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L'isola del giorno prima - parte 2 Un luogo dove il pensiero corre libero e ribelle
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Pegasoroma Isolano DOC


 Sesso:  Età: 45 Messaggi: 1492 Località: Roma
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Inviato: Gio 28/Giu/2007 21:53 Oggetto: L'ombra della Sera |
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È vero, di statuette simili ne esistono altre, sistemate in vari musei e collezioni di antichità etrusche sparse per l’Italia centrale. Per fare un solo esempio, a Veio si può ammirare una scultura analoga, però al femminile. Altre si trovano nel museo di Villa Giulia a Roma, ad Arezzo, e al Louvre di Parigi c’è la famosa "Divinità di Nemi".
Ma l’interesse maggiore è focalizzato su quella conservata nel Museo Guarnacci di Volterra, perché possiede alcune caratteristiche che la rendono unica nel panorama, piuttosto ricco, della scultura votiva in bronzo del III - II secolo a.C. È universalmente conosciuta come "Ombra della Sera", e nome più appropriato non si poteva trovare. Perché quella figura maschile nuda, allungata in maniera esagerata in tutto il corpo - mentre per la testa il suo creatore ha rispettato le giuste proporzioni - non può suscitare altra reazione nell’osservatore se non quella di immaginare un uomo che, posto di fronte al sole al tramonto, allunga a dismisura la sua ombra.
Ed è per la sua forma così particolare se, nel corso del tempo, sono nate alcune leggende a permeare di un alone di mistero il suo ritrovamento. La più accreditata racconta di un archeologo francese che, in giro nel territorio volterrano, fu investito da un improvviso temporale che lo costrinse a trovare riparo nella casa di un agricoltore. Il quale, con squisita cortesia, invitò l’ospite a riscaldarsi al fuoco del caminetto. Ma quale fu la sorpresa dell’archeologo quando si accorse che il padrone di casa (si trattava forse di un "tombarolo", figura non rara nella campagna del volterrano?) stava attizzando la legna sul fuoco con un’esile e lunga verga metallica che poi risultò essere la non ancora famosa statuetta di matrice etrusca!
La realtà dei fatti documentabili è ovviamente diversa, anche se niente sappiamo circa le circostanze della sua ricomparsa alla luce del sole. Una prima notizia si ha nel 1737, quando lo studioso fiorentino Anton Francesco Gori compilò un catalogo dei ritrovamenti etruschi durante le campagne di scavo in territorio volterrano. Nel suo scritto affermò che il bronzetto (di cui eseguì anche un disegno) era custodito a Firenze, nella Casa Buonarroti; un museo, allora come adesso, che annovera non solo opere e cimeli appartenuti al grande Michelangelo, ma anche reperti di antichità raccolte da un suo discendente, Filippo.
Qualche decennio più tardi fu il prelato, archeologo e collezionista Mario Guarnacci ad occuparsi della statuetta. In qualche modo - non è dato sapere se tramite l’acquisto o grazie a uno scambio - ne entrò in possesso e da quel momento fa parte del ricchissimo Museo di Volterra.
Venendo ad anni più recenti, sembra non esserci alcun dubbio sul fatto che lo scultore svizzero Alberto Giacometti si sia ispirato al bronzetto volterrano quando, nel 1948, creò la sua "Donna in piedi". Se le due statue sono sorprendentemente simili nello stile e nella forma, tanto da suscitare una medesima emozione - pur nella consapevolezza che i due artisti hanno operato a circa ventitre secoli di distanza uno dall’altro - l’unica e sostanziale differenza fra le due sculture sta nelle dimensioni: mentre l’"Ombra della Sera" misura 57 centimetri d’altezza, quella dello scultore svizzero può essere considerata superiore al naturale, con i suoi 182 centimetri.
Un’altra leggenda ha per protagonista l’"imaginifico" Gabriele d’Annunzio, che risiedette in più occasioni a Volterra dove ambientò il romanzo "Forse che sì, forse che no": sembra che sia stato proprio lui a coniare quell’epiteto - così efficace - di "Ombra della Sera". Nessuno saprà mai con certezza se quest’ipotesi corrisponde alla verità. Resta il fatto che d’Annunzio fu un sincero ammiratore della città toscana che descrisse - con altrettanta efficacia - come la "città del vento e del macigno".
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kendy Nobile


 Sesso:  Messaggi: 4348
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Inviato: Gio 28/Giu/2007 22:01 Oggetto: |
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Non mi piacciono
una mia amica ha delle statuette del genere ,il papa la mammma e i figli
sono lunghi lunghi mi fanno una brutta impressione  _________________
julikendy@ |
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kendy Nobile


 Sesso:  Messaggi: 4348
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Inviato: Mer 04/Lug/2007 13:15 Oggetto: |
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eccole!!!  _________________
julikendy@ |
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Pegasoroma Isolano DOC


 Sesso:  Età: 45 Messaggi: 1492 Località: Roma
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Inviato: Mer 04/Lug/2007 21:42 Oggetto: |
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| queste statuette mi sembrano africane |
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vanuatu Sciamano


 Sesso:  Messaggi: 6153 Località: timbuctù
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Inviato: Mer 04/Lug/2007 21:56 Oggetto: |
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"Ombra della sera"...........affascinante, davvero.... _________________ Se Dio non gioca a dadi, non è detto che disdegni la roulette |
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kendy Nobile


 Sesso:  Messaggi: 4348
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Inviato: Mer 04/Lug/2007 21:57 Oggetto: |
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| Pegasoroma ha scritto: | | queste statuette mi sembrano africane |
Infatti sono ( Ombre della sera Africane  _________________
julikendy@ |
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kendy Nobile


 Sesso:  Messaggi: 4348
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Inviato: Sab 08/Set/2007 13:58 Oggetto: |
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julikendy@ |
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dess Grande capo


 Sesso:  Età: 51 Messaggi: 7477
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Inviato: Lun 17/Set/2007 21:59 Oggetto: Re: L'ombra della Sera |
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| Pegasoroma ha scritto: | È vero, di statuette simili ne esistono altre, sistemate in vari musei e collezioni di antichità etrusche sparse per l’Italia centrale. Per fare un solo esempio, a Veio si può ammirare una scultura analoga, però al femminile. Altre si trovano nel museo di Villa Giulia a Roma, ad Arezzo, e al Louvre di Parigi c’è la famosa "Divinità di Nemi".
Ma l’interesse maggiore è focalizzato su quella conservata nel Museo Guarnacci di Volterra, perché possiede alcune caratteristiche che la rendono unica nel panorama, piuttosto ricco, della scultura votiva in bronzo del III - II secolo a.C. È universalmente conosciuta come "Ombra della Sera", e nome più appropriato non si poteva trovare. Perché quella figura maschile nuda, allungata in maniera esagerata in tutto il corpo - mentre per la testa il suo creatore ha rispettato le giuste proporzioni - non può suscitare altra reazione nell’osservatore se non quella di immaginare un uomo che, posto di fronte al sole al tramonto, allunga a dismisura la sua ombra.
Ed è per la sua forma così particolare se, nel corso del tempo, sono nate alcune leggende a permeare di un alone di mistero il suo ritrovamento. La più accreditata racconta di un archeologo francese che, in giro nel territorio volterrano, fu investito da un improvviso temporale che lo costrinse a trovare riparo nella casa di un agricoltore. Il quale, con squisita cortesia, invitò l’ospite a riscaldarsi al fuoco del caminetto. Ma quale fu la sorpresa dell’archeologo quando si accorse che il padrone di casa (si trattava forse di un "tombarolo", figura non rara nella campagna del volterrano?) stava attizzando la legna sul fuoco con un’esile e lunga verga metallica che poi risultò essere la non ancora famosa statuetta di matrice etrusca!
La realtà dei fatti documentabili è ovviamente diversa, anche se niente sappiamo circa le circostanze della sua ricomparsa alla luce del sole. Una prima notizia si ha nel 1737, quando lo studioso fiorentino Anton Francesco Gori compilò un catalogo dei ritrovamenti etruschi durante le campagne di scavo in territorio volterrano. Nel suo scritto affermò che il bronzetto (di cui eseguì anche un disegno) era custodito a Firenze, nella Casa Buonarroti; un museo, allora come adesso, che annovera non solo opere e cimeli appartenuti al grande Michelangelo, ma anche reperti di antichità raccolte da un suo discendente, Filippo.
Qualche decennio più tardi fu il prelato, archeologo e collezionista Mario Guarnacci ad occuparsi della statuetta. In qualche modo - non è dato sapere se tramite l’acquisto o grazie a uno scambio - ne entrò in possesso e da quel momento fa parte del ricchissimo Museo di Volterra.
Venendo ad anni più recenti, sembra non esserci alcun dubbio sul fatto che lo scultore svizzero Alberto Giacometti si sia ispirato al bronzetto volterrano quando, nel 1948, creò la sua "Donna in piedi". Se le due statue sono sorprendentemente simili nello stile e nella forma, tanto da suscitare una medesima emozione - pur nella consapevolezza che i due artisti hanno operato a circa ventitre secoli di distanza uno dall’altro - l’unica e sostanziale differenza fra le due sculture sta nelle dimensioni: mentre l’"Ombra della Sera" misura 57 centimetri d’altezza, quella dello scultore svizzero può essere considerata superiore al naturale, con i suoi 182 centimetri.
Un’altra leggenda ha per protagonista l’"imaginifico" Gabriele d’Annunzio, che risiedette in più occasioni a Volterra dove ambientò il romanzo "Forse che sì, forse che no": sembra che sia stato proprio lui a coniare quell’epiteto - così efficace - di "Ombra della Sera". Nessuno saprà mai con certezza se quest’ipotesi corrisponde alla verità. Resta il fatto che d’Annunzio fu un sincero ammiratore della città toscana che descrisse - con altrettanta efficacia - come la "città del vento e del macigno".
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bella...affascinante |
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