Pumba

 Sesso:  Età: 22 Messaggi: 576 Località: Un po', qui, un po' lì, un po' quà, un po' la, chissà dove vai mai sarà? Impiego: studente universitario (ghgh) Interessi: la mia ragazza, la mia macchina, heavy metal, basketball,
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Inviato: Mar Nov 18, 2008 8:42 pm Oggetto: Piccola discussione:perchè chiamo le cose con il loro nome |
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Qualche giorno fa ho comprato un libro, molto carino, comico, di un certo george mikes, ok america (how to scrape skies).
Il libro è carino, divertente, su alcune cose fa un po' riflettere.
Parla della società americana di circa 50 anni fa.
Noto, nelle pagine, che gli afroamericani, la gente "di colore", ecc, vengono chiamati negri.
Ora, dirò questo:
un tempo gli spazzini erano spazzini, oggi sono operatori ecologici
un tempo i bidelli erano bidelli, ora sono operatori scolastici
un tempo gli orfanotrofi erano orfanotrofi, ora sono case famiglia
un tempo le galere erano galere, ora sono istituti penitenziari
un tempo gli handicappati erano handicappati, ora sono diversamente abili
un tempo i negri erano negri, ora sono persone di colore
e quanti altri sul genere...
Io rispetto gli spazzini che lavorano e puliscono, cerco di sporcare in giro il meno possibile, e perchè amo che il luogo dove vivo sia decoroso, e perchè non mi piace inquinare.
Apprezzo il lavoro di chi pulisce la strada.
Ma se io li chiamo operatori ecologici, la strada non si sporca meno, e la gente contiuna a lordarla.
Non aumento il loro stipendio.
E la stessa cosa si può dire dei bidelli.
Quindi, io continuerò a rispettarli, e a chiamarli spazzini e bidelli
Mi dispiace che ci siano bambii senza genitori, o con genitori tali da vergognarsi di averli. Ma il chiamare l'orfanotrofio casa famiglia non aiuterà sti bambini, non gli darà una mamma e un papà amorevoli e degni che li accolgano a braccia aperte. Non farà si che i loro genitroi tossici e ubriaconi rinsaviscano.
Mi dispiace per loro, ma chiamare la casa famiglia in questo modo, non li aiuterà.
Quindi, per me resterà orfanotrofio.
Le galere: che chiamarle istituti penali, case circondariali aiuterà i carcerati a tornare sulla retta via? Forse farà si che non si delinqua più?
No. Per me resteranno carceri.
Un sordo è un non udente. Un cieco è un non vedente. Un muto cos'è, un non parlante? No. un muto è e rimane un muto. Che bella ipocrisia.
Che senso ha chiamare un handicappato "diversamente abile"?
Diversamente abile è Mattia, un mio amico, che suona il basso, mentre io non lo suono. Lui è diversamente abile rispetto a chi non lo sa suonare, in quanto abile in modo diverso, giusto? Esattamente come io posso essere abile a suonare la chitarra, qualcun'altro a svolgere un'equazione di 18° grado e altri a fare una torta sacher.
Siamo tutti diversamente abili rispetto agli altri.
Un handicappato, invece, è qualcuno che ha un handicap, uno svantaggio.
E sfido chiunque a dire che un sordo non è svantaggiato, rispetto a chiunque senta bene.
Di fondo, anche io sono un handicappato, in quanto ho gli occhiali. Senza, non vedo.
Il mio è un lievissimo handicap.
Quello di un tetraplegico è un handicap grave.
Chiamarlo diversamente abile non lo aiuterà, non aiuterà un cieco a vedere, un sordo a sentire e a un minorato mentale a scrivere il proprio nome.
Sono cosciente dei loro problemi.
Dei loro svantaggi, e me ne spiace.
Ma per me, rimangono handicappati
i negri: posso tollerarli o meno, non è argomento di discussione.
Posso apprezzarne la cultura o denigrarla.
Ma resta un fatto: persone di colore? Che , io sono sbiadito? No.
Neri. Non lo sono. Sono marrone scuro.
Perchè ora si è deciso che chiamare un negro negro è sbagliato quando per anni lo si è fatto?
Io rispetto quelli che lavorano, che si fanno il culo, che vogliono migliorare il luogo dove vivono.
Se funzioni, mi vai bene, bianco o negro.
Ma non ti chiamo nero.
Sono stufo di sti cazzo di sepolcri imbiancati, sono stufo marcio del politically correct.
Passiamo la vita a chiederci come chiamare qualcuno o qualcosa per non ferirne i sentimenti o per renderlo più piacevole come imago mentis.
Ma se un posto è una merda, una merda rimane.
Se una persona fa un lavoro che noi deridiamo, non serve a nulla chiamarlo con un nome fru fru e continuare a denigrarlo.
Smettiamola di pensare alle stronzate. E cominciamo a pensare alle cose serie.
Davvero...ragazzi, siamo NOI quelli di domani.
So che sembra una bella utopia, so che sembra molto eravamo quattro amici al bar che volevano cambiare il mondo.
Qua non si tratta di cambiare il mondo, non ce la faremo mai solo noi. Facilmente nemmeno i nostri figli.
Forse i nostri nipoti vedranno qualcosa.
La strada è lunga? Si, vediamo di tirarne su l'inizio, di dare il via ai lavori, di fare la posa della prima pietra.
Chissene della società di oggi.
La società di oggi non è quella che abbiamo creato noi, ma quella che E' STATA creata per noi.
Siamo noi a dover costruire quella di domani. Semplicemente, perchè saremo NOI a viverci dentro.
E se tra tanti anni sentiremo uno della nostra età di oggi dire che la società in cui vive fa schifo, bè, allora pensiamo al giorno in cui abbiamo letto sta cosa che scrivo.
Pensiamo a qunto abbiamo fatto, e a quanto potevamo fare.
E pensiamo al fatto che se la società di quel giorno x farà schifo, sarà anche un po' colpa nostra. _________________ E a coloro che non bevono birra, Dio neghi anche l'acqua!
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