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Indice del forum L'isola del giorno prima - parte 2
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Gabanone68
Isolano DOC
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Messaggi: 1133
Località: Reggio Emilia
Impiego: Informatico
Interessi: Orologi, Coltelli

MessaggioInviato: Ven 07/Set/2007 12:27    Oggetto: google Rispondi citando

L'azienda [modifica]
Google è stato creato nel 1998 da Larry Page e Sergey Brin, allora studenti dell'Università di Stanford, dopo aver sviluppato la teoria secondo cui un motore di ricerca basato sull'analisi matematica delle relazioni tra siti web avrebbe prodotto risultati migliori rispetto alle tecniche empiriche usate precedentemente. Convinti che le pagine citate con un maggior numero di link fossero le più importanti e meritevoli (Teoria delle Reti), decisero di approfondire la loro teoria all'interno dei loro studi e posero le basi per il loro motore di ricerca. Fondarono l'azienda nel settembre del 1998.

L'azienda, che ha il proprio quartier generale a Mountain View in California, nel cosiddetto Googleplex, è al momento gestita con capitali privati, i maggiori detentori di quote sono Kleiner Perkins Caufield & Byers and Sequoia Capital. Nell'ottobre 2003, discutendo una possibile offerta pubblica iniziale la società fu contattata da Microsoft a proposito di un possibile accordo o di una fusione; Google rifiutò l'offerta. Nel gennaio 2004 è stata annunciata l'assunzione di Morgan Stanley e Goldman Sachs Group per organizzare l'offerta pubblica iniziale, che potrebbe raggiungere i 4 miliardi di dollari americani, dando a Google un capitale di mercato di 12 miliardi di dollari, secondo un banchiere coinvolto nella transazione.

Il 9 marzo 2006, Google ha acquistato dalla compagnia Upstartle Writely un word processor utilizzabile tramite Browser, che permette il salvataggio dei files prodotti in formati assai diffusi, permettendo una facile interoperabilità con vari Software di produttività personale. Infine, il 9 ottobre 2006, Google ha rilevato il portale per video amatoriali YouTube, vero fenomeno di massa tra i giovani per la facilità di condivisione di video amatoriali con circa 20 milioni di visitatori al mese, per l'astronomica cifra di 1,65 miliardi di dollari.


Etimologia [modifica]
La parola "Google" deriva da googol, termine coniato da Milton Sirotta (nipote minorenne del matematico americano Edward Kasner) nel 1938, per riferirsi al numero rappresentato da 1 seguito da 100 zeri . L'uso della parola fatto da Google riflette la volontà della società di organizzare l'immensa quantità di informazioni disponibili sul Web. Inoltre il termine viene associato con un gioco di parole alla parola "binocolo" (in inglese goggles) infatti il motore permette di "guardare da vicino" la rete. La parola Google infatti richiama ad una fantomatica formula magica capace di trovare qualsiasi cosa sul web. Riguardo alla derivazione della formula esistono tesi opposte e contrastanti, ma la più comune la attribuisce ad una popolazione africana che usava la formula come buon auspicio per la caccia.


PageRank [modifica]
Per approfondire, vedi la voce PageRank.

PageRank è anche un servizio di Google per dare informazioni sulla "affidabilità" della pagina grazie al suo grado di visita.


AdWords [modifica]
Adwords è un semplice servizio di Google che permette la pubblicazione sul web degli annunci riguardanti il proprio sito. Costi per click e tetti massimi impostabili. Viene anche denominato "Pay per click" (pubblicità in cui si pagano i click).


AdSense [modifica]
È il servizio di Google che permette di mostrare sul proprio sito gli annunci pubblicati da altri siti tramite Adwords.


I server [modifica]
Google utilizza un parco macchine con più di 450.000 computer GNU/Linux per rispondere alle ricerche e catalogare il web. La catalogazione è fatta da un programma (googlebot) che richiede periodicamente nuove copie delle pagine web che conosce. I link in queste pagine vengono esaminati per scoprire nuove pagine e aggiungerle nel database, il cui indice, insieme alla cache, occupa milioni di terabyte.


Ottimizzazione [modifica]
Per approfondire, vedi la voce Ottimizzazione dei motori di ricerca.

Da quando Google è diventato uno dei motori di ricerca più popolari, molti webmaster hanno cominciato a seguire e cercare di spiegare i cambiamenti nel posizionamento (rank) del loro sito.

Una nuova categoria professionale è nata per assistere i webmaster e le aziende nel migliorare la posizione dei loro siti nei risultati delle ricerche su Google, così come su altri motori di ricerca. Questi consulenti si occupano di un'attività chiamata "ottimizzazione per i motori di ricerca" (dall'acronimo statunitense SEO: Search Engine Optimization) che si propone di creare pagine e siti che rispettino le regole (i "gusti") dei motori di ricerca riuscendo a migliorare la propria posizione nei risultati delle ricerche.

Sul web si possono trovare discussioni su forum o siti che fanno riferimento a fenomeni come la Google dance. Si riferisce a un fenomeno, ora non più presente, che si verificava in un periodo di pochi giorni (circa ogni mese) in cui Google aggiornava il suo database e di conseguenza i risultati delle ricerche. Fra una dance e l'altra i risultati rimanevano inalterati. Il termine dance si riferiva al fatto che per alcuni giorni i risultati delle ricerche variavano (danzavano quindi) continuamente prima di assestarsi. Nell'estate del 2003 Google ha cambiato le sue abitudini di catalogazione limitando gli effetti della "danza": ora i risultati delle ricerche variano in modo dinamico e continuativo senza nessuno stravolgimento periodico.

Una delle sfide più importanti di Google, ora che il motore è diventato popolare tra gli utenti del web, è impedire che soggetti spregiudicati riescano a forzare le debolezze dell'algoritmo per sovvertire i risultati delle ricerche a loro vantaggio. Molti consulenti di ottimizzazione scarsamente professionali hanno utilizzato tecniche artificiose e dannose per influire sul posizionamento dei siti di alcuni loro clienti. Google è riuscito a limitare molti di questi tentativi raffinando il proprio algoritmo per individuare i siti che realizzano abusi e limitarne la rilevanza nei risultati (o addirittura rimuovere questi siti dai suoi archivi). Un corretto posizionamento fra i risultati di Google può portare a ritorni economici elevati, soprattutto per i siti di e-commerce. La scelta di un consulente serio è spesso strategica per la sopravvivenza o il successo di un sito. Per questi motivi, Google ha pubblicato un insieme di linee guida per aiutare i proprietari di siti a capire come individuare i consulenti professionali e come evitare truffe e raggiri da parte di operatori scorretti[1]


Google e la legge [modifica]
Google è stato criticato per via dei cookie a lungo termine che posiziona sul computer degli utenti; in ogni caso la maggior parte dei servizi di Google possono essere usati anche con i cookie disabilitati.

Un numero di organizzazioni hanno usato le leggi sul DMCA (Digital Millennium Copyright Act) per chiedere a Google di rimuovere link a materiale su altri siti sul quale esse rivendicavano diritti di copyright. Google risponde a queste richieste rimuovendo il link e includendone uno alla richiesta nei risultati della ricerca. Ci sono anche state critiche sul fatto che la cache di Google violi il copyright, in ogni caso il caching è una normale parte delle funzioni del web e il protocollo HTTP mette a disposizione meccanismi (che Google rispetta) per disabilitarlo.

Nel 2002 si diffuse la notizia[2] che in Cina l'accesso a Google era stato vietato (il governo ha il controllo della rete e può impedire il collegamento verso alcuni siti). Un sito mirror (in tutti i sensi, compreso il testo da sinistra verso destra; mirror letteralmente significa "specchio") chiamato "elgooG" si rivelò efficace nell'aggirare il divieto. Tempo dopo, il divieto cessò e fu detto che non era stato istituito per impedire le ricerche, ma l'accesso alla cache (che permetteva di aggirare altri divieti imposti dal governo). Esiste anche un mirror dinamico di Google che funziona come proxy server[3]. È interessante notare che un servizio di caching viene realizzato anche da Internet Archive, al quale però non fu vietato l'accesso.

Diversamente da Yahoo!, Google non è anche una directory; tutte le pagine di Google sono indicizzate in maniera automatica da un algoritmo statistico che valuta la pertinenza del sito con le parole chiave indicate, quale parole assegnargli, il numero di accessi e altri parametri come indicatori di qualità del sito.

Tuttavia, Google conserva una copia (cache) di tutte le pagine indicizzate e la cancella dai suoi server solo su esplicita richiesta del titolare del sito/provider Internet.

Il tentativo dichiarato da Google è di costruire un World Wide Web, di premiare i siti di qualità dando maggiore risalto nei primi risultati delle varie ricerche, di servire agli utenti per avere risposte soddisfacenti alle loro ricerche. Molti motori di ricerca svolgono anche una funzione commerciale; varie aziende pagano un ranking fra i primi 10 risultati come una spesa pubblicitaria.


Google e la censura [modifica]
Il servizio Google News cinese, di recente introduzione, sarebbe modellato sulle necessità di censura del paese orientale. Alcune news appartenenti a siti censurati dal governo di Pechino non verrebbero pubblicate accedendo al portale da una connessione cinese.

Il tutto è emerso grazie alle segnalazioni giunte da un volontario di DynaWeb (proxy che permette agli utenti cinesi un accesso anonimo in grado di svincolarsi dalla potente censura governativa): in base alla località delle ricerche i risultati restituiti sono differenti, ed in particolare sembrano essere tagliate fuori particolari testate.

Con tanto di screenshot viene dunque dimostrato come testate quali http://www.epochtimes.com.au/ o http://www7.chinesenewsnet.com/ non sono rintracciabili tra i risultati quando la ricerca avviene all'interno del territorio cinese.

Secondo quanto riferito da P2Pnet.net, il sito che ha fatto emergere la storia, Google attribuisce ad «una varietà di motivi» la scelta di negare il link ad alcune testate, e tra tali motivi viene citata la fattiva impraticabilità dell'accesso al sito da talune località.

Il primo portavoce delle accuse contro il "Matrix" cinese è Bill Xia, CEO del DIT (Dynamic Internet Technology, il gruppo del servizio DynaWeb), il quale spinge direttamente sulla matrice ideologica i motivi del tutto. L'ipotesi di Xia sembra confermata da alcuni documenti interni pubblicati dal San Francisco Chronicle secondo i quali l'attività nel paese orientale sarebbe vincolata da leggi che arrivano anche a prevedere appositi filtri web per siti dai contenuti illegali.

Ancor più allarmante della notizia di una possibile censura delle notizie, è l'abilitazione nei normali risultati di ricerca del Google cinese del filtro "Safesearch" in modo permanente. Tale filtro ha la funzione di proteggere i minori dal materiale pornografico presente sul web. Se si effettuano però alcune particolari ricerche sul Google cinese, si viene avvertiti che il filtro "SafeSearch" è attivo. La cosa singolare è che le voci in questione sono ad esempio "Dalai Lama", "Falun Gong", assieme alle parole "libertà", "democrazia" e simili. È possibile comparare i risultati delle ricerche tra la versione cinese del motore di ricerca e quella occidentale utilizzando questi indirizzi. Nell'esempio si cercano le immagini associate alle parole "Dalai Lama", e la versione cinese non ritorna alcun risultato.

Versione italiana: [1]
Versione cinese: [2]
Altrettanto impressionante la censura relativa al movimento spirituale pacifista "Falun Gong". Il Google occidentale non risparmia le immagini della durezza della repressione del governo cinese ai danni di questa setta che chiede diritti civili e libertà religiosa per il popolo cinese. Sempre come da esempio seguente, il Google orientale restituisce ben altri risultati, riportando siti e commenti alla setta perfettamente allineati alla propaganda di regime.

Versione italiana: [3]
Versione cinese: [4]
Dalle pesanti accuse mosse dall'opinione pubblica, Google si difende ribadendo che si tratta semplicemente di controllo di pornografia e materiale illegale. Questo è facilmente smentibile da una prova diretta, eppure Google non modifica le proprie dichiarazioni.


Google e la privacy [modifica]
Alcune funzionalità dei software Google presentano dei problemi rispetto alle leggi nazionali sulla privacy:

Google Earth e Google Maps sono stati accusati di gravi violazioni della privacy per l'eccessiva risoluzione delle immagini, spinta ad un livello di dettaglio tale da rendere riconoscibili le persone, gli interni degli abitati e zone protette da segreto militare e divieto di ripresa.[citazione necessaria]
Google Desktop è sospetto di spyware, ovvero di trasmettere titoli e contenuti dei documenti che normalmente scandisce per effettuare una ricerca di parole chiave all'interno del computer. L'esito della ricerca e l'indicizzazione dei documenti potrebbero essere inviati all'esterno.[citazione necessaria]

Alcune opzioni di ricerca avanzata [modifica]
Per approfondire, vedi la voce Comandi di Google.


Ricerca con operatori "+" e "-" [modifica]
Per cercare testi dove compaiono in sequenza (una subito dopo l'altra) due o più parole chiave occorre separarle col segno "+": es. l'istruzione "wikipedia+google" fa comparire le pagine in cui compare la parola wikipedia subito seguita da google. Nelle posizioni più basse(con minore ranking) si trovano le pagine che risultano anche da una ricerca senza l'operatore "+" che non è esattamente l'operatore booleano "AND", in quanto oltre a cercare entrambi i termini nel testo, li cerca uno di seguito all'altro.

In maniera complementare, l'operatore "-" esclude i testi che contengono una certa parola chiave, e funziona da filtro: es. "wikipedia-google" ricerca alcune pagine di Wikipedia, in ciascuna delle quali non compare la parola "google".


Ricerca interna ad un sito [modifica]
Per effettuare una ricerca di parole chiave all'interno di un sito occorre digitare l'istruzione:

site:nomesito.com uno spazio bianco e le parole chiave.
Un altro modo è scrivere nella barra degli indirizzi: www.google.it/custom?domain=www.nomesito. Compare una barra di Google con un opzione selezionabile per la ricerca all'interno del sito richiesto.


Ricerca di una definizione [modifica]
Per cercare la definizione di un termine o il significato di un acronimo basta digitare nel campo di ricerca di Google "define: termine" dove "termine" indica la parola da cercare. Ad esempio "define: TCP" darà come risultato la definizione della sigla.


Conversione unità di misura e valute [modifica]
Digitando "1€ to USD" google ritornerà il valore di un euro in dollari americani. Funziona con tutte le valute e con le unità di misura di tutto il mondo.


Calcoli matematici e costanti [modifica]
Si può ottenere il risultato di un calcolo anche complicato digitandolo nel capo di ricerca utilizzando i comuni operatori matematici.

Esempi: 9*2, (5+6)/8, 2^16, sqr 81

Si possono anche introdurre le costanti matematiche e fisiche: c, e, G, h, i, k, pi, phi


Indicizzare una pagina web [modifica]
Occorre scrivere nella barra degli indirizzi www.google.it/addurl.html e nella pagina aperta digitare URL della pagina web e parole chiave. Se Google indicizza la pagina, digitando le parole chiave scelte compare fra i risultati.

Altre funzionalità particolari del motore di ricerca, anche in fase di beta testing, si trovano all'indirizzo labs.google.com.
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MessaggioInviato: Dom 25/Nov/2007 23:26    Oggetto: Rispondi citando

Google, quel tasto da 110 milioni di dollari
L'opzione «mi sento fortunato» è usato pochissimo e fa perdere moltissimi soldi

WASHINGTON - Chi fra di voi utilizza più o meno abitualmente il tasto «mi sento fortunato» sulla pagina di ricerca di Google alzi la mano. E si senta inoltre un po' in colpa, poiché la sua fortuna, e quella di chi come lui usa il tasto in questione, fa perdere alla compagnia californiana circa 110 milioni di dollari all'anno.

IL TASTO DELLA FORTUNA - Sin dalla sua nascita, nel 1998, nella pagina iniziale di Google si trova da sempre il tasto «mi sento fortunato», posizionato accanto alla maschera di ricerca. La funzione di tale opzione sembra però essere sconosciuta ai più, perfino ai più fedeli utilizzatori del motore di Mountain View. L'utilizzo di tale bottone, in realtà, porta l'utente direttamente alla prima delle pagine che il motore di ricerca ha trovato in base alle parole chiave inserite, senza offrire altri risultati. Una soluzione rapida, quasi sempre utile, ma assolutamente non redditizia per il suo inventore.

UN RAPIDO CONTO - Il titolare di una società che si occupa di determinare il valore aggiunto indotto dalla pubblicità immobiliare sui siti web, si è infatti divertito a calcolare l'ammontare della perdita causata a Google dal tasto «mi sento fortunato». Saltare direttamente al primo link utile comporta che la pagina dei risultati non venga visualizzata, e quindi Google perde la sua percentuale sui click ai link sponsorizzati venduti a caro prezzo agli inserzionisti. Considerato che circa l'1 per cento degli utenti fa uso di tale tasto, la perdita stimata si traduce in qualcosa come 110 milioni di dollari all'anno. Perchè non disfarsene, quindi?

IL MOTIVO - Sergej Brin, co-fondatore della compagnia californiana assieme a Larry Page, in occasione di una recente intervista radiofonica , ha spiegato che la ragione della presenza di tale tasto sulla pagina iniziale di Google risponde a un obiettivo che ha definito «dannatamente ambizioso»: quello di fornire agli utenti esattamente il risultato che cercano senza neppure costringerli a sceglierlo tra altri più o meno rilevanti. «Anche se non sempre il sistema è efficace», ha ammesso Brin, aggiungendo inoltre che lui stesso utilizza molto raramente la funzione in questione.

FILOSOFIA AZIENDALE - Oltre alle motivazioni di orgoglio espresse da Brin, vi sono però altre ragioni che giustificano il mantenimento del tasto in homepage. Il vice presidente di Google Marisa Mayer, che è inoltre la responsabile di quanto appare nella pagina di ricerca, ha tenuto a precisare che tale scelta rientra nella filosofia di Google: sta in homepage per ricordare che la grande G è fatta di persone con propri interessi e inclinazioni, e che la società non vuole essere troppo concentrata sui profitti, né rigida e asettica. Insomma, la valenza sociale del servizio offerto attraverso il bottone «mi sento fortunato» è superiore alle perdite indotte dai mancati click sui link sponsorizzati.

http://www.corriere.it/scienze_e_tecnologie/07_novembre_23/google_tasto_fortunato_834fc518-99cd-11dc-aff3-0003ba99c53b.shtml

In effetti non la uso mai quell'opzione, però è carina come idea...
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