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Indice del forum L'isola del giorno prima - parte 2
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René François-Ghislain Magritte
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Autore Messaggio
Pegasoroma
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MessaggioInviato: Mer 27/Giu/2007 22:32    Oggetto: René François-Ghislain Magritte Rispondi citando

René François-Ghislain Magritte

Nasce a Lessines, in Belgio, nel 1898. Suo padre, Léopard, è un mercante e si trasferisce con la famiglia a Châtelet nel 1910. Qui sua madre Adeline si toglie la vita nel 1912, gettandosi nel fiume Sambre. Con il padre e i due fratelli si trasferisce a Charleroi. Dopo gli studi classici, René volge i suoi interessi alla pittura, iscrivendosi nel 1916 all'Accademia di belle arti di Bruxelles, città dove la famiglia si trasferisce nel 1918. L'artista si interessa alle ricerche futuriste, conosciute attraverso Pierre Floquet e, nel 1919, espone la sua prima tela, Trois Femmes, presso la Galerie Giroux. Nel 1922 sposa Georgette Berger, incontrata quando aveva 15 anni. Nel 1923 vende il suo primo dipinto: il ritratto della cantante Evelyn Brélin. Nel frattempo lavora come grafico, principalmente nel design di carta da parati e si avvicina all'opera di Giorgio de Chirico, dalla quale viene profondamente colpito. Il periodo surrealista ha inizio nel 1925, con l'adesione dell'artista al gruppo surrealista di Bruxelles (Camille Goemans, Marcel Lecomte e Paul Nougé). L'anno successivo dipinge il primo quadro surrealista, Le Jockey perdu, e diversi disegni pubblicitari. Nel 1927 ha luogo la prima mostra personale, presso la galleria "Le Centaure" di Bruxelles, nella quale Magritte espone 61 opere; in questa occasione fa la conoscenza dello scrittore Louis Scutenaire. Con la moglie Georgette si trasferisce a Perreux-sur-Marne, nei pressi di Parigi. Nel 1929 i coniugi Magritte soggiornano a Cadaquès, in Spagna, in compagnia di Paul e Gala Éluard. Il pittore belga contribuisce a "La Révolution Surréaliste" e, in quest'anno, espone con il gruppo surrealista francese a Parigi. Dopo una mostra personale a New York e una a Bruxelles, nel 1937 soggiorna a Londra, dove dipinge alcune grandi tele per il collezionista Edward James. Nel 1940, per timore dell'occupazione tedesca, si trasferisce con la moglie nel sud della Francia, a Carcassonne. In questi anni, sperimenta un nuovo stile pittorico, detto "alla Renoir" o "solare", che porta avanti sino al 1947. In quest'anno il critico Scutenaire pubblica la prima biografia dell'artista. Inizia il periodo "vache", una sorta di parodia del fauve. Nel 1954 ha luogo a Bruxelles un'importante retrospettiva con 93 opere. Nel 1965 soggiorna a Ischia, anche per motivi di salute, e visita Roma. Il Museum of Modern Art di New York organizza una retrospettiva. Dopo un ultimo, lungo viaggio fra Cannes, Montecatini e Milano, avvenuto nel 1966, muore l'anno successivo a Bruxelles.
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MessaggioInviato: Mer 27/Giu/2007 22:35    Oggetto: Rispondi citando



Golconde 1953
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MessaggioInviato: Mer 27/Giu/2007 22:40    Oggetto: Rispondi citando

IL PENSIERO VISIBILE
Importante nella mia pittura è ciò che essa mostra." Questa semplice affermazione riassume le evidenti diversità che contraddistinguevano la sua opera da quella degli altri esponenti del surrealismo. L’opera ha vita propria, svelarne l’invisibilità equivale a coglierne il senso. Per Magritte il mondo delle idee vive nelle visioni e il suo stile pittorico, riporta nelle immagini, la naturalità della magia, del pensiero, dell’invisibile, eludendo ogni artificio, dalla teatralità della metafora e della metamorfosi di Dalì, alla prolificazione dei fantasmi desertici di Tanguy. Come il soffio del vento solleva il pulviscolo, la pittura solleva il sapere. Quindi non più gesto pittorico inteso esclusivamente come abilità tecnica, ma trasmissione del pensiero attraverso un piano estetico. Il pittore, oltre a saper pensare deve far pensare. Ne risulta un’immagine strettamente collegata al pensiero, un’immagine che è pensiero. La sensibilità all’interno della materia, le cose fisiche divengono, quindi, il tramite dell’invisibile e di conseguenza il pensiero divine visibile grazie al pittore. Nel pensiero visibile gli oggetti sono denudati dal nostro significato intrasoggettivo e si scopre la magia, intesa come volere, potere, entrare in tutte le forme, in tutte le identità senza dimorare in nessuna, dal termine "mogen". L’universo si schiude sotto i nostri occhi è l’impossibile, l’inspiegabile, l’assurdo, l’ipotetica visione onirica appare con la più disarmante naturalità nel mistero del surreale. Davanti a opere come La grande famiglia, allora è logico chiedersi: sono le nuvole a farsi colomba o viceversa? Ma per un’altra grande opera La firma in bianco è lo stesso Magritte a risponderci: "Le cose visibili possono essere invisibili. Se qualcuno va a cavallo nel bosco, prima lo si vede, poi no, ma si sa che c'è, nella Firma in bianco, la cavallerizza nasconde gli alberi e gli alberi la nascondono a loro volta: Tuttavia il nostro pensiero comprende tutte e due, il visibile e l'invisibile. E io utilizzo la pittura per rendere il pensiero visibile."


la grande famiglia 1963


la firma in bianco 1965
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MessaggioInviato: Mer 27/Giu/2007 22:44    Oggetto: Rispondi citando



l'impero della luce
1954, olio su tela, Collezione Peggy Guggenheim , Venezia
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MessaggioInviato: Mer 27/Giu/2007 22:48    Oggetto: Rispondi citando

decalcomania

Ultima modifica di Pegasoroma il Mer 27/Giu/2007 22:55, modificato 1 volta in totale
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MessaggioInviato: Mer 27/Giu/2007 22:49    Oggetto: Rispondi citando



il castello dei pirenei
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MessaggioInviato: Mer 27/Giu/2007 22:51    Oggetto: Rispondi citando



les amants
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MessaggioInviato: Mer 27/Giu/2007 22:54    Oggetto: Rispondi citando



la lampada filosofica
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MessaggioInviato: Mer 27/Giu/2007 22:57    Oggetto: Rispondi citando

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MessaggioInviato: Mer 27/Giu/2007 22:59    Oggetto: Rispondi citando



la memoria
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