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Trovare e farsi trovare grazie ai cellulari Gps

 
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spx
Sciamano
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MessaggioInviato: Ven 26/Ott/2007 14:04    Oggetto: Trovare e farsi trovare grazie ai cellulari Gps Rispondi citando

Bastano 3 dollari al mese per perdere volontariamente il diritto alla privacy

Sempre rintracciabili, negli Usa è già moda

Trovare e farsi trovare grazie ai cellulari Gps. Entusiasti i giovani: «Non serve più chiedere: "dove sei?"»


La persona cercata viene identificata su una mappa: è il servizio illustrato sul sito di Loopt

WASHINGTON (Stati Uniti) - Il Grande Fratello ti sta sempre più osservando. Ma il monito che George Orwell lanciava dalle pagine del suo «1984» non solo è già «potenzialmente» una realtà: adesso è pure a buon mercato. Abbattuto l'ostacolo del costo, il passo per passare dal potenziale al reale diventa davvero breve.

A BUON MERCATO - Bastano infatti poco meno di tre dollari al mese (2,99), poco più di due euro, per far sapere dove ci si trovi in qualunque momento della giornata e, al tempo stesso, per sapere dove si trovano amici e parenti. Il nuovo servizio, offerto negli Usa da provider come Loopt e Helio (che ha lanciato Buddy Beacon), si basa sulla tecnologia Gps, il Global positioning system, il sistema di posizionamento basato su tecnologia satellitare già utilizzato per gli antifurti e i navitagori delle automobili e ora abbinato anche ai telefoni cellulari. Ed è lo strumento che contribuirà a far cadere anche le residue barriere dell'irreperibilità.

FICCANASO TASCABILE - Chissà se in tanti la considereranno una buona notizia. Verrebbe spontaneo dire che il nuovo marchingegno sia una sorta di ficcanaso da tasca e che nessuno vorrà mai rendersi veramente sempre rintracciabile. E invece no. Negli Stati Uniti sembra proprio che la tendenza sia questa e sono sempre di più le community di amici che decidono di lasciare sempre attivo questo cercapersone dell'era digitale, che non fa drin e neppure bip bip e che addirittura non necessita di una risposta. Fa tutto da solo e rivela al mondo dove siamo e, forse, anche cosa facciamo. E tutto a nostra insaputa.

ACCESSO LIMITATO - Qualche limitazione, fortunatamente, però c'è. Il controllo dei propri movimenti è infatti consentito solo a coloro che si decide di autorizzare a interrogare il sistema. «E tra questi non c'è sicuramente mia madre - precisa al New York Times la 24enne Kyna Font, studentessa a Stanford -. Non voglio che lei sappia sempre dove io mi trovi». A differenza dei suoi amici. Kyna è infatti entusiasta delle possibilità offerte dal suo smart-phone e dalla piattaforma di Loopt: nelle settimane scorse - racconta ad esempio - doveva incontrare degli amici per cena ma dal suo cellulare ha visto che erano lontani 40 miglia dal ristorante e che quindi sarebbero arrivati in ritardo. Così ha potuto a sua volta prendersela comoda e fare altro prima di andare all'appuntamento. «In questo modo non c'è più bisogno di telefonare e chiedere: dove sei?». Una chiamata che evidentemente doveva sembrarle una grande scocciatura...

L'IDEA NATA NEL 2005 - Ma proprio la fatidica domanda «dove sei?» è quella che ha ispirato Sam Altman, il 22enne co-fondatore di Loopt: nel 2005, uscendo da una lezione sempre alla Stanford University, notà che tutti gli studenti, ne contò circa duecento, quasi all'unisono, estrassero i propri telefoni e iniziarono a chiamare gli amici chiedendo dove fossero. La sua conclusione? «La gente vuole essere connessa». Di lì nacque l'idea che ora sta spopolando, soprattutto tra i giovani in età da college.

TECNOLOGIA E FUTURO - Peccato però che la nuova tecnologia si presti anche ad un uso distorto della reperibilità continua. Basti pensare alla possibilità che un datore di lavoro imponga a tutti i suoi dipendenti di rendersi sempre rintracciabili. O alle possibili intrusioni nella vita privata di amici e famigliari. In ogni caso il fenomeno del social-mapping è in continua crescita e secondo le stime saranno centinaia di migliaia in tempi brevi coloro che si renderanno sempre individuabili. La tecnologia, del resto, è già a portata di mano: almeno il 55% dei telefoni cellulari diffusi negli Usa sono già compatibili con il nuovo servizio.

GLI ALTRI USI - Non è la prima volta che si parla di tracciamento continuo e prima ancora che attraverso i cellulari si è pensato di poterlo attuare mediante dispositivi inseriti in calzature e abbigliamento, studiati tra l'altro per consentire ai genitori di non perdere mai i contatti con i propri figli. E il trasmettitore Gps è anche l'evoluzione del microchip sottopelle applicato abitualmente a cani e gatti per permettere ai loro proprietari di raggiungerli in caso di smarrimento. Inoltre è sempre più diffuso l'utilizzo del mapping, sia per necessità (gli itinerari stradali) sia per svago (nelle settimane scorse si è svolta a Milano, Roma e Napoli la caccia al tesoro via Navigator promossa da Nokia).

PRIVACY ADDIO - Già oggi molte indagini di polizia si basano sulle tracce lasciate dai normali telefonini gsm durante il passaggio da una cellula all'altra. Con il Gps questo monitoraggio sarà sempre più intenso e preciso, con margini di errore quantificati in pochissimi metri, se non addirittura centimetri. E, soprattutto, sarà disponibile praticamente a tutti e non solo alle forze dell'ordine, che pure prima di agire devono ottenere le autorizzazioni dal magistrato. Le compagnie telefoniche, negli Usa, già mettono le mani avanti, cercando di prevenire accuse di violazioni della libertà personale, e fanno sapere che non terranno archivi e registrazioni dei movimenti dei loro utenti. In prospettiva, in ogni caso, m la privacy sarà sempre più soltanto un lontano ricordo. Ma ai giovani della net generation, per ora, sembra davvero non importare.

http://www.corriere.it/scienze_e_tecnologie/07_ottobre_23/telefonini_gps_community_reperibili.shtml


Mah, condivido il parere di chi ha scritto l'articolo, io non ci penso neanche a dare costantemente la mia ubicazione anche agli amici (o peggio a mia mamma :S) già essere sempre reperibile col cellulare è una rottura...
O meglio, magari se ci si deve trovare può essere una buona idea, giusto per sapere dov'è l'altro, ma diciamo proprio in casi straordinari, non certo costantemente...
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dess
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MessaggioInviato: Ven 26/Ott/2007 14:46    Oggetto: Rispondi citando

Very Happy mai...mai...accetterò una cosa simile
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anamaya
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MessaggioInviato: Ven 26/Ott/2007 17:23    Oggetto: Rispondi citando

Come in "Natural city"... non mi sembra una gran trovata.... il protagonista del film per giocarsi la "reperibilità" ha pagato un bel costo... Wink
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