo colloquio tra i due. E' accaduto che quando Paolo Bellini, scortato da due poliziotti, è passato davanti al procuratore, si e fermato. Ha detto qualcosa all'orecchio del procuratore. All'uscita dall'aula Italo Materia non ha voluto riferire nulla di quel breve colloquio. «Sono cose che non si possono dire».

La Storia - Il racconto shoc: "sparai ad Alceste due colpi di pistola"

Ero solo quando ho ucciso Alceste Campanile». Con queste parole nel 1999 Paolo Bellini, allora solo 46 anni,
raccontò con dovizia di particolari l'omicidio del giovane di Lotta Continua, ammazzato con due colpi di pistola sulle rive dell'Enza fra Montecchio e Sant'Ilario nella notte tra il 12 e il 13 giugno 1975. Bellini rese la confessione ai magistrati della Direzione distrettuale antimafia che lo ascoltarono per otto ore. Bellini disse di aver ucciso undici volte negli ultimi 24 anni. Omicidi generati dai motivi più disparati; spesso futili. Tra le vittime il 22enne Alceste Campanile. Bellini è un personaggio misterioso, che fu addirittura indicato da Giovanni Brusca come uomo dei servizi segreti. L'ex Prìmula nera nel '99 raccontò agli inquirenti che conosceva Campanile, allora studente del Dams di Bologna. Le loro strade si erano incrociate quando militavano nel Fronte della Gioventù. Un'esperienza durata pochissimo per entrambi: Alceste cambiò radicalmente idea, mentre Bellini fu praticamente invitato ad andarsene.

NEL CASO dell'omicidio. Bellini raccontò di aver agito da solo. Sapeva che quella sera d'estate (vigilia delle elezioni amministrative) Alceste stava facendo l'autostop. Lo raggiunse; lo fece salire in auto e poi con una scusa lo portò in un viottolo nelle campagne. Lì lo fece scendere e sotto la minaccia della pistola gli ordinò di inginocchiarsi. Poi gli sparò due colpi: il primo alla nuca, il secondo al cuore. Il movente? Di sicuro c'era una rivalità politica (accentuata dal clima di quegli anni); ma pare non sia stata la causa scatenante.

FIGLIO di un ex funzionario statale, studente universitario, Alceste Campanile viveva solo in un piccolo appartamento di via Ariosto. Le indagini sul suo omicidio furono svolte in tempi diversi e da diversi magistrati. Poco dopo il delitto, furono arrestati tre parmigiani di estrema destra, autori di un volantino di rivendicazione: ma furono riconosciuti innocenti.
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ABBANDONATA la matrice neofascita, il mirino dei magistrati si spostò sulla pista «rossa».
Nel 1979 entra in scena anche Toni Negri, accusato da Carlo Fioroni di essere l'organizzatore dell'omicidio Campanile. Finì in carcere anche Bruno Fantuzzi, ex segretario dell'assessore Gherpelli. Poi scattarono k manette per due amici di Alceste. Tutti innocenti. Successivamente nell'inchiesta entrarono, tra gli altri, anche i nomi illustri dell'avvocato Corrado Costa e del pretore di Reggio Antonio Bassarelli. Risultati, come tutti gli altri, assolutamente estranei alla vicenda.

Il fratello e la mamma: "Un colpevole è stato trovato. Vedremo cosa fare una volta lette le motivazioni della sentenza"

FATICANO a comprendere una simile sentenza il fratello di Alceste e, soprattutto, la mamma. In serata arriva un breve comunicato da parte del legale che ha assistito i due congiunti, l'avvocato Tommaso Fazio, il primo cugino di Alceste Campanile. Recita il testo del comunicato: «L'avvocato Tommaso Fazio a nome della famiglia Campanile afferma che la sentenza esprime un dato importante: un colpevole è stato trovato ed è Paolo Bellini. Il giudice Nerucci ha ritenuto le attenuanti legate alla confessione prevalenti sulle aggravanti della premeditazione e dei motivi abbietti. Su questo punto giuridico vedremo cosa fare, una volte lette le motivazioni della sentenza». Ieri il fratello ha seguito momento dopo
momento l'udienza. In aula si è trovato a tu per tu con colui che ha raccontato di avere ucciso il fratello, spiegandone pure le ragioni. Al termine ha preferito lasciare il palazzo di giustizia attraverso un percorso secondario per non affrontare i giornalisti e, probabilmente, per non scaricare tutta la sua rabbia perso la decisione presa in serata dal giudice dell'udienza preliminare Nerucci. Certo il colpo è stato tremendo per il fratello e la madre. Attendevano giustizia da anni. Si erano fatti la convizione che Paolo Bellini aveva chiarito un delitto che era rimasto un mistero per tanti anni. E' probabile che, una volta lette le motivazioni, facciano ricorso alla Corte d'Appello per chiedere giustizia. Cosa che invece farà la procura della Repubblica presso il tribunale di Reggio.
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MessaggioInviato: Gio 01/Nov/2007 20:38    Oggetto: Rispondi citando

Quanto tempo è passato!
Grazie di aver postato questo topic Confused
Tanti, troppi sono stati i nostri morti assassinati o dalla polizia o dai fascisti e per i quali mai (o quasi), purtroppo, è stata resa giustizia.....
Eravamo davvero una bella organizzazione: presente dappertutto, in ogni settore, in ogni paese.
Ancora oggi mi dispiace che ci siamo sciolti Crying or Very sad e riparlarne mi mette sempre un pò di tristezza e di melanconia e non solo per gli anni (inevitabili) che sono trascorsi, ma perchè penso che ancora oggi ci sarebbe veramente bisogno di un movimento, di un'organizzazione come quella.
La fine di LC, ha coinciso in una inevitabile "simpatia" per Autonomia Operaia, durata fino al rapimento di Moro e poi un altrettanto inevitabile distacco da tutto ciò che è politica organizzata.
Mi consolo, ma non è molto purtroppo Sad a pensare che ancora tanti compagni sono sparsi qui e là e, nel loro piccolo, portano avanti le nostre idee.

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I fatti non cessano di esistere solo perché noi li ignoriamo.
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MessaggioInviato: Gio 01/Nov/2007 21:11    Oggetto: Rispondi citando

si, nel caso in specie, ricordare la sua memoria, collegare correttamente la sua morte ai fascisti ed allo Stato che ha organizzato la strategia della tensione, con questo sconcio di assoluzione, era doveroso.
Alceste Campanile

REGGIO EMILIA (30 OTT. 2007) - Si è concluso oggi pomeriggio intorno alle 18 il processo a carico del pentito Paolo Bellini che si è autoaccusato dell'omicidio di Alceste Campanile, avvenuto il 12 giugno 1975 a Montecchio.
Il tribunale ha ritenuto le attenuanti generiche prevalenti sulle aggravanti e pur riconoscendo che il pentito è "attendibile" e quindi colpevole dell'assassinio di cui si accusa, il reato è però prescritto.
I familiari di Alceste Campanile hanno lasciato il tribunale senza rilasciare dichiarazioni. Il procuratore capo Materia ha invece annunciato che ricorrerà in appello, anche se per capire i contorni della sentenza sarà necessario attenderne le motivazioni. Paolo Bellini è già stato condannato per altri omicidi e per l'attentato al bar Pendolino.
Bellini, che aveva chiesto il rito abbreviato, era comparso verso le 11.30 davanti al giudice Riccardo Neruzzi. Il processo si è svolto rigorosamente a porte chiuse. L'ex primula nera ha confessato ben 11 omicidi. A Brescia però è stato prosciolto per l'uccisione di due muratori cutresi perché i giudici non lo hanno ritenuto attendibile. Il procuratore reggiano Italo Materia pensa invece che sia attendibile nel momento in cui racconta di aver assassinato Alceste Campanile. E' stata chiesta l'archiviazione per le quattro persone, fra cui un reggiano, che Bellini ha tirato in ballo come corresponsabili del delitto.
http://www.emilianet.it/
questa è la giustizia a cui siamo abituati...

Da Lotta Continua del 14/06/1975
REGGIO EMILIA, 13 - Alceste Campanile, un compagno di Lotta Continua di 22 anni, notissimo in tutta Reggio per la sua militanza nel Movimento degli studenti e nelle Mobilitazioni antifasciste, è stato assassinato questa notte con due colpi di pistola sparati a bruciapelo alla nuca e al cuore. Il suo corpo con un braccio ritorto sulla schiena è stato rinvenuto questa notte, all'1,30, in una pozza di sangue, sul ciglio della strada provinciale tra Montecchio e Sant'llario. Si tratta con tutta evidenza di una esecuzione sommaria ad opera dei fascisti. Alceste era da tempo oggetto di minacce da parte dei fascisti. Aveva già subito due aggressioni - con relativa denuncia per « rissa » ad opera della questura; in una, nei giorni successivi alla strage di Brescia, mentre allontanava alcuni squadristi dal comizio antifascista, aveva riportato numerose ferite al viso. Aveva subito altre denunce per occupazioni di scuole.
Alceste era stato una avanguardia conosciuta del liceo scientifico 'Spallanzani', e per iniziative di antifascismo militante. L'ultima in ordine di tempo, quando all'Iti il segretario del Fronte della Gioventù era stato cacciato dalla scuola e l'assemblea ne aveva decretato l'espulsione, ratificata poi dal preside. Numerosi altri indizi, d'altronde, riportano ai fascisti. A Reggio Emilia l'organizzazione del MSI non è particolarmente forte, tanto è vero che, grazie alla ferma mobilitazione popolare, non è stato tenuto alcun comizio fascista durante la campagna elettorale. Ma ha solide basi, invece, una organizzazione fascista clandestina, denominata XV Legione Europa, che fa capo al missino Roberto Leoni, già responsabile del Fronte della Gioventù. Questa organizzazione è in contatto diretto con una analoga organizzazione di Parma, la XIV Legione Europa, tra i cui organizzatori troviamo altri noti fascisti, tra cui Mazzitelli, Parisetto e Ballabeni, l'ultimo dei quali è testimone a discarico nel processo contro gli assassini di Mario Lupo. Entrambe queste organizzazioni hanno partecipato, nei giorni 22 e 23 dicembre del '74, ad una riunione nel ristorante II Cunettone, sulle rive del lago di Garda, promossa dall'analoga organizzazione Legione Europa che opera a Milano e che è capeggiata dai noti fascisti Radice e Caggiano.

In una corrispondenza tra il gruppo milanese ed i gruppi di Parma e Reggio, pubblicata da un settimanale democratico di Parma, si parla di azioni clamorose da tenere, in concomitanza con la fine del processo Lupo ed alla vigilia delle elezioni. Nella stessa corrispondenza si fa riferimento all'invio di armi da Parma a Milano e all'invio di « elementi addestrati » da Milano e Parma. Ora negli ultimi tempi, in compagnia dei fascisti locali, sono stati visti a Reggio Emilia alcuni elementi sicuramente provenienti da altre città. L'assassinio di Alceste Campanile è sicuramente opera di elementi addestrati e ben organizzati, che hanno agito con fredda predeterminazione: basta pensare che il secondo colpo, quello al cuore, è stato sparato quando Alceste era già caduto a terra, e, secondo il medico, era già sicuramente morto, come « colpo di grazia ».

L’ultima giornata della sua vita Alceste l’aveva passate a Bologna per dare un esame all'università (Discipline Arte, Musica e Spettacolo) - dove era iscritto. Era tornato poi a Reggio, aveva cenato in famiglia, ed era uscito di casa verso le 10 per andare a ballare a Montecchio, in un locale dove era conosciuto. Aveva chiesto un passaggio al fratello, ma non avendolo ottenuto, si era probabilmente deciso ad andare in autostop.

Qui ha trovato i suoi assissini ad aspettarlo; forse ha ottenuto da loro un passaggio, forse è stato sequestrato con le armi, o forse ha trovato, tra i suoi assassini, qualcuno di cui si è fidato che Io ha invitato a salire in macchina. Secondo una versione che deve ancora trovare conferma, Alceste sarebbe stato visto cenare in un ristorante sopra Montecchio in compagnia di un'altra persona. Un cameriere, a cui è stato mostrato il cadavere di Alceste, lo avrebbe riconosciuto. Una cameriera, legata al padrone del locale, notoriamente fascista, non lo avrebbe invece riconosciuto; ma le è stata mostrata una foto di Alceste di 5 anni fa. Dal ristorante Alceste e il suo accompagnatore sarebbero usciti verso mezzanotte. Al dancing invece non è stato visto.
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