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Indice del forum L'isola del giorno prima - parte 2
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diritto a morire
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dess
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MessaggioInviato: Mar 16/Ott/2007 15:47    Oggetto: diritto a morire Rispondi citando

» 2007-10-16 13:33
ELUANA, ''STACCARE SPINA SOLO SE COMA IRREVERSIBILE''

ROMA - E' da rifare il processo con cui la Corte d'Appello di Milano aveva detto no al distacco del sondino per l'alimentazione artificiale di Eluana Englaro, la ragazza in stato vegetativo da 15 anni. Contro la sentenza aveva presentato ricorso il padre di Eluana. Lo stabilisce la Corte di Cassazione precisando tuttavia che "l'idratazione e l'alimentazione artificiali con sondino nasograstrico non costituiscano in sé, oggettivamente una forma di accanimento terapeutico, pur essendo indubbiamente un trattamento sanitario".

La prima sezione della Corte di Cassazione ha quindi deciso che il giudice "può, su istanza del tutore, autorizzarne l'interruzione soltanto in presenza di due circostanze concorrenti: a) la condizione di stato vegetativo del paziente sia apprezzata clinicamente come irreversibile, senza alcuna sia pur minima possibilità, secondo standard scientifici internazionalmente riconosciuti, di recupero della coscienza e delle capacità di percezione; b) sia univocamente accertato, sulla base di elementi tratti dal vissuto del paziente, dalla sua personalità e dai convincimenti etici, religiosi, culturali e filosofici che ne orientavano i comportamenti e le decisioni, che questi, se cosciente, non avrebbe prestato il suo consenso alla continuazione del trattamento". "Ove l'uno o l'altro presupposto non sussista, deve essere negata l'autorizzazione, perché allora va data incondizionata prevalenza al diritto alla vita, indipendentemente dalla percezione, che altri possano avere, della qualità della vita stessa".

PAZIENTE HA DIRITTO SACRIFICARE SUA VITA - "Deve escludersi che il diritto alla autodeterminazione terapeutica del paziente incontri un limite allorché da esso consegua il sacrificio del bene della vita".

Lo sottolinea la Cassazione nelle motivazioni, depositate, con le quali ha dato il via libera a un nuovo approfondimento processuale del caso Eluana Englaro.
I supremi giudici della prima sezione civile ritengono che "la salute dell'individuo non possa essere oggetto di imposizione autoritativo-coattiva". Di fronte al rifiuto della cura da parte del diretto interessato - prosegue piazza Cavour - c'é spazio (nel quadro dell"alleanza terapeuticà che tiene uniti il malato e il medico nella ricerca, insieme, di ciò che è bene rispettando i percorsi culturali di ciascuno) per una strategia della persuasione, perché il compito dell'ordinamento è anche quello di offrire il supporto della massima solidarietà concreta nelle situazioni di debolezza e di sofferenza; e c'é, prima ancora, il dovere di verificare che quel rifiuto (ndr, alle cure) sia informato, autentico ed attuale".

Per la Cassazione quando "il rifiuto abbia tali connotati non c'é possibilità di disattenderlo in nome di un dovere di curarsi come principio di ordine pubblico".
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vanuatu
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MessaggioInviato: Mar 16/Ott/2007 18:02    Oggetto: Rispondi citando

rivendico e pretendo con tutte le mie forze IL MIO DIRITTO a decidere sulla mia vita...........

in questo caso specifico, trovo che il padre abbia DIRITTO a farsi portatore delle idee della figlia e mi chiedo quando ci sarà data la possibilità di poter fare il testamento biologico

una morte dignitosa è uno dei diritti fondamentali di ogni essere umano
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dess
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MessaggioInviato: Mar 16/Ott/2007 20:25    Oggetto: Rispondi citando

non posso esimermi dallo sposare la tua tesi vanu...
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dess
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MessaggioInviato: Mer 17/Ott/2007 21:01    Oggetto: Rispondi citando

L'OSSERVATORE ROMANO: "SENTENZA INACCETTABILE"

CITTA' DEL VATICANO - "E' inaccettabile il relativismo dei valori, soprattutto se questi riguardano la conservazione o meno della vita". Così l'Osservatore Romano, quotidiano della Santa Sede, commenta la sentenza della Cassazione che ieri ha deciso di consentire un nuovo processo sul distacco del sondino nasogastrico ad Eluana Englaro, la ragazza in stato vegetativo dal 1992 a seguito di un incidente stradale.

"Accettare, pure nel vuoto legislativo, una tale posizione - scrive il giornale vaticano -, significa orientare fatalmente il legislatore verso l'eutanasia. Di più: introdurre il concetto di pluralismo dei valori significa aprire una zona vuota dai confini non più tracciabili. Significherebbe attribuire appunto ad ognuno una potestà indeterminata sulla propria esistenza dalle conseguenze facilmente immaginabili, anche solo ragionando dal punto di vista etico".

L'Osservatore Romano ricorda le motivazioni della sentenza della Cassazione: il diritto all'autodeterminazione terapeutica del paziente, secondo la suprema corte, non incontra alcun "limite" anche nel caso in cui ne consegua "il sacrificio del bene della vita", poiché lo Stato italiano riconosce il pluralismo dei valori; lo stato di irreversibilità della sua condizione, "secondo standard scientifici internazionalmente riconosciuti". "Premesse - sottolinea - che appaiono evidentemente confutabili. Nessun esperto potrebbe, allo stato attuale, dichiarare l'irreversibilità della condizione di stato vegetativo, se non in base ad una scelta puramente soggettiva. Sulla volontà di Eluana, poi, l'arbitrarietà appare palese. La dichiarazione di un momento non può evidentemente essere presa a parametro per presumere la volontà di una persona riguardo a scelte come quelle che riguardano la contrarietà o meno ad un trattamento che fra l'altro si pone al limite fra terapia e nutrizione".


CASTAGNETTI: MAGISTRATURA NON COLMI VUOTO LEGGE
"Il potere legislativo appartiene al Parlamento. Non lo può avere la magistratura". Così a 'RaiUtile' il vice presidente della Camera, Pierluigi Castagnetti commenta la decisione della Cassazione di disporre un nuovo processo sul caso di Eluana Englaro, la ragazza in coma da 15 anni, per la quale il padre chiede da tempo l'interruzione dell'alimentazione artificiale. "La Cassazione - aggiunge Castagnetti - con questa sentenza provoca il Parlamento ad esprimersi, perché riconosce che c'é un silenzio della legge. Ma non sono d'accordo sulla supplenza della Corte rispetto al potere legislativo".

"Credo che dovremmo arrivare a fare la legge sul testamento biologico - prosegue il deputato dell'Ulivo - anche se le dichiarazioni fatte in astratto e quando si vive in una condizione di benessere, a futura memoria hanno invece un valore relativo". Secondo Castagnetti il Partito democratico "deve tentare di affrontare i temi etici con strumenti culturali nuovi, che non possono essere recuperati nelle vecchie ideologie. Quando non ci riesce deve riconoscere i propri limiti e lasciare libertà di coscienza". Castagnetti quindi sottolinea come "già nelle elezioni del 2006" ci sia stato "un calo di adesione dell'elettorato cattolico". "Ho già detto a Veltroni - conclude - che la questione di rendere il Pd luogo di riconoscibilità anche per i cattolici è nelle sue mani. Il segretario se ne deve far carico e so che pure Veltroni ne è convinto".
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Mad ed ora togliamo la voce civiltà dalla discussione e scriviamo confessionale
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vanuatu
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MessaggioInviato: Mer 17/Ott/2007 21:25    Oggetto: Rispondi citando

la Chiesa NON DEVE intromettersi nelle leggi dello Stato!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

le opinioni ed i dogmi della Chiesa sono validi per chi crede, per chi si sente membro della Chiesa.....

gli altri hanno il DIRITTO di comportarsi come credono....senza seguire le imposizioni della Chiesa!!!
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Pegasoroma
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MessaggioInviato: Gio 18/Ott/2007 1:41    Oggetto: Rispondi citando

vanu. hai detto esattamente quello che avrei detto io, in ogni tuo intervento su questo topic.
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Pirata
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MessaggioInviato: Gio 18/Ott/2007 12:46    Oggetto: Rispondi citando

Pegasoroma ha scritto:
vanu. hai detto esattamente quello che avrei detto io, in ogni tuo intervento su questo topic.

Le cosiddette "affinità elettive"? Very Happy
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I fatti non cessano di esistere solo perché noi li ignoriamo.
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dess
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MessaggioInviato: Gio 18/Ott/2007 15:22    Oggetto: Rispondi citando

WELBY: GUP, IL RIFIUTO DEI TRATTAMENTI E' UN DIRITTO COSTITUZIONALE
ROMA - "La condotta di colui che rifiuta una terapia salvavita costituisce esercizio di un diritto soggettivo riconosciutogli in ottemperanza al divieto di trattamenti sanitari coatti, sancito dalla Costituzione". E' quanto scrive il gup del Tribunale di Roma, Zaira Secchi nelle 60 pagine della motivazioni della sentenza sul caso Welby che ha prosciolto il 23 luglio scorso l'anestesista Mario Ricco dal reato di omicidio del consenziente. "L'imputato Mario Riccio - scrive il gup - ha agito alla presenza di un dovere giuridico che ne discrimina l'illiceità della condotta causativa della morte altrui e si può affermare che egli ha posto in essere tale condotta dopo aver verificato la presenza di tutte quelle condizioni che hanno legittimato l'esercizio del diritto da parte della vittima di sottrarsi ad un trattamento non voluto". Il gup ha prosciolto Welby, perché il fatto non sussiste, sulla base dell'articolo 51 del codice penale che disciplina l'esercizio di un diritto e adempimento di un dovere. Piergiorgio Welby, affetto da distrofia muscolare degenerativa, morì la sera del 20 dicembre dello scorso anno, dopo sedazione e interruzione della ventilazione assistita.

"Il diritto al rifiuto dei trattamenti sanitari - si legge ancora nella sentenza del gup Secchi depositata oggi - fa parte dei diritti inviolabili della persona di cui all'articolo 2 della Costituzione e si collega strettamente al principio di libertà e di autodeterminazione riconosciuto all'individuo dall'articolo 13 del dettato costituzionale". Il gup dà atto che sia il giudice civile (al quale ricorse invano Welby per poter farsi 'staccare la spina) sia il primo gup, che chiese l'imputazione coatta per l'anestesista Mario Ricco sono partiti da un dato "di fondamentale importanza nelle loro riflessioni: il riconoscimento dell'esistenza di un diritto alla persona di rifiutare o interrompere le terapie mediche discendente dal secondo comma dell'articolo 32 della costituzione secondo il quale 'nessuno puo' essere obbligato ad un determinato trattamento sanitario se non per disposizioni di leggé". Il gup, come avevano fatto in precedenza altri giudici e segnatamente il giudice Angela Savio del Tribunale civile di Roma, che pur riconoscendo il diritto costituzionale di Welby ne precluse l'ammissibilità del ricorso ex articolo 700, cita nella sentenza la convenzione di Oviedo sui diritti dell'uomo che richiama i principi del consenso libero e informato ai trattamenti sanitari.

IL RIFIUTO DELLA TERAPIA DEVE ESSERE CHIARO ED ATTUALE
"Il rifiuto di una terapia salvavita può essere revocato in qualsiasi momento e quindi deve persistere nel momento i cui il medico si accinge ad attuare la volontà del malato". Cita una pronuncia della Corte di Cassazione, il gup Zaira Secchi, quando, in un altro passaggio della sentenza sul caso Welby con la quale ha prosciolto l'anestesista Mario Riccio, si sofferma sul diritto costituzione del no da parte del paziente a rifiutare le terapie. Sembra quasi riferirsi a casi attuali (come quello di Eluana Englaro) il gup quando spiega che: "E' necessario che il rifiuto - oltre che essere autentico, non apparente, consapevole e quindi informato - sia reale e, segnatamente, sia compiutamente e chiaramente espresso e non sia desumibile semplicemente dalle condizioni di sofferenza o dalla gravità del male". Altro importante requisito a parere del gup Secchi è costituito "dall'attualità del rifiuto non essendo sufficiente che la persona abbia espresso precedentemente la sua volontà in tal senso in quanto, il rifiuto di una terapia salvavita può essere revocato in qualsiasi momento".

"E' evidente - scrive ancora il gup Secchi nella sentenza depositata oggi - che il rifiuto delle terapie rappresenta, nell'esperienza comune, soprattutto se è causativo di morte, un fatto eccezionale in quanto è ben radicato nell'uomo l'istinto di conservazione e che in ogni caso la relativa manifestazione di volontà per essere valida deve possedere una serie di requisiti non sempre presenti, soprattutto nelle persone che si trovivo a fruire di terapie salvavita e quindi in condizioni estreme". Coerentemente con queste premesse il gup spiega quindi, ed è il caso dell'anestestista Mario Riccio, che "sul medico incombe, in ragione della professione esercitata e dei diritti-doveri scaturenti dal rapporto terapeutico instauratosi con il paziente, il dovere giuridico di consentire l'esercizio del rifiuto della terapia". "Con la conseguenza - osserva il giudice del Tribunale di Roma - che, se il medico in ottemperanza a tale dovere, contribuisse a determinare la morte del paziente per l'interruzione di una terapia salvavita, egli non risponderebbe penalmente del delitto di omicidio del consenziente, in quanto avrebbe operato alla presenza di una casua di esclusione del reato e segnatamente quella prevista dall'articolo 51 del codice penale". Secondo il gup "la fonte del dovere per il medico quindi, risiederebbe in prima istanza nella stessa norma costituzionale che è fonte di rango superiore rispetto alla legge penale".

ELUANA: L'OSSERVATORE ROMANO, "SENTENZA INACCETTABILE"
"E' inaccettabile il relativismo dei valori, soprattutto se questi riguardano la conservazione o meno della vita". Così l'Osservatore Romano, quotidiano della Santa Sede, commenta la sentenza della Cassazione che ieri ha deciso di consentire un nuovo processo sul distacco del sondino nasogastrico ad Eluana Englaro, la ragazza in stato vegetativo dal 1992 a seguito di un incidente stradale.

"Accettare, pure nel vuoto legislativo, una tale posizione - scrive il giornale vaticano -, significa orientare fatalmente il legislatore verso l'eutanasia. Di più: introdurre il concetto di pluralismo dei valori significa aprire una zona vuota dai confini non più tracciabili. Significherebbe attribuire appunto ad ognuno una potestà indeterminata sulla propria esistenza dalle conseguenze facilmente immaginabili, anche solo ragionando dal punto di vista etico".

L'Osservatore Romano ricorda le motivazioni della sentenza della Cassazione: il diritto all'autodeterminazione terapeutica del paziente, secondo la suprema corte, non incontra alcun "limite" anche nel caso in cui ne consegua "il sacrificio del bene della vita", poiché lo Stato italiano riconosce il pluralismo dei valori; lo stato di irreversibilità della sua condizione, "secondo standard scientifici internazionalmente riconosciuti". "Premesse - sottolinea - che appaiono evidentemente confutabili. Nessun esperto potrebbe, allo stato attuale, dichiarare l'irreversibilità della condizione di stato vegetativo, se non in base ad una scelta puramente soggettiva. Sulla volontà di Eluana, poi, l'arbitrarietà appare palese. La dichiarazione di un momento non può evidentemente essere presa a parametro per presumere la volontà di una persona riguardo a scelte come quelle che riguardano la contrarietà o meno ad un trattamento che fra l'altro si pone al limite fra terapia e nutrizione".
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MessaggioInviato: Gio 18/Ott/2007 17:34    Oggetto: Rispondi citando

So di avere contro tutti gli amici del forum, ma non posso esimermi, per onestà intellettuale, dal dire che (secondo i miei canoni) la posizione di Vanu è non solo inaccettabile, ma errata in radice.
Senza voler fare un discorso filologico, osservo due cose.
La prima è che la Chiesa, non "si intromette" nelle leggi dello Stato.
La Chiesa è una istituzione che si preoccupa di "parlare" e di fornire le sue indicazioni al mondo intero, non solo ai cattolici.
E' poi compito degli uomini di buona volontà, recepire i messaggi, per disponibilità o fede, non importa, o rigettarli perchè non condivisi e non condivisibili ai propri convincimenti.
E' lo scopo stesso della Chiesa quello di parlare a tutti!
L'istituzione "Chiesa" è parte terza rispetto agli eventi, essa ha il dovere di esprimere le proprie indicazioni e dire quale è la via da seguire, e quella via è un obbligo per i credenti, ed una indicazione per tutti gli altri.
La seconda osservazione è che essa non è un supermercato dove si prende ciò che interessa e si lascia sugli scaffali ciò che non interessa o non fa comodo.
Aggiungo che questo mi pone personalmente in serio imbarazzo nel valutare posizioni che da cattolico non riesco proprio a "digerire" come quella nel caso di cui parliamo.
Tuttavia, mi preme dire che si parla di ingerenze e di intromissioni non avendo ben presente quelli che sono i compiti istituzionali della Chiesa stessa.


Bye
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..Lunga vita e prosperità...
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MessaggioInviato: Gio 18/Ott/2007 17:42    Oggetto: Rispondi citando

continuo a stimare i tuoi interventi per la chiarezza e l'onestà intellettuale Confused pur andando in direzione ostinata e contraria vs la Chiesa che strumentalizza il dogma a fini politici, mi sembra, ascoltando la CEI ed alcune affermazioni di Natzinger, di guardare i politici al TG che commentano senza dare al pubblico la possibilità di sapere qual'è la notizia REALE.
La fede chiaramente supera tutto, ma sui compiti della Chiesa come ecclesia...mi pare ci possa essere qualcosa da dire.
Se poi fai ulteriormente caso al fatto che le affermazioni son legate a ricatti per indurre la classe politica a concessioni, la censura diventa doverosa
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