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Indice del forum L'isola del giorno prima - parte 2
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V-day II - informazione
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MessaggioInviato: Dom 28/Ott/2007 10:50    Oggetto: V-day II - informazione Rispondi citando

Dal blog di Grillo:

Il prossimo V-day sarà sull’informazione, chiederemo di eliminare i finanziamenti pubblici all’editoria e di abolire l’albo dei giornalisti.
Il V-day ha fatto venire allo scoperto i media, i cani da guardia del potere. Sono invecchiati di 10 anni. I giornalisti hanno sostituito l’esercito e i cannoni di Bava Beccaris.Nelle ultime settimane, prima hanno ignorato il milione e mezzo di persone del V-day, poi hanno cercato di diffamarmi e ora vogliono mettere tutto a tacere.
Un disegno di legge e centinaia di migliaia di italiani che chiedono pulizia e trasparenza sono diventati l’antipolitica. Il rovesciamento delle parti attraverso l’informazione è la tecnica collaudata di questi partiti.
Il prossimo V-day si terrà il 25 aprile del 2008. Sarà il giorno della liberazione degli italiani dalla disinformazione. Stay tuned.
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MessaggioInviato: Gio 29/Nov/2007 18:39    Oggetto: Rispondi citando

Riporto qui una canzone che mi piace molto, l'ho risentita recentemente e mi pare IT.

http://it.youtube.com/watch?v=M5mjN32G1iI

American Idiot
Green Day

Don't wanna be an American idiot.
Don't want a nation that under the new media.
And can you hear the sound of hysteria?
The subliminal mindfuck America.

Welcome to a new kind of tension.
All across the alien nation.
Everything isn't meant to be okay.
Television dreams of tomorrow.
We're not the ones who're meant to follow.
Convincing them to walk you.

Well maybe I'm the fuckhead America.
I'm not a part of a redneck agenda.
Now everybody do the propaganda.
And sing along in the age of paranoia.

Welcome to a new kind of tension.
All across the alien nation.
Everything isn't meant to be okay.
Television dreams of tomorrow.
We're not the ones who're meant to follow.
Convincing them to walk you.

Don't wanna be an American idiot.
Don't want a nation controlled by the media.
Information nation of hysteria.
It's going out to idiot America.

Welcome to a new kind of tension.
All across the alien nation.
Everything isn't meant to be okay.
Television dreams of tomorrow.
We're not the ones who're meant to follow.
Convincing them to walk you.

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Traduzione:

Idiota Americano

Non voglio essere un idiota americano
Non voglio una nazione così succube dei nuovi media
E lo senti il rumore dell’isteria?
E’ il suono subliminale che fotte i cervelli dell’America

Benvenuti in un nuovo tipo di pressione mentale
Che attraversa una nazione ormai diversa
Non tutto deve andare bene per forza
Sogni televisivi del futuro
Noi non dobbiamo per forza dargli retta
E convincerli a starci dietro

Beh forse io faccio parte dell’America gay
Non sono nella lista dei bigotti conservatori
Ora tutti fanno propaganda
E si uniscono al coro dei paranoici

Benvenuti in un nuovo tipo di pressione mentale
Che attraversa una nazione ormai diversa
Non tutto deve andare bene per forza
Sogni televisivi del futuro
Noi non dobbiamo per forza dargli retta
E convincerli a starci dietro

Non voglio essere un idiota americano
Una nazione controllata dai media
La nazione dell’informazione e dell’isteria
Che dilaga nell’America rendendola idiota

Benvenuti in un nuovo tipo di pressione mentale
Che attraversa una nazione ormai diversa
Non tutto deve andare bene per forza
Sogni televisivi del futuro
Noi non dobbiamo per forza dargli retta
E convincerli a starci dietro.
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MessaggioInviato: Dom 06/Gen/2008 13:09    Oggetto: Rispondi citando

Qualche info sulla stampa in Italia:

http://it.youtube.com/watch?v=qADhhbPOMM4&feature=PlayList&p=97534A39EE5B5A4E&index=9
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MessaggioInviato: Lun 07/Gen/2008 9:54    Oggetto: Rispondi citando

http://www.migliorforum.com/lisoladelgiornoprima2/la-casta-dei-giornali-vt2366.html

quel che ora Grillo sta lanciando è un j'accuse contenuto nelle pagine di questo libro, che mi sento di consigliare a quanti hanno apprezzato La Casta
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MessaggioInviato: Ven 11/Gen/2008 9:53    Oggetto: Rispondi citando

Dal blog di Grillo:

Il finanziamento pubblico ai giornali costa al cittadino italiano quasi un miliardo di euro all’anno. L’editoria, può quindi, a pieno titolo essere definita editoria di Stato. Ci sono buoni e anche ottimi giornalisti, quelli che scrivono rischiando la pelle, quelli emarginati, quelli sotto pagati. Il 25 aprile non è contro di loro, ma contro l’ingerenza della politica nell’informazione.
Il lettore non conta nulla per l’editore di un giornale, contano di più i finanziamenti pubblici (partiti), la pubblicità (Confindustria, ABI, Confcommercio) e i gadget (dvd, fumetti, eccetera).
Beppe Lopez ha scritto un libro: “La Casta dei giornali”, un viaggio nella disinformazione. Ogni giorno ne pubblicherò un estratto fino al 25 aprile.

Soldi pubblici, informazione privata.

“ Ma quanti sanno che lo Stato finanzia il Corriere della Sera, rimpolpando gli utili degli azionisti della RCS con elargizioni calcolate, per un solo anno, in 23 milioni di euro?
E come commentare il fatto che gli italiani, tutti gli italiani, lavoratori e imprenditori, laici e cattolici, piemontesi e siciliani – oberati, tutti insieme e individualmente, dal più alto debito pubblico dell’Occidente (che nel 2006 ha sfondato il tetto dei 1.600 miliardi di euro) e da interessi sul debito colossali (ogni anno il 6% del PIL) – siano costretti a finanziare, fra gli altri il giornale della Confindustria con più di 19 milioni di euro l’anno, il quotidiano della Conferenza Episcopale Italiana con più di 10 e il quotidiano della Fiat con 7 milioni di euro?
La Mondadori, notoriamente, non ha un quotidiano. Si accontenta, diciamo così, di fare la parte del leone in edicola con i periodici e in libreria con i libri. Come la prendereste se vi dicessero che, solo sotto forma di credito di imposta sulle spese sostenute per l’acquisto della carta in un anno, l’azienda di Silvio Berlusconi è stata da noi sostenuta con un contributo di 10 milioni di euro? E che in un solo anno risulta aver avuto dallo Stato uno sconto, per le spedizioni postali, di quasi 19 milioni di euro?
Tutti conoscono Giuliano Ferrara e il suo Foglio, Vittorio Feltri e il suo Libero, Antonio Polito (poi sostituito da Paolo Franchi) e il suo Riformista. Pochi sanno che costoro possono fornire il loro esuberante apporto alla vita politica e istituzionale del Paese grazia al nostro diretto apporto economico. Insomma ci costano complessivamente più di 12 milioni di euro.”

Beppe Lopez, La Casta dei giornali, ed. Nuovi Equlibri
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MessaggioInviato: Ven 11/Gen/2008 10:57    Oggetto: Rispondi citando

in effetti..basta che tu fondi un partitino e lo doti di un suo quotidiano (che nessuno leggerà) ed ecco che hai diritto alle sonvvenzioni statali....

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MessaggioInviato: Dom 13/Gen/2008 14:07    Oggetto: Rispondi citando

Dal blog di Grillo:

Tra le cause dell'emergenza spazzatura ci sono i giornali. Non solo in senso metaforico, perchè non hanno informato su ecomafia e raccolta differenziata, ma con il loro contributo diretto.La monnezza è prodotta dagli editori in modo consapevole. Stampano per prendere i contributi dallo Stato e riempire i bidoni della spazzatura.

"Ora che sono scomparsi compositori, linotipisti e impaginatori, lo stampatore è rimasto l'unico nei giornali a tenere alta la bandiera dell'arte tipografica. Si può immaginare, dunque, l'avvilimento dei rotativisti dell'Unità quando ogni notte sono costretti a produrre 16 mila copie di scarto per consentire alla Nuova Iniziativa Editoriale S.p.A. di incassare dallo Stato, solo con esse, 250 mila euro annui di contributi, che concorrono a quelli che complessivamente le spettano (6,5 milioni di euro) per il fatto di stamparne ogni notte 120 mila, anche se potrebbe mandarne in edicola solo 80 mila, visto che se ne vendono meno di 60 mila. Una resa del 50% di copie non si era mai vista prima dell'avvento delle provvidenze per l'editoria.
Ma si è visto e si vede anche di più, Europa, il quotidiano della Margherita, notoriamente vende sotto le 5 mila copie, diciamo molto sotto. Eppure, per incamerare più di 3 milioni di euro l'anno in pubblici contributi, la sua amministrazione deve farne stampare 30 mila copie. Sapendo perfettamente che fine faranno: al macero. Con quanti danni per l'erario, per la dignità professionale di tutte le persone coinvolte e persino per i boschi e per i polmoni dell'umanità, è facile immaginare.

"Beppe Lopez, La Casta dei giornali, ed. Nuovi Equilibri
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MessaggioInviato: Mar 15/Gen/2008 15:44    Oggetto: Rispondi citando

La Casta dei giornali/ La Chiesa

Più di 100 giornali o periodici cattolici sono finanziati dallo Stato. Ma non erano sufficienti l'otto per mille e l'esenzione degli immobili religiosi dall'ICI? Le nostre tasse contribuiscono a "La Voce dei Berici della Diocesi di Vicenza" e a "La Valsusa della Stampa Diocesana Segusina".
Imperdibili per i fedeli più devoti.

"Le testate percettrici di contributi diretti, relativi all’anno 2003, risultavano dunque 386, divise in otto categorie...

QUARTA CATEGORIA: in pratica, monopolio di testate facenti capo, direttamente o indirettamente, alla Chiesa cattolica (diocesi, arcidiocesi, ordini religiosi, conventi, associazioni e opere pie, confraternite, ecc.). Fra i 106 «periodici editi da cooperative, fondazioni o enti morali ovvero da società il cui capitale sociale sia detenuto da cooperative, fondazioni o enti morali» si contavano sulla punta delle dita di una sola mano quelli editi da organizzazioni non cattoliche come l’Istituto Buddista e non religiose come l’ANMIL (Associazione dei Mutilati e Invalidi del Lavoro) e la Federazione Orticoltori.
A primeggiare era la Società San Paolo. Fondata nel 1914 da don Giacomo Alberione, opera in trenta nazioni «e in molteplici campi di attività: editoria libraria, giornalistica, cinematografica, musicale, televisiva, radiofonica, audiovisiva, multimediale, telematica; centri di studio, ricerca, formazione, animazione». I Paolini sono impegnati programmaticamente e sistematicamente «nella diffusione del messaggio cristiano utilizzando i mezzi che la tecnologia mette a disposizione dell’uomo di oggi per comunicare». E la Periodici San Paolo, in particolare, riusciva a utilizzare puntualmente anche i contributi messi a disposizione dallo Stato italiano, assommando con sei testate una cifra superiore al miliardo delle vecchie lire: Famiglia Cristiana (210 mila euro), Il Giornalino (210 mila), Jesus (49 mila), Vita Pastorale (34 mila), Famiglia Oggi (5 mila) e Letture (5 mila).
A parte la San Paolo, la gran parte delle testate di questa categoria si accontentavano di contribuzioni sotto i 50 mila euro: la più bassa in assoluto, meno di duemila euro, quella assicurata alla Impresa Tecnoeditoriale Lombarda per la Rivista Diocesana Milanese. Solo quindici riviste riuscivano ad aggiudicarsi un aiuto pubblico compreso fra i 50 mila e i 100 mila euro: L’amico del Popolo (102 mila), Città Nuova della Pia Associazione Maschile opera di Maria (94 mila), Toscana Oggi (89 mila), La Vita del Popolo dell’Opera San Pio X (82 mila), Corriere di Saluzzo (80 mila), Verona Fedele (74 mila), Il Popolo dell’Opera Odorico da Pordenone (65 mila), La Vita Cattolica (64 mila), L’Azione della Diakonia Ecclesiale (63 mila), La Difesa del Popolo (61 mila), La Voce dei Berici della Diocesi di Vicenza (57 mila), Adista «fatti, notizie, avvenimenti su mondo cattolico e realtà religiose» (56 mila), La Voce del Popolo «settimanale di informazione della cultura cattolica di Brescia. Documenti e informazioni sulla Diocesi e sulla Curia Vescovile» (56 mila), Il Nuovo Rinascimento dell’Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai (52 mila) e La Valsusa della Stampa Diocesana Segusina (51 mila).
Nel 2004 queste testate passeranno da 106 a 115, per una contribuzione complessiva di 3 milioni 674 mila."Beppe Lopez, La Casta dei giornali, ed. Nuovi Equilibri
http://www.beppegrillo.it/
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MessaggioInviato: Sab 19/Gen/2008 12:50    Oggetto: Rispondi citando

Dal blog di Grillo:

Il Governo è quello che è. Tira a campare, mentre noi tiriamo le cuoia. Ma lo fa a fin di bene, per risanare l’economia italiana. Diventiamo più poveri per un futuro migliore e i risultati, non si può negare, sono sotto i nostri occhi. La nostra economia è come il conto al ristorante, si spera sempre che siano gli altri a pagare. Ogni governo affida al Governo successivo il conto e il banco prima o poi salta.
L’ottimismo governativo sulla nostra economia non è condiviso dal Rapporto annuale sulla libertà economica della Heritage Foundation.
L’Italia è al 64esimo posto sulle 157 nazioni valutate, e scende di quattro posizioni rispetto al 2006. Il Rapporto esamina le Nazioni per la libertà del commercio, per il sistema finanziario e fiscale. Valuta anche il livello di corruzione e la presenza dello Stato nel mercato. Che l’Italia sia preceduta dal Botswana (36) o seguita a ruota dal Madagscar (65) non è più una notizia. Fa invece riflettere che quasi tutte le nazioni più libere economicamente siano in Europa. Proprio dove siamo noi. Tranne noi. Il Guinea-Bissau (148) può essere giustificato, si trova in Africa. L’Italia come si può giustificare? Cos’è l’Europa per noi. Un luogo dello spirito? Un modo per crederci cittadini del primo e non del terzo mondo?
La libertà economica è legata alla libertà di informazione. Senza una, non c’è neppure l’altra. Non è un caso che da noi l’economia stia andando a rotoli da quasi vent'anni e l’informazione sia sotto sequestro da parte dei gruppi economici, quasi tutti parassiti dello Stato attraverso le concessioni, e dei partiti.
Tutto va bene. Il nostro debito pubblico è arrivato a ottobre al nuovo record di 1.629,7 miliardi di euro. Una voragine, un Everest all’incontrario. Le nostre tasse servono a pagare gli interessi sul debito pubblico, non allo sviluppo. Ma non preoccupatevi, ad avere valore è il rapporto percentuale del debito rispetto al PIL. Lo stesso PIL per cui la Banca d’Italia ha diminuito la crescita per il 2008 da 1,7% all'1%. Fatevi una domanda: fino a quando può crescere il debito pubblico? Qual è il punto di rottura? E, dopo, cosa ne sarà dei vostri risparmi?
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MessaggioInviato: Sab 19/Gen/2008 13:19    Oggetto: Rispondi citando

Come siamo ridotti, in due parole:

http://it.youtube.com/watch?v=E--bDOvMMGI
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