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Schiavi moderni di Beppe Grillo

 
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MessaggioInviato: Mar 05/Giu/2007 19:06    Oggetto: Schiavi moderni di Beppe Grillo Rispondi citando

Dal blog di Beppe Grillo:

La legge Biagi ha introdotto in Italia il precariato. Una moderna peste bubbonica che colpisce i lavoratori, specie in giovane età. Prima non c’era, adesso c’è. Ha trasformato il lavoro in progetti a tempo. La paga in elemosina. I diritti in pretese irragionevoli. Tutto è diventato progetto per poter applicare la legge Biagi e creare i nuovi schiavi moderni. Dal pulire i cessi al rispondere al telefono.
Lavoratori dipendenti si sono trasformati in imprenditori con partita Iva, senza soldi e senza sicurezze. Lavoratori transbiagici. Una sottospecie di schiavi. Meno tutelati degli schiavi sudisti. La legge Biagi è una legge di sinistra per una politica del lavoro di ultra destra. Copiata dai faraoni. Call center al posto di piramidi. Usata per lo sfruttamento del lavoratore. Senza sicurezze. Senza niente. Neppure la dignità. Neppure la speranza degli operai degli anni ’50. Che vivevano di sacrifici, ma sapevano che i loro figli avrebbero avuto una vita migliore.
Questo libro è la storia collettiva di una generazione che sta pagando tutti i debiti delle generazioni precedenti. Tutti gli errori. Tutte le mafie, tutti gli scandali, tutte le distruzioni di aziende da parte di finanzieri farabutti. Una generazione che non andrà mai in pensione. Che sta pagando la pensione ai vecchi. Che si sta incazzando. Che non ha rappresentanza politica. Una generazione senza soldi, senza tfr, senza speranze professionali. Una generazione di schiavi moderni.
La legge Biagi doveva inserire nel mondo del lavoro i giovani. Ha invece trasformato i giovani in merce a basso costo. In questo gorgo sono finiti anche i lavoratori di quaranta, cinquant’anni che per non morire di fame insieme alle loro famiglie si sono adattati. Hanno aperto una partita Iva e si sono uniti al popolo dei precari.
Decine di migliaia di persone mi hanno scritto. Ho scelto alcune centinaia di testimonianze e le ho raggruppate per tema. Ci sono gli schiavi telefonici outbound e inbound, gli schiavi pubblici e quelli no profit, gli schiavi imprenditori. Call center organizzati come istituti di pena. Kapòcapufficio. Persino schiavi gratis. Un universo infernale e allo stesso tempo surreale, comico. In cui tutto è permesso, tutto è rovesciato. Un luogo non luogo dove il rischio imprenditoriale è del precario e il profitto del datore di lavoro. Assomiglia a ‘Alice nel Paese delle Meraviglie. E’ ‘Il Precario nell’Italia delle Meraviglie’. L’Italia è diventata la patria del lavoro a basso costo. Surclassiamo la Cina. Peccato che manchi il lavoro. Rimane allora solo il lavoratore a basso costo. Un primato tutto italiano.
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MessaggioInviato: Mar 05/Giu/2007 19:06    Oggetto: Rispondi citando

"Caro Beppe,
ti scrive un tuo concittadino 39enne che crede nel tuo lavoro e nella rete. Beh forse la mia storia è stata un po’ più fortunata di altre ma il risultato non cambia. Mi sono laureato a Genova nel 1994. Ho conseguito il titolo (!?!) di dottore di ricerca in geofisica tre anni dopo. Ho partecipato a 10 (!?!) campagne di misure in Antartide per il Programma Nazionale di Ricerche (Pnra) su programmi relativi alla comprensione dei cambiamenti climatici. Bene forse non tutti sanno che grazie ai vari Biagi, e a chi prima di lui, per 8 anni ho vissuto con 800 euro al mese e dovevo arrangiarmi con lavoretti vari per poter vivere. Che quando parti per le missioni antartiche visto che sei un figlio di nessuno ti pagano pure metà diaria dei tuoi colleghi fortunati con un contratto vero (lasciando stare altri aspetti che se vuoi ti racconto in privato). È che le banche ti ridono in faccia quando vai a chiedere di poter accendere un mutuo oppure ti vergogni di andarci perché sai come ti guardano.
Oggi mi posso dichiarare fortunato perché ho un contratto annuale da ricercatore per tre anni (cioè scade ogni anno e mi riassumono) e che quindi non vale per gli scatti di anzianità (cioè il mio stipendio è sempre lo stesso) e che per la pensione (è comico dirlo!) questi anni valgono la metà (cioè ne faccio 4 di questo tipo e me ne contano due). Ma, come dicevo, sono fortunato.
La mia ragazza, laureata in biologia, sta lavorando gratis da più di un anno (non inorridire Beppe! Lo so che la parola ti dà fastidio!) all’Istituto Superiore della Sanità con una promessa di avere un contratto Biagi! Ho amici all’università (minuscolo) di Genova che hanno perso i loro 800-1000 euro al mese dopo 10 anni di promesse e di inganni. Poi noi paghiamo 30mila euro al mese i nostri politici per farci prendere per il c..o ed insultare la nostra intelligenza. Mandiamoli a casa! Tutti! Voglio che chi mi rappresenta e viene strapagato sia immacolato! Neanche un divieto di sosta.
S. U. 21.02.2006 12:09"
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MessaggioInviato: Mar 05/Giu/2007 19:07    Oggetto: Rispondi citando

Che dire... Sottolineo solo che:

Voglio che chi mi rappresenta e viene strapagato sia immacolato! Neanche un divieto di sosta.

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MessaggioInviato: Lun 25/Giu/2007 19:52    Oggetto: Rispondi citando

Dal blog di Grillo:

Chi denuncia gli effetti della legge Biagi o della Treu è un visionario o un terrorista. In Italia va tutto bene: la disoccupazione non esiste più, siamo ai minimi storici. Ed è vero, dalla disoccupazione siamo passati direttamente allo schiavismo. Il professor Gallegati del dipartimento di Economia della Università Politecnica delle Marche fa alcune considerazioni sugli ultimi dati relativi all'occupazione. Sarà un terrorista anche lui?
Riporto, insieme alla sua lettera, uno dei ventimila casi di schiavismo che mi sono stati segnalati, presente nel libro Schiavi Moderni (71.000 copie scaricate). Si ride per non piangere.

"Caro Beppe,
pare che il Governo proverà a sporcarsi le mani modificando la “legge Biagi”.
Prima di valutarne l’azione, facciamo il punto con dati, per una volta tempestivi, aggiornati all'altro ieri, sul precariato.
La durata dei nuovi contratti offre, da sola, un segnale preoccupante: oltre il 60% è inferiore a 3 mesi e solo il 2% ha durata di 1 anno o più. Dei primi, la metà ha contratto di 1 mese, mentre 1 lavoratore su 5 di una settimana (5 giorni, ovvio).
Il bollettino economico della Banca d’Italia ci informa che quasi il 50 per cento dei giovani lavoratori sono assunti con contratti a termine. Preoccupante, si dirà. E allora che dire quando si scopre che di questi neoassunti meno del 10% in un anno vede trasformato il proprio contratto a termine in un contratto a tempo indeterminato. A parte qualche “fondamentalista del mercato”, c’è ormai fin troppa evidenza che la legge Biagi non è stata in grado di offrire una seria risposta alla persistente frammentazione (territoriale, generazionale e per sesso) del mercato del lavoro. In più (vedi la Postfazione a Schiavi moderni) la pensione come se la pagheranno ‘sti precari? Occorrerebbe una riforma di lungo periodo in grado di offrire ai giovani lavoratori una prospettiva di stabilità. I dati dimostrano che, una volta concluso il contratto a termine, non c’è quasi nessuna prospettiva di lungo periodo. Salvaguardare la flessibilità senza precarizzare la vita delle persone è ciò che si deve pretendere.
Una possibilità per promuovere un ingresso duraturo nel mercato del lavoro è quella francese, mediante l’introduzione graduale di forme di protezione dell’impiego, nella forma di indennità di licenziamento, che dovrebbe aumentare gradualmente, mentre si allunga la durata di un impiego presso un’impresa. Tutto questo dovrebbe avvenire nell’ambito di un contratto a tempo indeterminato, uguale per tutti e indipendentemente dall’età del lavoratore. Al contempo, la durata massima dei contratti a tempo determinato dovrebbe essere ridotta a dieci-dodici mesi. La scommessa è: i giovani lavoratori accetteranno un percorso verso la stabilità partendo da un contratto che, solo in teoria. non ha limiti di durata?
Una seconda possibilità è proposta dal modello danese con la sua "flexsecurity", ossia flessibilità economica unita a sicurezza sociale. In Danimarca un impiego dura in media quattro anni e ogni danese cambia almeno cinque volte datore di lavoro nel corso della sua vita lavorativa. Gli imprenditori hanno grande libertà di licenziare, mentre il lavoratore licenziato, dal primo giorno di disoccupazione percepisce un assegno da parte dello Stato pari all'80-90% del suo stipendio per quattro anni. E’ un modello sociale che mira a salvare le persone piuttosto che i posti di lavoro, investendo sulla formazione dei lavoratori per orientarli verso nuovi settori. Modello assai costoso, e l’Italia col debito che ha, se lo potrà permettere solo recuperando evasione fiscale (ricordiamo che questa equivale a ben 5 finanziarie pesanti l’anno).
La “legge Biagi” è diventata la cartina di tornasole delle visioni del capitalismo, dei 2 fondamentalismi, tra stato e mercato. Lo Stato deve e può trasformare il precariato in flessibilità. Troppo piano va il piano di riforma della legge 30.
Un abbraccio.
Mauro Gallegati
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MessaggioInviato: Lun 25/Giu/2007 19:53    Oggetto: Rispondi citando

Dal blog di Grillo:

Un master alle spalle da "Schiavi Moderni"

"Sono anch’io un lavoratore di call-center. Ho 27 anni, sono laureato e ho un master alle spalle. Sono uno di quelli altamente qualificati che stentano a trovare un lavoro dignitoso e che ripiegano nei call-center per avere qualche centinaio di euro in più in tasca.
Sono anch’io uno schiavo moderno. Circa un mese e mezzo fa sono stato assunto come operatore outbound (in pratica rompere le balle alle persone fino alle 9,30 di sera!) per una scuola di inglese di Napoli a 5 € lordi l’ora. Inutile dirti che in questo call-center siamo tutti laureati o laureandi (potendo scegliere scelgono il meglio, mi pare ovvio!). Questa mattina sono stato convocato dal mio supervisore in merito al mio recente rendimento: a detta sua scarso e aggravato dal mio comportamento “strafottente nei suoi confronti”. Che tradotto significa: rifiutarsi di venire a lavorare prima senza che il tempo in più venisse conteggiato, richiedere la copia del contratto che abbiamo firmato senza che ci fosse la data di fine rapporto e, cosa più grave di tutte, esprimere le mie idee (ci tengo a precisare comunque che il mio rendimento non è poi così scarso: non sono mai stato assente nel mese di marzo e ho già fatto un paio di contatti utili ai fini dell’obiettivo mensile).Tutti quelli che lavorano, hanno lavorato e, sono sicuro, lavoreranno in questo call-center firmano contratti di collaborazione a tempo determinato nei quali è lasciata in bianco la data di fine e soprattutto senza che ne venga data la copia firmata (i più fortunati hanno al massimo una fotocopia!).
Il supervisore, dopo aver ricamato in modo patetico sul mio comportamento “sovversivo” mi ha invitato a firmare le dimissioni e al mio rifiuto è andato su tutte le furie dicendomi che solo per tale comportamento meritavo di essere mandato a casa (rinunciare di firmare le dimissioni?). In evidente difficoltà mi ha fatto parlare con il direttore dicendo che non voleva altri casini e che stavo dando i numeri."
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MessaggioInviato: Dom 01/Lug/2007 14:06    Oggetto: Rispondi citando

Dal blog di Grillo:

Il nostro dipendente precario Prodi ha affermato più volte che la lotta al precariato è una priorità del suo governo. C'è da chiedersi allora perchè il precariato sia così diffuso proprio nel pubblico impiego. Sono precari, oltre ai soliti insegnati, anche coloro che forniscono informazioni per gli enti previdenziali, il lavoro, le pensioni. Un paradosso.
Pubblico una lettera del professor Gallegati del dipartimento di Economia della Università Politecnica delle Marche sulla proposta di modifica della legge Biagi del Governo.
A seguire riporto l’ennesima testimonianza dal libro Schiavi Moderni (100.000 copie scaricate).

“Caro Beppe,
Ho valutato la proposta del Governo sulla legge Biagi in collaborazione con Roberto Leombruni.
Precariato, ecco il piano-piano del governo.
Sono tre le proposte, per le quali Damiano merita, rispettivamente, un più, un pari, e un meno sul registro.

- Sui contratti a tempo determinato. Per definizione sono contratti che hanno una durata limitata nel tempo: se una impresa vuole il lavoratore più a lungo, c'è il contratto normale, a tempo indeterminato. Dal 2001 però possono essere ripetuti quante volte pare, basta che passino 20 giorni tra la fine di un contratto e l'inizio del successivo. E' la visione della verginità del centro-destra, dopo venti giorni di astinenza le ragazze riacquistano la verginità. Damiano, giustamente, vorrebbe che le cose tornassero secondo natura, senza che un dipendente debba aspettare 20 giorni senza stipendio aspettando di tornare appetibile per l'impresa. Più.

- Su contratti minori della Biagi. Il governo intende cancellare i contratti di staff leasing e di lavoro a chiamata. Come osserva giustamente Ichino sul Corriere, sono modalità per regolarizzare (garantendo i lavoratori) prassi che esistono a prescindere dalla Biagi. Perché i "camerieri per un giorno" esisteranno sempre, e perché le cooperative che prendono in appalto le pulizie del gabinetto del sindaco e fanno fare il lavoro a un cococò sono peggio - per il lavoratore - che lo staff leasing. Il fatto è che la Biagi ha una "brutta reputazione", e riformarla fa sempre immagine. Pari (non "meno" perché comunque, per ammissione di Confindustria, non sono praticamente utilizzati dalle imprese).

- Parasubordinato. Si propone anche un nuovo aumento dei contributi previdenziali per i parasubordinati, che già con l'ultima Finanziaria sono passati dal 18% al 23,5% e che potrebbero salire con la prossima Finanziaria fino al 25-26%. Il governo ci dice che la manovra serve a garantire ai giovani una pensione minima. Bene, finalmente hanno confessato. Almeno un milione di giovani Italiani per dieci anni (da quando Treu ha introdotto la gestione separata nel '96) hanno lavorato senza mettere da parte contributi sufficienti per garantirsi una pensione minima; spesso, con retribuzioni che non gli avrebbero consentito neanche alla lontana di pensare a forme integrative. Visto che finalmente la colpa è stata confessata, la soluzione non è "scurdammoce o passato": l'aliquota "giusta" è il 25-26%? Bene, riconosciamo a quel milione di ragazzi una contribuzione figurativa che vada a colmare quanto per dieci anni non gli è stato versato. Meno, aspettando un più.”
Mauro Gallegati e Roberto leombruni

Servizio formazione/lavoro.
"Ho 34 anni e da ben quattro anni sono collaboratrice “precaria” presso una pubblica amministrazione di rossa fede politica (il Servizio Formazione/Lavoro di una bella Provincia toscana).
Sì, proprio il servizio Formazione Lavoro, fautore delle politiche per l’impiego per combattere lavoro nero e disoccupazione, quello che per primo ha usufruito delle scappatoie offerte dalla riforma Biagi, e ancor prima dei contratti introdotti dal ministro Treu, i cui nomi ricordano volatili neanche tanto intelligenti! Alias co.co.co. Io sto proprio al centro per l’impiego (ex collocamento) e mi occupo di minori e apprendisti, e ne vedo di cose... stare al centro per l’impiego da precaria disoccupata (l’incarico scade tra poco) ed aiutare gli altri a trovare lavoro è come stare legata e imbavagliata sul trono dello chef della cucina di un grand Hotel con i crampi che ti divorano lo stomaco dalla fame. Oltre l’inganno la beffa...
Ci sono entrata con tanto di selezione pubblica: primo premio un contratto co.co.co. (8 mesi di lavoro alternati a 4 mesi di dieta ferrea a base di aria e bestemmie) poi col tempo trasformato in una costosissima partita Iva (cifra dimezzata per un monte orario equivalente) che serve a mantenere in vita il mio carissimo commercialista ma non me stessa (poveretto... quando mi chiama per comunicarmi le periodiche spese da versare balbetta imbarazzato come se si accorgesse all’improvviso di avere la patta aperta davanti allo sguardo incredulo di una suorina vergine! È una brava persona, la sua empatia di questi tempi mi commuove... talvolta mi sento di tranquillizzarlo con frasi del tipo “sa dottore forse ora faccio un concorso e chiudo tutto entro l’anno”, “Beh speriamo bene...” risponde lui.).
L’apertura della partita Iva (impiegata per mascherare un lavoro da dipendente) dall’Amministrazione Pubblica non mi è stata proposta ma imposta come un ultimatum.”
L. A. 09.05.2006 10:14
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MessaggioInviato: Mer 04/Lug/2007 9:50    Oggetto: Rispondi citando

Chi esercita una professione di solito le dedica tutto il suo tempo, energie, pensieri. Un idraulico che fa anche, che so, il presidente di una bocciofila, dovrebbe, prima di tutto, riparare le tubature. Non andare a punto o bocciare lasciando la lavatrice smontata.
Un vero ministro non dispone di un solo secondo da dedicare al partito. Per amenità come ricevere funzionari del partito al ministero. Comparsate politiche a destra e a manca. Dichiarazioni sullo scibile umano filosoficopoliticocostituzionale.
L’operato di un ministro è fondamentale per il Paese. Non dovrebbe poter andare neppure al cesso. Fare il ministro e il politico insieme è umanamente impossibile. O uno, o l’altro. Gli italiani si aspettano che i ministri governino il Paese, non che raccattino consensi per poltrone attuali e future.
I ministeri devono smettere di essere serbatoi di voti. E’ un conflitto di interessi in piena regola. Non si può servire Paese e partito. Tralascio discorsi di competenze, cosa c’entra, ad esempio, Mastella con il ministero della Giustizia?
Chi diventa ministro deve dimettersi temporaneamente dal partito. Un blind trust politico. E impegnarsi a tempo pieno durante il suo mandato. Per il suo orgoglio, se lo ha, e per noi che lo paghiamo profumatamente. Oggi, se va bene, i ministri politici fanno il part time, e prendono anche gli straordinari.


Ps: Se incontrate un parlamentare condannato in via definitiva fategli un cenno di saluto. Una V con due dita aperte, lui penserà alla vittoria. Voi sapete che è qualcos’altro.
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MessaggioInviato: Ven 10/Ago/2007 18:37    Oggetto: Rispondi citando

Dal blog di Grillo:

La Presidenza della Repubblica mi ha scritto per ringraziarmi “vivamente” per il libro “Schiavi Moderni”.
Il Capo dello Stato è d’accordo con i precari. E’ una buona notizia. Napolitano può fare molto per cambiare le cose. Per esempio comprare diecimila copie del libro da distribuire a Confindustria. Qualcuno forse si vergognerà di esternalizzare il rischio sui ragazzi e di internalizzare il profitto sul conto corrente.
Scaricate e fate circolare “Schiavi Moderni”. E' arrivato a 170.000 copie, ma non basta.
Pubblico una storia sulla generazione perduta.

“Sono stanca di stare tra i precari, ma ci sto con dignità. Ho 33 anni, una laurea in sociologia appesa alla parete in casa dei miei... una loro piccola vittoria! Ho debuttato nel mondo del lavoro in un call–center aprendo la partita Iva, poi come segretaria con contratto co.co.co. tra l’altro non più rinnovato causa “crisi economica” (500 euro al mese per 40 ore settimanali). Altre piccole esperienze tanto per non pesare ai genitori. Nel frattempo ho preso il tesserino di pubblicista, perchè il mio sogno nel cassetto “era” fare la giornalista sportiva... Sono finita nel ristorante di un mio parente con contratto a progetto per 800 euro. A questo punto ho deciso di fare il grande salto: vivere da sola, anzi insieme a un’amica, pur non avendo le famose certezze, ma un affitto al passo dei tempi! Stanca di lavorare sempre e solo la sera ho di nuovo cambiato per lavorare in un negozio di abbigliamento come commessa, finalmente assunta, ma part-time: 25 ore a settimana per 600 euro, non male! Ma abbastanza frustrata. Alcune sere arrotondavo nel ristorante. Ora mi trovo in una delle più grandi società di telecomunicazioni italiana, nella speranza di essere assunta a tempo indeterminato. L’occasione mi è stata data da un amico di famiglia forse perchè mi è riconoscente di essere stata una brava baby-sitter per sua figlia, gli euri sono quelli della media, 5,11 euro l’ora... contratto co.co.pro. rinnovabile ogni 3 mesi per la fantastica cifra di 900 euro al mese, fortunata perchè mi vengono retribuiti anche gli straordinari 5 euro l’ora...
Vorrei andarmene da questo Paese...”
C.D. 21.02.2006 16:08
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MessaggioInviato: Ven 10/Ago/2007 18:38    Oggetto: Rispondi citando

Ricordo che il libro si può scaricare direttamente dal blog di Grillo qui:

http://grillorama.beppegrillo.it/schiavimoderni/
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