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Giotto

 
Nuovo Topic   Rispondi    Indice del forum -> Pittura, scultura, architettura...
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Pegasoroma
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MessaggioInviato: Ven 13/Lug/2007 13:46    Oggetto: Giotto Rispondi citando

Elogiato da Dante, Petrarca e Boccaccio, Giotto godeva di ampia fama come pittore e come architetto. La sua arte, di sconvolgente modernità, fu di modello anche per le generazioni successive, sino al Rinascimento. Rari e variamente interpretati sono i documenti sulla sua partecipazione al cantiere della basilica superiore di San Francesco ad Assisi. Di recente una parte della critica ha di nuovo messo in dubbio l’autografia delle celebri Storie di san Francesco (1296-1304); altri invece ne ribadiscono la tradizionale attribuzione a Giotto, considerandolo unico a quel tempo a essere in grado di dipingere con tanta verità di natura, ma soprattutto di spazio e prospettiva, e riconoscendo la collaborazione di una bottega altamente specializzata, con ampia rappresentanza di pittori romani. Gli anni intorno al 1300 sono densi di impegni. A Santa Maria Novella lascia il monumentale Crocifisso dove Cristo è raffigurato, fuori dai canoni tradizionali, umanissimo e sofferente; dopo i domenicani, anche i benedettini richiedono al pittore un’opera per l’altare della loro chiesa fiorentina (Polittico di Badia, oggi agli Uffizi). Durante un breve soggiorno a Rimini, dipinge, oltre ad affreschi perduti, un Crocifisso per la locale chiesa di San Francesco. Nel 1303 si trasferisce a Padova dove attende alla decorazione della cappella degli Scrovegni (Storie di Gioacchino e Anna, Storie della Vergine, Storie di Cristo, Giudizio universale, Allegorie dei vizi e delle virtù). Tra il 1307 e il 1308 è ad Assisi, impegnato nella decorazione della cappella della Maddalena, quindi a Firenze dove esegue la Madonna di Ognissanti degli Uffizi e gli affreschi delle cappelle Peruzzi (1315-1320) e Bardi (1320-1325) in Santa Croce. Di datazione ancora incerta sono gli interventi di Giotto e bottega nella basilica di San Pietro a Roma commissionati dal cardinale Jacopo Stefaneschi: il polittico oggi alla Pinacoteca vaticana, il mosaico della Navicella, di cui restano solo due busti di angeli, e i perduti affreschi dell’abside. Nel 1328 è chiamato a Napoli da Roberto d’Angiò. Nel 1334 viene nominato capomastro dell’Opera di Santa Reparata (Santa Maria del Fiore) e sovrintendente delle opere pubbliche di Firenze. Nel 1336 è a Milano, dove affresca una sala del distrutto palazzo di Azzone Visconti.


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MessaggioInviato: Ven 13/Lug/2007 13:48    Oggetto: Rispondi citando



Accertamento delle stimmate
(particolare) 1296-1304
affresco; 270 x 230
Assisi, San Francesco, basilica superiore
Secondo quanto riportato da Giorgio Vasari (nella II edizione delle Vite, 1568), Giotto giunse ad Assisi su invito di fra’ Giovanni Mincio da Morrovalle, generale dell'ordine francescano dal 1296 al 1304, arco di tempo nel quale si suole collocare l'esecuzione degli affreschi con le Storie di san Francesco. Posta nel registro inferiore della seconda campata sinistra, partendo dal transetto della chiesa, la scena con le stimmate, come tutto il ciclo, ha come fonte la biografia del santo raccontata dalla Legenda Maior di san Bonaventura, che dal 1266 era stata ufficialmente accolta dall'ordine francescano. L'innovazione del linguaggio giottesco è ravvisabile nell'inedita impalcatura compositiva, per cui ogni scena presenta un proprio spazio prospettico, sempre più elaborato.
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MessaggioInviato: Ven 13/Lug/2007 13:49    Oggetto: Rispondi citando



Omaggio di un uomo semplice
1296-1304
affresco; 270 x 230
Assisi, San Francesco, basilica superiore
Si tratta del primo riquadro dedicato alle Storie di san Francesco, in cui un uomo stende il suo mantello ai piedi del giovane Francesco, consapevole del destino di santità riservatogli. La scena, ambientata in una rigorosa prospettiva urbana, mostra la piazza centrale di Assisi, i cui monumenti, anche se in parte trasformati (per esempio il tempio di Minerva), sono ancora esistenti. In questi primi riquadri la critica ha visto qualche incertezza nella disposizione degli elementi e nell'accordo fra figure e architetture, rapporto che nelle successive immagini si va equilibrando e consolidando.
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MessaggioInviato: Ven 13/Lug/2007 13:50    Oggetto: Rispondi citando



Natività
1303-1305
affresco; 200 x 185
Padova, cappella dell'Arena (o degli Scrovegni)
A Padova la concezione spaziale di Giotto giunge a piena maturazione; se ad Assisi vi era ancora qualche incertezza, all'Arena di Padova la prospettiva delle scene si raccorda esattamente con l'architettura della cappella. Giotto arriva a degli effetti di grande illusionismo plastico nel perfetto equilibrio fra le architetture delle scene, la distribuzione delle figure e gli elementi del paesaggio, che in questo caso offrono una scansione per piani che accentua ulteriormente il senso di profondità. La minore presenza di aiuti ha inoltre permesso di valutare la coerenza del progetto giottesco, che nella sua unità raggiunge uno degli esiti più felici della pittura medioevale.
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MessaggioInviato: Ven 13/Lug/2007 13:52    Oggetto: Rispondi citando



Noli me tangere
1307 - 1308
affresco
Assisi, San Francesco, basilica inferiore, cappella della Maddalena

A differenza dell'analoga scena di Padova, la monumentalità qui cede il passo a un'esemplificazione della composizione, popolata da un minor numero di figure. Tutta l'immagine assume un tono più naturale: i numerosi particolari naturalistici del paesaggio, i gesti dei protagonisti sembrano dar luogo a un dialogo interno all'opera e l'espressività della santa condensa tutto il sentimento umano di stupore. L'intenso blu del cielo ad Assisi si riduce, ponendo in risalto il chiarore delle rocce, che a loro volta servono da sfondo luminoso per le figure. L'unico dato prospettico è il sepolcro, ben ancorato nelle rocce.
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MessaggioInviato: Ven 13/Lug/2007 13:53    Oggetto: Rispondi citando



Resurrezione di Lazzaro
1307-1308
affresco
Assisi, San Francesco, basilica inferiore, cappella della Maddalena
Dopo i soggiorni di Roma, Rimini e Padova, Giotto tornò ad Assisi, per decorare la cappella della Maddalena, con le storie della santa, di Marta e di Lazzaro. In quest'occasione il maestro si valse di aiuti, forse gli stessi impegnati a Padova. A Giotto vengono tradizionalmente attribuiti questo riquadro con la Resurrezione di Lazzaro e quelli con la Cena in casa del fariseo e il Noli me tangere, per le strette affinità con le scene degli Scrovegni. Nell'immagine assisiate, rispetto a Padova, viene meno il senso di drammaticità dell'evento, i gesti delle figure sono pacati e l'aspetto di Lazzaro ha perduto il carattere mortuario che aveva all'Arena. La minor tensione è compensata dal tono narrativo della scena, come evidenziato dalla scritta che suggella l'azione miracolosa di Cristo.
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vanuatu
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MessaggioInviato: Ven 13/Lug/2007 14:28    Oggetto: Rispondi citando



Cappella degli Scrovegni - Presentazione di Gesù

dopo il restauto la Cappella è diventata ancor più bella.....se potete, visitatela ne vale la pena
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Se Dio non gioca a dadi, non è detto che disdegni la roulette
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vanuatu
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MessaggioInviato: Ven 13/Lug/2007 14:30    Oggetto: Rispondi citando


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