Greezer Pubblicitaria Assassina Sesso: Età: 21 Messaggi: 3025 Località: Eh sapessi........!!! Impiego: DJ di origine protetta!! Interessi: MUSICA!
Inviato: Dom Set 25, 2005 3:33 pm Oggetto: Tutto è fatidico.....
"Un racconto è come un bacio veloce, nel buio, ricevuto da uno sconosciuto… può essere dolcissimo e nell’intrinseca brevità del gesto risiede la sua speciale attrazione".
TUTTO E' FATIDICO di Stephen King
E' una raccolta di quattordici storie tutte precedentemente edite altrove ma mai collazionate, King torna a descrivere l’arte del racconto, con le sue croci e delizie di arte in estinzione. E dal momento che il racconto è forse la prima forma di scrittura con la quale un autore si esprime, King si rivolge principalmente agli esordienti, la cui strada è diventata quasi impossibile da percorrere rispetto agli anni in cui le riviste che offrivano la possibilità di pubblicazione abbondavano sul mercato e il King ventunenne vendeva le sue prime storie. Del resto, alle difficoltà editoriali ci si aggiungono quelle compositive: "scrivere racconti non è così facile come leggerli", afferma il Re che di fronte a questa antologia esprime la sua soddisfazione, esortando i suoi lettori a sostenere l’arte della narrazione breve acquistando le varie raccolte di racconti scritte da autori che conoscono il loro lavoro e che lo fanno nel modo più onesto possibile.
"Tutto è fatidico" si apre con il racconto "Autopsia 4". La storia propone una paura quasi ancestrale, quella della tumulazione prematura o se vogliamo, in questo caso, dell’autopsia su vivente. E’ ambientato a Derry, in un ospedale, e per chi soffre di claustrofobia non è certo un cordiale. L’autore ci regala trenta pagine di autentica suspence, corroborate da un umorismo che contribuisce a modernizzare un’ipotesi classica nel suo genere.
"L’uomo vestito di nero". In un clima senza tempo, il racconto ci presenta un incontro con il diavolo sulle rive del Castle Stream. A raccontare l’infelice e terrificante esperienza è un vecchio; lo fa per la prima volta e per iscritto, in un diario, consapevole che l’estraneo che sfoglierà quelle pagine probabilmente non crederà a una sola parola. Come nel precedente racconto, King torna sul tema della morte, sulla paura di perdere i propri cari, tema che lo scrittore in tutti questi anni di folgorante carriera ha più volte sezionato con l’abilità di un chirurgo. La morte come ossessione torna in "Tutto ciò che ami ti sarà portato via", racconto pubblicato precedentemente sul New Yorker che narra la storia di un commesso viaggiatore con la mania per i graffiti. Ne raccoglie da anni, nel corso dei suoi spostamenti, annotandoli su un taccuino con tanto di varianti e senza neppure saperne il motivo. Si potrebbe dire che il triste ometto, venditore al momento di cose surgelate, ne è addirittura ossessionato anche perché in fondo quella raccolta è l’unica cosa che possiede davvero. Decifrare quelle frasi è la sua unica ragione di vita.
"La morte di Jack Hamilton", storia apparsa sul New Yorker, è una gangster story con un finale insolito. Il racconto, ispirato a "I giorni di Dillinger" di John Toland, ripercorre un episodio di vita del mitico fuorilegge Johnnie Dillinger, raccontato dal suo complice Homer Van Meter, a cui è affidato il compito di rivelare al lettore un particolare di cui nessuno è mai stato a conoscenza.
Un ex giornalista rinchiuso nel seminterrato del Ministero dell’Informazione, in America Latina, è il protagonista di "La camera della morte", in cui si trova alle prese con un interrogatorio violento che promette di non concludersi felicemente, almeno per lui. Il racconto era già contenuto nell’audio book "Blood and Smoke", una deliziosa confezione a forma di pacchetto di sigarette (che ricorda quello delle Marlboro) pubblicata nel 2000 da Simon & Shuster, contenente quattro cd audio per la durata complessiva di circa 3 ore e mezza. "La camera della morte" non è l’unica storia contenuta in "Tutto è fatidico" estratta da quell’audiobook; gli altri due racconti sono "Pranzo al Gotham Café" e "1408". A chi non abbia avuto modo di ascoltare l’audio book, peraltro narrato dalla voce dello stesso Stephen King, queste tre storie potrebbero risultare in parte fuori contesto e poco godibili. In realtà il problema è a monte: furono composte appositamente per immergere il lettore nel mondo leggermente paranoico e frustrante di chi ha smesso di fumare e si trova in piena crisi di astinenza. Un’esperienza di cui King, che aveva non da molto rinunciato definitivamente al tabacco, voleva rendere partecipe il suo prossimo. Nelle tre storie l’atto di fumare o l’astinenza da tale atto sono quindi fonte di ansia e di senso di isolamento. In questa raccolta, quindi, manca il crescendo di tensione che unisce in un ordine affatto casuale queste tre storie, che culminano proprio con questo racconto appena citato, "La camera della morte", dove l’ultimo desiderio di un uomo che sa di non uscire vivo dal pressante interrogatorio al quale è sottoposto, è proprio un’ultima sigaretta. Torneremo sul tema a suo tempo, con gli altri due racconti.
La storia che segue ha già visto le stampe in Italia, nell’antologia fantasy di Robert Silverberg "Legends: racconti inediti dei maestri del nuovo fantastico" (Sperling & Kupfer). Si tratta di "Le piccole sorelle di Eluria", in cui King offre un episodio correlato alla serie della Torre Nera, naturalmente con l’ultimo dei pistoleri Roland di Gilead come protagonista. Si tratta di un racconto che, come lo stesso King sottolinea, non richiede una previa conoscenza dei libri sulla saga, ma che comunque contiene i temi di quell’epopea. La storia si svolge prima che il mago Walter, l’uomo in nero, fugga nel deserto e il pistolero lo segua. Una specie di prequel, dunque.
"Tutto è fatidico" dà il titolo alla raccolta ed è una storia che in parte evoca il clima del racconto "Uomini bassi in soprabito giallo", dell’antologia "Cuori in Atlantide" (Sperling & Kupfer), e in parte proprio la saga della Torre Nera, se pensiamo ai suoi "vettori". Il nuovo lavoro di Dink Earnshaw gli ha portato una casa tutta per sé, una macchina nuova e soldi necessari a soddisfare le sue necessità. Conoscere Mr Sharpton gli ha cambiato la vita perché la sua proposta, "una vera e propria avventura", non si poteva rifiutare. Non a diciannove anni, senza un diploma, a Columbia City, con la prospettiva di invecchiare consegnando pizze a domicilio. Dink non ci ha pensato due volte ad accettare quel lavoro: è un ragazzo sveglio. Non a caso è un tramite.
Sembra scritta per chi ancora non è convinto se un animale in casa possa cambiare la vita, questa storia tutta dedicata ai nostri amici a quattro zampe. "La teoria degli animali di L.T.", lascia all’immaginazione dei destinatari di tale racconto (e potremmo dire di chi racconta la storia, il narratore il cui nome è contenuto nel titolo) la conclusione più adeguata. Comparso nella raccolta della Philtrum Press "La teoria degli animali di L.T." non è solo una storia divertente, che lo stesso King ammette essere fra le sue preferite quando si tratta di partecipare a letture pubbliche, ma anche aperta a varie soluzioni.
Un quadro che cambia aspetto e assume sfumature inquietanti e minacciose è al centro di "Il virus della strada va a nord", racconto che evoca lo stile dei comic book e che ha per protagonista uno scrittore di libri horror che durante un viaggio acquista un quadro apparentemente normale, ma che si rivela essere dotato di vita propria. Omaggio al classico di Oscar Wilde, "Il ritratto di Dorian Gray", il racconto è apparso precedentemente in "999", raccolta curata da Al Sarrantonio ed edita anche in Italia da Sperling & Kupfer, in due riprese.
Una brutta sorpresa attende il broker Steven Davis al suo rientro a casa, dopo una giornata di lavoro. Sua moglie Diane gli ha lasciato un biglietto nel quale gli annuncia l’intenzione di voler divorziare. Succede in "Pranzo al Gotham Café", in cui per il protagonista si preannunciano brutti giorni, scanditi dagli avvocati divorzisti. Inoltre, Steven ha deciso di smettere di fumare; brutto momento per rinunciare alle sigarette ed è forse anche per questo che l’incontro con l’avvocato di sua moglie e Diane stessa al Gotham Café prende una brutta piega fin dall’inizio. O forse è per via di quel maitre d’hotel così ostile e bizzarro. Il racconto è stato pubblicato varie volte, in "Dark Love", in "Blood & Smoke", in "Year’s best fantasy and horror 1996" e in "Six Stories". E’ uno dei migliori, piccoli capolavori nati dalla penna di uno Stephen King visionario e dalla fantasia inarrestabile. La follia quasi esplosiva che anima le pagine di questo racconto cede il passo a un altro tipo di sensazione, più angosciante, nella storia che segue e che sembra un disco rotto e lanciato all’infinito nella sua ossessiva ripetizione. "Quella sensazione che puoi dire soltanto in francese", pubblicato precedentemente sul New Yorker, racconta di un viaggio aereo interminabile, di déjà vu e di inevitabilità del destino. La personale visione dell’autore su un certo tipo di remunerazione. Di diverso tipo il destino che si "sceglie" lo scrittore di guide ai luoghi infestati in "1408", dove King esplora un tema che i suoi appassionati lettori conoscono bene: l’albergo infestato. Si tratta di una piccola ma raffinata costruzione del 1910 dove lo scrittore Mike Enslin si reca per trascorrere una notte nella famigerata stanza 1408. Quell’esperienza è funzionale al suo lavoro di specialista di luoghi infestati, anche se Mike è uno scettico e non intende prestare ascolto alle suppliche del direttore d’albergo che tenta di dissuaderlo dall’entrare in quella stanza, che non ha una storia felice. Racconto nato per la raccolta audio "Blood & Smoke", "1408" porta alle estreme conseguenze la tensione della classica storia di fantasmi grazie allo stato d’animo del protagonista, che ha smesso di fumare e sa di non poter contare neppure sulle sue sigarette per quella che si preannuncia una lunga e tormentata notte. Se questa storia faceva parte di una raccolta audio, quella che segue, "Riding the Bullet Passaggio per il nulla" fu pubblicata nel 1999 in forma di e-book dalla Scribner. Come King afferma nell’introduzione a "Tutto è fatidico", si tratta della classica storia da raccontare davanti al fuoco di un campeggio, quella di un "Autostoppista Che Riceve Un Passaggio Da Un Morto".
Chiude questa raccolta il racconto "La moneta portafortuna", in cui la cameriera di un alberghetto di Carson City riceve per mancia un quarto di dollaro, accompagnato da un biglietto che lo definisce un portafortuna. Sembra quasi un insulto: con quella monetina non può certo pagare l’apparecchio della figlia né il dottore per curarsi la schiena. Venticinque centesimi di mancia possono solo finire in una slot - machine.
"La maggior parte di voi ha dimenticato il piacere speciale del racconto", scriveva King nella sua introduzione a "Scheletri" e forse il modo migliore per alimentare il gusto della forma letteraria breve non è proprio una raccolta di racconti già editi altrove, ma sappiamo che lo scrittore presto darà alle stampe il nuovo episodio della Torre Nera, un volumone che sicuramente lo ha impegnato duramente, in considerazione di tutti gli appassionati della serie. _________________
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Inviato: Dom Set 25, 2005 3:59 pm Oggetto:
SLK ha scritto:
l'avevo letto tempo fa quando ero fissato con l horror e mi era piaciuto
t è piaciuto in particolare qualke episodio?
a me sembrano degni d nota l'uomo vestito d nero,le piccole sorelle d Eluria e la camera della morte......... _________________
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