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Edgar Degas

 
Nuovo Topic   Rispondi    Indice del forum -> Pittura, scultura, architettura...
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Pegasoroma
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MessaggioInviato: Lun 20/Ago/2007 10:42    Oggetto: Edgar Degas Rispondi citando

Figlio del facoltoso banchiere De Gas (questa la vera grafia del cognome), Edgar passò quasi tutta la sua vita a Parigi, con frequenti soggiorni in Italia, dove si reca quasi ogni anno tra il 1854 e il 1886. Dopo aver ricevuto un’istruzione classica nel principale liceo della città, si iscrisse per breve tempo alla facoltà di giurisprudenza della Sorbona, e nel 1854 diventa allievo del pittore Louis Lamothe, a sua volta discepolo di Ingres, uno dei grandi maestri di cui Degas subisce l’influenza. Nel 1862, l’incontro con Manet è decisivo per l’evolversi della sua pittura in senso impressionista. Dal 1874 al 1886 partecipa a tutte le mostre degli impressionisti, tranne a quella del 1882. Ciononostante, rimane, tra gli artisti del gruppo, il più lontano dal vero e proprio impressionismo di cui rifiutano uno dei principi basilari, la pittura “en plein air”, preferendo creare le sue tele a studio, sulla base di schizzi e appunti. La sua ricerca si rivolge soprattutto allo studio degli effetti della luce artificiale e in questo senso sono fondamentali i suoi dipinti dedicati al mondo dello spettacolo – cantanti, musicisti, ballerine -, agli interni dei locali di ritrovo. Fonte imprescindibile della sua arte sono le stampe giapponesi, di cui era un importante collezionista. Dal 1898, a causa di gravi problemi alla vista, smette quasi di dipingere e si dedica alla scultura modellando statuine di cavalli in movimento, ballerine in varie pose e altri soggetti; la sua scultura più importante è certamente Ballerina di quattordici anni, del 1890, in cui affronta il problema della scultura polimaterica. Una curiosità della sua produzione è la serie di schizzi, studi, monotipi, disegni e litografie che hanno per tema il mondo delle prostitute e delle case chiuse, opere distrutte dal fratello Réné, dopo la morte dell’artista, ad eccezione delle poche tavole che Degas cedette all’editore Vollard per illustrare La Maison Tellier di Guy de Maupassant e Les Mimes des courtisanes di Pierre Louys. Un aspetto interessante è anche quello di Degas collezionista, che mise insieme più di cinquecento dipinti e cinquemila tra disegni e stampe (ma non ebbe mai niente di Monet che liquidò come un “puro decoratore”). Degas morì quasi del tutto cieco nel 1917.


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MessaggioInviato: Lun 20/Ago/2007 10:44    Oggetto: Rispondi citando




La festa della tenutaria

La festa della tenutaria
1878-1879
monotipo ripassato a pastello su carta; 26,6 x 29,6
Parigi, Musée Picasso
La scena vivace e grottesca appartiene alla serie degli undici monotipi di Degas collezionati da Picasso, il quale, nel 1971, si sarebbe ispirato per una serie di incisioni con scene di prostitute e bordelli, in cui la figura di Degas è protagonista e spettatore estraneo di un eros sfrenato ed esibito da donne corpulente e deformi. L’inquieto sperimentatore Picasso collezionava fin dal 1958 i monotipi di Degas, in cui, come in questa Festa della tenutaria (la donna seduta in nero come una regina che riceve un bacio da una delle ragazze), l’oscenità non è nelle attitudini e nelle pose delle modelle (come invece interpreterà Picasso), quanto nella resa impietosa di corpi e volti disfatti e grotteschi o nella volgarità “naturale” dell’ambiente, non senza ironia. Bataille descrisse queste "ragazze delle case chiuse" come raffigurate "in tutta la loro incongruità" in cui l’erotismo brutale del bordello diventa una scena cruda e reale rappresentata così come è nella realtà, senza il filtro dell’immaginazione.
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MessaggioInviato: Lun 20/Ago/2007 10:46    Oggetto: Rispondi citando



Prova di balletto in scena
1874 circa
tecnica mista su carta ; 54,3 x 73
New York, Metropolitan Museum of Art
Del dipinto esistono altre due versioni pressochè identiche a questa: una a monocromo a Parigi (Musée d’Orsay) e una, anch’essa conservata al Metropolitan Museum di New York e appartenuta a Sickert, che venne iniziata ad acquerello, continuata come gouache e più tardi completata a olio, con ritocchi a inchiostro e a penna: una sovrapposizione di tecniche che dimostra la particolare abilità e il senso di padronanza assoluta di Degas, il quale sperimentava e ricercava con libertà e al di fuori dell’ortodossia accademica. Per questi motivi l’impressionista Pissarro avrebbe definito Degas "anarchico" in arte. Questa versione a pastello pare che avesse intenzione di acquistarla Gauguin, e gli avrebbe ispirato opere come le ballerine intagliate su una scatola in legno del 1880-1881 (o del 1884-1885). Anche questo dipinto si caratterizza per la freschezza e l’immediatezza della scena, ripresa da un angolo del palco dove si svolgevano le prove di un balletto.
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MessaggioInviato: Lun 20/Ago/2007 10:48    Oggetto: Rispondi citando





La classe di danza
1874
olio su tela; 82,5 x 76
New York, Metropolitan Museum of Art
Si tratta di una delle opere più famose di Degas tra quelle dedicate alla danza e alle ballerine dell’Opera. L’anno di produzione del dipinto, il 1874, è la data della prima mostra del gruppo degli impressionisti presso lo studio di Nadar, ma Degas, sebbene avesse partecipato a quella prima esposizione e anche alle cinque successive, si distingue nettamente per stile e spirito dalla ricerca più tipicamente impressionista. Egli si rivela più disegnatore che colorista, come scrisse Argan, "combattuto tra una spinta progressiva ed una remora conservatrice". Lo spazio della scena, all’interno di una sala di danza, è reale e prospettico (e attraverso lo specchio si estende oltre la finestra), come preso da un indiscreto obiettivo fotografico che “ferma” il tempo: la danzatrice al centro si esibisce in un arabèsque osservata dal maestro in ombra sulla destra, le altre ballerine in tutù sul fondo sono colte in pausa e rilassate, mentre aspettano, si aggiustano il tutù o il nastro di velluto al collo, così come anche le due in primissimo piano sulla sinistra. L’interesse del pittore è quello di cogliere l’istantaneità del momento, la vivacità dell’agire umano, il ritmo della vita reale e, in questo, invece, si rivela totalmente impressionista.
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MessaggioInviato: Lun 20/Ago/2007 10:50    Oggetto: Rispondi citando



Il broncio
1869-1871
olio su tela; 32 x 46
New York, Museum of Modern Art
E' un dipinto che attesta la particolare attenzione di Degas verso le sottigliezze psicologiche sottintese dalle sue scene di genere. Sulla parete di fondo è appesa una corsa di cavalli, che ricorda i soggetti analoghi dipinti negli stessi anni da Degas e dagli altri impressionisti. Secondo alcuni per la figura maschile potrebbe aver posato il critico Duranty, che conobbe il pittore nel 1862, e nel 1876 avrebbe pubblicato un opuscolo sulla nuova pittura molto vicino alle posizioni di Degas.
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MessaggioInviato: Lun 20/Ago/2007 10:54    Oggetto: Rispondi citando



La famiglia Bellelli
1858-1867
olio su tela; 200 x 250
Parigi, Musée d'Orsay
Ritrae la famiglia del barone Bellelli, zio dell'artista. Fu un'opera d'elaborazione lentissima (quasi dieci anni), iniziato in Italia a Firenze (fu ammirato dal macchiaiolo Cristiano Banti) e terminato a Parigi, che tradisce la molteplicità delle influenze culturali. Ebbe vasta eco anche tra gli artisti italiani che potettero vederlo nello studio di Degas, e se ne conoscono diversi bozzetti e studi preparatori. Fu acquistato dal Louvre nel 1918.
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MessaggioInviato: Lun 20/Ago/2007 10:55    Oggetto: Rispondi citando


L'assenzio
1876
olio su tela; 92 x 68
Parigi, Musée d'Orsay
Per la scena, ambientata al caffè La Nouvelle Athènes, uno dei locali frequentati dagli impressionisti, posarono l'attrice Ellen Andrée e l'artista Marcellin Desboutin. Esposto alla mostra impressionista del 1876, fu acquistato da A. Kay e presentato nel 1893 a Londra, dove suscitò grande scandalo per la crudezza del tema (gli effetti dell'alcoolismo sulle classi più povere), ma anche appassionate difese da parte degli artisti. Acquistato nell'occasione da Isaac de Camonde, tornò in Francia.
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MessaggioInviato: Lun 20/Ago/2007 10:59    Oggetto: Rispondi citando



Nudo grande visto di schiena
1885
pastello su carta; 64 x 53
Collezione privata
E' uno dei nudi femminili che, esposti nel 1886 all'ultima mostra degli impressionisti ("Serie di nudi di donne che fanno il bagno, che si lavano, che si asciugano, si pettinano o si fanno pettinare"), sconcertarono il pubblico e la critica, facendo parlare di misoginia e di crudeltà. Degas portava invece alle estreme conseguenze il suo occhio antiaccademico, evitando nelle modelle qualsiasi sospetto di 'posa' o di compiacimento nei confronti del pubblico.
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MessaggioInviato: Lun 20/Ago/2007 11:02    Oggetto: Rispondi citando


L'ufficio dei Musson
1873
olio su tela; 74 x 92
Pau, Musée des Beaux Arts
Iniziato a New Orleans, durante il viaggio americano di Degas, è un ritratto di famiglia dei parenti della madre (che là vivevano) raffigurati nel loro ambiente di lavoro di commercianti in cotone. Sperando che lo aiutasse ad introdursi nel mercato inglese, Degas cercò di adeguarsi alla moda britannica del tempo (Tissot, Millais). Presentato alla mostra impressionista del 1876, fu il primo quadro di Degas ad essere acquistato nel 1878 da un museo statale.
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MessaggioInviato: Lun 20/Ago/2007 11:07    Oggetto: Rispondi citando



Foyer di danza all'Opéra
1872
olio su tela; 32 x 46
Parigi, Musée d'Orsay
Degas realizzò il dipinto ispirandosi al ridotto di Rue le Pellettier, sede della scuola di ballo dell'Opéra. Il pittore ha articolato lo spazio attraverso la coordinazione di gruppi separati, in analogia con le coreografie dei balletti che attiravano in quegli anni la sua attenzione. Esiste una composizione quasi coeva (La classe di danza, New York, Museum of Modern Art) nella quale l'articolazione spaziale risulta molto più convenzionale e semplificata.
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