f34r ADMIN - troppo sporting! Sesso: Età: 21 Messaggi: 3342 Località: peJi Impiego: starci dentro come i pazzi Interessi: ego
Inviato: Dom Apr 24, 2005 10:17 pm Oggetto: punk emocore
lo aveva proposto Zarba durante l'autogestione questo genere... molto bello...
dopo un po' può stancare, ma risulta molto gradevole.. in pratica è un punk provocato da emozioni (emocore) di ki compone le canzoni... se volete un consiglio in questo momento sto ascoltando l'album dei My Chemical Romance "Three Cheers For Sweet Revenge"
-BlIzArD- Forum Moderator Sesso: Età: 21 Messaggi: 1697 Località: Mr G Impiego: AhhhHHhH quello li ahhhHh che esce tutto Interessi: Quelo quello che tutto che infili ahh che poi tutto il sugoo che poi eh boh ahh
Inviato: Dom Apr 24, 2005 10:31 pm Oggetto:
sento subito _________________ AHhh nononononononono
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Inviato: Lun Apr 25, 2005 4:03 pm Oggetto:
cmq quel gruppo li non mi dice gran chè _________________ AHhh nononononononono
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Inviato: Lun Apr 25, 2005 4:07 pm Oggetto:
Si, è molto moderna come stile. Però non mi piace, esattamente come non mi piacciono i nofx. Musicalmente non mi dicono niente _________________ AHhh nononononononono
Avete presente "All the small things" dei decantatissimi Blink 182? Ebbene, quello non è emo-core. Ma, anche se i puristi non saranno d’accordo, il brano dell’ultima "gallina dalle uova d’oro" del punk melodico americano, pur non appartendo direttamente al genere di cui stiamo per parlarvi, è qualcosa che gli si avvicina molto. Prendete infatti due chitarre, un basso, una batteria, le progressioni ritmiche del punk più autentico e un pizzico di sperimentazione e mescolate il tutto con testi introspettivi ed esistenzialisti. Otterrete cosi’ l’emotional driven hardcore (per gli amici emo-core), ultima sensazione sonora a stelle e strisce che, tanto per cambiare, sta conquistando il mondo…
Emotionally driven hardcore
La definizione di "hardcore emotivo" non è una novità degli ultimi mesi. Si racconta, infatti, che questa nuova etichetta di genere sia nata intorno alla metà degli anni ’80 per descrivere la musica dei Rites of Spring e degli Embrace, atipiche band della scena post punk di Washington che di li’ a poco andranno a fondersi l’un l’altra dando vita ai Fugazi.
E proprio la band d’opposizione per antonomasia, il gruppo che è entrato nella storia del rock per il suo totale rifiuto di firmare contratti con le major e di passare per Mtv può essere considerato in qualche modo il capostipite di una "scuola" che solo oggi sta riscuotendo i primi, lusinghieri riscontri di massa. Già in album come "13 songs" o "Repeater" (’90), editi per la propria gloriosa etichetta discografica Dischord, è infatti possibile trovare tutti gli elementi distintivi del nuovo filone, dalle progressioni ritmiche pronte ad esplodere in improvvise schegge noise all’attenzione finalmente centrale nei confronti dell’aspetto lirico.
Di vera e propria esplosione emo-core, però, si comincia a parlare solo verso la metà degli anni ’90, quando anche a Chicago e poi in California arriva il nuovo verbo, portato avanti da etichette come la Ebullition, la Polyvynil, la Tree e specialmente la Cargo - Headhunter di San Diego che, nel giro di pochi mesi, danno alle stampe le opere programmatiche del genere. E’ il caso, ad esempio, dei Drive Like Jehu del mitico batterista e produttore Mark Trombino (lo scopritore dei Blink 182…) autori dell’ottimo esordio omonimo targato ’91, dei più melodici Jawbox e Shudder to Think, degli eterei Joan of Arc e persino dei primi lavori di due band che seguiranno tutt’altra strada (il post rock) come gli Slint e i June of ’44.
Fin dai primi parti discografici, comunque, appare subito evidente come i gruppi di questa nuova ondata preferiscano citare tra le proprie influenze l’indie rock trasversale e malinconico degli Husker Du, dei Pixies e dei Buffalo Tom piuttosto che le più prevedibili radici punk ’77 di marca Sex Pistols. Ne sono testimonianza, ad esempio, le prime band capaci di tirare fuori la testa dall’underground come i Quicksand, i Sunny Day Real Estate e, in una dimensione ancor più interiorizzata ed esistenziale, gli splendidi Karate e Van Pelt che sembrano aprire una prospettiva, per cosi’ dire, cantautoriale a un filone già esploso in breve tempo nelle direzioni più disparate.
L’affermazione e i sottogeneri
Certo, il genere di cui stiamo parlando è ancor oggi piuttosto sommerso e non può ovviamente competere con le cifre multimiliardarie del "fratello maggiore" chiamato punk melodico (quello, per intenderci, degli Offspring, dei Green Day e dei No Fx), ma se andiamo ad analizzare le vendite di band come i Get Up Kids (considerati oggi in America la vera e propria icona dell’emo-core), i Promise Ring, i Braid e soprattutto i Jimmy Eat World, possiamo renderci conto di come questo filone stia pian piano diventando il genere preferito degli adolescenti americani che si fanno le ossa imparando a suonare in una college band. Un po’ quello che era successo dieci anni fa con l’avvento del grunge…
Come per tutte le musiche, tentare di dare una sistematizzazione precisa a epigoni e sottogeneri è impresa che sfiora l’impossibile ma, nel caso dell’emo-core odierno possiamo provare a delineare tre linee di tendenza generale. La linea principale, quella più vicina alle istanze originarie (definita anche emo-indie), comprende i nomi appena citati e, come spesso capita, è quella più povera d’idee. L’emo-core "cantautoriale" e il post emo, invece, meritano un discorso più particolareggiato.
Contraddistinti da tratti sonori e lirici sempre più intimistici e solitari, gruppi come Secret Stars, Idaho, The Lapse, Rainer Maria e atipici cantautori come Jen Wood e Pedro The Lion sviluppano su basi davvero affascinanti quanto già "annunciato" dai Karate di Geoff Farina e dai Van Pelt di Chris Leo. Su un fronte già dominato dalle tessiture iterative del post rock, invece, band come i Boys Life, gli Ethel Meserve, i Chune, i Deadbolt, i Thumbnail si sbizzarriscono a sperimentare clamorose contaminazioni con generi opposti di 180 gradi come il folk, lo stoner, il country e persino il death metal.
Insomma, come si può notare, il panorama è vasto e in continua mutazione e se anche lavori non propriamente emo come il bellissimo "Keep it like a secret" dei Built to Spill e il poliedrico "Madonna" degli And You Will Know Us by the Trail of Dead ci ricordano l’epicità malinconica dei Fugazi e dei Get Up Kids, certamente non si tratta di un caso…
Prima di concludere, vorremmo almeno citare l’ancora poco sconosciuta scena emo-core italiana che, con gruppi di culto quali Eversor e Hangin’ on a Thread, dimostra di non aver nulla da invidiare alle ben più influenti band d’Oltreoceano. E non possiamo infine dimenticarci di come l’influsso di gruppi come i Karate e gli Idaho sia ben presente anche nell’opera della bravissima Lalli (l’ex cantante dei Franti) che, nel suo più recente mini album, coverizza proprio la stupenda "Shoe in" dei Secret Stars.
Maurizio Marino
20 dischi consigliati
* Rites of Spring "Rites of Spring" (’85)
* Shudder to Think "Ten spot" (’90)
* Drive Like Jehu "Drive Like Jehu" (’91)
* Sunny Day Real Estate "Diary" (’93)
* Jawbox "For your own special sweetheart" (’94)
* Fugazi "Red medicine" (’95)
* Boys Life "Departures and landfalls" (’96)
* The Promise Ring "30 degrees everywhere" (’96)
* Rainer Maria "Past worn searching" (’97)
* Van Pelt "Sultans of sentiment" (’97)
* Braid "Frame and canvas" (’98)
* Chune "Fishwrap" (’98)
* Karate "The bed is in the Ocean" (’98)
* The Lapse "Betrayal!" (’98)
* Jen Wood "No more wading" (’98)
* Built to Spill "Keep it like a secret" (’99)
* Get Up Kids "Something to write home about" (’99)
* Joan of Arc "Live in Chicago 1999" (’99)
* And You Will Know Us by the Trail of Dead "Madonna" (’00)
* Pedro The Lion "Winners never quit" (’00) _________________ no f34r no p41n
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Inviato: Lun Giu 20, 2005 1:17 pm Oggetto:
beh quella canzone ke ti ho consigliato io è una delle più lente e "passionali"-"romantiche" ke hanno fatto..... il primo albun, ke mi sono procurato ieri, è davvero uno sballo, più duro, forse "più vero".... consigliatissimo (si kiama: I brought you my bullets, you brought me your love) _________________ no f34r no p41n
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