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L'isola del giorno prima - parte 2 Un luogo dove il pensiero corre libero e ribelle
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Pegasoroma Isolano DOC


 Sesso:  Età: 45 Messaggi: 1492 Località: Roma
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Inviato: Mer 01/Ago/2007 16:34 Oggetto: Los Angeles, il Getty Museum cede-tornano le nostre opere! |
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LOS ANGELES (California) - Dopo mesi di trattative il Getty Museum di Los Angeles ha finalmente acconsentito alla restituzione di 40 delle opere d'arte del suo catalogo richieste dal nostro Paese. Opere trafugate dall'Italia e in seguito acquistate - per altro legalmente - dal Getty.
La querelle su chi fosse il vero proprietario è durata mesi. Ma oggi, il Ministro per i Beni e le Attività Culturali Francesco Rutelli e il direttore del museo Michael Brand hanno annunciato di aver finalmente raggiunto un accordo "riguardo alle richieste avanzate dal ministero per alcuni oggetti conservati nelle collezioni di arte antica del museo Getty".
Entro i prossimi mesi i tecnici italiani e americani definiranno un calendario per il trasferimento - delicatissimo - delle opere d'arte. Unica eccezione la "Statua di culto di una dea", meglio conosciuta come "Venere di Morgantina". Per quest'opera dal valore inestimabile, risalente a 2400 anni fa, dovremo aspettare un po' di più: secondo i termini dell'accordo, infatti, il Getty Museum potrà esporla fino al 2010. E bisognerà attendere anche per rivedere la "Statua di un giovane atleta vittorioso" di Lisippo. Per la quale, annunciano in una nota congiunta il ministero e il Getty Trust, "sono rinviate ulteriori discussioni" in attesa del risultato del procedimento legale in corso a Pesaro.
In cambio, l'Italia ha sottoscritto un accordo di collaborazione con il museo che include prestiti di opere d'arte significative, mostre congiunte, ricerca e progetti di conservazione e restauro. Per il Getty si tratta, tutto sommato, di un affare: in cambio della restituzione di queste 40 opere, potrà attingere alle infinite "riserve artistiche" del nostro Paese, e al know-how italiano - tra i più avanzati del mondo - in materia di restauro e conservazione.
una grande notizia. finalmente riusciamo a riappropriarci della refurtiva! speriamo si sia innescato un processo che permetta il ritorno nel nostro paese delle innumerevoli opere d'arte trafugate e mai restituiteci.
prossimo obiettivo IL LOUVRE (magari...!) _________________ E gli occhi tuoi mi rubano la luce
Perchè tu possa splendere nei miei |
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vanuatu Sciamano


 Sesso:  Messaggi: 6153 Località: timbuctù
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Inviato: Mer 01/Ago/2007 16:39 Oggetto: |
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chissà quante sono le opere d'arte trafugate (a diverso titolo).....è cmq una buona notizia, è un inizio...
 _________________ Se Dio non gioca a dadi, non è detto che disdegni la roulette |
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Chiccola Sedentario


 Sesso:  Età: 27 Messaggi: 737
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Inviato: Gio 02/Ago/2007 10:12 Oggetto: |
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E meno male che sono fondazioni che dovrebbero proteggere l'arte. Se per loro PROTEGGERE significa RUBARE......
Sono contenta di questo ritorno, ma ci sono opere che a mio parere devono rimanere dove sono anche se compiute da artisti italiani. Andrò controcorrente, ma credo che "La Gioconda" dovrebbe rimanere dov'è: la stanno curando, la stanno proteggendo... Non è nelle mani di pazzi scatenati.
Io non mi fido della tutela artistica e culturale degli italiani e scusatemi, ma men che meno mi fido di Rutelli. |
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spx Sciamano


 Sesso:  Età: 33 Messaggi: 5151 Località: Bologna/Roma/Forlì
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Inviato: Gio 09/Ago/2007 16:04 Oggetto: |
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Il caso de "La Gioconda" è diverso perchè è stata legalmente acquistata da Leonardo da un re francese e quindi appartiene legittimamente alla Francia.
Resta però il bottino di Napoleone e quello invece fu un furto vero e proprio!
Pensate poi ai poveri Greci che sono stati saccheggiati per secoli dai turchi e dagli inglesi, è assurdo che i fregi del Partenone siano a Londra! _________________ You can have peace. Or you can have freedom. Don't ever count on having both at once. (Robert A. Heinlein) |
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ilreleone Isolano DOC


 Sesso:  Età: 41 Messaggi: 1231
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Inviato: Gio 09/Ago/2007 16:33 Oggetto: |
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Scusate ma io di diritto internazionale non so una mazza quindi lascio spazio a chi ne sa di +.
Ma come può l'Italia rivendicare la proprietà di cose che esistevano prima della sua "fondazione"? Cioè al limite potrebbero farlo gli eredi degli artisti (sempre che si possano considerare i legittimi proprietari). O sbaglio?  |
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spx Sciamano


 Sesso:  Età: 33 Messaggi: 5151 Località: Bologna/Roma/Forlì
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Inviato: Gio 09/Ago/2007 16:43 Oggetto: |
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Dunque, manco io so un tubo di diritto internazionale, quindi vado a logica.
Se gli americani quando hanno invaso l'Iraq si fossero ufficialmente spazzolati le opere del museo di Bagdad (e probabilmente lo hanno anche fatto, sempre che prima non avessero distrutto tutto) a livello internazionale penso che ci sarebbe giustamente stato da ridire.
Quindi idem per l'Italia, anche se in certi momenti storici a governare la particolare città in cui si trovavano le opere c'era uno staterello invece che l'attuale stato italiano sempre a quella città appartenevano e se quella città stà in Italia all'Italia appartengono. Secondo me almeno. _________________ You can have peace. Or you can have freedom. Don't ever count on having both at once. (Robert A. Heinlein) |
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Pegasoroma Isolano DOC


 Sesso:  Età: 45 Messaggi: 1492 Località: Roma
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Inviato: Gio 09/Ago/2007 21:17 Oggetto: |
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ne so ben poco pure io di diritto internazionale.
posso presumere che una volta riunita l'italia, tutto il patrimonio di proprietà degli staterelli precedenti all'unione sia stato acquisito dalla nuova nazione, inclusi i dirittidi questi sulle opere trafugate o espatriate illegalmente. _________________ E gli occhi tuoi mi rubano la luce
Perchè tu possa splendere nei miei |
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Pegasoroma Isolano DOC


 Sesso:  Età: 45 Messaggi: 1492 Località: Roma
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Inviato: Ven 14/Dic/2007 20:27 Oggetto: |
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venerdì 14 dicembre 2007
A volte ritornano: ecco i tesori ritrovati
l’Unità 14.12.07
A volte ritornano: ecco i tesori ritrovati
di Stefano Miliani
MARTEDÌ IL QUIRINALE apre le sue stanze ai numerosi reperti archeologici che, trafugati dall’Italia, avevano trovato «casa» nei musei esteri. Molti provengono dal Getty Museum di Los Angeles
Come in una sorta di abbraccio tra civiltà greca, etrusca e romana, da martedì 18 dicembre fino al 2 marzo il Quirinale espone 77 pezzi che farebbe felice una marea di musei e collezionisti nella mostra «Nostoi. Capolavori ritrovati»: reperti di qualità spesso strabiliante, a detta degli archeologi, tornati in pianta stabile in Italia. Sebbene vedere statue, un brano d’affresco pompeiano, stupendi vasi attici in ceramica a figure nere (se dipinte su fondo rossastro) o a figure rosse (se su fondo nero), bronzetti etruschi, possa lasciare un senso di rimpianto per quanta storia e quante conoscenze sugli antenati abbiamo perduto.
Qualche esemplare della mostra invita a citare una tavola cerimoniale in marmo policromo con due grifoni che divorano una cerva del IV secolo a.C., già al Getty Museum di Los Angeles; una statua in marmo di Apollo con grifone del I-II secolo d.C., proveniente sempre dall’istituto californiano; un’anfora etrusca con serpente dipinto, riconsegnata dal Fine Arts di Boston; una raffinata e piccola Nike (una vittoria alata) a opera etrusca rubata nel ’75 alla soprintendenza archeologica di Ercolano e restituita di sua «spontanea» volontà dal gallerista newyorkese Jerome Eisenberg; il Cratere del pittore Eufronio, vaso attico a figure rosse già al Metropolitan di New York e in arrivo a gennaio al Quirinale. Sono alcune delle 77 opere elaborate tra il VII secolo a.C. e il II d.C. provienienti dall’Etruria, dal Lazio, dal territorio, dalla Puglia che il palazzo presidenziale, luogo simbolicamente significativo, espone su iniziativa del ministro per i beni culturali Rutelli. E non espone i reperti solo perché «belli»: li espone perché a suo tempo trafugati e restituiti all’Italia nell’ultimo anno o due, dopo lunghe trattative e accordi diplomatici il cui culmine è stato l’intesa siglata con il Getty. Un inciso: il museo riconsegna 40 pezzi, 39 vanno al Quirinale, il 40esimo, la cosiddetta Venere di Morgantina, rientrerà nel 2010, negli intendimenti, per tornare da dove è partita, la Sicilia. Altro e ancor più importante inciso: nelle intenzioni, ogni opera tornerà nei territori d’origine o nel museo più competente.
Con questa rassegna il ministero cosa vuole? È un’azione di propaganda politica? «Piuttosto propaganda culturale - risponde Maurizio Fiorilli, che per l’avvocatura dello Stato presiede la commissione ministeriale e conduce la battaglia legale del dicastero con i vari musei -. Da un lato si dà conto di quanto ottenuto: come i compagni di Ulisse erano dei “ritornanti”, così queste opere hanno compiuto il loro viaggi di ritorno. Dall’altro lato vogliamo sensibilizzare l’opinione pubblica, far capire che il nostro patrimonio va tutelato. Aggiungo che questa ricchezza è stata scavata e rubata da cittadini italiani ed è stata oggetto di mercimonio da parte di cittadini italiani». Che fa, straccia il mito degli italiani brava gente? «E bisogna anche sfatare il mito dei tombaroli come dei poveretti. Non sono affatto dei poveri Cristi».
«L’emorragia di materiali archeologici non è mai cessata - interviene Stefano De Caro, già soprintedente in Campania e ora direttore generale del ministero per il patrimonio archeologico -. Anzi ha conosciuto nel dopoguerra nell’intero Mezzogiorno, in Sicilia, nel Lazio e nella Toscana, un’accelerazione disperante». Un saccheggio sotterraneo in piena regola. Reso possibile da più fattori: «L’agricoltura meccanizzata e gli insediamenti urbani hanno moltiplicato le occasioni di rinvenimenti fortuiti; l’insufficiente capacità di controllo delle soprintendenze; l’insinuarsi negli scavi clandestini della malavita organizzata in collegamento con mercanti stranieri; l’accresciuta richiesta di musei e collezionisti…». La Mafia ha fatto affari d’oro. E all’estero troppi erano pronti a pagare profumatamente simili sforzi attingendo a complicate ed elaborate reti di commercio nascosto. Adesso però, annota De Caro, qualcosa è cambiato: musei e archeologi e Stati sono consapevoli che depredare l’arte è un crimine. Però qualcuno a volte ha obiettato: meglio esporre e studiare un’antichità all’estero che lasciarla interrata. «Non è una visione nazionalistica dell’archeologia», osserva in catalogo De Caro, a far rivendicare il maltolto. «È una visione scientifica, soprattutto eticamente legittimata, del rispetto del contesto di provenienza senza il quale i reperti, al di là della seduzione volatile della loro bellezza, diventano muti». Guardiamo l’anfora di Eutimide che cita un grande atleta della Magna Grecia, Faillo, strappata al sepolcro d’origine: «A chi apparteneva?», domanda De Caro. O ancora: chi accompagnò nell’al di là la misteriosa religiosità di un cratere con divinità minori di un Olimpo greco che forse guardava ad altre sponde del Mediterraneo? «Forse se avessimo avuto il corredo per intero, avremmo potuto rispondere a queste domande. Purtroppo dobbiamo solo accontentarci della pur grande bellezza e rimpiangere che quei barlumi di storia non possano risplendere più. Mai più».
... questa mattina hanno iniziato a portare i reperti... che meraviglia! non vedo l'ora che apra! |
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millaluna73 Nobile


 Sesso:  Età: 34 Messaggi: 3049 Località: provincia Monza e Brianza
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Inviato: Ven 14/Dic/2007 20:36 Oggetto: |
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spx Sciamano


 Sesso:  Età: 33 Messaggi: 5151 Località: Bologna/Roma/Forlì
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Inviato: Ven 14/Dic/2007 21:10 Oggetto: |
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Infatti sono davvero contenta, un'ottima notizia!!!!!!  _________________ You can have peace. Or you can have freedom. Don't ever count on having both at once. (Robert A. Heinlein) |
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