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Indice del forum L'isola del giorno prima - parte 2
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Norvegia

 
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Pirata
Isolano DOC
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MessaggioInviato: Mer 18/Apr/2007 23:37    Oggetto: Norvegia Rispondi citando

Norvegia - 21-28 agosto 2006

Io e mia moglie, amanti del genere “fresco”, abbiamo scelto quest’anno di andare in Norvegia, attratti anche dalle descrizioni di amici, di articoli letti qui e là e dalle immagini proposte nei vari siti ad essa dedicati, primo fra tutti, www.visitnorway.com/
Abbiamo pensato di organizzare il viaggio in questo modo: partenza da Pisa per Oslo, coincidenza con Bergen, affitto di un’auto per tornare a Oslo passando dal sud della Norvegia e riprendere poi l’aereo per Pisa.
Il viaggio l’abbiamo interamente programmato attraverso internet (voli, alberghi e auto) e devo dire che la cosa ha funzionato benissimo.
Abbiamo scelto una compagnia low cost norvegese www.norwegian.no/sw7127.asp sia da/per l’Italia, che per il volo interno. Ci siamo trovati molto bene, sia per le aeromobili che per la puntualità nei voli. Unico neo, il fatto che al ns arrivo a Bergen il bagaglio non c’era e ci ha raggiunto solo la sera del giorno successivo, contrattempo probabilmente ascrivibile ai servizi aeroportuali e non necessariamente alla compagnia.
Per l’auto ci siamo rivolti all’avis www.avisautonoleggio.it perchè aveva i prezzi migliori e la possibilità rispetto ad altri di consegnare la macchina in una città diversa da quella di ritiro.
Per scegliere le località dove soggiornare, abbiamo prima consultato una guida molto ben fatta (Lonely Planet € 22,00), poi con l’aiuto di google map, di AND Route (per le distanze e i tempi di percorrenza) e del sito www.allstays.com/, abbiamo inoltrato le prenotazioni, a cui puntualmente ci è stata data risposta negativa o positiva che fosse, con l’indicazione del ns n. di prenotazione e la preghiera di disdire almeno 24 ore prima.
Pisa – Oslo - Bergen è una città molto carina, collocata all’interno di un fiordo, in cui si trova un centro storico, il Brigge, costituito da vecchie case in legno coloratissime, che l’Unesco ha dichiarato “patrimonio dell’umanità” e dove si trova anche dalla mattina alla sera un vivacissimo mercato del pesce dove ti servono “al volo” deliziosi panini con gamberetti appena pescati e salmone affumicato ad ottimi prezzi..
C’è anche un centro moderno, totalmente pedonalizzato, pieno di negozi e, al pari di quello storico, pulito, ben tenuto e interamente fruibile anche alle persone disabili. Peccato non aver avuto il bagaglio in quei due giorni, altrimenti ce la saremmo goduta di più, ma il pensiero di perderli completamente è stato costante e disturbante.
La Norvegia, pur aderendo alla UE, non usa l’euro ma la propria moneta che vale circa 1,20€ ed è decisamente costosa: tutte le cene non sono mai andate sotto le 500 nok ovvero 61,46€ in due: anche per la pizza che sembra essere la golosità nazionale tanto è diffusa e gli alberghi mai sotto i 120€ a notte, colazione inclusa.
Da Bergen a Flekkefjord, lungo la E39, è stato un percorso di 350km per certi versi affascinante perché si realizza quasi tutto su ponti, traghetti e tunnel sottomarini! impiegando, senza soste, circa 8 ore.
Noi abbiamo fatto tre tunnel sotto il mare: il più lungo di 8 km complessivi, scende per 4km e sale per altrettanti con una pendenza ed una salita del 9%: vale a dire che siamo scesi a quasi 400 metri sotto il mare. Le gallerie, anche se non sono rivestite come da noi, ma si nota con chiarezza la nuda roccia, sono ampie e ben illuminate con dispositivi di sicurezza e vie di fuga ogni pochi metri ed inoltre sono a doppia corsia per chi sale e singola per chi scende.
Arrivati a destinazione, siamo usciti dalla strada nazionale e abbiamo attraversato un pontino entrando così nel paesino di Flekkefjord, una miniatura tenuto molto bene e piuttosto carino.
Dopo aver lasciato le valige in albergo, siamo usciti per farci due passi e “cercare” il lungomare su cui – avevamo letto – c’erano un paio di ristorantini carini.
Gira che ti rigira, non trovavamo il lungomare e quindi abbiamo domandato dove fosse....prima delusione: il mare era quella striscetta d’acqua che avevamo attraversato sul ponticello!!!
Eh già, i fiordi non sono altro che lingue di mare lunghissime e più o meno larghe che si insinuano nella terraferma, diventando sempre più simil-laghi con le acque scure e ferme, senza onde, né orizzonte!
Cenato bene a base di carne con mais e pomodori e gelato con crema di lamponi con sotto una strana crépe, facciamo due passi due e torniamo in albergo dove, complice il silenzio “assordante”, come lo ha più volte definito mia moglie, ci facciamo una bella dormita, essendo ormai buio (le 22,00). (Per la cronaca: anche lì in televisione danno CSI: da loro non è doppiato ma è sottotitolato in norvegese, per cui è evidente quanto possiamo aver capito nell’episodio che ci siamo visti!!)
Il giorno dopo, dopo una buona colazione, ripartiamo alla volta di Grimstad passando per Risor situata anch’essa all’interno di un fiordo ma più corto dell’altro e più aperto e per Lindesnes che è il punto più meridionale del Paese su cui, al termine di una lingua di terra lunga una ventina di Km è posto un faro moderno operativo dal 1931 in sostituzione di quello costruito un centinaio di anni prima, che funzionava a carbone. Dal faro, visitabile, lo spettacolo offerto agli occhi del visitatore, è immenso: isolotti rocciosi, splendide calette lavorate incessantemente dall’acqua e dal vento, un orizzonte sconfinato, danno il senso che la natura è una forza prodigiosa.
Dopo un buon numero di scatti fotografici, riprendiamo la strada verso Grimstad, che raggiungiamo nel tardo pomeriggio.
Il paesaggio della E39 è piuttosto monotono anche se il tempo è buono con una temperatura di 22, 23 °: foreste di abeti, faggi e betulle a perdita d’occhio, acqua (salata o dolce non è dato sapere) ai margini della strada raccolta in laghetti con graziose isolette alberate nel mezzo, qualche galleria, poche abitazioni sparse qua e là, piccoli villaggi, traffico scarso, pochi distributori, molte aree di sosta con toilette, qualcun’altra anche con la possibilità di mangiare.
Limite di velocità: 80 km orari monitorato elettronicamente e svariati, implacabili, autovelox (multe da 10mila€ in su per chi eccede) e ritiro patente a chi beve anche una birra: tasso alcoolometrico consentito: 0,00!
Limite che in prossimità dei villaggi, scendeva a 60 un paio di km prima e poi a 40 passandoci nel mezzo!!
Grimstad, si presenta né più né meno come tutti gli altri paesini in cui ci siamo fermati per una breve sosta o ci siamo semplicemente passati nel mezzo: piccolo, ben curato, in fondo ad un fiordo, con un grazioso porticciolo pieno di barche, barchette, motoscafi, tutti ordinati, case di legno colorate che affacciano sui moli di legno, pochi abitanti, pochissima “vita”.
Pernottiamo in un grazioso (ma caldissimo) albergo, ceniamo in un ristorante di una nota catena locale, facciamo la solita passeggiatina per ammazzare il tempo e torniamo in hotel giusto in tempo per lenire un forte mal di pancia che ci aveva colpito entrambi e che, per fortuna, è stato quasi immediatamente risolto.
Grimstad – Oslo (273km): percorriamo questa distanza senza particolari emozioni paesaggistiche, anzi variando il percorso e spostandoci un po’ nell’interno. Il paesaggio non cambia molto: foreste e prati, pochissime fattorie sparse, internet disponibile gratis in quasi tutte le (poche) stazioni di servizio, strade e autostrade (tutte) con l’illuminazione, velocità sempre max 80km/h, laghetti in quantità industriale, terreno roccioso, granitico, quasi ovunque.
Arriviamo dunque nella capitale, anch’essa situata all’interno di un mega fiordo (e poteva essere diversamente?), molto simile a tutte le città del nord Europa, relativamente pochi abitanti (550mila), abbastanza a misura d’uomo, ampi spazi pedonalizzati e pieni di negozi, servizi pubblici efficientissimi, un’area portuale completamente ristrutturata (Akker Brigge) e diventata una “vetrina sul mare” piena di centri commerciali, ristoranti, pub, pizzerie ideale per i turisti ma frequentatissima anche dai locali, dove si può semplicemente passeggiare oppure tirare tardi.
Visitiamo qualche museo di sabato, però la domenica non ce la sentiamo di rimanere lì perché è tutto chiuso e quindi lasciamo l’albergo in direzione di Fredrickstad, antica città fortificata.
Il GPS ci è davvero d’aiuto per raggiungerla (come devo dire ci è stato di aiuto per tutto il viaggio, ovunque) e, in qualche modo, per ammirare queste antiche costruzioni che la caratterizzano.
In serata, ci dirigiamo verso l’aeroporto internazionale di Oslo, sito a Gardermoen a oltre 50 km dalla città. Poiché avevamo il volo la mattina presto, avevamo trovato un B&B, praticamente al termine della pista. E’ stata la serata più “tosta” perché spersi in aperta campagna, dopo un abbondante passeggiata, ci hanno proposto un toast e un gelato e poi siamo andati a letto.
Il giorno dopo, sveglia alle 6,00 riconsegna dell’auto e partenza per l’Italia.
Che dire? Siamo stati bene, il tempo ci è stato favorevole, ma l’assenza dei colori dell’estate, la monotonia del paesaggio e la mancanza pressocchè assoluta di Storia, di vestigia del passato da visitare e da godere e sulle quali riflettere, ci è mancata molto! Forse è un paese più adatto agli amanti della natura, del trekking, della bicicletta (piste ovunque, anche ai bordi delle strade nazionali ben separate dalle corsie delle auto), delle gite in barca o delle crociere nei fiordi.
Per noi, il “tempo del grande nord” è terminato, i prossimi viaggi saranno Messico ed Egitto.
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MessaggioInviato: Mar 08/Mag/2007 21:01    Oggetto: Rispondi citando

Cool Pirata, scusa ma in un periodo di distrazione ho perso la bellezza della descrizione, condivido totalmente le conclusioni, appartenendo alla eletta schiera degli isolani marittimi Very Happy
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